“Le elezioni vanno rinviate, tutte! Meglio se a maggio, insieme alle
amministrative siciliane”. Lo sostiene Enzo Palumbo, presidente del
Consiglio nazionale del Partito Liberale Italiano.
“Le regionali del Lazio – prosegue – sono nate male e si stanno concludendo
anche peggio. La Regione ha sbagliato fin dal principio, emettendo un
decreto di indizione delle elezioni a firma del vicepresidente Montino
piuttosto che del presidente dimissionario Marrazzo, cui tale potere
funzionale continuava a competere ai sensi dell’art. 45.6 dello Statuto
regionale. Ha aggravato la situazione, indicendo le elezioni per il 28 marzo
anziché nel massimo per il 24 gennaio, a tal fine forzando il chiaro
significato dell’articolo 5 della legge regionale 2-2005, secondo cui le
elezioni dovevano svolgersi (e non solo essere indette) entro tre mesi dallo
scioglimento del Consiglio regionale, intervenuto automaticamente il 28
ottobre con la formalizzazione delle dimissioni di Marrazzo. La Regione
Lazio – insiste l’esponente del PLI – ha poi definitivamente compromesso il
procedimento elettorale, emettendo delle istruzioni che indicavano come
necessario per la presentazione delle liste il numero di firme prescritte
per le elezioni ordinarie, e non quello dimezzato prescritto per le elezioni
anticipate”.
“Tutto ciò ha provocato molti ricorsi giurisdizionali a tutt’oggi non ancora
esauriti – dice ancora Palumbo -, che hanno di fatto esaurito la campagna
elettorale, sia sotto il profilo dei tempi del procedimento elettorale sia
sotto il profilo dei temi in discussione. Basti pensare che l’ammissione
della Lista Sgarbi è di due giorni fa, e che addirittura giovedì prossimo 25
marzo si terrà l’udienza cautelare per l’ammissione della lista del PLI, che
giustamente lamenta di essere stato fuorviato dalle erronee istruzioni
regionali. Resta poi la possibilità che un qualunque cittadino, magari
perché insoddisfatto del risultato elettorale, lo impugni per le chiare
illegittimità del Decreto di indizione dei comizi elettorali”.
“Nel frattempo – sottolinea il presidente del Consiglio nazionale PLI -, ci
ha messo del suo anche il Governo, emanando un decreto, tuttora sotto
giudizio di costituzionalità, che non ha risolto nessuno dei problemi emersi
ma ha solo aumentato il contenzioso elettorale e la confusione politica. A
questo punto, se non si vuole correre il rischio di fare elezioni
giuridicamente invalide e politicamente falsate, che dovranno essere presto
ripetute, la cosa più saggia sembra quella di rinviare tutto, riconvocando
ex novo le elezioni ed emettendo nuove e più corrette istruzioni, e così
ottenendo anche lo scopo di riaprire la competizione elettorale a tutti i
partiti che intendano parteciparvi”.
“Tutto ciò certamente vale per il Lazio – conclude Palumbo -. Ma se si vuole
evitare che le elezioni del Lazio, una volta differite, siano influenzate
dai risultati del 28 marzo delle altre regioni, buon senso vorrebbe che
l’intera tornata elettorale venisse differita al mese di maggio, in
concomitanza con le elezioni amministrative previste in Sicilia”.

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