Il maggior partito italiano rischia di naufragare nel ridicolo, di Stefano Angeli

La corazzata Pdl si infrange contro la dabbenaggine dei suoi dirigenti e le Regionali che sembravano già vinte ora sono a rischio.

I semicomici infortuni del Pdl legati alla presentazione delle liste in Lazio e Lombardia  rischiano di mettere in seria crisi e di dare un colpo grave alla credibilità di quello che solo poche settimane fa sembrava un partito invincibile ed in prorompente ascesa. Eppure le premesse per una implosione c’erano e ci sono tutte, come da tempo vado ripetendo, e sono da ricercarsi nel modo abnorme con cui questo NON – partito è nato. Oggi ci riferiscono di un Berlusconi infuriato con i suoi per i pasticci a ripetizione, ma lui stesso è il principale responsabile di questo stato di cose, avendo rinunciato a fare del Pdl un vero partito con dirigenti ed organi democraticamente eletti, con un dialogo interno dove fossero premiati i più meritevoli ed i più capaci. Invece il Presidente del Consiglio ha preferito realizzare un partito di grigi servitori, dove tutti sono nominati ed autoreferenziali, dove non c’è dibattito interno e dove non ci si conta mai. Pensate se nel Pdl i vertici del partito fossero eletti in un regolare congresso da elettori ed iscritti, o se si facessero le primarie, ma chi voterebbe mai i vari Bondi, Chicchitto o Verdini? Eppure questi sono oggi gli uomini di potere nel Pdl, quelli che fanno e disfano le liste e scelgono i candidati. Così si crea un esercito di piccoli generali senza truppe, spesso incapaci, o peggio attenti solo al proprio interesse, mentre si perdono per strada i militanti veri, quelli che lavoravano, quelli che erano capaci di presentare una lista senza pasticciare.  Oltre a ciò in un NON – partito come il Pdl, dove i dirigenti sono legittimati solo dalla nomina, e non dal seguito reale o dalle reali capacità personali, si creano le premesse per spietate guerre intestine fra bande che oggi esplodono nel Pdl in tutta la loro evidenza, sia a livello locale che nazionale. Guerre intestine che fanno anche sospettare che non tutti gli errori nella presentazione delle liste siano dovuti a dabbenaggine, ma che vi sia anche dolo. Il tutto nel totale disprezzo dell’elettore che si sente tradito, frustrato e deluso.  E paradossalmente il Pd, nel momento della sua crisi politica più profonda, trova in questo Pdl un inaspettato soccorso che dimostra sempre più come questi due colossi dai piedi d’argilla siano necessari l’uno all’altro per continuare a stare in piedi.

Stefano Angeli, Cesena

Condividi su:
CATEGORIES

COMMENTS

Utilizziamo i cookie per garantire la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne stia accettando l'utilizzo. Più informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi