Comunicato del segretario nazionale del Partito Liberale Italiano

“La Bonino ha avuto ciò che si meritava. Perché colpevole di aver boicottato e fatto di tutto per far fuori il Partito Liberale, a suo avviso in concorrenza con quello Radicale. Se l’è cercata, perché per vincere avrebbe avuto bisogno anche dei voti dei liberali”. Lo dice Stefano de Luca, segretario nazionale del Partito Liberale Italiano a proposito del risultato delle elezioni regionali del Lazio.

“Il dato più significativo di questa tornata elettorale è quello dell’alto astensionismo che ha coinvolto, a maggior ragione, gli elettori del PLI i quali, privati della rappresentanza, non si sono recati alle urne”, conclude de Luca.

28 Commenti

  1. Al Liberal, grazie della risposta, certamente la via referendaria permette anche di affrontare i problemi del cittadino, che sono però ad esempio, anche un’acqua potabile più pulita, e quindi, liberalizzata nelle sue strutture di erogazione.
    Saluti.

  2. Caro Claudio,
    non ti rispondo perchè non voglio fomentare questo increscioso argomento altrimenti dovrei farti altri esempi che non combaciano con i tuoi. Fammi la cortesia di andarti a leggere quello che ho scritto sempre sul sito dove vi è anche Rampichini che mi risponde. Un abbraccio e buona pasquetta anche a te. angelo

  3. L affetto reciproco CARO Angelo non mi impedisce di essere caustico quanto e quando serve , ho voluto far notare , prima di tutto alla corrente Toscana dei non amici di De Luca che non aver voluto nemmeno tentare di raccogliere le firme per presentare la lista alle regionali non può essere responsabilità del Segretario Nazionale , e se la medesima cosa è accaduta anche in altre Regioni allo stesso modo non può essere “COLPA” DI De Luca . In alcune regioni e in qualche Comune la Lista del PLI , in Alleanza con altri soggetti politici è stata presentata e ciò è stato ascritto al merito dei dirigenti locali e qui allora bisogna uscire dall equivoco e da questo modo surretizio di ragionare non può essere Colpa di Stefano de Luca quando non ci siamo e merito dei vari dirigenti locali quando siamo presenti perchè questo , ed apparirebbe chiaro anche a un bambino è un modo estremamente stupido di ragionare che ti dirò è abbastanza diffuso qui in Toscana : se la Fiorentina vince è merito suo se perde è colpa dell arbitro , se Enrico Bellei (noto driver fiorentino ) vince le corsa è merito suo se perde colpa del cavallo.Vedo che questo modo di ragionare ha contagiato anche chi toscano non è , tra gli aderenti e non del Pli , ma è ripeto surrettizio e sciocco e con gli sciocchi in vita mia non mi sono mai alleato. Claudio Gentile (Buona Pasquetta Angelo )

  4. Ecco, la materia referendaria è una di quelle questioni che sta a metà strada – quindi ben si attaglia ad entrambe le finalità- fra i grandi temi che identificano e distinguono il PLI dalle altre formazioni politiche, come suggerito da Gani ed i problemi che più coinvolgono il cittadino nella propria quotidianità, come proposto da Trabucco. Non sarebbe male se la Dirigenza nazionale incominciasse ad affrontare la questione e si pronunciasse ufficialmente. Se non vi fossero obiezioni di costituzionalità, la mia stima di guess è nell’ordine un SI e due NO. Vedremo se ci ho dato 🙂
    Buone feste a tutti.

  5. Caro Claudio,
    che tu tenterai di fare le capriole anche su un filo sottilissimo pur di stare al fianco del Segretario, è cosa …..buona e giusta, ma che tu dia solo e soltanto le responsabilità alla periferia, ai generali voluti dal segretario, anche questa è… cosa buona e giusta! Mi dispiace doverti sempre rintuzzare perchè ti ritengo un amico “con la A”, ma ti invito ad essere più obiettivo, tu che fai parte della maggioranza che non c’è più. Auguri a te e agli amici che ci leggono per una felice pasqua da estendersi alle famiglie. Ti voglio bene. Angelo Caniglia

  6. Ma io non voglio capire la linea politica del PLI, mi domando solo come si fa a strizzare l’occhio a liste come “Sinistra e Libertà”
    ecc. ecc. ecc.
    Non si possono nascondere le differenze i valori e altro ancora.
    Schierarsi non è un danno alla democrazia, tutt’altro.
    Ripeto mi domando solo come può un liberare schierarsi con questo centro sinistra?

  7. Egregio Gani,

    ricambio volentieri gli auguri, ma spero di non darle troppo dispiacere nel riaffermare la mia profonda contrarietà alla sua posizione.

    Mi spiego meglio. La differenza sostanziale che io rilevo tra un partito politico ed un movimento d’opinione è la deteminazione ad influire sulle decisioni collettive mediante l’occupazione di posti negli organi elettivi che consentano di dare voce alla propria visione del bene comune. Ed il PLI, come lei giustamente mi fa notare, è un “partito”. Facile quindi dedurre che o un partito si prefigge di occupare -convincendo gli elettori- posti nelle appropriate tribune, o molto semplicemente non è.

    Attenzione: vorrei sottolineare che io non sono in totale disaccordo con lei. Solo credo che lei parli del fine ultimo, lasciando molto in secondo piano quelli che sono i mezzi necessari a perseguire quel fine.

    Se ipoteticamente il candidato Berlusconi e il candidato Gani dicessero di voler smantellare la burocrazia prussiana che ci ritroviamo, chi crede che voterebbe il cittadino comune? Io credo che voterebbe Berlusconi (come perlopiù accade) perché ritiene che egli abbia più possibilità di riuscire ad adempiere al mandato che con il voto idealmente gli si affida.
    Ma se viceversa si tratta di attribuire un voto per il consiglio comunale di Roccacannuccia, probabilmente il candidato locale Gani avrebbe più possibilità tramite una presenza assidua e una maggiore conoscenza delle problematiche, di ottenere fiducia.
    Ma al cittadino di Roccacannuccia cosa credete che importi di più: l’immondizia che gli arriva al secondo piano oppure i pur importanti rapporti tra il Vaticano e la Repubblica?

    Io non dico che queste non siano tematiche importanti. Ritengo solo che esse debba avere un ruolo ausiliario nella dinamica del convincimento elettorale. Il cittadino medio prima vuole che gli si risolvano i problemi immediati, e in secondo luogo vuole essere rassicurato sul fatto che sui grandi temi il candidato abbia opinioni per lui condivisibili. Insomma la vecchia logica del “primum vivere deinde philosophari”.

    Se filosofiamo e basta, o se anche filosofiamo soprattutto, l’elettore cercherà altrove chi gli risolva i problemi, o al più se ne starà comodamente a casa.

    Spero con questo di aver chiarito maggiormente il mio pensiero e attendo la sua risposta per continuare quello che ritengo un dialogo importantissimo per lo sviluppo del partito.

    Mario Trabucco
    PLI Palermo

  8. Egregio Mario trabucco, grazie per avermi risposto, e buona Pasqua.
    Non credo però che il mio approccio alla politica sia da circolo culturale, anzi ritengo che da circolo culturale siano queste dispute per un consigliere regionale o comunale in più o0d in meno.
    Per il resto apprezzo il suo intervento.
    Dire che il PLI rispettto alla partitica, deva guardare più alla riforma della burrocrazia, della giustizia, soppratutto amministrativa, che deva guardare ai problemi dell’economia ed elevarli a rango politico, vuol dire secondo me comprendere cosa significhi PLI.
    ” partito liberale italiano,” uguale priorità problemi liberali ed economici, ds rilanciare eventualmente come ho detto, anche mettendoci in gioco nel respingere un referendum come quello sulla
    liberalizzazione o meno dell’erogazione dell’acqua.
    Ovvio che il PLI, non può che essere favorevole a questa liberalizzazione.
    Saluti.

  9. Credo che la polemica per stabilire se il nostro 0,4 % sarebbe o no servito alla Bonino sia assolutamente sterile, nonché ormai inattuale.

    Trovo che sia più utile per me, da militante di una sede locale, chiedermi come rilanciare le nostre idee pensando ai prossimi appuntamenti elettorali, vicini o lontani che siano. A questo proposito devo dire che trovo pienamente condivisibile una delle affermazioni di Augusto Tagliati, ovvero che bisogna ricostruire sul territorio. La gente parla spesso di una politica distante dalla vita quotidiana dei cittadini; la Lega risponde con una rete capillare di circoli, delegazioni e sedi locali, feste con la porchetta padana e dirigenti che chiacchierano con la gente. La lega così vince. Credo che sia un caso di studio da approfondire e sviscerare per vedere cosa di buono ha da insegnarci e metterlo in pratica il prima possibile.

    Ma un fatto ancora più importante è che nella politica degli enti locali il bipèolarismo di fatto non esiste. E’ un terreno, quello dei comuni, nel quale possiamo davvero sperare di cominciare a ricostruire una presenza, che non sia solo testimonianza bensì magari anche qualcosa di più decisivo per spostare gli equilibri e cominciare a fare veramente qualcosa che valga la pena di vantare come credito nelle prossime campagne elettorali.

    Non me ne voglia Luigi Gani, ma trovo che il suo approccio alla politica del PLI sia quello di un circolo culturale, di un osservatorio, e neanche dei più quotati o ascoltati. Per fare quello che suggerisce Gani ci vogliono i numeri. Se anche Guzzanti cominciasse a strepitare in Parlamento da liberale (come dovrebbe già fare), sarebbe comunque uno su 630. Altro che riformare la burocrazia! Per carità, le battaglie di cui parla Gani sono tutte sacrosantamente liberali e scritte nel nostro DNA. Ma si tratta dell’Armageddon, quando noi siamo ancora al Big-Bang. Quello è lo scontro finale, al quale tutti ci dobbiamo preparare mentalmente, ma prima di questo esistono tante battaglie locali per crearsi le posizioni, per scavare le trincee, per guadagnare posizioni dominanti.

    Mario Trabucco
    PLI Palermo

  10. Fra77 non hai capito la linea politica del PLI: non presentare liste, non schierarsi, essere invisibili, nascondersi dai media e dal territorio e quando c’e’ un’elezione dire che chi arriva secondo ha perso perche’ mancavano i voti del PLI.
    ripeto, geniale!

  11. SCUSA GAETANO, IO PENSO SEMPLICEMENTE E LIBERAMENTE CHE LE DUE STRADE SIANO DIVERSE, E GUARDANDO AI VALORI ED ALLA CULTURA PENSO SOLO QUELLO CHE HO SCRITTO, TUTTO QUA.
    PRECISO, IL MIO LIBERO PENSIETO NON è RIFERITO A NESSUN PARTITO.
    BUONA CONTINUAZIONE

  12. E perchè i buontemponi come Fra77 continuano a romperci le ….. con questa storia di noi che seguiamo il csx e che invece dovremmo stare con il cdx mentre la realtà è che noi siamo fuori da questa logica bipolare, quindi nè con il csx nè con il cdx, e poi chi ha datto che la politica deve essere una linea in cui si sta o di qua o di la? Perchè, oltre ad una destra ed una sinistra, non ci può essere un avanti ed un indietro, o addirittura un alto e un basso? La realtà e molto più complessa di quello che lo squallido regime bipolare ci vuol fare intendere.

  13. Ma perchè continuate a seguire il Centro Sinistra ?
    La Vostra collocazione naturale è dall’altra parte, li si che potete dare un grande contributo Liberale e Laico.
    Riflettete.

  14. Ho letto con piacere l’intervento di Augusto Tagliati. Mi piacerebbe vedere, da repubblicano, alle prossime elezioni comunali di Bologna una lista che unisca tutti i liberali e i repubblicani bolognesi. E visto che si vota anche nella mia città,Ravenna, magari anche qua in Romagna. Solo lavorando tra la gente(e presentando le liste alle elezioni..) si potrà dar vita ad una prospettiva liberaldemocratica e repubblicana. Buon lavoro e in bocca al lupo a tutti!

  15. Scusate ma mi sembrate un mondo di visionari! Lo dico con tutto il rispetto per il partito che fu di mio nonno e che fin dalla mia prima volta da elettore ho votato …almeno fino ad un certo punto…
    Ma ora vedere il partito di malagodi altissimo zanone e costa alleato con la sinistra di DiPietro Vendola Bersani e la Bonino … beh lasciatemi dire che il mio povero nonno si rivolterebbe nell atomba! Poi leggere che queste elezioni sono state perse dalla sinistra per la mancanza dei voti liberali ….. MA QUALI??? e i rappresentanti ? Guzzanti? ekletto da Berluscono fustigatore della sinistra mentere i figli lo facevano con il centro destra e poi fulminato “sulla via di Damasco” ? De luca che rappresentya se stesso e che nessuno vuole neppure gratis?
    Mah ….

  16. Rischiamo di perdere la nostra identità causa le beghe elettorali, ma ne vale la pena?
    Non penso proprio.
    Ci sono molti altri problemi più importanti dei quali occuparci, come ad esempio la riforma della burrocrazia, burrocrazia che influisce in modo negativo sull’economia e quindi va riformata.
    La riforma della giustizia, sopratutto civile ed amministrativa, la riforma fiscale, tutta una serie di defiscalizzazioni fiscali, liberalizzazioni e privatizzazioni, non più rinviabili, e noi perdiamo tempo in queste picolezze?
    Non mi stancherò mai di ripeterlo, c’è il problema del futuro referendum da respingere sulla liberalizzazione dell’erogazione dell’acqua, argomento importantissimo per il quale il PLI deve spendersi per rientrare nel gioco politico.
    C’è il fondamentale rapporto con il PRI.
    Vogliamo occuparci di questi problemi?
    Sono questi argomenti che interessano i liberali, e sui quali valutare il nostro appoggio esterno o meno al governo, ma solo esterno, non serve a niente cambiare dirigenza, secondo me, bisogna invece rafforzarla.
    Saluti.

  17. I cittadini hanno bisogno di trovare punti di riferimento,ho avuto ragione, che si sarebbe verificato un grande astensionismo. Il Segretario ha perfettamente ragione, la presunzione non paga non averci dato la possibilità di sostenere la Bonino, ha avuto il risultato che è sotto gli occhi di tutti.Questa legge elettorale è antidemocratica combattiamo per modificarla.

  18. Mi sono riletto il post del segr. e devo dire che ci vuole una bella fantasia per dire che la Bonino ha perso perche’ mancavano i voti del PLI.
    Io estenderei il concetto su base nazionale: visto che non siamo presenti da nessuna parte allora chiunque abbia perso lo ha fatto perche’ mancavano i nostri voti! Geniale! PLI unico vincitore di tutte le elezioni; basta non partecipare!

  19. Cavolo! E quelli del PD ke stanno ancora ad arrovellarsi la materia grigia x capire ke diamine sia successo nel Lazio…

    Ma come, nn l’hanno capito?! Mancava il robusto carico di voti del PLI!

    Me lo vedo Bersani, al “caminetto”: ‘Mannaggia Emma, cosa t’è venuto in mente di far fuori De Luca e i suoi?!? Ma lo sai qti voti portavano, lo sai ke sarebbero stati decisivi x la vittoria?!’

    Ma x favore…prima cercate in tutti i modi di far capire qto sia giusto allearsi con la Bonino -alla faccia del fatto ke la sostenevano l’amico della Brancati (ossia Di Pietro), e varie forme di comunisti repressi-, poi siccome vi snobba -e nn ci vuole Nostradamus x capire il motivo- allora assalto al calor bianco…

    Dai, cerchiamo d’esser seri.

    Augusto, invece di fare i ‘markettoni’ pro De Luca, dacci dentro x migliorare il PLI, visto ke 6 una persona intelligente e capace (e NON sto facendo dell’ironia…)!

  20. Gentile Caranza,
    non c’è nulla di più lontano e distante da me del marxismo leninismo e dai suoi metodi ed obbiettivi.
    Tuttavia, da liberale, non mi permetterei mai di dare del “matto da rinchiudere” o del “pazzo furioso” ad una persona, o ad un gruppo di persone, che crede in un idea e ne fa militanza fin tanto che sta nell’alveo della lotta democratica e della non violenza, anche se quell’idea mi ripugna.
    In politica, come nella vita, ci vuole rispetto anche per chi ci è opposto e questo vale prima di tutto per i liberali, se proprio ci si ostina a sentirsi e dichiararsi tali.
    Ma spiace vedere, ahimè, che oggi per molte persone l’ortodossia liberale sta nello sparare addosso alla dirigenza del PLI……
    Fate voi…..

  21. Conoscerete senz’altro il PMLI, Partito Marxista Leninista Italiano. Una banda di pazzi furiosi.
    Ecco il loro comunicato riguardo le elezioni e il fenomeno dell’astensionismo :

    “Il PMLI, pur con scarsissime forze e mezzi e nel generale black out dei media, ha fatto quanto ha potuto per conquistare voti elettorali astensionisti al socialismo e al Partito. Le compagne e i compagni, ai quali sono stati inviati i calorosi ringraziamenti dei dirigenti nazionali del Partito con alla testa il compagno Giovanni Scuderi, hanno fatto miracoli per investire quanti più elettori possibili della nostra propaganda elettorale astensionista e per farli riflettere sulla nostra proposta politica e sicuramente non sarà mancato chi ha agito di conseguenza. Tuttavia si tratta ancora di una goccia nel mare dell’astensionismo spontaneo.
    Dobbiamo continuare a lavorare perché l’astensionismo spontaneo, almeno quello di sinistra, si trasformi in un astensionismo consapevole, attivo e operante contro il sistema capitalista e per il socialismo. Dobbiamo continuare la battaglia contro le illusioni elettorali, governative e costituzionali insistendo sulla tattica dell’astensionismo elettorale e la strategia delle istituzioni rappresentative delle masse fautrici del socialismo, continuare la battaglia per far crescere la coscienza che ci vuole la piazza per abbattere il governo del neoduce Berlusconi e lottare per l’Italia unita, rossa e socialista.”

    Perchè quoto questo delirante comunicato “stampa” ? Per farVi notare che persino questi quattro gatti da rinchiudere in manicomio sono piu’ onesti e concreti di noi. Infatti, i compagni del PMLI ammettono di essere stati ININFLUENTI in merito all’astensionismo, mentre noi prentenderemmo addirittura di “aver fatto perdere la Bonino”.
    Certo, in fatto di astensione la matematica – per una volta – è un opinione, e in assenza di controprova possiamo anche divertirci a dire che quel 40 % di elettori che non è andato a votare l’ha fatto perchè si sentiva perduto senza il glorioso simbolo del PLI..
    Via, non vantiamoci di un esistenza-consistenza che non abbiamo. Lo sanno tutti che siamo al lumicino, e ci famo solo una magra figura.

  22. scusa Augusto, ma tu non sei in consiglio nazionale?
    che il PLI nazionale sia un club di ex-politici e aspiranti tali che si dilettano a disquisire di politica nazionale mentre il PLI non riesce a presentare le liste e’ un dato di fatto.
    L’occasione buona per fare il cambio di passo c’e’ stata (Diaconale + Taradash). Ora sarebbe ovvio, in un mondo normale, trarre le opportune considerazioni: dimissioni di massa di tutto il gruppo dirigente. saluti da un ex iscritto che soffre nel vedere il PLI ridotto in questo stato.

  23. Secondo me, le priorità irrinunciabili di cui il PLI dovrebbe occuparsi sono quelli economici delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni, detassazioni, nonchè diritti di proprietà, con la sua difesa integrale.
    Questi temi economici, dovrebbero avere la netta priorità rispetto a quelli più strettamente politici, esempio liberalizzazione dell’acqua, con conseguente miglioramento della gestione risorsa acqua, razionalizzazione dei costi, e sicurezza nella salubrità dell’acqua.
    Non dimentichiamo l’eliminazione delle barriere architettoniche quale diritto inalienabile del cittadino, diversamente abile, cardio patico od anziano alla libertà di mobilità ed accesso alle strutture sociali.
    In poche parole, per il PLI, vedrei bene questa linea, più diritti ed economia, più attenzione al costume culturale e sociale, esempio rifiuto di imposizioni religiose, rifiuto del gossip, e meno politica.
    Saluti.
    Luigi Gani.

  24. tutto giusto Augusto.Un partito di sedicenti generali che sul loro territorio non sono capaci di raccogliere una firma , che passano il loro tempo a criticvare la Segreteria e che per converso niente fanno tranno che per l appunto criticare non è più sostenibile. La priorità è presentare liste in tutte le occsioni possibili fossero pure le comunali di roccarubiconda , stupidagginio da cortile non voglio sentirne più, Sto con De Luca e se dovessi fare le capriole sul filo sospeso per la sua elezione ebbene capriolerò. Claudio Gentile CONSIGLIRE NAZIONALE DEL PLI

  25. Siamo purtroppo solo poche centinaia di iscritti al PLI, e quindi non possiamo porci obbiettivi troppo ambiziosi, ma almeno due si, stare ben distanti dall’IDV, che di liberale non ha niente, e restare uniti stringendoci attorno ai nostri due rappresentanti, uno al Parlamento, Guzzanti, e uno alla Regione Basilicata.
    Stare uniti è fondamentale, ed è anche fondamentale lo straordinario risultato in Basilicata, da solo, questo risultato testimonia che il PLI ha vinto, ha vinto il PLI, la sua dirigenza e tutti i suoi volonterosi iscritti.
    Non dimentichiamo questo.
    Saluti.

  26. Condivido appieno quanto detto da Augusto, soprattutto quando dice che ci vuole più convinzione nei nostri mezzi, senza “se” “ma” o “forse”. O PLI o niente.
    Tutto bene, salvo una cosa: noi possiamo ben raccogliere le firme, ma chi ce le certifica?

  27. Rubo un po’ di spazio perché vorrei ringraziare il Segretario de Luca per l’esempio che dà a tutto il movimento mettendo a disposizione il suo tempo per mantenere decentemente in piedi il PLI.

    Caro Segretario, carissimi membri della Segreteria è però giunto il giorno in cui fare la resa dei conti in seno ai propri dirigenti. Non è più tollerabile avere un partito di inetti che si occupano esclusivamente di “politica nazionale” e di accordi con ipotetiche correnti di altri movimenti. Per rilanciare il PLI occorre un lavoro continuo sul territorio; occorrono politiche innovative sull’ambiente e sui diritti civili; occorre una politica che sappia affrontare i reali problemi dei cittadini. In altre parole occorre un PLI presente sul territorio con i propri rappresentanti e che sappia farsi interprete dei reali malumori dei cittadini.

    Si deve necessariamente intraprendere una consultazione tra i propri iscritti al fine di individuare quelle persone disposte a lavorare seriamente per il movimento presentando le liste alle elezioni locali anche se ciò dovesse comportare un sacrificio di tempo per la raccolta obbligatoria delle firme. Si deve innescare un meccanismo per il quale chi si iscrive al PLI deve essere a conoscenza degli obiettivi del movimento a livello locale, fondamentali per sperare nella crescita del partito.

    Vanno azzerati tutti i coordinamenti regionali, provinciali e comunali, ad esclusione di quelli che sono riusciti a presentare le liste del PLI, per rifondare dal basso la struttura del movimento.

    Farò personalmente formale richiesta alla Segreteria Nazionale di intraprendere quanto prima tutte quelle azioni atte a ricostruire un movimento che da troppo tempo a livello locale non ha più forze e persone da spendere. Il PLI si deve ricostituire dal basso, dalla gente, con la forza della convinzione e la persuasione di chi si propone come forza alternativa a quelle presenti.

    Per quanto riguarda l’Emilia Romagna la nostra priorità è quella di presentare la nostra lista con il nostro simbolo alle prossime elezioni comunali per l’elezione del Sindaco di Bologna. Raccoglieremo le firme con chi ha già dato la propria disponibilità nell’intraprendere una lotta non solo di sopravvivenza ma, soprattutto, di convinzione e di programma.

    Augusto Tagliati

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