Comunicato del segretario nazionale del Partito Liberale Italiano

“La decisione del Tar di non decidere conferma la giustezza della nostra convinzione rispetto alla necessità di abolire la giustizia amministrativa, che obbedisce solo a ragioni politiche”. Lo afferma Stefano de Luca, segretario nazionale del Partito Liberale Italiano, a proposito del ricorso presentato dalla lista Liberali e Riformatori.

“I nostri più che fondati reclami – aggiunge – sono stati rigettati senza che neppure ne siano state lette e approfondite le motivazioni. Il rinvio per il merito è stato deciso soltanto per poter eventualmente annullare le elezioni nell’ipotesi che il centrosinistra non vinca dopo la tornata di domenica e lunedì prossimi. Ovviamente – conclude de Luca – ricorreremo al Consiglio di Stato”.

25 Commenti

  1. Caro Enzo,
    forse è vero che un po’ ti provoco, ma so bene che per te questo non costituisce un’offesa bensì un invito a nozze. Pertanto mi si permetta di alimentare un dibattito che sta attraendo interesse e partecipanti con qualche altra considerazione.

    La difficoltà che incontro nell’abbracciare il liberalsocialismo all’interno della pur ampia e variegata famiglia liberale è data dal fatto che la parte liberale che questo movimento accetta è costituita solo dal metodo, e non dalle istanze ideologiche che lo giustificano.
    Va sottolineato come per i teorici del liberalsocialismo, penso ad esempio a Guido Calogero o ad Aldo Capitini, la libertà fosse intesa nel senso di democrazia politica quale insieme dei diritti di espressione e di azione politica che noi oggi diamo per scontati in ogni forma di governo che chiamiamo liberaldemocrazia. Quella di Calogero è una contestazione del metodo del socialismo marxista quale unico modo di giungere alla giustizia sociale. E’ per questo che egli diceva che “non si può essere adeguatamente socialisti senza essere anche liberali”.

    Ma al giorno d’oggi, quando le libertà fondamentali di espressione, parola, voto, opinione sono considerate le regole del gioco, non basta più il fatto che un socialista mi accordi il diritto di non essere socialista perché io lo riconosca come liberale. Egli accetta le regole della liberaldemocrazia, gliene do atto, ma rimane un socialista.
    Credo che non sia un caso se non solo l’ovvio Rosselli, ma anche Calogero o Capitini non prendano la tessera liberale bensì (è il caso di Calogero) quella socialista.

    Non mi resta che ricordare il giudizio di Mario Delle Piane, secondo il quale “il socialismo liberale di Rosselli […] è una delle eresie del socialismo, mentre il liberalsocialismo è un’eresia del liberalismo”.

    Va da sé infine che trovo l’idea di organizzare un bel dibattito strutturato su questi temi, rilanciata dal Segretario, una imperdibile occasione per rilanciare l’idea liberale in una Italia che ci vorrebbe fuori dai giochi e dalla contemporaneità.

    Mario Trabucco
    PLI Palermo

  2. Salve,
    anch’io trovo molto interessante la discussione perché un partito che pretende di non essere un partito di plastica deve mostrare in maniera netta cosa è dentro e cosa è fuori. Però, come giustamente hanno sottolineato Enzo Lombardo e Stefano De Luca, è importante saper anche accettare le mille sfumature di intepretazione del liberalismo per essere la casa di tutti quelli che si riconoscono nei valori fondamentali. Detto questo, anch’io fatico ad accostare liberalismo e socialismo… chiederei cortesemente a Corrado Di Lorenzo un chiarimento, per aiutarmi a comprendere meglio la sua visione del liberalismo. Quanto a me, tanto per fare un censimento tra noi, sono vicino alle posizioni del liberalismo sociale.
    Buona giornata.

  3. Salve Sig.Segretario,
    quello che voglio sottolineare è la assoluta necessità di tenere una linea netta e marcata su temi che ne PDL ne gli altri affrontano con il dovuto coraggio. E dovremmo dar risalto la cosa con il massimo eco.

    Adesso mi viene in mente la questione nucleare. Mentre Obama osa fare più di Bush per il nucleare – e i giornali nostrani ovviamente si guardano bene dal dare enfasi alla notizia – tutti i nostri politici hanno paura di affrontare la questione. Proprio da pochi giorni la fondazione Bill & Melinda Gates e la Toshiba hanno messo in piedi un accordo [1] [2] ed aperto una azienda per sviluppare reattori nucleari tipo Traveling Wave Reactors (TWR) [3]. Questi reattori su cui già la Toshiba ha lavorato su più piccole potenze [4] permetteranno di utilizzare uranio impoverito ossia materiale oggi ritenuto da certa gente un problema. Sebbene gia gli attuali reattori siano sicurissimi, i TWR saranno ultra sicuri. Le riserve di questo materiale permettono tempi di sfruttamento di migliaia di anni. La tecnologia è matura: non si tratta di eco-stupidaggini sensa valore che stanno in piedi solo grazie agli aiuti statali. Comunque i dettagli sono ai link, soprattutto al 3 se si ha fretta.

    In sintesi, mentre nel mondo sono in costruzione 56 centrali nucleari e la tecnologia evolve, noi abbiamo l’obbligo di dire senza mezzi termini da che parte stiamo. Vado di fretta, spero si sia capito il succo.

    A presto.

    [1]

    http://atomicinsights.blogspot.com/2010/03/bill-gates-toshiba-traveling-wave.html

    [2]

    http://intellectualventureslab.com/?page_id=532

    [3]

    http://www.intellectualventures.com/docs/terrappower/IV_Introducing%20TWR_February%202010.pdf

    [4]

    http://www.dvorak.org/blog/2007/12/18/toshibas-personal-sized-nuclear-reactor/

  4. Cari amici, vi sembrerà un paradosso, ma nonostante qualche eccesso che non posso condividere, nel complesso quello che precede mi sembra un bel dibattito.Non credo vi siano molti altri luoghi della politica, oggi,nei quali con la stessa libertà, si può discutere di questioni valoriali ed identitarie come avviene in questo sito del PLI. Certo, la desuetudine a questo tipo di confronti, genera inaccettabili termini ultimativi, frutto di una abitudine che ormai ha contagiato tutti, anche noi,nel lasciarsi influenzare dalla logica bipolare degli schieramenti.
    Devo ancora una volta sottolineare la pertinenza e moderazione dei commenti di Enzo Lombardo e di Mario Tabucco. Vorrei solo ricordare che nel campo liberale il confronto fra destra e sinistra è sempre stato vivo e l’errore è stato di concluderlo, sovente, con delle scissionida una parte o dall’altra, mentre il posto dei liberali, consapevoli della ricchezza della loro tradizione culturale, non può che essere nel PLI. Basta ricordare Gobetti e Salandra,o in tempi più recenti, Pompeo Biondi ed Edgardo Sogno, per avere chiaro quanto variegato e articolato possa essere il pensiero liberale e quindi quanto possano differire le relative delle posizioni politiche. Certo il socialismo è tutt’ altra cosa, peraltro sconfitta dalla storia, in tutte le sue forme, anche quelle più blande. Il primo in Italia a capirlo fu Saragat, il cui partito socialdemocratico, in effetti fu un partito socialista liberale. Allo stesso tempo non si può confondere il liberalismo col conservatorismo, che spesso adotta le forme più radicali li liberismo economico, da cui noi stessi prendiamo sovente le distanze.
    Non voglio addentrarmi nell’analisi per evitare, dato lo spazio ristretto, di banalizzare. Traggo lo spunto per proporre un incontro di riflessione su questo tema, al fine di ricercare una intesa non su cosa sia liberale e cosa no, perchè questo stesso sarebbe un esercizio illiberale, ma per ricercare insieme i confini di una linea liberale nellìItalia di oggi e nel contesto economico globale in cui viviamo.

  5. ….e che cavolo Mario…..tu che mi conosci lo sai che su queste cose potrei stare ore a discutere….mi sa che lo fai apposta…..hehehehehehe!
    Io non penso che il liberal-socialismo (lib-lab) sia la destra un partito socialista piuttosto che la sinistra di partito liberale. Lo sarebbe se fosse social-liberalismo.
    E’ giusto che la questione identitaria sia importante soprattutto per chi, come noi, ha l’ambizione e la rivendicazione di essere partito nel senso pieno e politico del termine. Non so se tu ricordi, infatti, che nel “vecchio” PLI c’erano ben 4 o 5 correnti (quasi quante ve ne fossero nella balena DC) molto agguerrite; se ci rifletti la cosa era ben strana viste comunque le dimensioni di quel partito (titaniche rispetto ad oggi, ma piccole per l’epoca). Ad esempio Costa era molto “a destra”, mentre Palumbo era molto “a sinistra” (sempre rispetto al partito, si intende) mentre il Malagodi degli ultimi anni non aveva nulla a che vedere, in termini di posizioni politiche, con il Malagodi degli anni 50 e 60. A tal proposito non se quanti ricordano le celebri critiche che egli rivolse al Reaganismo ed al Tatcherismo degli anni 80.
    Tutto questo per dire che se si è liberali vi sono determinati punti in comune che sono imprescindibili e che legano tutti. In tal senso penso che nessun liberale (senza aggiunte) possa non condividere la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, i documenti di Oxford del 1947 e del 1967, l’appello di Roma dell’1981 ed altro ancora (documenti che sono alla base dello statuto del PLI, tra l’altro). Poi ci sono sensibilità diverse rispetto ad alcuni temi come la religione, l’ultra-liberismo, etc. sui quali i liberali sviluppano diverse “interpretazioni” del liberalismo, ma che ben venga.

  6. Sono ben consapevole che continuare su questo discorso mi esporrà all’accusa di trattare di questioni di lana caprina, e me ne scuso in anticipo.
    Tuttavia ritengo che certe questioni siano di importanza capitale, e tra queste cito anzittutto la questione della definizione identitaria. Il fatto di voler stare insieme ad altre persone in seno allo stesso partito, ovvero la stessa ripartizione dell’insieme di coloro che vogliono fare o parlare di politica, si basa sulla percezione di affinità con alcuni e la maggiore alterità rispetto a tutti gli altri. Questo è il motivo per il quale non cerco di fare una campagna per una ortodossia liberale, bensì cerco di approfondire un discorso sulla identità liberale in Italia e più ancora nel PLI.
    Dare i nomi alle cose, lo sa bene Enzo che richiama Wittgenstein, è ben più che affibbiare etichette per evitare la confusione tra gli oggetti e le idee. La definizione delle cose altro non è se non una valutazione della loro essenza per via del genere più prossimo secondo differenze specifiche. Ora io sono assolutamente dell’opinione che il genere più prossimo ad un liberal-socialista non sia affatto quello liberale, bensì proprio quello socialista, e che il definirsi liberale non sia altro che la differenza specifica con i socilisti classici. In buona sostanza il liberalsocialismo sarebbe non già la sinistra del partito liberale, ma piuttosto la destra di quello socialista. Io almeno la penso così, e a quanto pare non sono l’unico.

    Ortodossia a parte, che ne penserebbe Von Hayek dell’interpretazione liberalsocilista di “A road to serfdom”? Interessante quesito.

    Mario Trabucco
    PLI Palermo

    @ Enzo: grazie, anche se ancora non sono in Italia.

  7. SOLO I CANI HANNO IL PEDIGREE

    Non ho saputo resistere e siccome so che la Verità è sempre dalla parte dei più deboli, degli ultimi e dei diseredati mi è venuta voglia di ritornare a urlarlo. Poi, magari,mi ritirerò per sempre dalla Politica partitica limitandomi al mio ruolo di imprenditore e fondatore di DIRITTI FUTURI, con dispiacere per il tempo perduto e per la poca cultura che ancora incontro ogni giorno e che permette a Bagnasco di battere la donna più coraggiosa che la Regione Lazio poteva sfoggiare a livello internazionale. Mi limito solo a mettere in evidenza questo: “Ho spiegato bene all’amico Enzo, che comunque ringrazio per la fiducia, che sono uscito da IDV per dissenso con i notabili locali, ma nel contempo ho giurato che non avrei MAI permesso a nessuno di offendere un Partito i cui vertici sono Vertici anche nell’ALDE e nell’ELDR: Leoluca Orlando e Niccolò Rinaldi. Al quale ho espressamente chiesto di aiutarmi a portare il PLI nell’ELDR a pieno titolo: Ho sbagliato? mille altre cose potrei affermare ma rinuncio. Mi limito a postare qui il Link di una pagina del mio Sito dove ho inserito questo e dove potrete leggerlo per intero:

    Agenda Liberale per il 21° secolo
    Oxford, 1997

    La qualità della libertà nelle società aperte

    fondate sul senso civico

    Ispirandoci ai fondatori dell’ Internazionale Liberale che cinquant’anni or sono lanciarono il Manifesto Liberale, noi 475 Liberali provenienti da tutti i continenti siamo ritornati ad Oxford, tra il 27 e il 30 novembre 1997, per riflettere sulle risposte liberali alle sfide e alle occasioni che si presentano alla soglia di un nuovo millennio.

    Durante i 50 anni trascorsi, sono stati compiuti progressi sostanziali nel formare società aperte fondate sulle libertà politica ed economica. Però c’è ancora un lungo cammino da percorrere. Le nuove generazioni devono ridefinire le priorità liberali di fronte alle nuove occasioni e ai nuovi pericoli.

    Restano molte le sfide al liberalismo: la violazione dei diritti umani e l’eccessiva concentrazione del potere e della ricchezza; le ideologie fondamentaliste, totalitarie, xenofobe e razziste; la discriminazione in tema di sesso, di religione, di età, di preferenze sessuali e verso chi è disabile; la povertà e l’ignoranza, l’incremento del divario tra i paesi ricchi e paesi poveri; l’uso distorto delle nuove tecnologie; l’allentarsi dei vincoli di solidarietà sociale; la rivalità sulle risorse scarse; il degrado ambientale in un mondo sovrappopolato; il crimine organizzata e la corruzione politica.

    Il nostro compito di liberali del XXI secolo è dare a queste nuove sfide delle risposte politiche che favoriscano la libertà individuale e i diritti umani, le società e le economie aperte, la cooperazione globale.

    http://www.easyland.info/liberal/id6.html

    Senza nessuna pretesa, sommessamente come scrivono qui amici liberali che hanno la mia stima per la loro pacatezza; Un Saluto Cordiale, Corrado Francesco Di Lorenzo umile e ingenuo militante liberale, come dice il dizionario Zingarelli alla parola ‘Liberale’, in difesa dei Deboli e degli Oppressi!! Buona Giornata..

  8. Finalmente un’ottima notizia per il PLI, in Basilicata, la lista che comprende anche il PLI, ha ottenuto un seggio!!
    E’ una notizia da festeggiare.
    Complimenti a tutto il PLI.
    Saluti.

  9. Caro Mario,
    certamente non basta essere liberi per essere liberali così come credo che non debba essere compito di un partito liberale stabilire l’ortodossia del pensiero liberale che credo sia la cosa più antitetica che esiste rispetto proprio all’ortodossia. Tra coloro da te citati spicca il nome di K. R. Popper il quale fu artefice della grande rivoluzione del pensiero scientifico e filosofico stabilendo che scientifico poteva essere solo ciò che ammetteva di essere smentito.
    Quanto al dibattito sul liberal-socialismo ed altri “ismi”, mi appassiona poco. Se il linguaggio ha ancora un senso (anche seguendo le indicazioni di Wittngenstein), anteporre la parola liberale alla parola socialista, o coservatore o cattolico o altro, sta a significare che prima di tutto si è liberali ed, in sub-ordine, si accolgono alcune tesi di un altro paradigma non incompatibili con la “principale”. Diverso sarebbe, secondo la stessa semantica, dirsi socialisti-liberali.
    A questo punto sarebbe bene, a mio modesto avviso, che tutti coloro che si sentono INNANZITUTTO liberali si coagulino all’interno del partito liberale e facciano militanza aiutando il partito a crescere. Poi, all’interno del partito, faranno la loro battaglia democratica nelle assemblee e nei congressi per far prevalere la loro visione del liberalismo. Questo è un metodo liberale. Il fatto che si rinunci ad entrare in un partito per il solo fatto che altri hanno una subordinata diversa dalla propria significa bruciare la principale e non mi pare ne logico ne, tanto meno, liberale. Il Liberalismo in Italia ha bisogno di militanza e di dedizione, poi si facciano tutte le battaglie ideali, ma dentro il partito, lavorando!
    Quanto all’IDV concordo. L’IDV è un movimento leaderistico che non ha alcuna democrazia interna e francamente una forza politica che basa tutto il suo agire sull’antagonismo personalistico e sulla politica giudiziaria mi sembra più degna del Terrore francese che del basso impero berlusconiano italiano. Peraltro Di Pietro è quello che parla di legalità e poi trasferisce i fondi del rimborso elettorale dell’IDV alla sua associazione privata……
    Cordiali Saluti
    PS – Bentornato Mario….

  10. Signori qui non è questione di stile. Bisogna che ci mettiamo d’accordo su alcuni presupposti di base. Nessuno che sia liberale può difinirsi liberal-socialista. Su questo non si puo tergiversare, nemmeno per un istante. Non si tratta di rilasciare patenti ma se non accettiamo nemmeno questa differenza meglio andare a casa. Di che cosa vogliamo parlare? Se in mezzo a noi c’è gente che si definisce liberal-socialista, come fa Pannella, che cosa vogliamo insegnare ai giovani in merito al significato dell’essere liberale? Il messaggio va dato pulito, lineare e senza compromessi. A costo di rimanere quattro gatti per i prossimi 20 anni. Non preserveremo niente altrimenti.

    Dovremmo fare formazione, scuole sul libaralismo, attaccaci a quelli dell’IBL, far conoscere la storia del pensiero liberali italiano, americano. Rifarci ai think-tank americani, all’ARI, al CATO, all’Heritage Foundation. Questo c’e da fare. Mettere online del materiale.

    Ebbene si. Dovremmo mettere dei paletti all’ingresso. Altrimenti a furia di cercare di allargare la nostra base faremo la fine di FI. Non è intransigenza, si tratta semplicemente di preservare la nostra storia e il nostro futuro. LA parola socialista deve scomparire dai nostri schermi.

    MN

  11. Sicuramente il richiamo allo stile operato da Enzo Lombardo non può che farmi piacere, ma non nascondo un certo interesse per la polemica che ogni tanto viene a galla tra due diversissime concezioni di come debba essere un partito autenticamente liberale, di quali siano i padri nobili cui richiamarsi.

    Personalmente trovo che sia un discussione che avrebbe bisogno di un congresso del partito interamente dedicato. Troppe persone non sanno più chi siano Croce ed Einaudi, che differenza ci sia tra Popper e Von Mises, o fra Martino e Berlusconi.

    Apprezzo sicuramente l’impegno del Sig. Di Lorenzo, e il pedigree che è stato così buono da volerci illustrare, e confido nella maggiore scienza del Presidente Palumbo, ma francamente trovo piuttosto strano che lezioni sull’idea liberale provengano da chi ha militato per dieci anni nell’IDV, proprio il partito che ha introdotto in Italia una generalizzata cultura del sospetto e ha demolito quanto restava della ancora vigente (ma solo in teoria) presunzione di innocenza.

    Sicuramente il Sig. Natali avrebbe dovuto tenere a mente che i gentiluomini parlano dei principi e non delle persone, ed evitare un attacco troppo personale. Nondimeno anche io sono spesso preoccupato quando vedo che alcuni “amici” si dichiarano fieramente liberal-socialisti.

    Come diceva Longanesi in Italia “non è la libertà che manca, mancano gli uomini liberi” ma attento, caro Enzo, non basta sentirsi uomini liberi per militare in un partito di liberali. Sono cose diverse, e ben venga chi aiuti a separare il grano dal loglio, magari anche con stile!

    Mario Trabucco
    PLI Palermo

  12. Vorrei modestamente e sommessamente suggerire a tutti che, come diceva il compianto Panfilo Gentile, essere liberali è innanzi tutto uno stile.
    Forse questo eterno discettare su chi è più liberale di chi e su chi ha il patentino per definire liberali gli altri ci ha ridotto, in un paese che aveva ed ha estremo bisogno di noi, al nostro stato attuale.
    Io credo che sarebbe più opportuno concentrarci a far crescere il partito se siamo davvero liberali, piuttosto che ad ingaggiare sterili tenzoni da tastiera.
    Al caro Di Lorenzo (siciliano e militante come me) chiedo solo di non confondere una libera opinione di un frequentatore del sito con la linea politica del partito.
    A chi continua sterilmente e provocatoriamente a sparare sulla dirigenza del PLI torno a chiedere cosa saprebbe fare di meglio nelle stesse condizioni a parte fare l’opinionista da tastiera. Essere liberali potrebbe anche dovere o volere significare confrontarsi con la realtà oltre che con i propri desideri.
    Cordiali Saluti.

  13. Comunque devo dire che rileggendo la sua risposta mi viene davvero da ridere…..”questo regime illiberale, totalitario”…cioè noi saremo sotto un regime totalitario…..???? ahahahahah ma mi faccia il piacere….come comico però può avere successo….vada da DiPietro, Travaglio, Santoro & C. Sicuramente può fare meglio di Luttazzi. Provi, non perda questa occasione!

  14. Guardi io non rispondo a lei, si figuri. Quanti luoghi comuni caro Sig.Di Lorenzo. Lei di liberale non ha niente, lo ribadisco. Continui a fare da cassa di risonanza a IDV, Repubblica e simili. Sa a volte c’è da bombardare, come quando gli alleati bombardavano la Germania naziol-socialista. Badi bene ho scritto socialista di propoposito: nazista nasconderebbe la vera natura di quel governo. Quindi allora come ieri, sono fiero di stare dalla parte degli USA, di Israele anche e soprattutto quando bombardano. Si ricordi le parole di Mises, la Rand o altri liberali veri in merito ai bombardamenti. Si ricordi da che parte stava Sogno.

    E si ricordi che senza alleati saremmo ancora sotto il nazional socialismo o sotto il socialismo russo.

    Non rientri piu nel sito, bene cosi, un falso liberali in meno.

  15. Si è visto quanto stiano a cuore le sorti del PLI ad “autentici” liberali come Taradash, che, alle Comunali dello scorso anno avvenute a brevissima distanza dal Congresso PLI al quale ha preso parte come candidato alla Segreteria, andava a dichiarare alla stampa che era iscritto al Pdl, ed oggi è stato nominato Consigliere regionale in Toscana sempre per il Pdl.

  16. Natali, mi sono cadute le braccia leggendo, e quasi mi pento di aver creduto possibile che il PLI fosse davvero un Partito che si adegua all’insegnamento di uomini meno sconosciuti ai più di quelli che Lei cita nel suo incomparabile intervento che mi riporta indietro agli anni del mortale abbraccio PLI/MSI. Mi riferisco a Sir Isaiah Berlin, Sir Ralph Darendhorf, o Eric Blair, alias George Orwell; immensamente più famosi ( si legga Lei “Filosofia e Storia delle idee” o “Intervista sul Liberalismo e l’Europa” o “1984”. Le sue sono solo chiacchiere offensive per me che dal 1960 ad oggi sono sempre stato un Liberale vero! Non mi costa nessuna fatica uscire dal Partito: io non vivo di politica, ne di panzane stratosferiche come l’attuale Maggioranza di Governo ( Oggi vedremo che Maggioranza/Minoranza è,,stia sicuro)e sono figlio di un vero Cavaliere della Repubblica, non per meriti di Alta Finanza ma per aver servito lo Stato in divisa per trentanni! Mancava solo Lei oggi, dopo le notizie che arrivano dalla mia Sicilia per deprimermi e farmi pentire di aver lasciato l’unico Partito Italiano rappresentato nell’ALDE al Parlamento Europeo, che Le piaccia o no: IDV! Mio padre, pur essendo un militare di carriera, dopo l’otto settembre 1943 e la ignominiosa fuga dei ‘machos’ Gerarchi del Regime fu arrestato dalla milizia nera per aver espresso il desiderio di andare a Napoli dal Re e non a Salò. Dopo essere fuggito da un Campo di concentramento tedesco fu ripreso e consegnato alla Gestapo e torturato. Si salvò solo grazie allo sbarco alleato di Anzio. non proseguo, Lei non meritava nemmeno risposta e avrò modo di riflettere sul ‘nuovo’ PLI che comunque per fortuna mi sembra DIVERSAMENTE guidato da Enzo Palumbo. Concludo così: “Si, fu Cavour a ‘fare’ l’Italia, ma la sua frase “Ora bisogna fare gli Italiani” fu negativamente profetica.. E Lei ne è la prova provata! al Volturno e al Garigliano, a Curtatone e a Montanara Cavour non c’era! Siciliani e Toscani poveri o studenti si! Sono disgustato e molto, molto, perplesso! così non si va da nessuna parte. E si ricordi: Senza l’intero CLN , senza FIVL , senza Brigate Garibaldi, sareste ancora col primo Duce! Sogno, da solo, dove arrivava? E impari una cosa: Il metodo di attaccarsi ad una sola frase, per giunta errando, come fa Lei, ignorando verità come quelle da me citate nel mio precedente intervento, sono patrimonio del TG1 di questo regime illiberale, totalitario e millantatore di un credito che non ha! E si risparmi la replica: non rientrerò in questo Sito finchè non sarà chiarito questo equivoco: chi detta la linea politica nel PLI senza rischiare di discostarsi dal Liberalismo europeo e anglosassone in particolare? Io sto qui solo per quest’ultimo! Io con Blair, alleato di Bush e Berlusconi, non ho NULLA a che fare: non mi piacciono ne i fanfaroni ne i bugiardi che bombardano civili dall’alto! Ne fa fede la cicatrice che ho sulla schiena; e avevo solo due anni!

  17. Purtroppo le parole di Maurizio Natali fotografano alla perfezione l’attuale situazione del PLI…
    Quando, due anni fa (in occasione delle elezioni politiche 2008) sono venuto a conoscenza dell’esistenza di un partito liberale, ho pensato e sperato che finalmente, sulla scena politica italiana, vi fosse un soggetto politico autenticamente liberale. Ho anche pensato di darmi alla politica attiva, ma col passare del tempo mi son reso conto che non ne valeva la pena.
    Ciò non toglie, comunque, che vadano riconosciuti i meriti di chi si sta impegnando attivamente. Chi è riuscito a presentare, in queste elezioni amministrative, delle liste col simbolo del PLI merita il massimo rispetto, se non addirittura la massima ammirazione… Allo stesso modo – tanto per tornare in tema – merita la massima considerazione chi ha proposto il ricorso al TAR, che avrebbe certamente meritato miglior sorte. Non conosco i motivi si cui si basava il ricorso nè ho letto la motivazione dell’ordinanza del TAR, ma posso ben dire, sulla base della mia personale esperienza professionale, che in questi casi la magistratura amministrativa – è proprio il caso di dirlo – “decide di non decidere”, nel senso che in pratica omette di motivare le proprie decisioni (e il Consiglio di Stato non è che faccia molto di più).
    Mi rivengono in mente le parole di Calamandrei, il quale, in sede di Assemblea Costituente, propose l’abolizione della dicotomia tra magistratura amministrativa e civile. Ah, se qualcuno gli avesse dato ascolto…

  18. Caro sig. Natali, abbia fede.Libereremo il PLI da chi non sa neppure che significa essere liberale e da chi intende trascinare il partito a sinistra. Non si allontani ci stia vicino e ce la faremo.

  19. E cmq questo PLI fa davvero pena. Vado sul sito facebook del PLI e mi pare di stare su una pagina di Repubblica. Dio mio, Segretario ma che sta facendo? Ma davvero pensa che si potrà mai fare qualcosa per il liberalismo?

    Si faccia sparire ogni riferimento al socialismo, non si offenda chi è morto per liberarci dall’abominio socialista e i suoi figli. Onorate chi come Sogno ha speso una vita contro i figli del socialismo, contro gente come Violante, Scalfari che hanno cercato di distruggere il liberalismo in questo paese. Quel tizio – Renzi o come si chiama – che scrive su fb, mi spiega che razza di liberale è? Sig. Renzi lei ha studiato liberalismo sul sito di Repubblica vero? Che vergogna.

    Che pena totale, una fitta al cuore dolorosissima. Mi toccherà non votare più per non so quanto tempo.

    Maurizio Natali

  20. Caro Sig.Di Lorenzo,
    lei si definisca pure come meglio crede. Ma sappia che definirsi liberal-socialista è un ossimoro. O si è liberali o socialisti. Le due cose sono perfettamente incompatibili. Evidentemente non ha capito il significato ne del liberalismo ne del socialismo. Si legga qualche autore liberale vero VonMises, la Rand, ma basterebbe perfino un Milton Friedman o un Martino. Per favore non si professi liberale, non offenda i veri liberali.

    La realtà è che in Italia manca gente liberale vera e lei lo dimostra. La realtà è che manca un Edgardo Sogno.

    Cambi partito o questo PLI rimarrà sempre uno scherzo di natura.

    Cordialmente,

    Maurizio Natali

  21. A Di Lorenzo voglio dire che Liberalismo e Socialismo, pur essendo entrambe rispettabilissime ideologie, sono antitetiche. Liberal-Socialismo è un termine che non ha alcun significato.

    Il PLI, lo dice il nome, accoglie i Liberali e non i Socialisti.

    Inoltre voglio ricordare sempre a Di Lorenzo che chi ha fatto l’Italia è stata la Destra Liberale di Cavour.
    Il Liberalismo è innegabilmente di Destra.

    Saluti.

    JW

  22. Ho letto Tutti i Commenti e sinceramente sono abbastanza rattristato. Ho militato nel PLI per 32 anni fino alla gestione Altissimo; dal Marzo 2002 al 18 Marzo 2010 sono stato un Dirigente Regionale di Italia dei Valori, un Partito che, piaccia o non piaccia, è stato l’unico a fare veramente opposizione al Berlusconismo imperante. Ho speso tempo e denaro per una battaglia liberale sempre in contrasto con la pessima dirigenza locale senza mai però entrare in conflitto con Roma. Sono uscito dal Partito proprio perchè è rinato il PLI di mio padre e di mio nonno, non solo per la grande cortesia di Enzo Palumbo e le garanzie che Egli mi ha assicurato, ma anche perchè sinceramente disgustato dall’entrata in IDV nella mia Regione (Ma so che accade ovunque) di riciclati, arrampicatori, poltronieri e arrivisti di ogni sorta, provenienti da vari Partiti, compreso l’UDEUR, FI, SD etc… Non mi sono MAI imbrancato con i “dissidenti” perchè so che molti di essi criticano i cacciatori di poltrone ( che sono in TUTTI i Partiti) ma agognano di prenderne il posto. E non voglio ritrovarmi nel PLI con chi accusa di “sinistrismo” chi vuole Laicità vera e Liberalismo vero. L’Italia è una Repubblica nata dal Risorgimento prima e dalla Resistenza poi grazie sopratutto a partiti Laici con la collaborazione di Partiti Socialisti.Solo chi è disinformato o in malafede può negare ciò! Per questo io, Cristiano senza religione, mi dichiaro LiberalSocialista e desidero contribuire a realizzare una Economia Liberale in uno Stato Sociale avanzato. Tutto il resto è Politica che puzza di muffa. Nel 1977 affermai davanti ai Liberali fiorentini: “Il futuro del nostro amato Paese sarà Liberalsocialista o non sarà!”. E perdio non è stato! E siamo quasi alla frutta! Alleiamoci localmente con chi rispetta le nostre idee, i nostri Valori, le nostre Leggi, le Regole, ma MAI deviamo dallo scopo che Tutti noi dobbiamo prefissarci: Realizzare una Società migliore, dove Chiaramente, sarà più facile per tutti soddisfare le proprie aspettative, i propri Ideali. Essere ambiziosi o aspirare al soddisfacimento dei propri sogni, dei propri desideri di successo non è un Delitto: ma lo diventa se non si realizzano nell’interesse del bene comune. Io non potrei mai capitanare ieri una Lista Antiproibizionista come Taradash e poi finire oggi con Giovanardi, o comportarmi come Capezzone. E per la miseria non comincerò certo a farlo a 68 anni! Con grande stima verso Enzo Palumbo, l’On.le De Luca e tutti voi! Corrado Francesco Di Lorenzo, Commissario Regionale Umbria PLI.
    Un Saluto affettuoso all’amico Agazio Furina: Battete questa falsa destra!

  23. Pienamente d’accordo con Enzo Lombardo, e dirò di più bisogna sbrigarci a farlo, il PLI non può assolutamente tacere questo grave fatto, anche a costo di ” scontentare qualcuno”.
    Si tratta di un problema politico generale molto importante, e non certo regionale.
    Per contrastare questi fatti il PLI deve esistere e far sentire forte la propria voce, ma deve farlo in modo autonomo, non può certo appoggiarsi alla sinistra, che è sempre pronta ad osannare le posizioni ecclesiastiche quando si tratta di immigrazione indiscriminata, del tipo accogliamo tutti senza che vi sia una reale richiesta del mercato, nei confronti della mano d’opera straniera, o ancor peggio quando la sinistra si allea alla chiesa, per avversare posizioni liberali da un punto di vista sociale ed economico,
    vedi a questo riguardo, la dottrina sociale della Chiesa, che è tutto meno che liberale, ma una campionatura di conservatorismo.
    Da liberale affermo che la castità imposta dottrinalmente è contro natura, e quindi contro i diritti naturali dell’uomo, stessa cosa per la clausura, due aspetti che a mo parere vanno contrastati con la cultura liberale, e che sono alla base della repressione sessuale del clero, cosa che a sua volta genera le condizioni per cui nel clero, alcuni soggetti pratichino gravi abusi di pedofilia.
    Certo, non si può e non si deve generalizzare, la qual cosa non sarebbe nianche liberale, ma il problema va affrontato alla base.
    Saluti.

  24. Scusate l’OT.
    Ieri la polizia ha allontanato forzatamente dai pressi di Piazza Pio XII a Roma un gruppetto (credo fossero meno di 10 persone) di cittadini americani che manifestavano pacificamente ed in modo non violento contro la pedofilia nel mondo ecclesiastico.
    Anche questa volta non si è persa l’occasione per mortificare la libertà nel nostro paese. Credo che si dovrebbe prendere una forte posizione su questo atto vergognoso e liberticida.

  25. Ormai in Italia non esiste più lo stato di diritto.
    Il potere esecutivo cerca di essere al di sopra degli altri poteri.
    Il potere giudiziario ritiene di avere l’unica sua missione nel contrastare il potere esecutivo.
    Il potere legislativo……qualcuno ne ha notizia?
    Nel frattempo il cittadino è sempre più solo ed abbandonato all’arbitrio dell’antipolitica e dell’antistato.
    L’Italia è ormai una Repubblica fondata sui clan e sulle caste che svolge la sua vita in un’eterna guerra per bande. L’unica libertà rimasta e quella di scegliere la banda giusta.

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