Tutto il sistema delle elezioni, da quello dei comuni a quello del parlamento, è incostituzionale, perché viola l’art. 48, secondo comma, della Costituzione, secondo cui “il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”.

Il recente scandalo dei collegi elettorali esteri dimostra che il voto non è personale e neppure segreto, perché può essere espresso da chi non ne ha diritto a seguito della raccolta delle schede ad opera di organizzazioni, mafiose e non.

Il voto non è eguale, se è reso   impossibile o difficoltoso il suo esercizio attraverso la necessità di raccogliere migliaia di firme autenticate per presentare le liste; e non è eguale se è diverso il suo risultato, a seconda che l’elettore voti per una lista sopra la soglia di sbarramento oppure per un’altra lista sotto tale soglia.

Il voto non è libero se esso non può determinare gli eletti, che sono invece scelti dai vertici dei partiti con la presentazione di liste e listini bloccati, che vengono automaticamente eletti a prescindere dalla volontà dell’elettore, il cui voto, dai comuni alle province alle regioni, viene automaticamente trasferito dalla lista votata ai candidati sindaci o presidenti, anche se non votati, essendo possibile solo l’eventuale voto disgiunto ma essendo impossibile l’astensione.

Ed il voto non è neppure segreto se si costringono centinaia di migliaia di cittadini a pronunziarsi pubblicamente sottoscrivendo le liste come presentatori, dovendosi presumere che chi presenta una lista intenda poi anche votarla, a meno di non riconoscere che quella delle firme è una vera e propria farsa politica.

Infine, il dovere civico del voto viene di fatto impedito o comunque scoraggiato se l’elettore non riesce a trovare sulla scheda elettorale il simbolo del partito dal quale si sente in qualche modo rappresentato, come inevitabilmente avviene in ragione della difficoltà di presentare le migliaia di firme autenticate necessarie per accedere alla scheda elettorale.

Quanto all’elettorato passivo, la normativa che consente ad alcuni partiti (quelli con gruppi parlamentari e gli altri equiparati) di presentare liste senza firme, che devono invece essere raccolte da tutti gli altri, viola anche l’art. 51 della Costituzione, per il quale “Tutti i cittadini…possono accedere …alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge”, laddove per requisiti vanno intesi quelli intrinseci al candidato (a cominciare dall’art. 56 Cost. per la Camera   e dall’art.  58 Cost. per il Senato) e non quelli delle estrinseci come le firme di presentazione, non citate in nessuna norma della Costituzione, che invece, con l’art. 49, chiaramente delega ai partiti  il compito di selezionare le candidature attraverso cui i cittadini possono “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

Ciò che sta avvenendo dal 1994 in poi è un continuo e crescente furto di Democrazia, ad opera di tutti i partiti che sono dentro il sistema (sia ben chiaro, nessuno escluso, neppure quelli che protestano e magari digiunano ogni volta a sino a che gli conviene, fregandosene di tutti gli altri e tralasciando di attaccare la viziosità del sistema) e che in tutti i modi impediscono a chi ne è fuori di accedere al vaglio del consenso popolare, oltretutto lucrando i rimborsi elettorali anche per i cittadini che si siano astenuti e per i partiti che non abbiano raggiunto la soglia di accesso a monte (le firme) o a valle (i quorum), con ciò realizzando, oltre che un furto di democrazia, anche un vero e proprio furto di denaro pubblico.

E’ anche per questo, oltre che per l’illegalità e la corruzione dilagante,  che i cittadini si astengono dal votare in misura crescente, in percentuali che, prima o poi, supereranno la soglia del 50%, così finendo per delegittimare del tutto questo sistema marcio, corrotto ed antidemocratico.

2 Commenti

  1. Le armi spuntare

    Dovrebbe esistere ed è possibile un centro destra (preferirei centro) senza la presenza ormai scomoda,pesante di Berlusconi.
    Questo uomo ha fatto il suo tempo.
    Un centro destra moderno capace di coniugare sviluppo e solidarietà e stato di diritto.
    Dovrebbe esistere una sinistra capace di non fare dell’anti Berlusconismo l’unica battaglia .
    Una sinistra capace di un progetto alternativo, per migliorare la dignità di ogni individuo.

    Purtroppo non è cosi e le prime due armi sono gravemente spuntate non utilizzabili

    Non credo non sia in pericolo la democrazia del nostro Paese perché tutto questo è anacronistico e irreale.
    Credo che questo pericolo sia paventato soltanto dal Partito di Repubblica.
    Sono però convinto che sia invece in pericolo la “civiltà” .
    Il nostro paese è sempre più vicino alle democrazie non consolidate, ai paesi senza regole affermate,ai paesi dove lo stato di diritto non occupa le prime considerazioni del legislatore.
    I valori,i principi,, non sono quelli di uno stato che pensa al futuro alle nuove generazioni
    Culto del potere,della prepotenza,della ricchezza,della furbizia,dell’alterigia, sono i messaggi che purtroppo vengono vibrati ogni giorno.
    La filosofia del “fare” ,il decisionismo, l’aziendalità sembrano essere i principi ispiratori e niente altro di una gestione della cosa pubblica che unita alla virilità( Viagra dipendente) segnala una nuova filosofia del potere.
    Quindi nessun pericolo alla democrazia di un uomo superato di oltre settanta anni
    Non interessa agli italiani la lotta tra due” onnipotenti “del sistema mediatico,non interessa ciò che uno a pagare all’altro se non come notizia di rotocalco.
    Ma se questa è la filosofia di una parte politica ben poco per combatterla ci giunge dall’altra parte.
    Il sistema bipolare voluto e creato di forte contrapposizione rende ancora più difficile il cambiamento.
    Le armi anche in questo caso sembrano essere spuntate.
    Il messaggio ,il rifiuto di questo decadimento che veniva dal” centro”,.da alcune forze politiche e naufragato nella smania di potere.
    Anche in questo caso le armi si sono spuntate sulle poltrone
    Di fronte a tutto questo cosa possiamo fare?
    Se veramente la democrazia fosse in pericolo l’astensionismo sarebbe una forma di “Aventino” una rinuncia alla lotta.
    Non è così perche è la “civiltà” ,la cultura ,le tradizioni sono in pericolo dobbiamo dare un segnale forte di contrarietà.
    L’astensione è il voto più significativo contro questa politica di potere di onnipotenza che ha solo la paura di perdere i voti perché senza quelli non ha il diritto di governare.
    L’astensione è la sola arma non spuntata ma efficace che ci resta

  2. Mirabile lettera aperta dal Sen. Enzo Palumbo. L’intellettualità della lucida analisi è chiara negl’occhi di questo paese. La disaffezione dalla politica passa inevitabilmente per le ragioni precisamente rilevate nell’analisi. L’Italia è un paese che tra i propi limiti ricava risorse, intercettare quindi il malcontento paga nella misura in cui istituzionalmente ciò non rappresenti un mero bacino elettorale ma bensì crei responsabilmente quelle attese risposte di cui abbiamo bisogno. Ricucire un rapporto fiduciario e trasparente con l’elettorato, promuovendo in ciò campagne sensibili a temi cari alla società civile può rappresentar quel giusto viatico per far della politica un servizio verso la persona e verso lo stato.

    E.S.

Comments are closed.