Regionali, de Luca: “Eliminare una norma che esclude e causa autogol”

RedazioneElezioni Regionali 2010

“Il Partito Liberale Italiano ribadisce l’assurdità di un sistema complicatissimo, prefabbricato per escludere i partiti che non fanno parte del ristretto club dei soggetti rappresentati in Parlamento”. Lo afferma Stefano de Luca, segretario nazionale del PLI, prima della decisione del tribunale di Roma sull’ammissibilità della lista che sostiene Renata Polverini a Roma e dopo le voci che danno il premier Silvio Berlusconi propenso a emanare un nuovo decreto, stavolta per rinviare le elezioni regionali. “In secondo luogo – continua – la complicazione dell’attuale normativa in materia elettorale sta nel fatto che, oltre che danneggiare le liste minori, alcune volte, come nel caso del PDL a Roma, producono danni anche per quelle maggiori. Ma soprattutto, come noi abbiamo denunciato alle procure della Repubblica d’Italia, le liste sono state tutte presentate con la condizione di illegittimità. Quanto meno – dice ancora de Luca – perché le firme vengono raccolte ancor prima che siano completate le liste, se non peggio. A questo punto ha ragione il Presidente Napolitano il quale obtorto collo dice che le elezioni devono essere una competizione cui tutti possano partecipare, ma questi tutti non devono essere solo i partiti maggiori, piuttosto a maggior ragione quelli minori affinché si possa avviare un processo sano di rinnovamento della democrazia. Il partito minore, insomma,
deve poter concorrere, altrimenti non crescerà mai al punto da poter scalzare quelli più grandi”. “L’urgenza allora – prosegue il numero uno dei liberali italiani – è modificare il sistema che da una parte esclude e dall’altra produce autogol. Poi, se si vuole riparare alla frittata fatta per l’incapacità e la furbizia del PDL, è necessario rinviare le elezioni riaprendo per tutti i termini di presentazione delle liste, abbattendo il numero delle firme, garantendo il facile accesso agli autenticatori, assicurando ai partiti che abbiano un minimo di consistenza storica e che abbiano partecipato alle ultime elezioni politiche di presentarsi senza le firme”, conclude de Luca.