Caso Englaro, De Luca sul primo anniversario della morte: “Serve una legislazione che rispetti la libera scelta sul fine vita”

RedazioneComunicati

“Per la cultura laica questo è un anniversario importante, in quanto si
tratta dell’occasione per affermare la libertà e il rispetto della dignità
umana in una società in cui prevalgono le interferenze ideologiche”.
Così Stefano de Luca, segretario nazionale del Partito Liberale Italiano, a
un anno dalla scomparsa di Eluana Englaro, la donna che in seguito a un
incidente stradale, ha vissuto in stato vegetativo per 17 anni, fino alla
morte naturale sopraggiunta a seguito dell’interruzione dell’alimentazione
artificiale. La richiesta della famiglia – in particolare del padre Beppino
– di interrompere l’alimentazione forzata, considerata un inutile
accanimento terapeutico, ha scatenato in Italia un notevole dibattito sui
temi legati alle questioni di fine vita. Previste domani varie
manifestazioni in tutta Italia.
Inoltre de Luca attacca l’attuale governo sostenendo che va evitato “lo
spettacolo triste del tentativo di far passare un decreto legge, quindi una
norma d’urgenza che impedirebbe il rispetto della volontà espressa a suo
tempo dalla famiglia Englaro. E’ necessario invece – continua il segretario
del Pli – sollecitare una legislazione che affermi il diritto di libera
scelta di ciascuno per la fine più dignitosa della propria vita”.
Nell’occasione papà Beppino Englaro afferma che “gli altri possono
attaccarmi quanto vogliono. Io vado avanti per la mia strada perché ne
conosco una sola: quella della trasparenza e della legalità”. Il genitore di
Eluana, che ha assistito la figlia per 17 anni fino alla morte dopo il
ricovero in una clinica di Udine, assicura che ci sarà una dimensione
pubblica e una privata nel suo 9 febbraio. Sarà quindi in platea domani a
Udine, nel teatro Palamostre dove andrà in scena lo spettacolo teatrale
dell’artista lecchese Luca Radaelli ‘Una questione di vita e di morte.
Veglia per Eluana Englaro’. “Per il resto – conclude Englaro – la mia
privacy me la so guadagnare, la so difendere. Quando vado a trovare mia
figlia i vado esclusivamente da solo. Perché è giusto così: io sono stato
solo dal punto di vista delle responsabilità. E il lato umano di questa
storia me lo tengo per me”.