Regionali, Palumbo: “Rinviare le elezioni in tutta Italia”

RedazioneAttualità

“Con una fase preelettorale che si va sempre più restringendo, la scelta migliore sembra ai liberali quella di accedere alla richiesta del leader radicale Marco Pannella di rinviare le elezioni, non solo nel Lazio ma dappertutto”. Lo afferma Enzo Palumbo, presidente del Consiglio nazionale del Partito Liberale Italiano. “A proposito del Lazio poi – continua -, per assicurare la salvaguardia dell’autonomia della Regione dalle invasioni di campo del Governo, il presidente del Consiglio regionale farebbe bene ad aderire alla richiesta formulata dai consiglieri Antonietta Brancati e Giuseppe Celli del Gruppo consiliare liberale-repubblicano per l’immediata convocazione dell’assemblea legislativa regionale, al fine di deliberare un’autonoma interpretazione autentica della legge elettorale regionale, in termini assolutamente interpretativi rispetto a quelli chiaramente innovativi ed irrazionali del decreto governativo”.

“E’ bene chiarire – afferma Palumbo – che nonostante il Tar Lazio si sia chiaramente espresso per l’inapplicabilità del decreto di legge alle elezioni della Regione Lazio, c’è sempre la possibilità che il Consiglio di Stato ribalti la decisione, posto che l’articolo 1 comma 2 della legge regionale del febbraio 2005 stabilisce che: ‘Per quanto non espressamente previsto, sono recepite la legge 17 febbraio 1968 n. 108 e la legge 23 febbraio 1995 n. 43, e successive modifiche ed integrazioni’. In ragione di ciò, ed in sede di ricorso al Consiglio di Stato, il Pdl potrebbe sostenere che quello della lr 2-2005 non è un ‘recepimento materiale o fisso’ (cioè alla legge nazionale com’era all’epoca del recepimento), ma piuttosto formale o mobile’ (nel senso che anche le modifiche della legge 108 del 1968 potrebbero intendersi automaticamente recepite dalla legislazione regionale). Se questa tesi è sostenibile per le vere e proprie modifiche, a maggior ragione potrebbe valere per le norme di interpretazione autentica, ove mai fossero ritenute tali quelle del Decreto del Governo. “Insomma – conclude Palumbo -, per quanto suddetto quella del rinvio delle elezioni di fine mese sarebbe una buona occasione per cambiare nel frattempo le norme sulla presentazione delle liste, e in particolare quelle che prescrivono la raccolta delle firme, mettendo così fine all’ingiusta preclusione verso i partiti minori o meno organizzati, ed anche per fermare quell’indecoroso mercato delle vacche che si è sviluppato attorno alla farsa delle sottoscrizioni in bianco a cui tutti i partiti fanno notoriamente ricorso, che il PLI ha denunziato, sino ad ora invano, a tutte le competenti procure della Repubblica”.