Carissimi amici,

ruberò solo un minuto del vostro tempo per alcune riflessioni sullo stato attuale del PLI. Da qualche tempo ho evitato di prendere posizione su molte questioni. L’ho fatto anche per evitare imbarazzi e difficoltà a chi – con encomiabile impegno – ha cercato di presentare liste liberali per le amministrative 2010. I risultati però -è inutile nasconderlo- sono stati sconfortanti. Ovunque.

Ci sono almeno 2 equazioni che da anni intrappolano il PLI, impedendo che in Italia nasca un vero movimento neo-liberale. Sono equazioni che dobbiamo assolutamente spazzare via, se necessario anche con immediati ricambi nella classe dirigente.

PLI = Nostalgici.

Troppi percepiscono la dirigenza PLI come un rifugio di nostalgici della Prima Repubblica. Finiamola. E’ assurdo rimpiangere la stagione delle baby pensioni, dell’ “assumi chi ti vota” e del debito pubblico che ha messo l’ipoteca sui sogni delle future generazioni. Personalmente, non ritengo di avere nulla da imparare da quella classe politica.

PLI = Centristi.

Troppi sono confusi in merito alla nostra collocazione apparentemente “ondivaga”. Certamente, i liberali – campioni di razionalità –  devono riconoscere e appoggiare le buone proposte, da qualsiasi parte politica provengano. Ciò non significa dimenticarsi di alzare la voce – in maniera netta e intransigente – su alcune battaglie irrinunciabili.

1. Rigorosa analisi delle politiche di spesa dello Stato e degli enti locali;

2. Attenzione al tema dell’educazione, che invece di essere “ascensore sociale” é imbalsamata in Italia dal monopolio statale;

3. guerra senza quartiere al leccaculismo imperante nelle professioni, nello Stato, nelle Università.

Questi sono 3 pilastri da cui ripartire, con forza e veemenza. Serve un movimento agile, giovane, colto, e con messaggi forti e chiari. Venendo a questioni più contingenti, non mi ha appassionato il recente dibattito sulle liste di Roma e sui relativi ricorsi amministrativi. Né posso dirmi dispiaciuto dell’allontanamento di Roberto Petrassi, ex segretario del Lazio, con cui da tempo avevo maturato insanabili contrasti in Direzione Nazionale. Devo poi spendere un istante sul nenonato movimento giovanile. Chi conosce le vicende del PLI sa quanto auspicassi il movimento come luogo di promozione di giovani talenti. Miopi beghe congressuali e piccole invidie hanno prodotto un comitato inerte, privo di leadership e francamente inconcludente. Me ne dolgo.

E’ stato inoltre un peccato non spingere alcuni giovani del PLI a unirsi ai “laboratori di idee” che sono sorti negli ultimi 2-3 anni. Penso a ragazzi come Alfieri, Perazzi, Macchioni, Di Rienzo, Anetrini, Risso e anche a molti altri, che in quei laboratori avrebbero potuto esprimersi ed emergere. Laboratori che – piaccia o no – sono destinati a segnare il futuro di questo Paese, non appena si risveglierà un minimo di coscienza politica. Laboratori che – ci scommetto – non mancheranno di richiamare la tradizione liberale, magari senza averla compiutamente elaborata, ma per evidenti ragioni di convenienza. Aspetto il prossimo consiglio nazionale per disegnare insieme a voi il futuro del PLI, visto che i prossimi 3 anni – senza angoscianti scadenze elettorali –  impongono azioni di rinnovamento immediato e scelte decise. O il Partito decolla, o non ha più senso.

Nei prossimi mesi metteremo ancora una volta alla prova le forze politiche che guidano il Paese. Il Governo Berlusconi ripropone in questi giorni i soliti patetici incentivi – droga di un’economia in crisi permanente – per ingraziarsi chi vende e acquista ciclomotori, lavatrici etc etc… Rimpiango le “lenzuolate” di liberalizzazioni di Bersani. Quello era un uomo con un poco di coraggio. Quest’ultimo – il Bersani che si presenta ai cancelli FIAT la mattina prima delle elezioni – è un poveretto senza idee e senza una visione.  Ai pochi liberali all’ascolto chiedo ancora coraggio, fiducia e ottimismo. Coinvolgiamo persone intelligenti nel partito e mettiamole al lavoro. Dandogli spazio e responsabilità vere, però.

E’ la nostra ultima occasione.

Stefano Maffei

32 Commenti

  1. Il dibattito aperto sul sito dopo le recenti regionali mi induce ad alcune puntualizzazioni che ritengo utili per un’analisi della situazione del partito e del suo futuro.
    – Le elezioni amministrative parziali dello scorso anno, quelle per l’elezione del parlamento europeo e le recenti regionali hanno dimostrato un’estrema debolezza del PLI , manifestatasi nell’incapacità di presentare liste, nei risultati conseguiti ove si sono presentate, ma ancor più nello scollamento che si è verificato nella preparazione di ogni tornata elettorale nella quale ognuno si è ritenuto libero di fare quello che voleva, ossia di candidarsi con chi e come gli pareva.
    – Addossare la colpa di tutto ciò al Segretario Generale mi sembra assolutamente pretestuoso, ingiusto ed inopportuno. Infatti, per quanto mi riguarda, la linea politica seguita dal Segretario Nazionale è sempre stata chiara, ossia volta alla creazione di un partito liberale autonomo dagli altri schieramenti, ispirato ai valori classici del liberalismo (difesa e promozione delle liberta) tra i quali dovrebbe spiccare quello della laicità. In periferia ognuno di noi, nei limiti imposti da questi orientamenti, era sostanzialmente libero di operare nel modo più adeguato in relazione alle situazioni locali al fine di conseguire risultati utili.
    – La mancata raccolta delle firme è da addebitare a deficienze della periferia. Ricordo che per tale incombenza necessitano tenacia e molta umiltà perché si tratta di un lavoro duro e poco gratificante che, tuttavia, può creare mobilitazione e preziosi coinvolgimenti da utilizzare durante ed anche dopo le elezioni. E’ certamente più facile partecipare ad incontri con altri esponenti del mondo politico, spesso senza renderci pieno conto che si tratta di imbroglioni o di millantatori, anch’essi in cerca di scorciatoie.
    E’ ancora più facile farsi ospitare nelle liste di qualche altro partito in barba alla proclamata esigenza di mantenere l’autonomia e di promuovere la visibilità del nostro simbolo. Potrei al limite capire questa scelta se il nostro candidato avesse qualche modesta possibilità di elezione, ma candidarsi nelle liste di un altro partito per prendere un pugno di preferenze significa, oltre che ………..squalificare se stesso, anche danneggiare il PLI. ed offendere gli altri amici che, invece,anche a prezzo di grandi sacrifici, hanno agito secondo gli obiettivi fissati dal Consiglio Nazionale e gli orientamenti della Direzione.
    Con riferimento alle esperienze elettorali mi sembra, quindi, che ci siano ben pochi con le carte in regola per criticare la Segreteria Nazionale.
    – Cosa fare allora? Dobbiamo prendere atto dei nostri gravi limiti e non cercare scorciatoie e capri espiatori .
    Dobbiamo invece individuare i motivi veri delle nostre difficoltà che sono sintetizzabili in due aspetti fondamentali: la mancanza di una nostra forte caratterizzazione e la debolezza (in molti casi assenza) dell’organizzazione periferica.
    – Per il primo aspetto è necessario finirla di litigare su questioni di schieramento tra “destra” e “sinistra” o porci domande sulla tenuta o meno del bipolarismo o unirci al coro degli antiberlusconiani. Ciò non significa, naturalmente, che non si debba parlare di questi concetti, ma dobbiamo renderci conto che essi da soli non portano a nulla.
    – Invece, dobbiamo rispondere ad una semplice domanda: crediamo sia necessaria ed auspicabile la presenza in Italia di un’area (partito) liberale ? Quest’area liberale è diversa dall’attuale destra e dalle attuali sinistre o dall’attuale centro? Io ritengo di sì e penso anche che non ci sia possibilità di organizzare correnti liberali all’interno dei partiti esistenti.. Ebbene , allora cerchiamo di crearla tale area, infischiandocene della destra e della sinistra, del bipolarismo e del bipartitismo, di Berlusconi e di chiunque altro non sia liberale.
    – Ricordiamoci però che nessuno ci regalerà nulla. Ed è per questo che, essendo in pochi, dobbiamo unire le nostre forze ed evitare di dividerci su questioni di schieramento che spesso nascondono mancanza di idee e mancanza di personalità politica.

    – Ritengo che, qualora venga convocato un Consiglio Nazionale, in esso si debbano bandire le recriminazioni e le polemiche per, invece, ricercare ed individuare alcuni punti forti da proporre all’esterno come nostra caratterizzazione. Dobbiamo trovare il modo di riuscire a vendere il nostro prodotto vincendo la concorrenza. Ma ce l’abbiamo il prodotto?
    – Per oggi mi fermo qui. In un momento successivo ( tra qualche giorno)vedrò di avanzare le mie proposte concrete, sia per quanto riguarda i temi che dovrebbero caratterizzarci, sia per quanto riguarda le iniziative da prendere sul piano organizzativo. Per il momento desidererei verificare se questa mia premessa è condivisa da qualcuno. Un cordiale saluto a tutti. Alessandro Dalla Via

  2. Il professore esimio Vincenzo Puzza sarebbe veramente lieto nel vedere scendere in campo alle prossime elezioni politiche un personaggio della società civile proveniente da cultura liberale, come Draghi, Monti o Luca Cordero di Montezemolo. C’è qualche possibilità che ciò accada?

  3. Ciao a tutti, non mi piace scrivere tanto come fate ammirevolmente tutti Voi, ma come già espresso in colloqui avuti con diversi membri del Partito della Lombardia, anch’io sono formalmente contro il commissariamento, ma se questo permette di resettare e ripartire con una squadra più unita e decisa, il Partito ne dovrebbe avere beneficio, ovviamente ci vorrà un pò di tempo e volontà ( anche del foraggio … ) per avere i primi risultati
    Sono convinto da sempre, confermando ciò che dice l’amico Fortuna, che dobbiamo cercare di radicarci nel territorio se vogliamo avere risultati e non fermarci solo alle belle idee

  4. Salve a tutti,
    da poco tempo seguo l’attività del partito e, grazie alla fiducia di Claudio Gentile, ho avuto modo di partecipare al tentativo di presentare una lista liberale indipendente in Toscana per le elezioni regionali.
    L’articolo di Stefano ed il conseguente fermento di commenti mi hanno indotto ad esprimere una breve considerazione. Condivido senza dubbio i “3 pilastri” di cui si parla, nonché l’invito ad un maggior coinvolgimento del mondo giovanile che sia in grado di aggiungere vitalità nelle idee e una benefica energia nell’attività pratica.
    Per quanto riguarda l’equazione PLI = Centristi, rimango dell’idea che il PLI non debba essere ricondotto ne a destra, ne a sinistra e, data la prerogativa laicità, ne al centro se questo deve significare una qualche vicinanza con il mondo cattolico. Semplicemente, il PLI dovrebbe collocarsi ovunque ci sia spazio per promuovere idee liberali e dato il contesto italiano, la scelta di non giungere ad accordi con nessun altro partito mi sembra l’unica possibile.
    Quello che sinceramente non capisco (e sicuramente influisce la mia scarsa esperienza per le vicende di partito) e non condivido, è il motivo per cui una riflessione dagli spunti interessanti abbia indotto molti a cogliere l’occasione per criticare l’attuale Segretario. La sensazione è che sia in corso un tentativo di spostare il dibattito dai fatti e dai contenuti alle persone, come se emergessero rancori, gruppi contrapposti, schieramenti, che nell’insieme credo possano contribuire solo ad indebolire il partito.
    Se le elezioni regionali non sono andate come speravamo non vedo perché gran parte della responsabilità debba essere ricondotta al Segretario nazionale. Sarà che per mia natura sono abituato a riconoscere meriti e responsabilità a chi direttamente si occupa di un’attività, se penso ad esempio al fatto che in Toscana non siamo riusciti a presentare la lista per mancanza di firme, fra i responsabili ci metto in primo luogo me stesso. Poiché senza dubbio era possibile fare di più, in termini di presenza e comunicazione, e certamente non mi aspettavo che Stefano de Luca percorresse le strade toscane con i moduli per la raccolta delle firme. Se è vero come credo che a questo partito manca una presenza territoriale pratica e un’attività più vicina alle questioni locali, non vedo come la colpa possa essere della Segreteria nazionale.
    Ci vuole più collaborazione sulle idee e la volontà di trovare la strada per tradurle in fatti concreti. Non credo in questi casi sia utile un cambio di uomini, ma forse può cambiare il modo di porsi e di comunicare, avvicinando così le idee ai problemi più sentiti e dimostrando una maggiore vicinanza alle questioni territoriali.

  5. Caro Amico, è proprio così, c’ è un Commissariamento in corso in Lombardia, che avrei preferito non fosse mai avvenuto, ma che è la conseguenza di una nefasta politica di scontri, agguati, ricatti e personalismi che mi auguro vada a morire per sempre, se riusciremo a sconfiggere i gruppi, i gruppuscoli, le correnti e le fazioni che finora hanno di fatto impedito una crescita morale ed effettiva del nostro Partito, auspicando che, finalmente, ci si senta Liberali e basta, senza etichette a Denominazione di Origine Controllata, nei confronti di altri troppo uguali che non ci fa comodo avere vicino !
    Quanto a me, sono sempre stato un indipendente, magari scomodo, e tento di continuare. Agli Amici che mi leggono dico soltanto ricostruiamo tutti insieme il P.L.I. della Lombardia !

    Cordialmente

    Nicola Fortuna

  6. Forse qualcuno che frequenta questo sito ricorderà che io mi ero opposto al commissariamento della Lombardia, per ragioni formali: rispetto dello Statuto e delle decisioni del congresso regionale. Tuttavia avevo anche dichiarato che nella sostanza condividevo la decisione della Direzione. Perciò non ho difficoltà a confermare a Nicola Fortuna che condivido la sua posizione e che, se lo vorrà, avrà la mia leale collaborazione.
    A Mario Caputi che chiede (parlando di Stefano De Luca) “Quanti dei lombardi nel comitato da lui nominato NON si sono dimessi?” devo ricordare che il comitato lombardo fu regolarmente eletto, sia pure a seguito di un suggerimento di De Luca, dal congresso regionale del 10 ottobre 2009, dopo estenuanti discussioni fra le varie correnti (o fazioni?) a cui io ero completamente estraneo, e che degli 11 componenti (10 eletti più uno cooptato in qualità di segretario provinciale) ben sei, fra cui lui stesso e io, non si sono dimessi. Non diamo a De Luca colpe non sue. Sapevamo tutti che il comitato non avrebbe funzionato, la responsabilità è interamente nostra e principalmente mia, in qualità di segretario uscente. Anche per questo dò il benvenuto al commissario, pur mantenendo la mia opinione negativa sulla procedura.
    Mario Rampichini

  7. Caro Fortuna,
    prima evochi a “vogliamoci bene” e poi firmi “commissario per la Lombardia, sarebbe bastato: Nicola Fortuna non credi?
    Abbiami. Angelo Caniglia

  8. Cari Amici che mi avete preceduto,
    continuo a sorprendermi della conflittualità e delle polemiche in corso.
    La cosa più strana è che, dopo aver vissuto mesi inconcludenti a livello politico, e mi riferisco in primis alla Lombardia, ci sia chi parta, lancia in resta, con l’ obiettivo, vero o presunto, di far saltare il banco, quando gli stessi giocatori di Poker non son neanche riusciti a mescolare le carte, ed il pudore vorrebbe che si sedessero attorno ad un tavolo con un pizzico di senso di responsabilità per iniziare almeno a distribuirle, le carte stesse !
    La verità, invece, e vorrei tanto sbagliarmi, è che si sta facendo un gran polverone per fini strumentali e per ambizioni sfrenate che, finora, non han portato da nessuna parte. Come si può dar credito a chi, invece di coagulare il consenso, ha fatto il contrario, creando un clima irrespirabile da cui si è appena usciti con un Commissariamento ? Perchè si è cavalcata la conflittualità invece di raccogliere le firme ? E a chi non le ha volute raccogliere, e sono tanti, adesso bisognerebbe dare un’ apertura di credito ?
    In base a quali prospettive ? di fare tabula rasa per potersi sedere al posto dell’ avversario politico ?
    Non sarebbe invece più ragionevole, “con il cuore in mano” di caputiana memoria, mettersi una buona volta a ricreare l’ ossatura del partito partendo dal basso, dal radicamento sul territorio, con volontà ed umiltà, lasciando da parte i galloni da Generale di Corpo d’ Armata e prendendo la tuta di lavoro del Soldato Semplice per costruire qualcosa, e non il tipico velleitarismo onanistico ed inconcludente che finora ha contraddistinto larga parte di noi Liberali ?
    Rivolgo quindi un appello agli Amici di buona volontà per ripartire da zero, con serenità e spirito costruttivo per ricreare almeno in Lombardia, le minime condizioni indispensabili per diventare una buona volta un Partito di nome e di fatto, libero, aperto, rispettoso e solidale. Io, la mia parte tenterò di farla fino in fondo, come sempre.
    A presto !

    Nicola Fortuna
    Commissario per la Lombardia

  9. Mario, io continuo a non capire, e faccio mea culpa, quali siano le responsabilità del segretario riguardo ai comportamenti, o presunti tali (dal momento che non sono presente alle riunioni di direzione) delle persone che tu citi.
    Se non sbaglio, nelle regioni in cui si sono presentate le liste, sia de Luca che Guzzanti, sono andati a dare il loro contributo.
    Tra l’altro, l’ordine del giorno della prossima direzione mi sembra alquanto pregno di contenuto e di progettualità. Una fra tutti, la creazione del gruppo parlamentare.
    Tu contesti a de Luca il non aver cercato di fare squadra, quando proprio nella tua regione ha tentato, attraverso la creazione del comitato, di posticipare liti interne al fine di poter creare una lista per le elezioni regionali.
    Risultato? niente lista.
    Gli contesti inoltre di essersi fidato di gente che lo ha tradito. Questo ti fa onore, anche se la cosa non mi stupisce perchè so che persona onesta e capace tu sia.
    Ma anche in questo caso, che responsabilità ha il segretario? Non credo che si possa sapere a priori chi è traditore e chi no (prendendo sempre per buone le tue affermazioni).
    Io posso dire pubblicamente che alcuni comportamenti non li ho apprezzati, e gliel’ho detto. Tuttavia, poi, riflettendoci, ho capito di avere torto ed essendo giovane mi sono reso conto che ho tanto da imparare.
    Noi possiamo decidere: o scannarci per cambiare il nome ad un negozio di brillanti sulla cima dell’everest o lavorare per spostare l’attività in un centro abitato lasciando il nome invariato.

  10. Cari amici,
    il post di Stefano Maffei si interseca con il mio articolo (ridotto a commento dall’amministratore di questo sito, sic).
    Il mio ha ricevuto 23 commenti. Quello di Stefano 19. Si è parlato di tanto. Ma nessuno, a parte pochissimi coraggiosi, han sfiorato il nocciolo della questione.
    Riprendo allora quanto ho scritto.
    Volete per favore rispondermi o commentare su questi semplici punti (fatti) del mio articolo: “Parlo della incapacità (non volontà?) a formare un gruppo. Stefano De Luca è riuscito a raffreddare gli entusiasmi di quasi TUTTI coloro che lo hanno sostenuto al Congresso Nazionale di Febbraio 2009. Non ha saputo (voluto?) fare squadra. Anzi spesso si è fidato di gente che lo ha tradito alla prima occasione (e alla seconda, o alla terza, etc). Stefano ha acceso fuochi anzichè sedarli, ha separato anzichè unire, ha tolto fiducia anzichè darla.”
    Volete per favore chiedere a Stefano quanti tra gli eletti e/o nominati al congresso di Febbraio nella DN e/o nell’ufficio di segreteria sono ancora con lui? Volete chiedergli chi ancora viene alle riunioni romane? Quante volte sono apparsi Galgano e/o Mauro? Che fine ha fatto Roberto? Che fine ha fatto Stefano? Quante volte Antonietta ha dato in escandescenze? Dove è finita Patrizia? Quanti dei lombardi nel comitato da lui nominato NON si sono dimessi?
    Chiedetevelo. E datevi una risposta. E poi ci riparliamo volentieri!”
    Insomma, Claudio (Ferrante). Non è facendo il “diavolo a quattro” che si crea un movimento politico. Ma creando una squadra omogenea e coesa.
    Per creare una squadra omogenea e coesa occorre scegliere le persone e saper dar loro fiducia (piena)! Visto che dalla Segreteria non arrivano soldi, non arrivano mezzi, non arrivano contatti politici a livello regionale non resta che una sola cosa: il supporto (anche morale).
    Questo NON è stato dato. Inutile girare intorno alle parole. Ed è da questa semplice verità che -se vogliamo salvare il PLI- occorre ripartire.
    Tutti assieme?
    Non so. Ma almeno riconoscetelo. E’ questa la madre di tutti gli errori del PLI.

  11. Ma quando mai le polimiche hanno fatto bene?finiamola e cerchiamo di costruire un futuro liberale che manca in questa nostra nazione.Se c’è qualcuno che vuole prendere il posto del nostro ottimo segretario on Stefano Deluca si faccia avanti, che si passi ai fatti la filosofia, non, porta da nessuna parte, se non al baratro della nullità.L’impegno giornaliero, che viene messo in campo ogni giorno è lodevole, e lo staff dirigenziale merita la mia più sincera fiducia. Tra poco il consiglio nazionale, ed io sto con Stefano De Luca e lo ringrazio per quello che fa ogni giorno.

  12. Apprezzo lo spirito che muove Maffei, e credo che potrebbe essere un ottimo leader, sono anche d’accordo che il PLI necessiti di crearsi una sua nuova classe dirigente attiva ed adeguata alle attuali burrasche della politica, ma a mio modesto avviso credo che qui qualcuno stia pensando di costruire la casa cominciando dal tetto. Non credo che la costruzione di una nuova classe dirigente debba e possa partire in primis con l’avvicendamento del Segretario del partito, al limite quello è il passo finale quando l’edificio è completo. Prima bisogna costruirlo sto partito e dargli una struttura un pò più solida, dargli degli obbiettivi a breve e lungo termine chiari e per quanto possibile condivisi, e questo lo si dovrebbe fare possibilmente insieme al segretario De Luca, magari chiarendosi bene cosa si vuole ottenere. Un nuovo Segretario senza partito temo non potrebbe fare granchè, nemmeno se è un giovane preparato ed intelligente come Maffei.

  13. Caro Stefano (Di Rienzo)
    Sono davvero rammaricato che parole come quelle che hai usato portino la tua firma.
    In primis penso che tu, giovane ragazzo universitario, con l'”hobby” della politica debba quanto meno avere un minimo di rispetto per una persona più grande di te e che ha costituito nella sua vita un’esperienza politica rilevante: da questa persona potresti solo imparare.
    Da quando ti conosco non ti ho visto fare altro che offendere, vituperare, insultare, e contestare senza portare avanti una benchè minima proposta o accennare un contenuto. Penso che i giovani a questo partito possano e debbano dare un contributo per la pars costruens e non per la pars destruens, di quest’ultima se ne fa troppa e ne facciamo voltentieri a meno. Questo partito non ha grandi mezzi, le nostre risorse sono le nostre idee che devono portarci a rappresentare un’alternativa politica; ma questo, caro Stefano, non è proprio l’atteggiamento giusto per diffonderle.

  14. Non capisco di cosa stiano parlando alcuni amici che usano un linguaggio che non si addice ad un Partito che ha le tradizioni e lo stile del PLI. Sarà il segno di tempi nuovi che non capiusco. Ma vorrei tentare di entrare nel merito delle quaestioni sollevate. Francamente mi sembra che proprio coloro che hanno brillato per la loro assenza durante la fase difficile della preparazione delle liste e della titanica impresa di raccolta delle firme, vogliono tentare di nascondere le loro responsabilità, spostando il tiro sul segretario, che ha fatto tutto quanto era umanamente possibile per riuscire a partecipare alla competizione elettorale. Tutto questo mi sembra un chiaro segno di immaturità politica, probabilmente conseguenza del contagio dei metodi in uso nei partiti della Seconda Repobblica, che mi auguro sia al suo epilogo. La Segratreria ha il merito indiscutibile di aver rigorosamente garantito il rispetto della linea approvata dal Congresso, che dovrebbe essere vincolante per tutti.Ho l’impressioine che alcuni, che hanno scelto la nostra mozione congressuale, in realtà, volevano e vogliono essere satelliti del PDL, come sosteneva la minoranza battuta.
    Purtroppo non hanno capito che nel partito berlusconiano spazio per le idee liberali, e soprattutto per il liberali, da tempo, non ce ne è. In ogni caso se intendono ricongiungersi al troncone sconfitto al Congresso e costituire un Partito di ispitazione liberalconsevatrice nel centro destra, lo facciano pure. Noi abbiamo il dovere di garantire la prosecuzione di una linea autonomista, coerentemente interpretata da personalità politiche di notorio prestigio e sicuro rilievo, come quelle dhe in atto guidano iPartito. Per il rinnovamento non basta l’anagrafe, è necessaria qualche altra caratteristca, che non ricosco negli attuali critici, i quali sembrano rincorrere posizioni, anzichè proporre elementi rilevanti di novità.

  15. Gent.le John Wood,
    se volessi dare una risposta alquanto superficiale, potrei dire che almeno l’on de Luca ha avuto la possibilità di avere un incontro, chissà se altri avrebbero la stessa capacità.
    Tuttavia corre l’obbligo di risponderLe in modo più approfondito: Lei ha fatto riferimento ai radicali e all’UDC, evitando di citare altri.Allora le chiedo: 1) chi sarebbero gli altri?
    2)Chi le ha comunicato che l’UDC gli ha dato picche? In Piemonte, per fare un esempio, vi era un nostro esponente candidato nelle liste dell’UDC e sempre nella stessa regione, in particolare in un comune, vi era un lista con i simboli abbinati. Non vedo, quindi, queste picche di cui Lei parla.
    3) Capitolo radicali: se ha avuto modo di visitare le pagine di questo sito, avrà sicuramente letto la mia contrarietà ad un accordo con loro. Sia per i comportamenti avuti negli ultimi tempi nei nostri confronti, sia nei modi di gestire la loro attività politica.
    Tuttavia, tale accordo si è fatto e vorrei chiarirLe,ma ritengo che lo avrà già chiaro, che il mancato accordo non è stato causato da questioni politiche, nè tantomeno personali, ma direi “tecniche”.
    Spero di essere stato esauriente.
    Cordialmente.
    Claudio Ferrante.

  16. Non condivido e reputo ingenerosi gli attacchi al nostro Leader e Segretario Nazionale On. Stefano De Luca.
    L’attuale forza del Nostro Partito è proprio quella classe politica dirigente, che costituisce il valore aggiunto per la rinascita e che purtroppo in molti vorrebbero sradicare.
    La crescita nazionale di un Partito si raggiunge anche attraverso la costruttiva stabilità interna e lo sviluppo dei locali ambiti territoriali.
    Vorrei, inoltre, evidenziare come nelle ultime elezioni regionali, il Pli abbia copresentato, per meriti anche dell’avv. Giuseppe Carrieri, liste con proprio simbolo in Puglia e Basilicata, a differenza del PSDI, del PRI e dei LD (confluti pare nell’UDC).
    Questo ci induce, oggettivamente, a constatare come tra i “piccoli” partiti sopracitati, il PLI sia stato quello più attivo.
    E’ indubbio tuttavia che occorrerà nei prossimi mesi una maggiore attenzione al radicamento territoriale attraverso l’avvicinamento di gruppi liberali indipendenti sparsi sul vasto territorio della nostra Italia, e all’aspetto organizzativo.
    In tal senso reputo lodevole ed utile la relazione organizzativa, stilata dal Dott. Mario Caputi nei mesi passati e pubblicata anche su questo sito internet.
    Quanto poi a parte degli interventi di Luigi Ranieri e Marco S., che colgo l’occasione per salutare e complimentarmi per i risultati elettorali conseguiti in difficili competizioni elettorali, tengo a precisare come la lista PLI/ADC/DC/CACCIA da me formata e coordinata nella circoscrizione di Lecce per le elezioni regionali pugliesi, abbia avuto benefit di gran lunga inferiori rispetto a quelli citati dal Dr. Marco S. e non da me!
    Cordiali Saluti
    Marco Imperio

  17. A Castellani e ferrante che domandano che “Chi può vantare i contatti politici di Stefano De Luca”? vorrei far notare come De Luca sia ormai politicamente fuori da tutti i giochi.
    Ne avrà pure tanti, ma nessuno di questi contatti vuol sentir parlare di lui.
    Pannella gli ha dato picche.
    La Bonino picche.
    Casini picche.
    Per dirne alcuni.
    Ormai è bruciato.
    Oh ma capita in politica eh, mica è un dramma.
    Poi si è messo pure a fare “autosatira” dicendo che la bonino ha perso perchè non ha stretto l’accordo con il PLI.
    Non pensate che sia abbastanza?

  18. Caro Luigi Ranieri mi consta che oltre alla partecipazione dell’On. Paolo Guzzanti ci sia stato anche l’incontro con Bruno Tinti,l’allestimento nel tuo paese (Mola di Bari) di una sede cittadina, un contributo per manifesti e santini elettorali e un contributo spese per i rappresentanti di lista. Pertanto penso sarebbe stato opportuno ringraziare quelli che tu chiami “piani alti” piuttosto che criticarli.

  19. Cari Amici,
    visto il tono assunto dalla discussione e le reazioni suscitate dalla nobile penna di Stefano Maffei non posso esimermi dal commentare. Noto, con piacere, che i liberali in termini di loquacità siano in grado di raggiungere livelli celestiali tanto quanto riescano ad essere inconcludenti a livello pratico. Il giudizio, la sentenza, il j’accuse sono tutti liberi di pronunciarlo. Vorrei tuttavia invitarvi ad una riflessione. Dove eravate tutti quando si raccoglievano le firme? Dove eravate in campagna elettorale? Chi può vantare, dice bene Ferrante, i contatti politici di Stefano De Luca? E ancora, che cosa ha prodotto quell’ala del PLI che aspira al cambiamento, al cambiamento con le chiacchiere? Il cambiamento impone la necessità di coniugare pensiero ed azione. Quanti di noi lo hanno fatto? Credo proprio sia necessario un mea culpa generale, compreso chi scrive. Non dobbiamo scegliere tra giovani e vecchi. Dobbiamo fare in modo che la vecchia guardia e quella nuova si impegnino a crescere reciprocamente. Dobbiamo costruire insieme un programma politico, un’offerta politica. Questa potrà essere tanto più soddisfacente quanto più ampio l’apporto di tutti. E allora mi chiedo, qual è stato il mio apporto? Ed il vostro? Qual è stato? E ancora a chi scrive “Sulla vicenda, pure sconfortante, della GLI, non commento in questa sede. Lo farò altrove.” lo invito a commentare in tempi brevi così da poter trovare una soluzione e partorire qualche idea concreta.

  20. Carissimo Maffei,
    è tutto vero, più volte siamo ripartiti da quelli e da altri principi, ma ci siamo poi sempre scontrati con le “porte chiuse” dei media, del sistema elettorale e della burocrazia partitica. Per realizzare i principi ci vogliono risorse umane e risorse materiali, senza la contemporanea disponibilità di entrambe non è possibile veicolare la nostra politica al punto da suscitare l’interesse dei media, ritagliarci uno spazio elettorale, creare una struttura territoriale efficiente e quindi ricavarci uno spazio politico parlamentare che l’elettorato potrà giudicare.
    Altrimenti, come dice De Luca, a cui va tutta la mia stima per aver sempre strenuamente tenuta viva la fiaccola liberale da tutti avversata, quale Parlamento farà mai quelle riforme che tutti dicono di volere e che nessuno fa ?
    Senza quelle risorse umane e materiali non andremo mai da nessuna parte. Come ha fatto il PDL ad essere ciò che è ? Come ha fatto l’IDV ? E adesso Grillo ? Su cosa si regge il PD ? E la Lega ? Sono queste le vere questioni che ci riguardano, personalmente non ho mai creduto che le battaglie si possano vincere solo con le buone idee, ma con mezzi uguali o superiori ai propri avversari.
    Abbiamo bisogno di idee che ci consentano di raccogliere consenso e mezzi tra i cittadini e poi dimostrare che quello che diciamo lo facciamo veramente perchè sappiamo che la buona qualità della vita di ciascuno dipende anche dalla buona qualità della vita degli altri.
    Complimenti per il bellissimo intervento al congresso della GLI.

  21. Cari amici,
    è evidente che da qualche giorno è in atto una massiccia campagna “interna” contro la Dirigenza Nazionale del PLI che vede protagoniste diverse persone che, fino a pochi giorni fa, ne sostenevano la linea politica. Tutto legittimo per carità, il dibattito è il sale della democrazia ed un partito è veramente tale se al suo interno esiste un fermento.
    Vorrei però spostare l’attenzione sui contenuti.
    Sottoscrivo in pieno quanto detto da Claudio Ferrante.
    1) Sono fermamente convinto che il valore politico, come in qualsivoglia campo della vita, di una persona non sia dato dall’età anagrafica o dal suo volto immacolato rispetto all’agone politico. Una persona è valida per quello che ha dimostrato sul campo e che può dimostrare.
    Essere giovani, di per se, non costituisce alcun merito politico. Essere giovani e validi è un altro discorso del quale possiamo, e dobbiamo, parlare.
    2) Tutto si può dire a questa maggioranza ma non che non abbia puntato sui giovani.
    L’amico Stefano Maffei è nell’Ufficio di Segreteria Nazionale, Mario Caputi non mi sembra proprio un anziano (anche lui membro dell’Ufficio di Segreteria), è stata fortemente voluta la rinascita della GLI, in Consiglio Nazionale sono presenti ed attivi diversi Consiglieri sotto i 40 anni, mi risulta che diversi giovani siano alla guida delle Segreterie Provinciali in diversi luoghi d’Italia, la Commissione per la riforma dello Statuto ha due membri su tre (io e Maffei) sotto i quarant’anni e potrei continuare. E’ dunque mancata la volontà di investire sui giovani?
    3) Io so per certo che Stefano de Luca ha fatto il diavolo a quattro per fare si che in tutte le regioni fosse presente il PLI come lista o fosse comunque presente. Se non si sono raccolte le firme a livello locale dipende da Stefano de Luca? Cosa doveva fare per non suscitare malumori, mettersi contemporaneamente e personalmente nei due terzi delle strade italiane a raccogliere firme?
    4) La Dirigenza può avere fatto i suoi errori, ci mancherebbe altro, possiamo discuterne e valutare per migliorare. Ma una cosa mi preme dire. Gli unici che non fanno errori sono coloro che non operano.
    5) Su questo sito esiste un forum molto bello dove si discute di argomenti interessanti e possono nascere idee interessanti. Molti di voi non si degnano nemmeno di passarci per sbaglio e dare il loro contributo alle discussioni, mentre il Segretario (nei limiti penso dei suoi tempi) ed altri dirigenti, tipo il Sen. Palumbo, cercano di partecipare attivamente anche li. Dico questo perchè non capisco che senso abbia parlare di laboratori di idee o altre strutture parallele al partito, quando qui abbiamo già degli strumenti abbastanza validi e liberi, basta usarli.
    6) Se proponete un’alternativa a questa dirigenza parliamone, io sono disposto a discuterne. Però vorrei parlare di politica, di contenuti, di futuro; un dibattito del genere basato sulle persone non mi interessa. Tra l’altro mi piacerebbe capire se fosse possibile condividere con la Dirigenza (che peraltro vede presenti alcuni di “voi”) queste proposte concrete che volete portare avanti…..chissà se “vedendole”, valutandole e discutendone non si possa portarle avanti. Certo se la vostra proposta di rinnovamento consiste semplicemente nell’andare con il centro-destra o con il centro-sinistra….beh per questo ci vuole un Congresso perchà la Dirigenza sta rispettando quanto votato nel congresso precedente.
    Un caro saluto.

  22. Sono d’accordo con Voi….per far decollare il PLI serve una nuova classe dirigente che possa dare un taglio netto con il passato lasciando spazio ai giovani che voglio portare il nostro partito a raggiungere gli obiettivi prefissati, strappando la scena liberale a chi ne vanta la paternità (berlusca).qui in Puglia il sottoscritto cercherà di aumentare un gruppo giovanile liberale capace di competere nella scena politica locale e non con i vari partiti ben radicati. Con l auspicio di vedere tra tre anni qualche giovane liberale candidato al Parlamento e nn gli stessi che da anni monopolizzano la scena!viva la libertà e spazio a noi giovani liberali!
    A Mola di Bari il PLI ha raggiunto il 3,20 & con un lavoro fatto dalla Dirigenza locale senza aver avuto un supporto dai piani alti!Come giovane liberale e dirigente locale e membro del comitato nazionale della GLI sono convinto che il PLI sarà protagonista alle prossime campagne elettorali!

    Ringrazio vivamente L’on. Paolo Guzzanti della sua disponibiltà a avere comiziato in quel di Mola di Bari!Grazie!

  23. Caro Stefano (Di Rienzo),
    come ormai tua consuetudine, condanni e giudichi.
    Tu chiedi all’inizio la rimozione (?) di de Luca e poi proponi Stefano Maffei quale futuro leader.
    Fermo restando che non avrei niente in contrario, tuttavia mi e ti chiedo: sapete entrambi come si gestisce una segreteria nazionale di un partito? Sapete come eventualmente trovare i fondi per tirare avanti la baracca? Avreste accesso ai palazzi della politica?
    Sapreste coordinare le istanze diverse provenienti dal territorio?
    Rispondete a questi quesiti e poi potremo discutere di nuova segreteria.
    Andiamo alla questione elezioni: Sei stato informato del fatto che de Luca ha girato l’Italia chiedendo con forza la presentazione di liste liberali? Se solo poche regioni sono riuscite a farlo (ed in queste non ci sono nè la tua nè quella di Maffei) che colpa può avere il segretario?
    Questione ricorsi: tu sarai un abile economista e ragazzo di notevole cultura tuttavia se non ti dispiace, nel campo del diritto il nostro segretario ne sa NOTEVOLMENTE più di te e di me.
    Quando sostiene che il ricorso sarebbe stato vinto, lo fa con cognizione (giuridica) di causa. Se poi il TAR fa scelte di “interesse generale” anche in questo caso non può essere addebitato al nostro segretario.
    Inoltre mi chiedo: cos’è che ti ha fatto vergognare? La presentazione del ricorso, l’affidamento alla giustizia amministrativa, o il legittimo convincimento di avere ragione in diritto?
    Riguardo alla GLI avremo modo di discuterne.
    Il PLI non è l’unico baluardo contro la dittatura, tuttavia è sicuramente un punto di riferimento per tutti coloro, compresi me e te, che possono democraticamente criticare il segretario del proprio partito pubblicamente dal sito ufficiale.
    Cercami altri partiti che lo fanno e poi discuteremo anche di questo.
    Ciao a tutti.
    Claudio Ferrante

  24. Stefano, apprezzo i tuoi ragionamenti. Peraltro, credo sia giusto essere più chiari.

    Cosa deve cambiare nel PLI? Anzitutto, la dirigenza, ed, in primis, il Segretario.

    Radicamento territoriale, coinvolgimento dei giovani, efficienza nella gestione, l’economia al centro della nostra proposta politica: tutto ciò, con De Luca, è destinato a restare lettera morta.

    Hai ragione, il PLI è un covo di nostalgici che, aggiungo io, sorprendentemente, si lascia abbindolare dalle chiacchere di un capo inetto che amministra il partito con un’inettitudine sovietica.

    E’ incredibile come si sia tentato di coprire il susseguirsi di totali disfatte elettorali con la ridicola proposizione di ricorsi amministrativi. Avete presente la dichiarazione di De Luca che annunciava che le elezioni sarebbero slittate per via del ricorso del PLI? Io mi sono vergognato di appartenere ad un simile partito quando la ho letta.

    In sostanza, è stata imbastita una strategia retorica che descrive l’Italia come una dittatura ed il PLI come l’unico baluardo della democrazia e del liberalismo. L’autocritica, invece, è assente. Questo è penoso.

    Sulla vicenda, pure sconfortante, della GLI, non commento in questa sede. Lo farò altrove. Solo una domanda ad un giovane intelligente: Guido ( Anetrini ), perchè, quando c’era l’occasione per cambiare, ti sei tirato indietro? Io condivido la tua analisi sul PLI. Ma, se ognuno coltiva il suo orticello, le battaglie sono improduttive. Giusto focalizzarsi sul territorio, come fai tu. Senza uno sforzo collettivo della gente in gamba nelle questioni di fondo, però, il patito è morto.

    Concludo: credo che, quanto prima, si debba fare il Congresso Nazionale. E mi auguro che tu, Stefano, voglia proporti come leader ( o almeno uno dei leaders ) del nuovo PLI, trasformandolo nel partito “neolib” d’Italia. Pensi che sia utopia?

  25. Se posso permettermi, da esterno:
    La Politica sta cambiando, anzi è cambiata, il modo di intraprendere la politica, i partiti, gli slogan, i linguaggi stessi, i dibattiti, ecc. ecc. ecc.
    non entro in merito a valutazioni, dico solo per riassumere il più possibile che un partito e/o movimento liberale deve presentarsi ai cittadini con una faccia nuova (logo, nome, rappresentanza, statuto, slogan, ecc. ecc.)
    I Valori ovviamente restano, anche se alcune posizioni possono essere riviste in linea con i tempi che corrono e con l’europa.
    Ultima considerazione, scelta di campo, o di qua o di la, anche se non si condividono completamente i programmi e le persone.
    Dopodichè al via le battaglie liberali ed europee
    Grazie

  26. Ritengo che nell’intervento di Maffei possa leggersi uno stato d’animo piuttosto diffuso, non solo tra i facenti parte il PLI ma anche tra i simpatizzanti e i sostenitori che ruotano intorno a questa piccola realtà.

    Lo spirito di molti, oltre a quello dell’autore del testo, è quello di voler “agire”, voler fare qualcosa per rendere più attivo un partito che nella teoria possiede potenzialità, ma che inevitabilmente trova dinanzi a sè ostacoli, freni e impedimenti scoraggianti. Soprattutto perchè in prevalenza sono ostacoli autoprodotti.

    E non parlo qui da semplice osservatore esterno, bensì lo dico con cognizione di causa.

    Personalmente, ho sperimentato sulla mia pelle queste sensazioni quando, da membro della neonascente GLI, ho visto il formarsi di un comitato costituente morto in partenza poichè artificiosamente creato e imposto dall’alto. Un comitato che, così creato e così imposto, non ha avuto modo di costruire una linea, nonostante l’impegno profuso (per assurdo) proprio da quei pochi che hanno preso parte al comitato non per “coercizione”.

    Ecco, credo che in questo il GLI sia specchio del PLI. Una creatura che, alla nascita, è stata legata con una catenella ad un terreno accidentato e scosceso, per volere del suo stesso genitore.

    Dal mio punto di vista, non serve tanto quindi lo scornarsi su “chi sia più liberale di chi”. Queste, a mio avviso, sono leggerezze a cui ci si può dedicare in un secondo tempo. Spiace anzi, spesso, leggere e sentire commenti su chi è liberale o chi no. Su cosa sia liberale e cosa no.

    Credo invece che sia oltremodo necessario cambiare qualcosa internamente, cambiare il motore, cambiare qualche meccanismo che evidentemente non ha funzionato e persevera nel non funzionare. Da anni.

    Spero che, per alcuni, le parole di Maffei possano offrire un importante spunto di riflessione.

  27. DI QUESTA DESTRA DI QUESTA SINISTRA

    il GRANDE PURTROPPO DEFUNTO ANRCOLIBERALE GIORGIO GABER SCRISSE UNA CANZONE INTITOLATA DESTRA SINISTRA IN CUI SI CHIEDEVA E CHIEDEVA COSA E’ DI DESTRA COSA DI SINISTRA RIASSUMENDO INFINE CHE SI TRATTA DELLA MEDESIMA ROBACCIA.

    Voglio con questo dire che il problema non è la collocazione del nostro Partito che a mio modo di vedere non dovrebbe averne , per il semplice e indiscutibile fatto che niente ma proprio niente ci accomuna con QUESTA DESTRA E CON QUESTA SINISTRA.
    Più di una volta parlando con alcuni amici
    mi son trovato a spiegare che i liberali tedeschi vengono percepiti dai loro stessi elettori come un partito di destra mentre quelli inglesi come un partito di sinistra. Ebbene dicono e perseguono entrambi la stessa politica nè più nè meno e quando i loro eletti siedono al Parlamento europeo nel gruppo LIBERALE votano sempre secondo i principi liberali apprezzando le proproste o no facendlo sulla base dei principi che accomunano anche noi. Possiamo dire una volta per tutte che il nostro compito primario è quello di affermare la validità dei nostri principi che non ritengo sia il caso esemplificare anche in questo nostro stralunato paese? O il PROBLEMA PRINCIPALE PER VOI TUTTI RESTA IL DA CHE PARTE STARE? A me pareva evidente che nel Lazio dovessimo sostenere la Bonino Emma e non la Polverini , E CHE DOVESSIMO SOTENERLA NONOSTANTE L APPOGGIO A LEI CONCESSO DA PD IDV E ALTRO SOGGETTI , la cosa straordinaria è che questo nostro appoggio è stato malvisto prorpio dalla suddetta che di tutto ha fatto perchè non si determinasse , proseguendo nel solito antico vizio dei radicali di credersi i depositari unici del verbo laico del nostro paese , ora caro Stefano se questa signora è stata così miope è forse colpa nostra? E con questa DESTRA cosa abbiamo mai da spartire , come si può accettare che due emeriti idioti appena eletti ( mi querelino pure così ci fanno un pò di pubblicità) alla Presidenza di Veneto e Piemonte parlino come cardinali appena eletti al pontificato ? E ancora di quale riduzione fiscale (battaglai liberale da sempre ) parla il signor Berlusconi Silvio se nel collegato della finanziaria 2010 se ne possono individuare di nuove sotto forma di vari balzelli. Un esempio ? Sapete che ricorrere al giudice di Pace contro le contravvenzioni prevede l ‘esborso minimo di euro 38,00 e che questo provvedimento è entrato in vigore il primo gennaio? E CHE SENSO HA SPENDERE 38 EURO PER RICORRERE CONTRO UNA MULTA DA 35? Questo giochino è stato introdotto per non togliere ai comuni , ma anche a polizia , carabinieri , guardia di finanza , degli introiti che altrimenti avrebbero pesato sullo Sato centrale.
    Tutto questo toglie al cittadino italiano il diritto di difndersi dalle vessazioni o più semplicemente dagli errori dei cosidetti pubblici ufficiali. Trovate liberale questa cosa ? Un liberale prima di essere anti qualcosa dovrebbe sentirsi pro qualcosa e questo qualcosa si chiama libertà , e ogni volta che viene lesa dovremmo gridare al mondo al misfatto . E questo che lo faccio un governo di destra o una giunta regionale di sinistra non ha nessuna importanza. O ci ritroviamo su questo e pochi o molti che siamo decidiamo una volta per sempre di essere prima di tutto alleati di noi stessi o non andremo da nessuna parte e sopratutto derogheremo dal nostro essere liberali. E qualche volta mettendo da parte la nostra buona educazione un sano Vaffanculo agli ZAIA ai Cota ai Berlusconi ai Bonino dovremmo piazzarlo . Senza se e senza ma. Claudio Gentile Consigliere Nazionale del PLI

  28. Per me è un errore pensare che il PLI c on i suoi pochi iscritti, possa essere concorrenziale da un punto di vista elettorale, può esserlo invece in tema referendario, in tema di diritti del cittadino e di diritti di proprietà, nonchè entrando nel dibattito politico sulle riforme, appoggiando quelle liberali, sulla giustizia, acqua, fisco, lotta alla burrocrazia, liberalizzazioni e privatizzazioni in genere, insomma tutte le tematiche prioritariamente liberali.
    Poi, per ultimo vorrei aggiungere due cose,
    Perchè il PLI non affronta assieme alle associazioni degli agricoltori ed ecologisti non politici il problema degli OGM?
    Sarebbe un’occasione per trovare una sponda politica.
    Eppoi, a priscindere dai risultati elettorali, il PLI ha sempre senso.
    Saluti.

  29. Condivido pienamente tutti i punti esposti da Stefano. Perchè non averli messi già prima in primo piano ci ha sicuramente penalizzati. Io da segretario cittadino in Acireale questi punti li ho già posti all’attenzione di media locali, civico consesso (sindaco e giunta) ma rischio di rimanere un “caso isolato” se l’indirizzo politico nazionale o regionale pensa ad altro. Certo non abbiamo il favore dei media, pur tuttavia anche sul web si possono condurre ed esporre i temi delle battaglie intraprese. Nel mio caso ho messo a disposizione il mio settimanale on line http://www.accademia-di.it e lo stesso in cartaceo però periodico. I risultati arrivano.
    Rosario Rigano – segretario PLI Acireale

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