In foto l’Avv. Giuseppe Carrieri Segretario Regionale della Regione Puglia

Jane Goodal –una famosa etologa- diceva: “alla mia età non riesco ancora a capire come persone che si dicono civilizzate possano trovare piacere nell’uscire di casa, togliere la vita a creature bellissime e poi appenderne la testa in salotto per decorazione”.

Mentre Umberto Veronesi alcuni giorni or sono riferiva al Corriere della Sera: “personalmente sono a favore dell’abolizione della caccia; sono un non violento e non posso concepire che uccidere esseri viventi possa essere definito un divertimento o addirittura uno sport”.

Più di dieci anni fa i cacciatori in Italia erano quasi 2 milioni; in seguito sono scesi a 1 milione e 400 mila; oggi sembra che ve ne siano settecentomila!

Cosa è accaduto. Semplice, la parola natura ora fa sempre più rima con cultura e si sa quanto la cultura sia in grado di liberare gli esseri umani dalle loro ancestrali rozzezze.

Non tutti però sembrano allontanarsi dal loro stato primordiale darwiniano.

Ed infatti una pattuglia di “nostri” parlamentari qualche settimana fa, al Senato, ha inserito –e fatto approvare- un emendamento all’art.38 della c.d.Legge Comunitaria, che di fatto apre alla possibilità per le Regioni (cui è delegata la materia) di superare i termini della stagione di caccia mettendo in mirino, in particolare, le specie migratorie.

Tanto come esattamente denunziato dal WWF e dalla LIPU che hanno rappresentato “che con questo emendamento, la stagione venatoria si allungherebbe anche ai mesi delicatissimi (per la riproduzione e la migrazione) di Febbraio e Agosto con gravissimi danni e pericoli alla natura”. E alle persone –aggiungiamo noi- che ad Agosto fruiscono delle vacanze… d’ora in avanti un po’ più a rischio pallettoni.

Ora il provvedimento passa alla Camera per la definitiva approvazione. Abbiamo segnalato la cosa al nostro deputato On.Guzzanti, poiché pensiamo che tra le battaglie liberali degli anni 2000 debba esserci quella a tutela dell’ambiente e della biodiversità. Non lasciamo che venga impallinato…

Giuseppe Carrieri

21 Commenti

  1. Abolire la caccia è una battaglia di civiltà.
    Lasciamo la sua difesa a quei quattro analfabeti senza cultura della Lega.

  2. Leggo solo ora -con “sgomento”- il post/commento lasciato il 21-2-2010 da tale Sig.Giovanni Basini di seguito all’articolo sull’un emendamento all’art.38 della c.d.Legge Comunitaria, che di fatto apriva alla possibilità per le Regioni (cui è delegata la materia) di superare i termini della stagione di caccia mettendo in mirino, in particolare, le specie migratorie.
    Forzo il mio impegno a non replicare ai post del sito, avendo letto i “pensieri” del Basini circa mie “derive socialiste”; miei allontanamenti dalla “linea Lockeana-Rothbardiana sui diritti”; miei abbassamenti all’utilizzo nell’articolo di termini quale zozzone “che sarà lei che è contro la caccia signor segretario regionale se permette, dato che si abbassa a questi termini”; l’inesistenza di vittime del comportamento venatorio, “giacchè vittima per il diritto naturale è solo l’uomo e non la bestia”.
    Dunque Sig.Basini, io spero che Lei (e lo verificherò) non sia iscritto al PLI e che sia un semplice “internauta”. Diversamente chiederò al Partito di scegliere tra Lei e me, non avendo nulla da condividere associativamente con Lei. Salutissimi

  3. Personalmente sono contrario alla caccia, ma se proprio la si vuole mantenere ritengo che lo stato la dovrebbe permettere esclusivamente sui fondi di sua proprietà. Pertanto, si dovrebbe procedere con l’immediata abrogazione dell’art. 842 del codice civile, che permette l’accesso ai fondi privati da parte dei cacciatori, salvo che questi non siano chiusi con una recinzione alta almeno metri 1,20. In tal modo sarebbe vietato cacciare nei fondi privati anche non recintati.
    Inoltre, la norma suddetta è immonda perché permette a dei cittadini di girare armati nelle proprietà altrui, cosa che non è permessa agli stessi proprietari, salvo che il fondo non costituisca pertinenza dell’abitazione di quest’ultimi. In tal modo il proprietario potrà godere del proprio fondo ogni giorno dell’anno senza correre rischi per la propria incolumità.
    Infine, dovrebbero essere immediatamente aumentate le distanze di sicurezza per poter sparare nei pressi di strade e costruzioni.

  4. Continua la deriva socialista del PLI. Le parole contro la caccia di un segretario regionale sono l’ennesima conferma che la linea non è quella Lockeana-Rothbardiana sui diritti ma quella positivista. Tale che se si decide (da cafoni quali sono i parlamentari) in un parlamento che i cacciatori sono degli zozzoni (zozzone sarà lei che è contro la caccia signor segretario regionale se permette, dato che si abbassa a questi termini!) allora di colpo un comportamento umano diventa sbagliato per scelta dello Stato. Non ci sono vittime di questo comportamento, giacchè vittima per il diritto naturale (quello di Locke, padre del liberalismo) è solo l’uomo e non la bestia, tuttavia il comportamento è punito.

    Giuspositivisti e ingegneri sociali, ecco dov’è finito il partito liberale italiano.

  5. Bellissimo l’articolo. Magari il Vostro partito portasse avanti battaglie ambientali anche in campo economico

  6. Mi sembra corretto rispondere a Luca Maroni.
    Cosa intendo per populismo?
    Intendo riferirmi a tutta quella cultura di sinistra, ma anche di certi cattocomunisti, che vede nel filolaburismo la sua ragion d’essere.
    So benissimo che purtroppo ci sono molte famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese, e me ne dispiace.
    Ma ci sono anche tante imprese costrette a chiudere, ed il PLI deve fare una scelta, non può correre dietro alle chimere politiche.
    Saluti.

  7. Il populismo non è una strategia politico culturale adottata solo dalla sinistra e se dobbiamo rifarci alle radici storiche del termine dalla fine della prima repubblica in poi, sulla strategia populista (che di per sè non ha connotazioni negative, è solo una strategia come un’altra) si è creato l’impero di berlusconi. La Lega appare come un’incarnazione quasi idealtipica del populismo. Non so cosa il sig. Gani intenda per populismo, io volevo solo sottolineare che è sì importante occuparsi dei temi ambientali, ma che alri (vedi legalizzazione prostituzione) offrono battaglie di liberalismo più importanti per il rispetto della proprietà e dell’individuo. Se questo emendamento mette a rischio il pieno godimento della proprietà privata è giusto, allora, che il PLI in quanto partito liberale, se ne occupi.

  8. Il populismo per cortesia, lasciamolo alla sinistra.
    Ci sono anche altri problemi ecologici importanti, è vero, io stesso ne ho parlato in un post, ma qesto non è un valido motivo per ignorare l’emendameno all’articolo 38 della legge sullla caccia, che tra le altre cose investe delicati aspetti che riguardano il diritto alla proprietà privata in merito all’accesso indiscriminato dei cacciaori nelle proprietà private.
    Non si tratta di demagogia, al contrario, il problema è molto serio, per la prima volta il PLI ha l’occasione giusta per portare al parlamento qualcosa che gli dia finalmente visibilità politica e quindi ne garantisca la sopravvivenza.
    Si, perchè non illudiamoci, alle Regionali non ci saranno liste liberali, sono necessarie troppe firme, ed il PLI non è in grado di trovarle.
    Ma se con questa iniziativa potremo garantirci la sopravvivenza, poi, possiamo occuparci anche di altre cose.
    Sicuramente il Segretario, avrà valutato anche questo.
    Certo esistono delle emergenze, emergenza malati di SLA, emergenza carceraria,quest’ultima necessita del nostro appoggio al piano emergenza carceri del governo, senza se e senza ma, come anche di conseguenza, anche del nostro convinto appoggio senza se e senza ma, al dipartimento protezione civile ed al relativo decreto governativo.
    Ma per fare tutto questo, dobbiamo sopravvivere politicamente, garantendoci visibilità politica al di fuori delle elezioni.
    In questo campo, spero che il PLI individui almeno dei candidati forti da sostenere ufficialmente, possibilmente non di sinistra, in modo di poter partecipare alle Regionali.
    Poi mi chiedo, a che punto è il progettto sulla legalizzazione della prostituzione?
    E’ per occuparci di tutti questi ed altri problemi, che bisogna avere visibilità politica.
    Saluti.

  9. Il rispetto della biodiversità è indubbiamente importante, ma trovo ipocrita e demagogico puntare il dito sulla caccia quando ci sono altri problemi, creati dall’uomo, sicuramente più dannosi alla biodiversità stessa e che indiscutibilmente sono un pericolo maggiore per il diritto di godere di quello che il creato offre. Poi, entrando nel merito dell’emendamento all’ art 38 sulle norme venatorie, credo che (pur non intendendomi e non interessandomi di fauna) non sia certamente a tutela degli animali. Ma, come ho scritto nel mio post precedente, sarebbe meglio che il PLI usasse e concentrasse le sue forze su altri problemi (tipo quelli che non permettono alla gente di arrivare alla fine del mese) e quindi su quelli in grado di dare più visibilità, dato che quelli di tipo ambientale sono sbandierati da altre organizzazioni già molto visibili.

  10. Le limitazioni all’attività venatoria, ove essa possa risultare dannosa per la biodiversità e la ricchezza della nostra fauna, sono non solo necessarie ma doverose.
    Il diritto dei giovani e dei figli dei più giovani a godere delle meraviglie del creato è indiscutibile.
    Liberalmente avanti

    Edoardo

  11. Ultimo commento, dato che alla fin fine l’argomento caccia è un tema (a mio avviso) minore.
    Se si ravvedono comportamenti ragionevolmente censurabili (come l’impoverimento della fauna autoctona, a cui fa riferimento Gani), perché non vietare strettamente quelli, piuttosto che praticare generici limiti temporali?
    Si lede la proprietà privata? Giusta osservazione, allora inseriamo la facoltà dei proprietari di interdire il passaggio sui loro terreni.
    Senza contare che la caccia alle specie protette è già di per sé vietata, e che il ripopolamento avviene per lo più in aree appositamente designate, in cui è vietato cacciare 365 giorni l’anno.

    In altre parole, torno al mio modo di concepire l’ideologia liberale raccomandando di limitare strettamente i divieti a quei comportamenti che sono potenzialmente dannosi, piuttosto che porre dei limiti generici e potenzialmente arbitrari.

  12. L’emendamento all’art. 38 sulle norme venatorie, approvato al Senato (per iniziativa di alcuni senatori del Pdl), è una porcheria immonda che apre alla possibilità di cacciare nei periodi riproduttivi, alle specie protette e in dispregio della proprietà privata. Una normativa che non va neppure a vantaggio di chi la caccia la pratica e la vuole difendere, dato che provoca già oggi reazioni molto forti da parte degli ecologisti e di chi invece desidera limitarne l’azione. Gli stessi due ministri del governo più interessati, la Brambilla (turismo) e la Prestigiacomo (ambiente) hanno definito l’emendamento votato “inaccettabile” e hanno parlato di un “colpo di mano di alcuni senatori Pdl”. Purtroppo tra i senatori impegnati a fare simili danni c’era pure la senatrice cesenate del Pdl.

  13. Quello che dici è esatto, solamente un fatto, i cacciatori ripopolono con animali d’allevamento prodotti da loro, quindi in teoria non hanno nessun interesse alla salvaguarutocnona, anziadia dellla fauna autoctona, anzi, meno fauna autoctona c’è più ripopolano, ed ovviamente questo per loro è un vantaggio economico.
    Non è detto che tutti facciano così anzi, non voglio assolutamente accusare i cacciatori, ma in teoria c’è questa possibilità.
    Saluti.

  14. Solo una nota aggiuntiva: tornando un attimo nel merito, farei notare che i periodi di riproduzione degli animali sono sempre stati nell’interesse dei cacciatori che, inoltre, sogliono spesso intervenire con interventi di ripopolazione.
    Di nuovo saluti.

  15. Sono lieto di constatare come il sig. Moroni abbia colto che – più del merito della caccia in sé – io mi volessi schierare contro ogni sorta di legge basata su “moral issues”.

    Al sig. Gani, i cui interventi ho avuto modo di apprezzare in altri thread, non saprei come rispondere,d ato che buona parte delle obiezioni che muoverei erano insite nel mio post iniziale.
    Giusto per essere sintetico:
    – le armi sono “oggetti” e in quanto tali, neutrali. Va censurato piuttosto chi le usa per scopi dannosi. E parlando dell’incolumità delle specie animali, un fucile non è peggio di un amo, di uno strumento per uccidere i bovini nei macelli e neanche dei veleni immessi in atmosfera o delle seghe che abbattono gli alberi.
    – anni e anni fa, per dichiararmi obiettore di coscienza (quale orgogliosamente sono) dovetti rinnegare le armi piuttosto che rinnegare la violenza. Paradossale, in quanto un coltello da cucina o una mazza da baseball possano essere parimenti letali, mentre un fucile da collezione può passare secoli in una vetrina. Questo per dire che le “moral issues”, quando vengono applicate ciecamente, sembrano inevitabilmente comportare distorsioni.

    Quindi da non violento e amante della natura, mi chiedo perché lasciarsi spaventare dai “bang” dei fucili quando – sedendomi a tavola – sia uno spezzatino di capriolo, sia un branzino in crosta comportino il medesimo livello di violenza verso gli animali.
    Una violenza ahimé inevitabile, a meno che non si aderisca in massa a diete vegane, con buona pace dei nostri equilibri nutrizionali.
    Cordiali saluti.

  16. Egregio Bonfanti,
    non si tratta di abolire la caccia, in questo caso si tratta di impedire che essa si estenda ai periodi di riproduzione degli animali; in questo non c’è niente di illiberale.
    Io comunque sono liberale e contrario alla caccia.
    Ben venga la posizione del PLI contro l’accanimento dei cacciatori.
    La caccia è anche pericolosa per l’uomo.
    Penso invece che un vero liberale deva essere contrario all’uso delle armi se non per il tiro a segno sportivo o per legittima difesa.
    Sbagliatissimo sarebbe lasciare alla sola sinistra i temi ecologici, è invece giusto cercare un rapporto costruttivo con le associazioni ecologiste non politiche, anche in vista di altri importanti temi come l’energia nucleare pulita, i cibi OGM, il potenziamento delle ferrovie al fine di ridurre dove è possibile il traffico su strada, il dissesto idrogeologico.
    Auspicherei anche che dette associazioni ecologiste non politiche, LIPU, Italia Nostra, WWF, al contrario degli ecologisti di sinistra, si schierassero per la liberalizzazione dell’erogazione dell’acqua, che ridurrebbe di molto gli sprechi dell’acqua appunto.
    Saluti.

  17. Condivido le parole di Stefano Bonfanti. Inoltre sarebbe utile che il PLI si occupasse di battaglie più strettamente liberali e non di quelle puramente etico- morali delle cosiddette “moral issues”, già cavalli di battaglia di altre realtà politiche (vedi Verdi ad esempio). Come sottolinea l’articolo i cacciatori sono diminuiti di 600000 unità negli ultimi 10 anni e non vedo perchè il trend debba da un momento all’altro invertire direzione. Sono ovviamente d’accordo con la tutela delle specie a rischio, ma questa battaglia mi pare piena e zeppa di ipocrisia e demagogia. Si si vuole intraprendere una campagna per la biodiversità e l’ambiente allora va fatta a tutto tondo interessandosi di una molteplicità di aspetti (inquinamento acque, aria, disboscamento ecc..), e puntare il dito contro la caccia non è la soluzione. Sarebbe come avere un’ auto in varia e pensare di risolvere il problema stringendo il bullone della ruota quando in realtà c’è un guasto al motore.

  18. Resto allibito nello scoprire che il PLI prenda posizioni contro la caccia.

    Né più né meno crudele degli allevamenti in batteria e della macellazione dei bovini, molto meno crudele della pesca (in cui gli animali muoioni per lo più per soffocamento), e sicuramente non limitata all’imbracciare un fucile e sparare a vista nelle campagne o nei boschi (si pensi ad esempio che il ripopolamento di determinate aree venatorie a completa cura degli stessi cacciatori).

    Ma non voglio entrare oltre nel merito, bensì soffermarmi su come nel concetto stesso di liberalismo debba esserci un’avversione nell’imporre divieti e vincoli a meno che gli stessi non procurino oggettivi diritti e spazi di libertà.
    E vietare la caccia, dato che qui non viene praticata verso gorilla, rinoceronti o leopardi albini, non porta benefici sostanziali.

    Per inciso: non ho mai cacciato in vita mia, parlo per amore di liberalismo.

  19. Sono pienamente in linea con te e la tua iniziativa nel coinvolgere l’On. Guzzanti. Bisogna che lui stesso faccia opera di persuasione con altri onorevoli dei due schieramenti.

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