Pd e An in Consiglio regionale alleati contro il pluralismo della
rappresentatività democratica. Questa, in sintesi, l’accusa lanciata oggi
dall’aula della Pisana, da Antonietta Brancati, capogruppo dei Liberali
Riformatori. “Oggi abbiamo chiesto – ha detto – che venisse discussa la
proposta di modifica della legge elettorale, in linea con Camera e Senato,
che prevede che i gruppi presenti nell’attuale consiliatura non debbano
raccogliere le firme per presentare le liste alle prossime elezioni. La
legge varata dalla Giunta Storace che stabiliva questa regola, valeva solo
per allora. In considerazione di modifiche avvenute – ha aggiunto Brancati –
oggi abbiamo gruppi differenti e quella di cui parliamo è diventata una
norma datata, cioè valida per i gruppi presenti nella passata consiliatura
ma oggi nei fatti è decaduta”.
“In aula la proposta del presidente del Consiglio Bruno Astorre è stata
quella di mettere in votazione il ritiro della legge. Alla votazione eravamo
presenti in pochi e la proposta Astorre è passata con una maggioranza molto
risicata con i voti favorevoli dei pochi rappresentanti di Pd e An e
contrari Liberali, Sel, Federazione della sinistra, il consigliere Mazzocchi
e De Gasperis del Pdl. In sostanza si è preferito mantenere un norma vecchia
e datata piuttosto che adeguarla all’attuale situazione . Insomma – conclude
la capogruppo LR – continua la protervia del Pd e di An, con una decisione
che va a penalizzare le formazioni minori a tutto svantaggio della
rappresentatività pluralistica democratica. Solo un esempio: in una città
come Rieti si potrebbe verificare che servano più firme di quanti siano i
votanti. Neppure questa osservazione è stata presa in considerazione.
Vorremmo che gli esponenti del Pd spiegassero il perché della loro
votazione”.

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