Comunicato del presidente del Consiglio nazionale del Partito Liberale Italiano

“Non solo il senso del diritto, ma anche il semplice buon senso comune sembra avere abbandonato i vertici politici della Regione Lazio, che si rifiutano di prendere atto degli errori commessi a partire dal momento in cui il vice-presidente Montino ha firmato il decreto di indizione delle elezioni, che certamente non gli competeva”. Lo afferma Enzo Palumbo, presidente del Consiglio nazionale del Partito Liberale Italiano.

“La catena degli errori – aggiunge – è poi proseguita con l’emanazione di istruzioni elettorali errate e col rifiuto di rinviare le elezioni facendo ricorso proprio a quelle disposizioni del decreto legge 29-2010, prima giustamente contestato nella sua legittimità e poi contraddittoriamente utilizzato come foglia di fico per limitare a sei giorni il periodo di affissione dei manifesti elettorali.

E’ ormai chiaro a tutti che questa campagna elettorale è diventata una farsa, al termine della quale chi avrà perso le elezioni avrà buoni motivi per fare annullare il risultato, con la conseguenza che da qui ad un anno si dovrà tornare a votare. Nel frattempo – dice ancora l’esponente del PLI -, la competizione sui temi della politica regionale sarà sparita del tutto, la credibilità dell’istituzione regionale sarà ridotta al minimo e lo spreco di risorse pubbliche si aggraverà, con un danno erariale certamente valutabile in sede di magistratura contabile”.

“In questa situazione paradossale, nessuno si dovrà meravigliare se i cittadini del Lazio, anziché esprimere un voto assolutamente inutile, preferiranno andare in collina o al mare a godersi una giornata di relax, lontani – conclude Palumbo – dai veleni sparsi a piene mani da un ceto politico che si rifiuta di riconoscere gli errori commessi e di porvi riparo”.