In vista della ormai imminente tornata elettorale, liste del Partito Liberale Italiano sono presenti, da sole o in coalizione, in molti comuni ed in alcune regioni, in particolare in Puglia, Basilicata, Calabria e Lombardia, mentre significative candidature di esponenti liberali in altre liste sono presenti in Piemonte, Toscana e Veneto, ed è ancora sub judice la presenza di una lista di coalizione in Liguria. E’ quanto è stato messo in evidenza nel corso della Direzione nazionale del PLI, presieduta dal presidente senatore Carlo Scognamiglio Pasini e con la partecipazione del presidente d’onore Carla Martino, e del presidente del Consiglio nazionale senatore Enzo Palumbo e del vicesegretario nazionale onorevole Paolo Guzzanti. E’ stato rilevato, inoltre, che per quanto riguarda il Lazio, la Direzione ha preso atto del ricorso presentato mercoledì mattina al Tar dai promotori delle liste del PLI che, pur avendo raccolto più della metà delle firme necessarie in via ordinaria, si erano astenuti correttamente dal presentarle, essendo stati tratti in inganno dalle istruzioni diramate dalla Regione, tuttavia smentite da una recentissima sentenza dello stesso TAR, che ha invece stabilito il dimezzamento delle firme in ragione dell’anticipato scioglimento del Consiglio. La Direzione ha quindi auspicato che i giudici amministrativi del Lazio vogliano interrompere il procedimento elettorale, per consentire la riammissione delle liste del PLI, anche per evitare che il risultato elettorale possa essere successivamente impugnato per manifesta illegittimità. La Direzione si è poi occupata della situazione interna del Partito. Ha approvato all’unanimità la relazione del segretario nazionale Stefano de Luca, il quale ha riferito sull’impegno del partito in vista delle elezioni regionali di fine marzo. Durante la riunione è stato espresso un ringraziamento nei confronti dei dirigenti ed iscritti che si sono prodigati, al di là dell’immaginabile, per superare, laddove è stato possibile, gli innaturali sbarramenti costituiti dalla raccolta delle firme per la presentazione delle liste, le cui modalità mortificano il pluralismo e la democrazia e spesso oltraggiano anche la decenza. Inoltre, prendendo atto delle dimissioni del segretario regionale del Lazio e della difficile situazione dei liberali in Campania, de Luca, col consenso della direzione, ha deciso di avocare a sé il compito di gestire direttamente il Partito in quelle regioni, ed a ha tal fine delegato il vicesegretario nazionale Guzzanti che, subito dopo, ha incontrato i dirigenti liberali del Lazio, mentre si è riservato di incontrare prossimamente i dirigenti liberali della Campania. La direzione ha infine preso atto delle dimissioni del presidente del Comitato direttivo della Lombardia, Nicola Fortuna, che ha voluto correttamente mettere a disposizione il suo mandato in ragione dell’insuccesso del tentativo di presentare liste regionali di partito, e ha deliberato di sciogliere il Comitato a suo tempo costituito e di affidare la gestione commissariale del partito allo stesso presidente dimissionario Fortuna, col compito di organizzare il prossimo Congresso regionale per l’elezione dei normali organi statutari. Infine, su proposta del segretario nazionale, la direzione liberale ha nominato Corrado di Lorenzo quale commissario regionale del PLI per la Regione Umbria.

18 Commenti

  1. Sotto queste beghe da pollaio che fanno certi liberali, ci stà un sinistro antiBerlusconismo per partito preso, questo non fà certo onore al PLI, sarebbe ora di essere un po più concreti, e più uniti, senza portare in campo posizioni di altri partiti che nulla hanno a che fare con il PLI.
    Petrassi non c’è più, ed il congresso è finito da un anno, ora il PLI, può respirare di aria propria finalmente, come dimostrano gli accordi in Liguria, Basilicata e Puglia.
    Una linea politica che porterà ne sono convinto ottimi risultati.
    Questo è un fatto secondo me molto importante che dovrebbe relegare in ” secondo piano le beghe”.
    Suvvia, facciamo uno sforzo per il bene del PLI.
    Vi sono in preparazione, in un futuro prossimo, b en due referendum, che sono più importanti di queste Regionali, ai quali, se continua così il PLI rischia di arrivare impreparato, e sono, quello sulla liberalizzazione della gestione dell’acqua, argomento strumentalizzato dalla sinistra, e quello probabile sulle coltivazioni OGM, due argomenti economici di primaria importanza, per i quali il PLI non ha ancora aperto il dibattito, poichè c’è chi fa perdere tempo con beghe.
    Bene ha fatto Fortuna a stroncare le polemiche.
    E’ ora di inboccare la via politico – referendaria liberale!
    Non perdiamo altro tempo.
    Abbiamo un’occasione insperata per rientrare in gioco, non gettiamola.
    Saluti.

  2. Devo purtroppo constatare che il Sig. Betti o non era presente o non ha ascoltato quanto affermato l’ altra sera dal suo Presidente quando ha parlato di Alleanze Elettorali. E, se prima di parlare a sproposito di altri andasse a documentarsi, sarebbe meglio. Chi scrive è stato per 9 anni nelle Istituzioni milanesi prima come Presidente Liberale della 6, poi ripetutamente Presidente di Commissione ed infine Vicepresidente della 8 e prescinde dalla virulenza e dalle mistificazioni che altri usano come il dentifricio con lo spazzolino da denti…
    lasciamo quindi che i veleni si stemperino con la stessa frequenza con cui vengono usati, anzi tutto ciò induce a pensare che ci sia del vero nelle mie supposizioni…!
    La mia stessa funzione passata di Presidente di Garanzia Super-Partes non prevedeva altri incarichi, ma forse qualcuno per puri interessi personali e strumentali tende a dimenticarlo… come tende ad ignorare di buon grado la distribuzione degli incarichi all’ interno del Comitato stesso. In ogni caso tronco qui ogni polemica che non interessa proprio nessuno, se non chi ne vuole far uso improprio… !

    Grazie e Buona Domenica. Cordialità.

    Nicola Fortuna

  3. Cari amici liberali, non fatevi distogliere l’attenzione dal problema!!!!!!!!
    Dobbiamo sempre parlare di cose reali e non fuorviare l’attenzione come ha fatto il nostro collega precedente “Sig. (o se ha la laurea ) Dott Fortuna”.
    Il movimento sviluppo e progresso si è federato al PLI ed è felice di esserlo.
    Il movimento sviluppo e progresso non ha fatto alleanze elettotrali ed a tal proposito consiglio di leggere attentamente il patto federativo presente sul sito anziché sputare sentenze inesatte come ha fatto il Sig/Dott Fortuna che dovrebbe prima ben informarsi e non interpretare.
    Ha dato un contributo essenziale in quanto presente sul territorio nazionale-.
    Ha uno statuto liberale.
    Ha fatto fare tessere liberali fra i propri conoscenti e sostenitori.
    Ha fornito un importante supporkto quando necessario

    Ma il problema sollevato da Guerrieri Vincenzo ex presidente di Federcasa e non semplice consigliere di circoscrizione non è questo.

    A tal fine riepilogo per chi non vuol capire:

    1) La meritocrazia sta alla base dei principi liberali e quindi chi è capace vada avanti
    2) Il commissariamento in Italia nelle file del PLI non è previsto da statuto (chi non è convinto invii i dati che smentiscono ciò)
    3) Chi fa parte della direzione è citato nello statuto chiunque può verificare se esitono i presupposti per essere presente e per presentarsi come membro della direzione nazionale, io sono consigliere nazionale ma non mi permetto di presentarmi come membro della direzione nazionale
    4) I comitati regionali (vedi quello Lombardia) non sono previsti nello statuto(chi non è convinto invii i dati che smentiscono ciò)
    5) I risultati in Lombardia sono noti e dipendono dalla gestione che c’è stata. io non ero nel fatidico comitato ne in alcun organo di gestione ed ho organizzato insieme ad altri una cosa reale s Segrate

    Penso che questo sia sufficiente per augurare a tutti una buona domenica

    Stefano betti

  4. Cari Amici, mi si tira per i capelli, ma non ho alcuna intenzione di cedere a ricatti polemici per mettermi a mia volta a litigare e avrei preferito non dover riscrivere. Alcune riflessioni vanno tuttavia fatte chiaramente subito.
    Sono stato venerdì 19 sera a portare il saluto e a sostenere la Lista Liberale a Segrate, così come è parso mio dovere ed in accordo con i vertici nazionali e regionali del P.L.I. alla presenza, tra gli altri, di Lorenzo Cesa e di Gianni Verga e degli altri massimi dirigenti nazionali e lombardi U.D.C.
    Ebbene, riconoscendo il merito di tutti coloro che si sono impegnati in prima persona per Segrate, e quindi gli amici
    Guerrieri, Bertasi, Betti, ai quali va dato atto del risultato ottenuto, ho tuttavia ascoltato frasi che mi hanno francamente sconcertato alquanto.
    Il M.I.S.E.P, per bocca del suo fondatore Vincenzo Guerrieri, ha parlato pubblicamente di accordo elettorale con il Partito Liberale per Segrate… Lo stesso Guerrieri ha soggiunto che vari mesi fa lo stesso M.I.S.E.P, volendo uscire allo scoperto in occasione del rinnovo del Consiglio Comunale di Segrate, riteneva che il P.L.I fosse politicamente il più affidabile e quindi valesse la pena allearsi alle elezioni, considerata la sussistenza di totale sfiducia nelle formazioni politiche italiane.
    Quindi mentre chi scrive si era appena sforzato di rivisitare le radici comuni tra laici e cattolici, tra liberali e democristiani, con puntuali riferimenti a Croce e a De Gasperi, riferimenti immediatamente fatti propri da Cesa e Verga e da tutti gli altri successivamente intervenuti, e quindi dopo che veniva fatta menzione della presenza di una lista autenticamente liberale, si ascoltavano frasi di accordi elettorali e di meno peggio politicamente inteso… Per cui, se tanto mi dà tanto, chi può escludere che, un Partito nel Partito, cioè il M.I.S.E.P. nel P.L.I, con la stessa facilità con cui è entrato, in un prossimo futuro se ne esca, visto che dovendo scegliere al Supermercato della Politica, anzi della Politica Aborrita, il M.I.S.E.P. ha messo nel carrello della spesa il P.L.I. per pura convenienza elettorale, e perchè il M.I.S.E.P. stesso oggi è così risentito e stizzito per non aver conseguito il controllo de P.L.I. lombardo, forse per il continuo desiderio di appropiarsene ?
    E come mai non si sente mai parlare delle nostre fondamentali Radici Liberali, o dei liberali come Einaudi e delle sue Prediche Inutili o di Malagodi o di altri a noi più vicini ? Dove risiede la Cultura Liberale nei discorsi e nei comportamenti degli esponenti del M.I.S.E.P ? Invece si parla di meritocrazia elettorale e di Incarichi di Partito per ora mancati ! Tutto ciò mi lascia alquanto perplesso e mi auguro di sbagliare e di essere rincuorato da un prossimo Convegno sul Liberalismo al quale sarò felice di partecipare. Il Liberalismo oggi nella Società Multietnica, perchè no ?
    Quanto alle ragioni di fondo della mia presenza nel P.L.I della Lombardia ringrazio di cuore Stefano De Luca, Carlo Scognamiglio, Enzo Palumbo, Mario Rampichini, Marco Bonardi, Franco Inverardi, Diego Di Pierro e tutti coloro che mi hanno dato fiducia prima, adesso e spero anche in futuro, per la franchezza e la devozione al mio, nostro, amato P.L.I.!
    All’ amico Betti consiglio di farsi trasmettere dal nostro Segretario Nazionale la mia del 22 febbraio, scritta in epoca non sospetta, e di leggerla con attenzione poichè scritta senza rancore, ma con la consueta schiettezza, contando in un superamento di equivoci ed incomprensioni.

    Un cordiale e libero saluto a tutti…

    Nicola Fortuna

  5. Cari signori liberali, essendo stato insieme a Vincenzo e altri il promotore della unica lista liberale presentata in Italia con simbolo integro mi pare doveroso intervenire. Come ha rilevato Vincenzo i principi liberali pongono al centro la meritocrazia. E’impossibile accettare da parte di chi porta i risultati il fatto che chi non li ha portati in maniera assoluta, possa dirigere in quanto se non ci sono risultati ciò significa che manca la capacità di coinvolgimento delle persone e di coordinamento delle stesse. Sia il Comitato che è stato fatto in Lombardia (anche su mio aiuto) che il Commissariamento di questi giorni, come giustamente ha voluto scrivere Vincenzo, sono soggetti giuridici che non esistono nello statuto liberale attualmente in essere che dispone l’organizzazione del partito da cui si trae che non sono applicabili.
    L’unico detentore del titolo di Segratario uscente è il dott. Rampichini che per me continua ad essere l’unico titolato fino a nuovo congresso.
    Voglio melanconocamente solo rilevare che nessuno può essere punito (ne interpellato) per aver portato i risultati e chiunque sia “raccomandato” non può nel partito liberale essere imposto.
    Io sono pronto al confronto sui fatti non sulle chiacchere.
    Se il PLI è così ridotto è perchè la gente non si impegna a sufficienza e tutti Vogliono comandare senza averne la capacità.
    Apprezzo Stefano De Luca ma non apprezzo le imposizioni.
    Qualcuno mi ha invitato ad andarmene se qualcosa non mi sta bene. Io invece non me ne vado perchè non è giusto che poichè ho portato con Italiani Sviluppo e progresso un risultato (in lista solo un liberale Rinaldo Sorgenti il quale ringrazio) debba andarmene perchè premiare non meritocraticamente non è liberale.
    Senza polemiche invito tutti al successo di Segrate. Non so quanti voti prenderemo ma la nostra dichiarazione di esistenza l’abbiamo fatta e fatta senza mediazioni. A voi decidere se ciò che abbiamo fatto a Segrate, che spero sia replicato in altri luoghi come via maestra che abbiamo aperto ad un nuovo centro, ci dia il diritto ad essere tra quelli che possano avere un ruolo.
    Un abbraccio a tutti senza rancore.
    Stefano Betti

  6. Amici Liberali, non ho voluto finora intervenire per non appesantire ulteriormente una situazione, quella lombarda, già grave di per sè stessa.
    Mi sembra adesso giusto fare qualche precisazione e ringraziare chi mi ha manifestato fiducia.
    I mesi trascorsi quale Presidente di Garanzia Super-Partes mi hanno fatto conoscere una realtà complessa e,tutto sommato abbastanza negativa della quale ho riferito ampiamente in una lettera alla Segreteria ed alla Presidenza del Partito il 22 febbraio scorso. Le mie dimissioni, ancorchè doverose, come doverose avrebbero dovuto essere quelle degli altri componenti del Comitato stesso, avevano lo scopo primario di avviare un processo di rifondazione all’ interno del P.L.I lombardo,minato da personalismi,ricatti,
    liti e polemiche senza fine.
    Ritengo sia giunto il momento per far entrare aria nuova che rigeneri l’ ambiente e possa alfine, con serenità e concretezza lombarde affrontare le questioni di fondo legate alla nostra stessa ragione di esistere come uomini e donne all’ interno di questo piccolo, ma glorioso Partito d’ Opinione, ed il contributo di tutti,nessuno escluso, sarà fondamentale per la sua rinascita.
    Andiamo quindi a ritrovare le nostre radici, pensiamo al messaggio da far giungere a chi ci ascolta, attuiamo finalmente una solidarietà tra liberali, consci dei nostri limiti, ma anche e soprattutto della fondatezza e della irrinunciabilità dei nostri ideali ! Grazie a coloro che vorranno dar il loro contributo di idee, ma soprattutto di organizzazione per un recupero del territorio nel segno crociano della Religione della Libertà ! A presto…

  7. Devo intervenire ancora per la questione Lombardia sperando che sia l’ultima volta.
    La risposta del Segretario nazionale è in parte condivisibile nella sostanza, ma non nella forma e contiene un paio di inesattezze che desidero rilevare, non per pignoleria ma per fornire informazioni esatte agli amici che frequentano questo sito.
    “il presidente del Comitato, che è stato l’unico, ancorchè incolpevole, a dare le dimissioni.”: non è esatto: altri quattro membri del comitato si sono dimessi prima di Nicola Fortuna, per vari motivi: Giuseppe Samà, Ilves Bertasi, Danilo De Luca e Andrea Ferrari.
    “la decisione (del commissariamento, n.d.r.), perfettamente statutaria, …”: nello Statuto non c’è traccia di decadenza di un organo periferico né di commissario.

    Nel desiderio di rispettare le regole e rendere legittima una soluzione che nella sostanza appare opportuna e al fine di rendere più efficiente la gestione del partito, il Comitato direttivo della Lombardia ha deciso, a maggioranza, di conferire a Nicola Fortuna i pieni poteri per quanto riguarda l’organizzazione del partito in Lombardia e la convocazione, a tempo debito, del congresso regionale.

    Mario Rampichini
    f.f. presidente del Comitato direttivo della Lombardia

    P.S. L’ultima bozza del nuovo Statuto non è più disponibile in questo sito, ritengo che sia opportuno ripubblicarla.

  8. Purtroppo, per non so quale ragione tecnica stamane, alle 10 avevo postato un commento sulla questione statuto. Lo riposto senza il link html che conteneva che credo lo abbia posto “sotto moderazione” in automatico e mi scuso se sembra fuori contesto a quest’ora.
    Caro Federico,
    approfitto della tua osservazione per fare ricordare alcune cose.
    La bozza dello nuovo Statuto elaborata dall’apposita commissione redigente interna, della quale mi onoro di essere parte, al Consiglio Nazionale è pronta sin dal 13 giugno del 2009 data della prima riunione del C.N. utile dopo la costituzione della Commissione. Ho personalmente provveduto, in quella data, a consegnare una copia “materiale” della bozza a tutti i Consiglieri Nazionali presenti, alla Direzione Nazionale ed anche ad altri iscritti al partito che erano li per assistere ai lavori.
    Inoltre per mesi e mesi sul forum del nostro sito (che consiglio sempre a tutti di frequentare più perchè molto valido) è andato avanti un bel dibattito sul nuovo statuto del quale si è anche tenuto conto in sede di redazione da parte della commissione.
    Il C.N. del 13 giugno ha deciso di rinviare la votazione perchè voleva approfondire meglio lo Statuto, mentre nel C.N. del 2 e 3 ottobre la priorità è stata data al dibattito sulle regionali e non si è avuto, come ha giustamente sottolineato il ns. Segretario, il tempo di trattare l’argomento postergandolo ulteriormente al prossimo C.N. il quale, ritengo, non potrà procastinare oltre questa vicenda come, anche giustamente, sottolinea de Luca.
    Nel frattempo, poco prima del C.N. di ottobre 2009, la Commisione si è nuovamente riunita per approvare delle piccole modifiche alla bozza che tenessero conto anche di alcuni giusti suggerimenti pervenuti anche, tra l’altro, dal dibattito sul forum.
    A fine settembre 2009 la nuova bozza è stata pubblicata sul sito del partito
    e tutti hanno potuto leggerla e scaricarla.
    Cordiali saluti.

  9. Condivido in larga misura le osservazioni di Ferderico Laschi nel suo ultimo intervento e mi auguro che, nei tempi e nei luoghi appropriati, possano costituire oggetto di discussione che contribuiscano a risolvere le difficoltà emerse in questo periodo.
    Colgo, altresì l’occasione per aggiungere anche i miei di ringraziamenti, per quel nulla che contano, a tutti coloro che si sono spesi generosamente nell’obiettivo di promuovere i valori e il simbolo del PLI.
    Non posso però esentarmi da aggiungere alcuni elementi emersi dall’esperienza della Toscana:
    nel recente e brevissimo incontro dello scorso fine gennaio a Siena è stato ribadito dal Nostro Segretario nazionale la priorità di presentare liste che esponessero il simbolo PLI ed è stato intimato che sarebbero state osteggiate candidature singole in altre liste, fino all’espulsione dal partito. Sulle scorta delle vicende delle scorse Europee ci siamo attenuti alla lettera a queste indicazioni. Nonostante che, sicuramente, almeno in una delle liste che poi si sono presentate in Toscana, avevamo avuto garanzie che nostri candidati vi avrebbero trovato spazio con la possibilità di esporre nelle comuni occasioni di campagna elettorale la propria identità PLI e le ragioni di tale accordo nell’interesse reciproco. Oltre alla garanzia di poter esporre il simbolo PLI nei manifesti di propaganda indiretta. La cosa sarebbe stata facilmente più realizzabile della presentazione di una lista autonoma anche in ragione del fatto che non avremmo avuto bisogno del sostegno di una maggioranza interna, bensì della sola disponibilità di alcuni singoli iscritti. Viceversa, cosa necessaria, ma evidentemente non sufficiente per la composizione di una propria lista. Se la Dirigenza nazionale, da quel dì di gennaio, nel frattempo avesse cambiato opinione, avrebbe potuto informarci, dandoci più frecce per il nostro modestissimo arco. Perchè non è stato fatto? La cosa desta ancora più curiosità alla luce di quello che si è venuto a sapere con questo comunicato, non solo per quanto avvenuto in Piemonte, ma addirittura nella medesima Toscana, dove fino a mercoledì scorso nessuno degli iscritti a partire dal Coordinatore regionale per arrivare ai Consiglieri nazionali, era a conoscenza di queste candidature. Chi sarebbero i candidati toscani? Così da poterli indicare ai nostri simpatizzanti e/o elettori.
    Ho parlato di liste autonome e mi sorpendono liste PLI a sostegno di candidati di Centrodestra, non perchè abbia pregiudiziali nei confronti di qualcuno. E poi ogni regione fa storia a sè, altrimenti non saremmo in Italia. Gli arabi intelligentemente dicono che l’Italia è un paese lungo e non si riferiscono semplicemente alla geografia. Quanto, piuttosto, alla luce di questa email pervenutaci il 6 dicembre 2009:
    “Per Vostra opportuna conoscenza specie per quanto concerne la Toscana, Vi allego di seguito il testo della lettera di accompagnamento e del comunicato che sono stati inviati alle sedici mail personali dei direttori di sedici quotidiani nazionali a firma mia e di Stefano De Luca. Questo anche per cominciare a mettere le mani avanti sull’operazione Rutelli che ci sarà la settimana prossima e che, stando a quanto lui stesso ha detto ripetutamente ancora negli ultimi dieci giorni, vuole essere un’iniziativa di galleggiamento indistinto, senza nessun riconoscimento a formazioni liberali riformatrici e con sotto sotto la speranza nel salvagente Casini ( che peraltro ha un dichiarato progetto politico neodemocristiano).

    Non credo sia possibile trascurare le tradizionali titubanze da tempo presenti nella linea effettiva di alcuni del PLI. Tuttavia un comune impegno fin d’ora per iniziare localmente la raccolta delle firme per le regionali tutti insieme, potrebbe essere la strada, seppur difficile, per mobilitare sempre nuove persone per una nuova iniziativa politica liberale, senza la quale parlare dei liberali resta tra l’armarcord e una discettazione salottiera. A mio parere, ritrosie o retropensieri più o meno tattici ( per non parlare delle dilazioni a dopo Befana) rendono il tutto ancor più ostico, ai limiti dell’impossibile. Se però ci si crede, allora non penso sia praticabile la via della inazione o della frammentazione, che poi è la stessa cosa.
    Cordiali saluti
    Raffaello Morelli

    Egregio Direttore,
    Le sottoponiamo il comunicato odierno con il quale diamo notizia dell’iniziativa nelle varie zone del paese per lanciare la rappresentanza dei liberali e riformatori. Desideriamo chiederLe di voler dare notizia della cosa ai lettori del quotidiano da Lei diretto.
    RingraziandoLa per l’attenzione, porgiamo i migliori saluti.

    Stefano DE LUCA, Segretario PLI
    Raffaello MORELLI, Presidente FdL

    COMUNICATO STAMPA
    Alle prossime elezioni di fine marzo, nel quadro della convergenza operativa dei liberali organizzati e coerentemente impegnati in politica , saranno presentate nelle varie regioni ove si voterà le liste autonome dei LIBERALI e RIFORMATORI.
    Saranno imperniate sulla collaborazione tra Federazione dei Liberali e Partito Liberale Italiano ed aperte ai gruppi regionali che puntano ad una proposta nuova fatta di progetti concreti, dinamici e attenti alle esigenze dei giovani, per costruire il pluralismo in alternativa alla logica populista del malgoverno della destra berlusconiana e della sinistra antiberlusconiana senza idee.”
    Come già specificato in altre occasioni non ho alcuna intenzione polemica, ma mi preme solo che il PLI possa migliorare la propia posizione nel desolante panorama poltico italiano con il contributo di Noi tutti.
    Grazie per la prolungata attenzione.

  10. Egregio sig. Laschi,
    dopo aver letto il suo post, mi verrebbe da dire, che sono d’accordo su quanto da Lei espresso, perchè l’avevo già detto e ripetuto sino alla nausea, io prima. La storia di ognuno di noi è scritta. Ma spero che Lei intenda che non è questo di cui voglio parlare, chi la pensa come Lei vuol dire che non è inquadrato come i soldati che ubbidiscono al DUCE senza farsi domande ed opporsi guando è giusto farlo!
    Non ricordo il Suo nome, e me ne scuso, non posso quindi stabilire se è tra i vecchi o i nuovi aderenti(sa non abbiamo avuto mai il piacere di conoscere il numero ed il nome degli iscritti, era un privilegio “diritto” solo del Segretario e dei Suoi stretti collaboratori) e se si chiedeva, quanti eravamo la risposta era, non lo sappiamo. Non è vero lo sapevano, non dovevano saperlo gli altri. Chieda in giro è vedrà che quanto affermo è vero. Lei ha ragione quando dice che “il PLI è incapace di compiere qualsiasi attività”, Le confesso che oggi rispetto a ieri il partito sta molto peggio. Lei parla anche di umiltà e coerenza, e mi chiedo se ha scoperto solo oggi della loro inesistenza!
    Ha scoperto solo oggi che nel PLI vige l’EGO SUM? Si fa e si disfa a seconda di da dove e come tira il vento; sa noi siamo abituati ad andare in barca a vela, e la barca va solo se vi è vento. Il Suo interesse forse collima con molti altri, Lei vorrebbe un PLI più democratico, un partito regolato da diritti e doveri, un partito diretto da chi veramente lo ama, un partito con un programma, con una linea politica, un partito che sceglie e che sa scegliere. Se alcuni amici avessero amato veramente il PLI avrebbero certamente da tempo preso atto della loro inettitudine e non avrebbero inflitto una così poco gradevole fine.Non è mai troppo tardi, dobbiamo essere fiduciosi!!!!!

  11. Caro Segretario, fa piacere vedere una tua tempestiva risposta.
    Credo tu abbia centrato un’espressione adeguata: il “cattivo umore” di molti.

    Ma non fraintendiamo, il cattivo umore che percepisci non è conseguenza dei mancati obiettivi delle elezioni regionali. Almeno non solo. Non nascondiamoci dietro questo filo d’erba.

    Personalmente ritengo quello delle elezioni un obbiettivo troppo ambizioso, troppo “avanti” per le condizioni in cui ci troviamo.

    Il partito ha bisogno di ripartire da alcuni punti punti fondamentali.

    Primo tra tutti le regole. Da liberali non possiamo fare senza.
    Abbiamo bisogno come l’ossigeno di regole chiare, sicure, senza ambiguità che ci permettano di lavorare e di organizzare il partito.
    E abbiamo altrettanto bisogno che vengano rispettate.

    Secondo la trasparenza.
    Le attività del partito, portate avanti dalla dirigenza, devono essere note e chiare a tutti. E’ ovvio che senza regole non può esserci trasparenza perchè tutto è al tempo stesso lecito e illecito.

    Terzo la coerenza.
    E’ necessario avere una linea politica ben precisa che gli organi del partito devono decidere collegialmente e portare avanti con dignità. Anche a costo di fare scelte impopolari o poco produttive.

    Quarto, ma non ultimo per importanza, l’umiltà.
    Un partito come il PLI adesso dovrebbe essere esempio di umiltà, di cui dovrebbero dare esempio tutti, dal Segretario fino ai simpatizzanti.

    Per come la penso io, un percorso che non preveda la realizzazione di questi obiettivi porterà solo malumori, disaffezionamenti, divisioni interne e renderà il partito immobile, incapace di compiere la minima attività.

    Come adesso.

  12. Rispondo subito ed a caldo alle osservazioni fatte in ordine alle decisioni dell’ultima Direzione Nazionale.
    Devo innanzi tutto meravigliarmi della sorpresa di alcuni, poichè a mio avviso la strada intrapresa dall’Organismo di vertice del Partito era l’unica possibile e preannunciata da mesi. Basterebbe rileggere molti miei interventi su questo sito ed altrettante richieste conformi.
    Comincio con una domanda: a che serve una dirigenza locale se non ha neppure la intenzione di provare a fare tutto quanto in proprio possesso per presentare le liste? Sia la Lombardia che la Campania sono state sollecitate reiterate volte e, se posso usare questo termine, anche “diffidate”, in varie occasioni ed in particolare durante l’incontro di Bologna del dicembre scorso. Le risposte son state silenzi, polemiche sulla scelta delle alleanze, che non dipendevano da noi e che quindi erano un alibi, liti interne, promesse di candidature e di firme che non sono arrivate. In Lombardia, talvolta, si sono registrate gratuite insolenze verso il presidente del Comitato, che è stato l’unico, ancorchè inolpevole, a dare le dimissioni. Trattandosi, sia per la Lombardia che per la Campania, che non sono le più trascurabili regioni nitaliane, del secondo mancato appuntamento elettorale, la decisione, perfettamente statutaria, come già più volte adottata in altri casi, si imponeva. Sulla questione Lazio mi pare superflua ogni paroila, anche per rispetto verso noi stessi. Mi limito ad aggiungere che si è trattatro di un provvedimento volto a salvare quel che rimaneva della nostra deturpata dignità politica. La nomina di un Commissario in Umbria costituice una nota positiva, dal momento che in quella regione, da sempre per noi difficile, ci è sembrato opportuno cogliare l’occasione di un gruppo di amici disponibile ad occuparsi, anche se attualmente in solitudine, del PLI.
    Infine la questione della Riforma dello Statuto. Come tutti ricorderanno il testo, elaborato dalla apposita commissione redigente è pronto da tempo ed era all’odg dell’ultimo Consiglio Nazioinale, che ha deciso di rinviarnwe la trattazione perchè tutto il tempo a disposizione era stato assorbito, come era anche logico, dal dibattito sulle imminenti elezioni. Senza altro alla prossima riunione, verrà discusso ed approvato.
    Spero che il comprensibile cattivo umore per il mancato raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo proposti in vista delle elezioni regionali, non si risolva in un motivo per accuse reciproche e polemiche interne, che sarebbero disastrose. La Direzione ha ritenuto di dover ringraziare tutti coloro che si sono battuti, anche i più sfortunati che, pur non raggiungendo l’obiettivo, francamente ai limiti dell’impossibile per um piccolo Partito come il nostro, ci hanno provato.
    Tra essi devo complimentarmi in particolare con gli amici pugliesi, che sono riusciti a sostenere anche quelli della vicina Basilicata.
    Non sarà consentito, come avevo preannunciato più volte, ad alcuno di fregiarsi del titolo di rappresentante del PLI in un territorio, se ciò dovesse servire a scopo semplicemente nominalistico, salvo poi non far nulla per provare ad assicurare al Partito un minimo di dignitosa presenza nella competizioni elettorali. I biglietti da visita non contano nulla, anzi a volte sono ridicoli, valgono soltanto i risultati o almeno la prova di averci tentato. Il grazie più sincero anche a coloro che quanto meno sono riusciti a presentare liste con il simbolo del PLI in alcuni comuni, ai quali auguro ogni successo.
    Ovviamente, come ho già detto più volte, non intendo sottrarmi alle mie responsabilità, perchè se il PLI non riesce a raggiungerre i traguerdi che si era prefisso, ovviamente, il primo responsabile è il segretario.

  13. Non avendo preso parte all’ultima DN oggetto di questo thread sono l’ultimo a dover commentare. Chiedo però a Stefano De Luca di indicare chi era presente alla DN e quindi a chi si deve l’unanimità dei voti.
    Per il resto concordo con tutti voi.

    A presto

  14. Enzo, non credi che la bozza del nuovo statuto debba essere inviata almeno ai consiglieri nazionali, in modo che possano farsi un’idea ed arrivare così preparati al consiglio?

    Giusto per precisare: è il consiglio che lo deve approvare non la dirigenza.

  15. Intervengo nella discussione per ricordare che è in atto una fase di revisione statutaria, come da apposita delega data dal Congresso Nazionale al Consiglio Nazionale, che ha già prodotto la bozza di un nuovo Statuto del PLI e dovrà essere deliberata dal prossimo Consiglio Nazionale.
    Con il nuovo statuto il partito si darà una più precisa ed articolata organizzazione sanando con precisione anche aspetti come quello da voi ricordati.
    Mi auguro che il Consiglio Nazionale, e la dirigenza tutta, lo approvi e lo sostenga.
    Cordiali Saluti

  16. Prendo spunto dal commento di Vincenzo al quale faccio i miei complimenti per i risultati che ha raggiunto.

    Quello dello statuto è un problema annoso, sollevato più volte anche durante gli (inutili) Consigli Nazionali. Abbiamo uno statuto lacunoso, inefficace e tra l’altro spesso inapplicato. Le regole vengono decise on-the-fly da chi si sveglia prima la mattina. Era stato anche nominato un fantomatico “comitato” per la redazione del nuovo statuto. Ma che fine abbia fatto o a che punto del lavoro sia arrivato non è dato sapere.

    Del resto, l’inefficacia dei vertici del partito è palese. Ad iniziare dalle attività della Direzione Nazionale. Si legge nel comunicato che la Direzione ha “messo in evidenza la situazione …”, “ha preso atto del ricorso…”, “ha auspicato che… “, “ha preso atto delle dimissioni dei vertici Lazio e Lombardia”. Certo è che io non sono un professionista della politica, ma mi domando: per “auspicare” e “prendere atto” c’è bisogno di convocare una Direzione Nazionale? In pratica, i dirigenti cosa fanno durante una “presa d’atto”? Inoltre la DN ha illegittimamente commissariato Lazio, Campania, Umbria e Lombardia.
    In coclusione cosa ha fatto la DN? Niente. E quel poco che ha fatto lo ha fatto senza avere il titolo per farlo.

    Nota particolare merita infine la situazione della regione Lazio.
    Il Segretario Regionale (rammento che non c’è mai stato un congresso regionale per la sua elezione) Roberto Petrassi, dirigente di spicco del partito, autoproclamatosi portavoce nei mesi scorsi, si è dimesso.
    Ma la cosa più rilevante è che il suddetto dirigente è candidato alle Regionali 2010 con il PARTITO SOCIALISTA ITALIANO!
    Spero vivamente di essermi sbagliato e che sia solo un banale caso di omonimia (anche della fotografia?). Se così non fosse dobbiamo, stavolta, prendere noi atto di essere stati tutti presi in giro e sbeffeggiati per più di un anno. Uno che si professa liberale non lascia il partito per candidarsi con i socialisti. A meno che stia cercando qualcosa di diverso che l’affermazione della cultura liberale.

    Spero che questa sia l’ultima Direzione Nazionale e che dopo le elezioni regionali venga avviato il percorso verso il nuovo congresso.

  17. Vincenzo Guerrieri ha ragione. Lo Statuto non prevede lo scioglimento di un organismo locale da parte della Direzione, né la nomina di un commissario. E’ vero però che talvolta è necessario applicare norme non scritte, ma bisogna che ciò sia palesemente necessario e utile; capirei ad esempio lo scioglimento di un organo collegiale i cui membri siano stati tutti espulsi o dichiarati indegni o accusati di colpe gravi ai danni del partito. Non mi sembra questo il caso. Inoltre stando al comunicato della Direzione il compito del commissario sarebbe di organizzare il prossimo Congresso regionale, cosa che il Comitato sta già facendo senza particolari problemi. Infine, e ciò è a mio parere ancora più grave, questa decisione è stata presa senza consultare e neanche informare alcuno dei membri del comitato e, a quanto mi risulta, nemmeno il presidente dimissionario e commissario designato. Perciò secondo me la Direzione dovrebbe riformare questa decisione o motivarla in maniera più convincente.
    Decisioni di questi tipo, arbitrarie e antidemocratiche, rischiano di alienare il già scarso seguito del PLI in Lombardia, faticosamente conseguito e mantenuto dalla passata segreteria regionale e da alcune valide segreterie provinciali.
    Mario Rampichini
    Segretario regionale uscente e vicepresidente del Comitato direttivo della Lombardia, ora f.f. presidente in seguito alle dimissioni di Nicola Fortuna

  18. Buongiorno a tutti, leggo con attenzione il commissariamento che è stato fatto in diverse regioni (Lombardia,Umbria,Lazio) e questo sarebbe stato auspicabile e ritenutto corretto visti i risultati di presentazione della lista liberale in queste amministrative. Rilevo purtroppo, leggendo attentamente lo statuto del PLI, che, l’operazione sia di commissariamento che di affidamento a comitati , non sia contemplato in detto statuto e quindi lo ritengo inefficace.
    D’altro canto voglio evidenziare che l’unico comune in Italia dove è stato presentato il PLI con il suo simbolo integrale è SEGRATE.
    Sottolineo che i principi liberali pongono la meritocrazia nei livelli alti della scala dei valori e questa debba essere sempre applicata.

    In questa visione ritengo opportuno evidenziare l’importante risultato conseguito da un gruppo di liberali attivi in Lombardia (che hanno raccolto firme sia le regionali che per Segrate investendo proprie risorse ), nella zona “più PDL d’Italia”; che però è stato penalizzato da un commissariamento che in ogni caso risulta essere :

    1) Inefficace in quanto non previsto dallo Statuto
    2) Auspicabile in quanto i vertici regionali non hanno raggiunto gli obiettivi preposti
    3) Inutile in quanto affidato agli stessi vertici

    Spero che la mia possa a lungo far riflettere e posssa dare spunto per il proseguo delle attività

    Cordiali saluti Vincenzo Guerrieri

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