Non possiamo non essere orgogliosi che del Governo del Paese faccia parte uno statista come l’ On Giovanardi, che non contento di aver raccolto duecentotrentasei test antidroga di altrettanti parlamentari, che, sbagliando, si sono sottoposti volontariamente all’esame, ha annunciato che intende proporre una legge che renda ciò obbligatorio. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio evidentemente non sa che la Carta Costituzionale dichiara inviolabile la persona del parlamentare, come il proprio domicilio. Senza pudore, nello spirito di una nuova Controriforma, questo novello Torquemada, non soltanto vorrebbe stravolgere le antiche prerogative del Parlamento, ma certamente, dopo aver imposto il test antidroga ai rappresentanti del popolo, chiederà di estendere la odiosa pratica a tutti i cittadini.  Egli si iscrive a quella corrente di pensiero che, in nome dello Stato Etico e di una morale bigotta,  ritiene di poter violare impunemente la privacy di ciascuno di noi, che dovrebbe essere laicamente considerata sacra ed inviolabile.

Il ruggente integralista clericale evidentemente non conosce la Carta dei Diritti dell’ Uomo ed ignora il principio della libertà di ciascuno di disporre delle propria vita come della propria morte, del diritto alla cura della propria salute come al rifiuto della stessa. Egli non conosce il principio liberale secondo il quale l’ essere umano nasce libero e deve essergli consentito tutto ciò che non è espressamente vietato perché può arrecare danno agli altri, i quali hanno i suoi stessi identici diritti. Non si meraviglia, non avendo alcuna conoscenza del liberalismo, di constatare che viviamo sempre più in un o Stato dei divieti, del tutto simile ad una nazione fideista islamica, anziché ad una libera democrazia occidentale moderna.

D’altronde i media ogni giorno, sistematicamente, pubblicano fiumi di intercettazioni, che nulla hanno a che vedere con la violazione delle leggi, ma che interferiscono nella sfera privata dei singoli individui. In nome di un moralismo bigotto, la stampa e la TV si dedicano alla odiosa pratica di guardare dal buco della serratura, stimolando la morbosa curiosità dei propri lettori od utenti in nome di un presunto diritto di cronaca, che invece è nient’ altro che una volgare gogna mediatica.

I titoli gridati dei giornali sono una specie di chiamata alle armi per i lettori, trasformando così la libertà di stampa in una sorta di diritto alla denigrazione gratuita degli avversari e, sovente, di alcuni esponenti della propria stessa parte. Non manca in Italia la libertà di stampa, ma la stampa libera, poiché gli organi di informazione sono tutti schierati e militanti. La informazione corretta e la critica serena sono scomparse, come è stata cancellata la crociana religione del dubbio, che è il nutrimento di ogni  Democrazia Liberale.

Purtroppo i cittadini si vanno abituando ad un mondo diviso in bianco e nero, in destra e sinistra, in bene e male, mentre il libero convincimento individuale, disincentivato, va scomparendo. Tutti ne sono contagiati. Altra questione è quella, tutta laica, della scelta di un’etica individuale, che imponga comportamenti conseguenti con i valori prescelti. Il rifiuto della droga, dell’alcoolismo, del gioco d’azzardo, o di frequentazioni di prostitute o di altri soggetti dediti al vizio, devono derivare da una profonda convinzione morale di ognuno, non da imposizioni di legge. E’ venuto il momento che i liberali, quei pochi che sono rimasti, ricomincino a fare i liberali, anche a costo di essere scomodi ed impopolari!

Stefano de Luca


17 Commenti

  1. una rispoista pertinente……me l’aspettavo
    io non ho offeso nessuno non so a chi si riferisca De Luca quando parla di” smodate e truculente”
    Ho fatto una sola denuncia alla Segreteria Nazionale di una offesa subita posso sperare che cerchi di conoscere la “verità”
    Tutto qui
    Beppe Damasio

  2. Grazie Stefano Tarallo ed Enzo Lombardo per i vostri interveti, sempre misurati, che trasudano una formazione culturale liberale. Su qualche sfumatura il dissenso è tipico del metodo liberale, che esalta il dititto di critica e la libertà di coscienza individuale.
    Bisogna invece stare attenti ai paradossi, che facilmente possono sviare. Nessuno può pensarre seriamente di paragonare il nostro Paese, che non solo appartiene al ristretto club del G8, ma ha una idiscutibile storia civile e democratica importante, con una delle più anacronistiche dittature familiari del Mondo, come Cuba. Guai però, anche solo per ragioni dialettiche, a ricorrere al paradosso di tali confronti, per nascondere una realtà di “democrazia materiale” a dir poco degradata e pericolosamente avviata verso l’assuefazione alla logica del meno peggio, anzichè a quella della libera scelta consapevole.
    Anche la violenza verbale alla quale ci siamo assuefatti e che prutroppo con dispiacere ritrovo talvolta anche in questo sito, come nel commento precedente, sono una della dimostrazioni di come stia cambiando la stessa idea dell’etica nella politica, che invece dovrebbe essere fondata sul rispetto.
    Mi astengo quindi da qualunque commento, perchè certe forme espressive smodate e truculente si commentano da sole e sono purtroppo la conseguenza di uno stile dilagante, ormai ritenuto normale. Personalmente mi scandalizzo quando il Presidente del Consiglio usa il termine talebani per definire i giudici che ritiene lo perseguitino. Non entro nel merito della fondatezza o meno di tale pregiudizio, anzi ritengo giustificato il sospetto. Non ammetto che chi rappresenta l’Italia nel Mondo e gli italiani che gli hanno dato col loro voto il diritto di governarli, per rispetto istituzionale, possa esprimersi in tal modo. Mi chiedo se De Gasperi o Einaudi, ma anche Togliatti o Almirante avrebbero potuto usare, in condizioni analoghe, simili termini. Allo stesso tempo il No B day con le bandiere ed i fazzoletti viola, sono manifestazioni di odio compatibili con una grande Democrazia liberale? A questo bradisismo negativo dei rapporti politici, che potrebbero finire col fare inabissare la nostra democrazia nelle paludi del cesarismo e del plebiscitarismo, credo facessero riferimento le preoccopazioni di Tarallo e di Lombardo, con cui pienamente concordo.

  3. la prova dell’etica

    Nessun perdono
    Quando si tradisce la fiducia
    Quando si tradisce l’amicizia
    Quando non si rispettano le più elementari regole di democrazia all’interno di una un’ organizzazione anche se piccola
    Nessun perdono
    Nessun perdono a Claudio Canepa che ha voluto tradire gli ideali del PLI.
    Nessun perdono a Claudio Canepa che da solo( o praticamente da solo) ha fatto delle scelte sbagliate e inopportune.
    Nessun perdono perché non è stato un errore , lo avevamo previsto e denunciato in anticipo.
    E’ stata una volontà di offenderci e avvilirci .
    Nessun perdono anche per chi questa operazione l’ha permessa ed avallata come avevamo anticipato per un pugno di mosche …..e sono scomparse anche quelle.
    Nessuna scusa a chi a creato le premesse per una onda di ritorno molto negativa .
    Abbiamo detto e ripetuto che il PLI non doveva mettere il suo simbolo in un “miscuglio” tradendo la sua storia.
    Momento Liberale , Astuni,Damasio , e altri senza dirlo,hanno strappato la tessera del PLI.
    De Luca deve commissariare il PLI di Genova.
    Glia altri amici “liberali” di ogni ordine e grado dovunque militino debbono “urlare” il loro dissenso…..altrimenti non ci cerchino più.

    Beppe Damasio

  4. Lungi da me voler offendere chicchessia !!!
    Non mi riferivo nè a Berlusconi nè alla Bonino, nè alla destra nè alla sinistra, bensì alla situazione generale del Paese, e non solo della politica.
    La dissidenza si può arrestare o azzittire con stile, resta il fatto che i punti che ho descritto sono incotrovertibili.
    E queste condizioni fanno da scivolo ad un sistema autoritario, nel quale chi ha il potere (qualunque potere non solo quello politico !) può esercitarlo facendo leggi od atti si, ma che non sono volti a garantire quei fini ed ideali Costituzionali scritti nella Carta Fondamentale. Sul primato dell’Italia rispetto a Cuba ed a tanti altri paesi del mondo poi, lascerei parlare le statistiche perchè non mi sembra ci sia tanto da stare allegri …. altrochè imperfezioni e cose da migliorare, a me pare una situazione ben più grave, ovviamente voglio con tutte le mie forze sbagliarmi ed avere torto, questo lo affermo pubblicamente.

  5. Scusate l’OT (ma poi nemmeno tanto).
    Le dichiarazioni di stamane del Presidente del Consiglio Berlusconi sono semplicemente allucinanti.
    Vuole creare, o sta già creando, una sorta di milizia politica chiamata “Promotori della Libertà” che vada in giro a fare da soldato del bene contro il male. Questi soldati, così lui li definisce, combatteranno l’odio con l’amore…..ed altre amenità del genere.
    Dopo le ronde ora anche la milizia politica…..adesso si sta davvero esagerando. Non capisco come alcuni liberali possano ancora stare nel PDL a sentire queste bestemmie politiche.

  6. In Italia per fortuna nessuno va in galera per villipendio a Berlusconi od al Capo dello Stato, per questo mi sembra offensivo paragonare l’Italia, al comunismo di Cuba, solo perchè magari la sinistra vuole strumentalizzare le elezioni.
    Ma ogni uno ovviamente è libero di pensarla come vuole, nella massima libertà e nel massimo rispetto, certo in Italia ci sono delle imperfezioni e delle cose da migliorare, ma non è certo possibile paragonare la Bonino, al povero disssidente morto a Cuba per la libertà del suo Paese.
    Saluti.

  7. OGGI è stata resa nota la morte in carcere di Orlando Zapata, dissidente politico cubano, condannato a 36 anni di reclusione per “vilipendio a Fidel Castro”.
    Dopo 85 giorni di digiuno non ha retto ed è morto.
    Ecco, questa morte mi fa riflettere sul fatto che ci sono Paesi nel mondo dove non esiste la forza del diritto ma il diritto alla forza, e ho come l’impressione, la sensazione o forse è solo paura, che noi si stia lentamente scivolando verso la stessa deriva. Solo che non non abbiamo un Fidel, ne abbiamo migliaia : tutti coloro i quali sono convinti che l’Italia è un Paese che loro saprebbero gestire, governare e regolamentare meglio degli altri, e per questa ragione si arrogano il diritto di chiamarsi e sentirsi “migliori”, e in dovere, se possono, di eliminarti o rovinarti in tutti i modi “per il bene della Patria”.
    Sembrano considerazioni paradossali o fantastiche, ma così non è.
    Di sicuro abbiamo alcuni sintomi inequivocabili :
    1. se vuoi essere rappresentato in parlamento puoi solo scelgieere nei “menù” che ti propinano bell’è pronti” i partiti perchè i candidati gli scelgono loro”
    2. se vuoi candidarti devi farti inserire nelle liste dal capo del partito poichè non ci sono meccanismi democratici elettivi all’interno dei partiti;
    3. se non ci riesci e fondi un partito non ti puoi presentare alle elezioni perchè nessuno ti certifica le firme;
    Allora la domanda è : che sistema politico è quello nel quale viviamo ??
    Saluti

  8. Non concordo con Luigi Gani quando ribadisce che un pò di “presenza” si deve pagare costi quello che costi.
    Sono il primo che ha proposta alla Direzione del PLI Genovese di promuovere una lista di “centro” per convogliare quella parte dei moderati liberali che non si riconoscono nei due schieramenti.
    La caratterizzzione liberale della lista sarebbe avvenuta in questa fase con i “candidati”
    Ci saremmo preparati alla competizione delle Amministrative dove probabilmente Enrico Musso candidato Sindaco ci aprirà altre alternative alla nostra presenza autonoma anche di simbolo.

    Questa era l’impostazione e non affiancare due simboli che nulla hanno da spartire,
    La DC subito dopo si è gia spaccata in pezzetti.
    Con questa impostrazione avremmo riunito i “liberali” e non divisi e avviliti.
    Non posso certo dichiararmi soddisfatto della risposta di de Luca che ho ringraziato per l’etica “uno” e non per L’etica “due”….e lo confermo
    Beppe Damasio

  9. Rispondo subito con pacere e gratitdine per l’apprezzamento dimostrato nei miei confronti dal Segretario.
    Chiarisco che in merito all’intervento da me citato relativo al test anti droga e le libertà individuali riconosco un intervento del Segretario, molto giusto e da me apprezzato, ma si tratta di un intervento ” anteriore il 20 febbraio, quando la proposta Rotondi prevedeva che il test fosse facoltativo, cosa comunque grave”.
    Ma il problema nasce dopo il 20 cm, quando un importante esponente UDC propone che detto test anti droga diventi obbligatorio,
    mi pare si tratti del responsabile sanità dell’UDC.

    Rispetto a questo è relativa la mia osservazione, non al resto che apprezzo.
    Comunque, questo, secondo me va chiarito con l’UDC.
    Mi sento perfettamente soddisfatto della risposta.
    Quindi tutto chiarito.
    Buon lavoro alla segreteria.
    Saluti.

  10. Colgo l’occasione per esprimere a Luigi Gani il mio apprezzamento per la sua fedeltà al sito del PLi, dimostrata dai tanti interventi sui più disparati argomenti. Concordo sovente con le sue argomentazioni, anche se non sempre, come si addice tra liberali. Devo rilevare un errore nella sua ultima critica secondo cui il Partito non avcrebbe preso posizione contro la proposta di obbligatorietà del test antidroga per i parlamentari. Lo invito a rileggere la mia nota introduttiva da cui è scaturita la presente discussione, che muove proprio da questo punto, ribadendo una contrarietà di principio ad ogni interferenza alla libertà di ciascuno. Voglio anche cogliere l’occasione per ricordare una precedente lunga polemica, sempre sul nostro sito, quando una analoga proposta fu fatta al Consiglio Regionale del Lazio, con una replica vivace da parte di Antonietta Brancati in difesa della libertà individuale di scelta. Infine l’argomento è stato oggetto di forti prese di posizione del nostro deputato Paolo Guzzanti. Purtroppo la nostra debole voce non riesce ad essere più alta.

  11. Io invece penso
    che l
    ‘accordo
    PLI Nu
    ova

    Io invece penso che l’accordo che il PLI ha stipulato con i nuovi DC in Liguria sia un’ottima cosa, prima di tutto dobbiamo sopravvivere.
    In seconmdo luogo, le Regionali,non sono ne le elezioni politiche, ne accordi parlamentari, ne elezioni Europee, settori questi nei quali un simile accordo sarebbe impraticabile.
    Spero anzi che detta lista, anche se non è nella mia Regione, ottenga la rappresenta politica in Consiglio Regionale.
    La cosa grave invece è un’altra, anche se con le elezioni non c’entra, il silenzio del PLI rispetto alla proposta di un’esponente UDC che ha proposto per tutti i parlamentari il test anti droga obbligatorio, questo in palese violazione delle libertà individuali e della privacy che vanno garantite in ogni caso.
    Saluti.

    Degione+C

  12. Certamente ma raramente ritrovo in De Luca quel Liberale che vorrei sempre.
    E’ una frase sovraccarica di avverbi ma risponde al mio poensiero.
    Etica,Etica,Etica morale ,politica questo ha bisogno il nostro Paese per poter trovare soluzioni ai suoi problemi.
    Etica nei comportamenti individuali specie quando si ricoprono posizioni “di governo” della cosa pubblica.
    Concordo più nella conclusione di de Luca che nella impostazione iniziale.
    Il rispetto della propria dignità quindi droga,alcolismo,prostituziuone e Dio sa quante cose contro la nostra dignità sappiamo fare sono scelte personali che ciascuno deve fare e imparare a fare ( e Tutti dobbiamo aiutare Tutti a capirlo) e non possono essere imposte per legge.
    Quindi su questo valore dell’Etica bravo a De Luca.
    Ma quando De Luca ondeggia com una piccola deriva e a Roma sostiene la Bonino e a Genova si adopera per la più brutta aaleanza che un “liberale” può proporre solo per qualche “spicciolo di presenzialismo”
    Una alleanza con una Dc che il giorno dopo si è già spaccata in tanti pezzetti per respingere l’accordo del giorno prima
    dico con sincerità a De Luca anche questa è etica ma tradita
    Beppe Damasio

  13. Scusate se intervengo nuovamente, ma andando sul sito dell’UDC, tanto per tenermi informato, sono rimasto allibito.
    Un importante dirigente di quel partito, propone per tutti i parlamentari il test anti droga obbligatorio.
    E’ uno scandalo, una palese ed insopportabile violazione della libertà individuali che i liberali non possano tacere, e che a parer mio abbisogna di una chiara presa di posizione da parte del PLI.
    Non credevo che l’UDC, arrivasse a tanto, è una cosa grave da un punto di vista liberale, mi viene da dire, meglio soli che con l’UDC.
    Sono deluso.
    Le libertà individuali vanno difese senza se e senza ma, questo è la base del essere liberali.
    Che ne pensa de Luca?
    La domanda è retorica.
    Questo esponente dell’UDC, si spinge adirittura a scrivere, che il precedente test proposto da giovanardi, dovrebbe essere ripetuto ” in modo non facoltativo, ma obbligatorio.”
    Alla faccia del grande centro!!
    Allora devo ricredermi, meglio Rotondi di Casini.
    Saluti.

  14. Carissimo De Luca,
    è quando leggo queste cose che capisco perchè sono iscritto al PLI.
    E ne sono orgogliosissimo !
    E’ vero, mi macero nell’impotenza di non poter fare di più per Lei e per il partito a cui va tutto il mio rispetto e la mia ammirazione.
    Vorrei soltanto avere l’intelligenza e la capacità di riuscire a sfondare questo muro di silenzio impenetrabile che ci relega ai margini della società politica. Se questi principi ed ideali si trasformassero in leggi a beneficio morale e materiale di tutti i concittadini italiani e stranieri, l’Europa intera, e il mondo forse, potrebbe accorgersi che l’Italia è un Paese che non teme sacrifici di sorta pur di raggiurgere le più alte vette del sapere umano, della vita civile e dei diritti indivuali dell’uomo.
    GRAZIE

  15. Condivido le idee del segretario de Luca, ma sono convinto che questa proposta di legge di imporre il test a tutti i parlamentari non verrà accettata, per il semplice fatto che, già in passato, Alemanno l’aveva proposto ed era stato attaccato da moltissimi.

    Sul fronte liberal-repubblicano mi sono già espresso altre volte, ma lo ribadisco, secondo me è una delle pochissime soluzioni che il PLI ha per salvaguardare il proprio futuro e renderlo migliore.
    Un saluto a tutti.
    Umberto Villa

  16. Ottimo de Luca!!
    Ecco un buon motivo perchè il PLI sopravviva a priscindere dai risultati elettorali.
    Al parlamento, che fà Guzzanti, dorme?
    E’ necessaria subito una legge contro la violazione della privacy individuale, per questo a mo avviso è necessario un accordo parlamentare con il PRI, che garantisca a noi liberal la consistenza politica per proporre con successo una legge in tal senso, questo, sia pure in autonomia organizzativa tra i due partiti.
    E’ necessao convincere il PRI, dell’estrema importanza della cosa, prendendo la palla al balzo, per costtuire la componente riformatrice all’interno del centro destra, ma esterna al PDL, dimostratosi in questa occasione bigottamente etico ed inconcludente.
    Una componente liberal- repubblicana, insomma, che controbilanci il conservatorismo del PDL dando visibilità politica ad una grande forza laica – liberale, che deve incidere su questi temi.
    Saluti.

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