Si comunica che sono state presentate liste con il simbolo PLI ed altri nelle seguenti Regioni:

PIEMONTE

Doppio simbolo PLI-UDC  a MONCALIERI

LOMBARDIA

Lista PLI a SEGRATE appoggia candidato sindaco UDC

Liste civiche : VOGHERA – LODI – RONCADELLE

CALABRIA

LAMEZIA TERME (IN ALLEGATO INVIO ANCHE IL LOGO)

BASILICATA

Simbolo PLI – MPA :  MATERA

PUGLIA

Simbolo PLI : MOLA DI BARI – MANFREDONIA – CERIGNOLA

Lista PLI congiunta con liste civiche; VALENZANO – TORRE MAGGIORE

Inoltre nel territorio nazionale  ci sono molti candidati liberali in diverse liste civiche.


10 Commenti

  1. … Una curiosità, se non altro statistica: abbiamo eletto qualcuno? Vabbeh, forse era troppo pretenderlo, abbiamo appoggiato in quache regione la parte che ha vinto?

  2. Caro Gani,
    grazie per la risposta.
    Vorrei chiederle di più riguardo a questo accordo, di cui lei spesso parla, del PLI con l’UDC. Non mi risulta, allo stato attuale, che esista un’alleanza politica nazionale ed organizzata tra il PLI e l’UDC. Certo possono esistere accordi su base locale; ma come ne esistono anche con altre forze. Quanto al merito di un’eventuale alleanza del genere ho sempre sostenuto che sarebbe la meno innaturale e la più rispondente alla tradizione centrista e proporzionalista del PLI. Ovviamente su alcuni piani c’è un abisso ideologico, ma se non ci fosse saremmo un unico partito giusto? Eppure questo abisso non ci ha impedito di governare insieme per molti anni senza particolari traumi, perchè la DC (e spero anche l’UDC) aveva in se il sano germe di un certo laicismo istituzionale che metteva freno all’invadenza del Vaticano (De Gasperi e Sturzo su tutti). Paradossalmente, ma la storia è li a disposizione di tutti, la fine della DC ha segnato l’inizio dello strapotere Vaticano nelle istituzioni laiche e repubblicane che non potevano essere più difese da liberali, socialisti, repubblicani e social-democratici.
    Ma per ora sono soltanto parole, vedremo gli sviluppi.
    Quanto alla possibilità che le personalità liberali e riformiste all’interno del PDL possano creare un qualcosa all’interno di quell’aggregazione…mi lascia molto perplesso. Non lo consente il luogo, non lo consente il padrone e, mi duole molto dirlo pensando a persone come Alfredo Biondi ed altri, non lo vogliono nemmeno loro.
    Cordiali Saluti.

  3. Egregio Enzo Lombardo,
    rispondo al suo cortese post con piacere.
    Apprezzo molto che da questo sito, un liberale oltre a me, nonostante l’accordo Casiniano stipulato dal PLI, accordo per altro comprensibile vista la situazione politica, ma non condivisibile dopo le vicende test anti droga, ed intervento a gamba tesa di Bagnasco in campagna elettorale, per altro solo amministrativa, abbia il coraggio di criticare la CEI, lo dico da cattolico, ma molto vicino agli evangelici, ma sopratutto da liberale.
    E’ senz’altro vero, il PRI di Nucara fa parte del centro destra che a sua volta è alleato dell’ultra cattolico PDL, ma il centro destra ha la sua componente laica, per nostra fortuna, Dalla Vedova, Caldoro, lo stesso Nucara e qualche altro.
    Pochi, ma che hanno bisogno di organizzarsi, a, dimenticavo nella componente riformista del centro destra la Bonniver e Stefania Craxi, nonchè Robilotta.
    Quindi ci sarebbe la possibilità di costituire all’interno del PDL una vera e propria componente politica riformatrice e federata, che potrebbe portare avanti le tematiche liberali e riformatrici.
    Una federazione, non uno scioglimento di nessun partito, questo per affrontare problemi laici,” al contrario di quello che stà facendo la maggioranza ortodossa del PDL.
    Quindi ci sarebbe posto per la laicità dello Stato, legalizzazione della prostituzione, abolizione delle province, detassazione delle pensioni minime e di invalidità, sanità integrata, pubblico – privata, eliminazione reale delle barriere architettoniche, disciplina razionale nelle spese, ma attenta e moderna sull’infortunistica lavorativa, difesa della legge quadro 104 in materia di handicap, difesa della legge Basaglia, n. 180.
    Ma questo può a parer mio verificarsi, prima del congresso del PRI, e solo se PLI e PRI avranno un incontro ai massimi vertici.
    Un cuscinetto politico che differenzi in componenti le forze laiche e riformatrici all’interno del centro destra, ma guardando al centro, un centro che riformi il centro destra.
    Saluti.

  4. Caro Gani,
    lei ha ragione, la CEI ha perso l’ennesima occasione per occuparsi di anime, che dovrebbe essere il suo mestiere, spendendo il suo tempo e la sua voce a catechizzare il voto dei cattolici.
    E’ pur vero che i cattolici da tempo se ne impipano altamente di quello che dice la CEI ed il Vaticano se è vero, come è vero, che i referendum su divorzio e aborto passarono con oltre il 90% dei voti….e che non ci sarebbe un solo genitore sano di mente che oggi potrebbe dire al figlio adolescente di non fare sesso e, semmai, di farlo senza preservativo.
    Le gerarchie ecclesiastiche hanno da tempo perso la loro causa vera, quella di far comportare i Cattolici come dei Cattolici, per la mai sopita frenesia di esercitare un potere reale ed elettorale piuttosto che una guida spirituale.
    D’altra parte sarà pur vero che Nucara abbia detto e sostenuto quel che lei dice, ma lui, come molte altre vecchie conoscenze del mondo liberale, laico e riformista, è alleato a livello organico e su tutto il territorio nazionale (non pentito mi pare) con il PDL che è il più forte alleato politico del Vaticano che la storia della Repubblica Italiana abbia mai conosciuto. Quelli della vecchia DC, al confronto, erano degli eretici!

  5. Molti liberali che hanno difeso la laicità dello Stato in tema di esposizione del crocifisso, con toni rasentanti l’ateismo, toni esagerati e fuori luogo, stile inizio 1900, oggi che ci sarebbe bisogno che difendessero la laicità delle istituzioni rispetto alle elezioni Regionali, non dicono una parola, forse per effetto di accordi con l’UDC.
    I vescovi dicono agli elettori come comportarsi alle elezioni amministrative.
    E’ una palese ingerenza nella campagna elettorale.
    Nucara lo ha detto chiaramente, e a ragione.
    Cosa c’entrano le Regioni, con i problemi eticamente sensibili, aborto, eutanasia, testamento biologico, etc…. .
    Non sarebbe forse il caso che il PLI prenda su questo una posizione chiara nei confronti della CEI, saldando nel cointempo la propria posizione a quella dei cugini del PRI?
    Potrebbe essere un valido e laico punto di incontro.
    Il suggerimento è lanciato.
    Saluti.

  6. Alfredo Biondi? 😮
    Per chi non ne fosse al corrente Biondi fino al 2008 era onorevole nelle fila di FI. E, se non ne fosse stato estromesso per volontà di Berlusconi, sarebbe ancora lì. Pertanto, il suo attuale interesse per una Consulta liberale che sia di collegamento fra le varie anime liberali è a dir poco tardivo. E le motivazioni dubbie. Se l’innovazione a Genova parte da simili presupposti rischia di essere peggiore del male che vuole curare. Con tutto il rispetto, se stessero davvero a cuore i giovani, dovrebbero essere valutazioni da prendere in considerazione.

  7. #1 Beppe Damasio 2010-03-23 11:41
    Ringrazio Gianni Calabria per il Suo intervento.
    Ringrazio Elio perchè ha voluto cercare qualche altro liberale che potesse confermare quanto purtroppo sono costretto a dire da tanto tempo.
    Debbo dare a Gianni il riconoscimento di aver sempre fatto ,tramite la Consulta ,tutto il possibile per riunificare i liberali e non per dividerli.
    Il PLI di De Luca ha Genova non ha molti
    sostenitori e qualcuno è stato anche capace di metterlo in “ridicolo” ed è il minimo che si possa dire.
    Nel PLI c’è poco da salvare però a quel nome a quel simbolo non lo diciamo aperetamente ma siamo tutti legati perchè “è come il primo amore” un simbolo della nostra gioventù.
    Per questo ho chiesto a Roma di commissariare il PLI di Genova e sono pronto a fare la mia parte perchè non finisca una tradizione gloriosa.
    Beppe Damasio

  8. E in Liguria?

    Per i liberali genovesi la vigilia di queste elezioni è stata confusa e preoccupante
    Martedì 23 Marzo 2010 11:09
    Scritto da QuiGenova
    1 Commenti
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    C’è stato il tentativo di candidarsi del sedicente PLI di Stefano De Luca e che qui in Liguria si sarebbe presentato assieme alla DC di Giuseppe Pizza.
    Il PLI di De Luca è una formazione che in Liguria ha pochissimi collegamenti con i liberali storici: per di più la improponibile scelta di presentarsi assieme alla DC di Pizza aveva provocato l’allontanamento della componente più viva e battagliera, quel Momento Liberale che fa capo a Beppe Damasio che, soprattutto a livello Municipale, svolge un utile lavoro di critica e sorveglianza.
    La strana coppia DC-PLI è però incappata nel trabocchetto delle firme e la lista (in cui i liberali sarebbero stati una infima maggioranza) è stata respinta.
    I liberali genovesi si sono quindi trovati raccolti attorno alla Consulta Liberale della Liguria una formazione il cui riferimento è il leader storico Alfredo Biondi e il cui scopo è proprio quello di tenere i collegamenti tra le varie anime liberali. La Consulta in questi giorni ha pubblicato un documento in cui si sostiene l’importanza di ricostruire la società e l’economia liguri affermando principi liberali oggi assenti nella politica regionale.
    I punti principali sono: premiare il merito e promuovere il primato del cittadino sull’amministrazione, introdurre concorrenza e liberalizzazioni nella pubblica amministrazione, introdurre totale trasparenza degli atti amministrativi a tutela dei cittadini, velocizzare e semplificare i rapporti dei cittadini e delle imprese con l’amministrazione.
    Il documento è stato sottoscritto da liberali vecchi e nuovi , o meglio di due diverse generazioni come Alfredo Biondi ed Enrico Musso, Gustavo Gamalero e Francesco Felis.

    Giovanni Calabria

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