“Il Partito Liberale Italiano ribadisce l’assurdità di un sistema complicatissimo, prefabbricato per escludere i partiti che non fanno parte del ristretto club dei soggetti rappresentati in Parlamento”. Lo afferma Stefano de Luca, segretario nazionale del PLI, prima della decisione del tribunale di Roma sull’ammissibilità della lista che sostiene Renata Polverini a Roma e dopo le voci che danno il premier Silvio Berlusconi propenso a emanare un nuovo decreto, stavolta per rinviare le elezioni regionali. “In secondo luogo – continua – la complicazione dell’attuale normativa in materia elettorale sta nel fatto che, oltre che danneggiare le liste minori, alcune volte, come nel caso del PDL a Roma, producono danni anche per quelle maggiori. Ma soprattutto, come noi abbiamo denunciato alle procure della Repubblica d’Italia, le liste sono state tutte presentate con la condizione di illegittimità. Quanto meno – dice ancora de Luca – perché le firme vengono raccolte ancor prima che siano completate le liste, se non peggio. A questo punto ha ragione il Presidente Napolitano il quale obtorto collo dice che le elezioni devono essere una competizione cui tutti possano partecipare, ma questi tutti non devono essere solo i partiti maggiori, piuttosto a maggior ragione quelli minori affinché si possa avviare un processo sano di rinnovamento della democrazia. Il partito minore, insomma,
deve poter concorrere, altrimenti non crescerà mai al punto da poter scalzare quelli più grandi”. “L’urgenza allora – prosegue il numero uno dei liberali italiani – è modificare il sistema che da una parte esclude e dall’altra produce autogol. Poi, se si vuole riparare alla frittata fatta per l’incapacità e la furbizia del PDL, è necessario rinviare le elezioni riaprendo per tutti i termini di presentazione delle liste, abbattendo il numero delle firme, garantendo il facile accesso agli autenticatori, assicurando ai partiti che abbiano un minimo di consistenza storica e che abbiano partecipato alle ultime elezioni politiche di presentarsi senza le firme”, conclude de Luca.

3 Commenti

  1. Ha ragione Gaetano Rossi e chiedo scusa di aver inserito il mio commento fuori tema.
    Lo ripropongo in questa sede nella speranza che possa diventare un tema “liberale” in tutte le sedi
    Credo proprio che i”Liberali” anziché proporre denuncia alla magistratura sulle firme e su tutte le irregolarità formali e/o procedurali dovrebbero farsi portavoce della necessità ed urgenza di un riesame generale dei sistemi elettorali vigenti in Italia,diversi per tutte le Istituzioni ,dal Parlamento all’ultimo Consiglio Municipale.
    Un sistema uniforme almeno nei criteri impostativi di fondo.
    Un sistema che eviti la frammentazione ma nello stesso tempo salvaguardi “le forze rappresentative minori”
    Non voglio entrare nel merito delle soglie di sbarramento ,delle coalizioni o altre forme di aggregazione utili e indispensabili bensì nel formalismo procedurale che cambia
    da un tipo di elezione all’altra.
    Un sistema che parta dalla realtà politica dell’ultima “consultazione precedente “ per abolire quando e dove possibile la “raccolta delle firme” intesa come convalida di una presenza politica.
    La convalida è automatica quando un Partito è presente in Parlamento ,,quando è presente in una Regione, in x numero di Comuni,in y numero di
    Municipi a condizione che i rappresentanti siano stati eletti con la stesso Partito e non arrivati da altri gruppi.
    La presenza nelle Istituzioni maggiori è equiparata ad una presenza importante sul territorio anche se non uniforme.
    Una riforma che abolendo i formalismi dovrebbe convalidare anche quelle Forze politiche presenti sul territorio che pur avendo immagini e strutture indipendenti dichiarino formalmente di aggregarsi e garantire quindi una presenza diffusa.
    Se il principio della semplificazione procedurale rischia di provocare frammentazioni eccessive occorre pensare a misure cautelative ancorate all’ottenimento di certi risultati anche con penalizzazioni economiche ( cauzioni etc)
    In ogni caso il rischio della frammentazione è un derivato delle scelte dei cittadini con il loro voto.
    La frammentazione delle scelte non deve far paura è la conseguenza pratica che va superata e le soglie di sbarramento , le aggregazioni deve servire a questo scopo.
    Queste considerazioni sono certamente superficiali in una materia complessa e articolata ma credo che “gli azzeccagarbugli” vadano rapidamente stroncati quando
    con i tes e elaborazioni sui voti cercano il sistema che più li premia.
    Anche questa è lotta per la democrazia

  2. Caro Segretario veramente proposte concrete che hanno il senso politico dove appare la libertà di pensiero.Si deve dare a tutti l’opportunità di partecipare spero che questa straordinaria iniziativa liberale e democratica sia realizzata.Grazie per questo ulteriore contributo.

  3. Sottoscrivo in pieno le parole del segretario.
    E’ CONTRO queste regole assurde che la nostra battaglia va combattuta.
    Faccio quindi un invito al segretario, alla direzione tutta ed in particolar modo al nostro rappresentante in parlamento on.Guzzanti perchè si cerchi di proporre una legge che modifichi in senso più autenticamente democratico il sistema della raccolta firme, di per sè giusto.

    Formulo inoltre una proposta in tal senso: consentire l’autocertificazione della validità dele firme raccolte da parte del raccoglitore stesso, eventualmente abilitato alla certificazione delle stesse dopo essersi sottoposto ad un esamino di abilitazione APERTO A CHIUNQUE ne voglia fare richiesta.

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