La corazzata Pdl si infrange contro la dabbenaggine dei suoi dirigenti e le Regionali che sembravano già vinte ora sono a rischio.

I semicomici infortuni del Pdl legati alla presentazione delle liste in Lazio e Lombardia  rischiano di mettere in seria crisi e di dare un colpo grave alla credibilità di quello che solo poche settimane fa sembrava un partito invincibile ed in prorompente ascesa. Eppure le premesse per una implosione c’erano e ci sono tutte, come da tempo vado ripetendo, e sono da ricercarsi nel modo abnorme con cui questo NON – partito è nato. Oggi ci riferiscono di un Berlusconi infuriato con i suoi per i pasticci a ripetizione, ma lui stesso è il principale responsabile di questo stato di cose, avendo rinunciato a fare del Pdl un vero partito con dirigenti ed organi democraticamente eletti, con un dialogo interno dove fossero premiati i più meritevoli ed i più capaci. Invece il Presidente del Consiglio ha preferito realizzare un partito di grigi servitori, dove tutti sono nominati ed autoreferenziali, dove non c’è dibattito interno e dove non ci si conta mai. Pensate se nel Pdl i vertici del partito fossero eletti in un regolare congresso da elettori ed iscritti, o se si facessero le primarie, ma chi voterebbe mai i vari Bondi, Chicchitto o Verdini? Eppure questi sono oggi gli uomini di potere nel Pdl, quelli che fanno e disfano le liste e scelgono i candidati. Così si crea un esercito di piccoli generali senza truppe, spesso incapaci, o peggio attenti solo al proprio interesse, mentre si perdono per strada i militanti veri, quelli che lavoravano, quelli che erano capaci di presentare una lista senza pasticciare.  Oltre a ciò in un NON – partito come il Pdl, dove i dirigenti sono legittimati solo dalla nomina, e non dal seguito reale o dalle reali capacità personali, si creano le premesse per spietate guerre intestine fra bande che oggi esplodono nel Pdl in tutta la loro evidenza, sia a livello locale che nazionale. Guerre intestine che fanno anche sospettare che non tutti gli errori nella presentazione delle liste siano dovuti a dabbenaggine, ma che vi sia anche dolo. Il tutto nel totale disprezzo dell’elettore che si sente tradito, frustrato e deluso.  E paradossalmente il Pd, nel momento della sua crisi politica più profonda, trova in questo Pdl un inaspettato soccorso che dimostra sempre più come questi due colossi dai piedi d’argilla siano necessari l’uno all’altro per continuare a stare in piedi.

Stefano Angeli, Cesena

9 Commenti

  1. Mi dispiace essere ancora una volta in disaccordo con Gani. A mio avviso si dovrebbe stare molto attenti, perchè con queste misure si rischia di far perdere al carcere la funzione di deterrenza. Non dimentichiamoci che prima di essere un luogo di riabilitazione sociale, il carcere rappresenta un risarcimento. Mettendomi nei panni di comune cittadino, quale sono, non sarei molto contento nel sapere che chi mi ha causato un danno e sconta la pena in carcere ha, tra i tanti “comfort” , anche quelli di cui io, comune cittadino, non posso disporre. Dovremmo parlare di legalizzazione della prostituzione nelle carceri solo in un secondo momento, quando cioè essa sarà già applicata alla società civile. Comunque una battaglia per la legalizzazione della prostituzione in carcere risulterà molto impopolare secondo me, molto di più che di una legalizzazione della prostituzione in generale.

  2. Allora le chiedo scusa, forse mi sono spiegato male. Quello che intendo dire è che, essendo sempre mancata ab origine una volontà in tal senso da parte del fondatore, anche solo stupirsi o rammaricarsi (seppur in buona fede) della mancata metamorfosi in cigno di tale brutto anatroccolo, mi pare quanto meno ingenuo. Come, del resto, mi è sempre sembrato improponibile qualsivoglia declinazione del Liberalismo accostata all’attuale Capo del Governo e alal sau cricca: ma probabilmente è questione di gusti. Di nuovo saluti.

  3. Mi è venuta un’idea per l’umanizzazione delle carceri, che riprendo dai tempi della gloriosa rivista GLI ALTRI di Genova diretta dalla fu Rosanna Benzi, con la quale rivista ho collaborato molti anni, una rivista che si batteva contro l’emarginazione.
    Legalizzare da subito in via ” sperimentale tramite progetto mirato, da ottenere con una circolare del ministro dell’interno”, che il PLI, magari in accordo parlamentare con il PRI, potrebbe richiedere, della prostituzione nelle carceri, usufruendo di personale volontario, allo scopo umanitario di risolvere il grave problema della sessualità nelle carceri.
    Si potrebbe elaborare il progetto ed inviarlo al ministro competente, facendolo divenire, ” il progetto liberale per eccellenza”, basterebbe una semplice circolare, ed una forte pressione politica in tal senso di PLI ed eventualmente ed auspicabilmente anche del PRI.
    Se io fossi il Segretario, non perderei un minuto, e mi attiverei subito a questo scopo comune con il PRI, ma non voglio aver la pretesa di dire cosa fare, il mio vuole essere solo “un umile e spero utile suggerimento.”
    Come si può vedere la politica non è solo elezioni, e sarebbe uno sbaglio, a mio modo di vedere condizionare eventualmente il futuro del PLI, al risultato, pur importante di queste elezioni Regionali.
    Poi, non dimentichiamo che sono comunque da rinnovare altri 450 Comuni e 4 province, anche se per le province sarebbe meglio che il PLI si astenga, essendo schierato per la loro abolizione.
    Sarebbe poi utile che il sito pubblicasse le liste PLI o combinate con altri presentate per le comunali.
    Saluti.
    Che ne pensate, amici liberali?

  4. No caro Chiarini, non mi pare di sostenere che Berlusconi abbia mai avuto ferma determinazione a fare del Pdl un vero partito…Anzi dico chiaro che è sua principale responsabilità se questo non è avvenuto.

  5. No caro Chiarini, non mi pare di sostenere che Berlusconi abbia mai avuto ferma determinazione a fare del Pdl un vero partito…Anzi dico chiarto che è sua principale responsabilità se questo non è avvenuto.
    In merito invito a leggere l’editoriale del corriere della sera di Ernesto Galli della Loggia, che condivido pienamente.

    http://www.corriere.it/editoriali/10_marzo_07/comunisti-involontari-editoriale-ernesto-galli-della-loggia_66123518-29c1-11df-8fa3-00144f02aabe.shtml

  6. Caro Angeli, un lucido intervento, non c’è che dire. Tuttavia la mia domanda rimane sempre ossessivamente la stessa: da come Lei scrive, sembra disposto ad affermare che il signor B abbia sempre avuto una sincera volontà di “fare del Pdl un vero partito con dirigenti ed organi democraticamente eletti, con un dialogo interno dove fossero premiati i più meritevoli ed i più capaci”. Ecco, io mi chiedo, ma Lei come anche molti illustri commentatori questa ferrea determinazione dove l’avete scorta? Nel velinaggio ministerializzato? Nel circondarsi di urlatori rozzi pronti ad alzare la voce in difesa del Capo? Mi aiuti a vincere le mie perplessità, la prego. Saluti.

  7. E pensare che nei Pesi seri la destra è portatrice di valori quali l’efficienza e la meritocrazia… si salvi chi può!

  8. Era prevedibile. Noi liberali l’avevamo detto che il PDL non era null’altro che un”contenitore” e che prima o poi sarebbe esploso!!! Così è stato!!!

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