La penosa vicenda che emerge dalle indiscrezioni sull’inchiesta della Procura di Trani è esemplificativa di una tenuta democratica ormai al collasso. Che un Presidente del Consiglio trami con un proprio ex impiegato, collocato come componente di una alta Autorità di garanzia, contro giornalisti e trasmissioni a lui sgradite, per un liberale, è cosa che fa rabbrividire e dimostra come ormai il rapporto tra politica ed informazione RAI, da sempre lottizzato, abbia superato ogni limite di decenza e rientri nella sfera della patologia. Serve a spiegare anche come sia possibile che esistano trasmissioni insopportabili come “Annozero”, che ha un solo ed unico tema: l’attacco e la denigrazione del Capo del Governo e di tutto ciò che gli ruota intorno. Nella logica della guerra per bande, tutto è consentito, anche i colpi bassi e gli espedienti più ignobili, sia dalla parte del giornalismo militante, come da quella di una politica fondata sulla occupazione del potere e sul sopruso. Come non scandalizza l’insulto e la diffamazione, che vengono spacciati per informazione, approfondimento o satira, altrettanto si ritiene normale rispondere con il tentativo della cancellazione, abusando del proprio potere politico. Se tutto questo avviene nell’ ambito del Servizio Pubblico, finanziato dal Canone dei Contribuenti, è ancora più odioso e rafforza la nostra antica convinzione che per la RAI vi è un’ unica soluzione: quella di imboccare la via della privatizzazione.

Da parte sua il potere giudiziario, purtroppo dando ragione a chi lo accusa di perseguire intenti politici, si comporta come un oppositore e non come un Ordine, terzo ed indipendente. Non può essere sfuggita a nessuno la tempestività della fuga di notizie, in un momento già reso caldo dalla polemica sulla ricusazione di alcune liste elettorali, facenti capo alla stessa fazione politica. Il compito delle Procure è quello di occuparsi di reati, non di compiere indebite interferenze nella politica, con la complicità di ben individuati settori  dell’ informazione. E’ apparso evidente a tutti che lo sconfinamento, non solo viola ogni regola di galateo istituzionale, ma anche norme giuridiche cogenti, ponendo in essere comportamenti inammissibili proprio da parte di chi sarebbe chiamato alla delicata funzione di imporre il primato della legge e della legalità. Tutto questo, al di là di ogni questione di opportunità, rappresenta un palese vulnus del principio della separazione dei Poteri, solennemente sancito dalla Carta Costituzionale. Una parte si ritiene legittimata ad usare impropriamente il consenso, ottenuto dal Corpo Elettorale, non solo per occupare tutti gli spazi di potere, che le derivano dalla maggioranza politica, compreso il predominio sul controllo della RAI, ma altresì per annientare il contraddittorio, se diventa fastidioso e pressante.

L’ altra parte (dispiace dover chiamare così settori della magistratura inquirente) ritiene di poter usare gli strumenti investigativi con largo spreco delle risorse del contribuente, per produrre scoops scandalistici, facendo trapelare durante una campagna elettorale notizie di forte impatto mediatico, ancorché prive di contenuto penalistico, ma di grandissimo effetto politico.

Indiscutibilmente le indebite pressioni esercitate su un Organo di Garanzia impongono un giudizio fortemente critico su chi le abbia esercitate, ma che compete alla sede politica, non ad un magistrato, peraltro incompetente, che invece ha il dovere di occuparsi esclusivamente di perseguire i di reati. Purtroppo l’ansia della sovraesposizione mediatica ha reso tali comportamenti ripetuti e ormai quasi abituali. Basta ricordare le raffiche di intercettazioni, audizioni di testimoni notissimi e  arresti eccellenti della Procura di Potenza, o di quella di Catanzaro o di Salerno, e, più recentemente di Firenze, che, consapevolmente prive di competenza territoriale, hanno deliberatamente portato avanti inchieste e deciso arresti, prima di trasmettere gli atti ai propri colleghi, territorialmente competenti.

A tutto ciò la politica risponde con protervia, ritenendo che la legittimazione popolare possa consentirle tutto.

Quale forma di protesta rimane ai cittadini, che assistono interdetti allo scempio del diritto e della Costituzione, se non, come primo atto di rivoluzione morale, quello di disertare le urne?


6 Commenti

  1. Il Pdl già adesso non è maggioranza, e non può sostenersi al governo senza la Lega. E’ come un Titanic che, allegramente, va verso l’iceberg mentre l’orchestra continua a suonare e gli invitati a ballare. La cosa più clamorosa è che i dirigenti del Pdl continuino a voler vedere la cose per quello che è nei loro sogni (o meglio, nei sogni di Silvio) piuttosto che per quello che è nella realtà. La storia insegna! Non si può commettere errore più grave. Ne conseguono episodi grotteschi e disdicevoli, come l’ammonizione di Cicchitto alla questura per non aver voluto confermare la fantasiosa stima di 1000000 di persone in piazza s.Giovanni (contro la stima, comunque in eccesso, di 150000) e questa è solo una goccia nel mare… in generale, alle prossime regionali, prevedo un clamoroso quanto logico travaso di voti dal Pdl verso la Lega.

  2. Caro Giani, forse nelle telefonate del Pemier a destra e a manca per far sopprimere programmi televisivi sgraditi non c’è un vero e prorpio reato, ma che un capo di governo non si renda conto che un simile modo di fare è altamente disdicevole per il suo ruolo ed è qualcosa che probabilmente non s’abbassavano a fare nemmeno i dittatori sudamericani, è grave e preoccuopante. Evidentemente il premier, ormai circondato solo da interessati servi sciocchi, è diventato del tutto insofferente a qualunque cosa che non sia l’adulazione pura. Che poi i programmi di Santoro e co. siano delle porcherie siam tutti d’accordo, ma non spetta certo a lui farli spegnere, anzi la loro presenza è garanzia di democrazia piena. Eppoi nelle tv Mediaset e sui quotidiani di famiglia non è che non si vedano programmi uguali e contrari! Cosa dovrebbe dire ad esempio Fini del linciaggio continuo de Il Giornale della famiglia Berlusconi?

  3. Concordo pienamente sul fatto che il Premier, non dovrebbe essere così puerile da abassarsi a fare certe pressioni per una trasmissione scomoda; ma secondo me non si tratta di alcun reato, ma peggio, di ” puerilità politica”, cosa molto grave per un leader politico. Questo lo farà purtroppo perdere le elezioni, dico pur troppo, perchè nel PDL stà crescendo una forte componente riformatrice, con la quale, a mio modo di vedere il PLI dovrebbe colllaborare ” dall’esterno” vedi Nucara, Dalla Vedova, Caldoro ed altri.
    Per quanto riguarda Guzzanti, per averne un’idea, basta leggere attentamente quello che scrive nel suo blob.
    La privacy, è scandaloso che sia letteralmente calpestata con il placet dell’opposizione che imbecca la magistratura.
    Saluti.

  4. Caro Gani,
    che Guzzanti stia con il centro-sinistra è uno scoop…..quando lo ha saputo? Da cosa lo deduce?
    Nello specifico concordo con lei su alcuni aspetti della violazione della privacy. Quello che non mi convince è il metodo “berlusconiano” che si sta usando in Italia per approcciare questa, come tante altre, questione.
    I problemi vanno separati e discussi separatamente. Ovviamente a me non piace che chiunque, in Italia, sia passibile di essere ascoltato mentre parla al telefono o manda mail o quant’altro, d’altra parte, grazie alle intercettazioni, spesso si beccano reati. Urge una seria e ponderata discussione che bilanci la sicurezza dello Stato con le libertà costituzionali del singolo. Dovrà essere una riforma parlamentare seria e non un decreto del governo imposto al parlamento.
    Bisogna anche smetterla con la fuga di notizie dalle procure. E’ un’indecenza. Il CSM deve adottare provvedimenti esemplari contro la fuga di notizie, non si può dichiararsi tutti i giorni paladini della legalità e della Costituzione e poi violare i più elementari principi di garanzia costituzionale per le indagini e per gli indagati.
    Altra questione è il merito politico. E’ semplicemente vergognoso (non mi vengono in mente altri aggettivi che non scendano nel turpiloquio) che un Presidente del Consiglio dei Ministri faccia pressioni su di un’Autorità indipendente per chiudere un programma a lui ostile. Annozero può essere fazioso e finanche odioso ma non ci si può sognare nemmeno per una attimo, in una democrazia liberale di sopprimere il libero (quand’anche fazioso) dissenso.
    La cosa tragica è che i Berluscones strillano contro i metodi della Procura per distogliere l’attenzione dal merito politico della vicenda che è abnorme. E se una maggioranza non vuole rispondere su questioni politiche che cavolo di forza politica è?
    Come dice il nostro Segretario è tutta una situazione illiberale….da ambo le parti.

  5. Violazione sistematica della privacy, per un politico non ci può essere privacy,è questa la linea di tutta l’opposizione, “UDC compresa”, adesso mi chiedo, come si possa da liberali, continuare a stringere accordi con l’UDC, che addirittura continua a richiedere che tutti i parlamentari si sottopongano al test anti droga, più o meno volontario.
    Le intercettazioni al Premier sarebbero un gerovital politico?
    Lo afferma Casini, in base a che cosa?
    Si tratta invece di una violazione del diritto alla riservatezza!
    Bisogna essere garantisti anche difronte agli avversari politici.
    Se questo può essere l’unico modo per garantire i diritti del cittadino, ben venga il rafforzamento del centro destra, e anche Fini dovrebbe capirlo, creando una componente riformista per rafforzare il centro destra, e per fare le riforme.
    Dovrebbe capirlo sopratutto Guzzanti che invece continua a stare con il centro sinistra.
    Saluti.

  6. Caro Segretario,
    occorrerebbe cambiare la Costituzione, ma chi ci sta ? Come a suo tempo hai detto, per cambiare la Costituzione ci vorrebbe un Parlamento che lo voglia, e quello che abbiamo oggi non ha nè la voglia nè la forza di cambiarla, tantomeno nella direzione che auspicherebbe qualsiasi liberale.
    Personalmente mi sento in dovere di pensare a cose più concrete e costruttive di quelle che si leggono sui giornali o si vedono in tv e che spesso occupano intere settimane di dibattito in Parlamento o peggio nelle aule dei Tribunali.
    Che peccato per questo Paese, potremmo fare veramente grandi cose se tutti facessimo un passo indietro con umiltà e amor di patria, ma si sa che questi sono argomenti antiquati e fuori moda, o come dicono i tanti Ponzio Pilato che abbiamo :”populisti e demagogici”.
    Adieù

Comments are closed.