Regionali Lazio, Brancati: “Il Lazio eviti di fare una brutta figura”

RedazioneAttualità

“Ritengo indispensabile e urgente, nell’imminenza delle elezioni regionali,
tornare a sollecitare il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Bruno
Astorre, affinché convochi con urgenza una seduta dell’assemblea
legislativa, per emanare una legge propria del Lazio di interpretazione
autentica degli articoli 9 e 10 della legge 108-1968, come recepiti dalla
legge regionale 2-2005. Un sollecito da noi già inoltrato lunedì scorso con
lettera ufficiale”. Lo afferma Antonietta Brancati, capogruppo dei
Repubblicani Liberali Riformatori in Consiglio regionale del Lazio.
“Anche perché c’è ancora il rischio – prosegue – che la Regione Lazio faccia
una pessima figura qualora, nonostante il Tar Lazio si sia chiaramente
espresso per l’inapplicabilità del decreto legge ‘salva-liste’, in sede di
ricorso il Consiglio di Stato ribaltasse la decisione stavolta a favore del
Pdl, visto che l’articolo 1 comma 2 della legge regionale del febbraio 2005
stabilisce che: ‘Per quanto non espressamente previsto, sono recepite la
legge 17 febbraio 1968 n. 108 e la legge 23 febbraio 1995 n. 43, e
successive modifiche ed integrazioni’”.
Brancati ha anche sottolineato che “in realtà il governo Berlusconi, alla
luce del pasticcio avvenuto nella consegna delle liste elettorali, potrebbe
decidere di adottare un provvedimento nazionale che sposti le elezioni in
tutta Italia. A maggior ragione anche il Consiglio regionale del Lazio
dovrebbe esprimersi per uno slittamento, magari per il poco tempo necessario
a garantire una competizione elettorale corretta. Tale necessità è sostenuta
dallo spirito con cui il Presidente Giorgio Napolitano ha firmato il decreto
‘salva-liste’, perché le elezioni non possono essere falsate e tutti devono
poter concorrere, a maggior ragione i partiti più piccoli”.
“La sfida – dice ancora l’esponente liberale – non è solo dei grandi
partiti, grandi nei numeri ma piccoli nell’organizzazione, ma di tutti per
poter assicurare una scelta più ampia possibile ai cittadini. Proprio al
fine di garantire democrazia e pluralismo, ha ragione Marco Pannella quando
sollecita una soluzione politica a una questione che si è ingarbugliata
dietro a burocrazia e cavilli legali”, conclude Brancati.