“Ieri era D’Amato, oggi a parlare sono vari colleghi della sinistra che,
seppure non siano ex comunisti, dimostrano di essere d’accordo con lui. E si
affannano a stigmatizzare il possibile rinvio delle elezioni che spetta di
diritto, a mio avviso, alla lista Rete Liberal – Sgarbi cui, nella fase
pre-elettorale, devono essere garantite le stesse condizioni di cui
dispongono gli altri partiti, dal momento che era stata esclusa
inopinatamente a causa degli errori e delle mancanze della Regione”. Lo
afferma Antonietta Brancati, capogruppo dei Liberali e Riformatori in
Consiglio regionale del Lazio.
“Inoltre – aggiunge – vorrei ricordare a questi colleghi che la democrazia è
un diritto che deve poter essere esercitato da chiunque e non può essere
mortificata da una preclusione avanzata attraverso tutte le motivazioni che
si stanno adducendo. Questi signori riflettano sul fatto che non garantendo
la democrazia si crea un vulnus nell’obbligatorietà dell’uguaglianza sancita
dalla nostra Costituzione”.
“Fra l’altro ci mancava anche Storace che a suo comodo si accoda a quelli
della sinistra e mette in atto una gravissima discriminazione quando parla
del ‘partito più piccolo’ riferito appunto alla lista di Sgarbi. Farebbe
bene Storace a non dimenticare che in una democrazia non esistono piccoli e
grandi ma solamente l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge. Il suo è un
segnale certamente da non raccogliere. Infine sono d’accordo col consigliere
Robilotta che cita l’articolo 11 della legge 108/68 per ricordare che la
Regione è obbligata a dare la proroga delle Regionali per far conoscere ai
cittadini, attraverso l’affissione dei manifesti elettorali, quali sono
tutte le liste in campo per le elezioni. Ma purtroppo – conclude Brancati –
devo constatare che in questo Paese la cultura riformista e garantista non
trova terreno fertile e viene troppo spesso ignorata”.