Nel corso della riunione di ieri, la Segreteria Nazionale ha ribadito la necessità assoluta di presentare liste del PLI in tutte le regioni, anche perché gli eventuali spazi televisivi sono collegati ad una presenza in almeno il 70% del territorio. Ove risultasse complessa la raccolta di firme per liste esclusivamente del PLI e comunque in considerazione degli sbarramenti previsti da alcune leggi regionali, si potranno presentare liste combinate con altri soggetti dell’area centrale liberal-democratica.

La Segreteria ha escluso la possibilità di candidature singole sotto altri simboli, che finirebbero con rafforzare soggetti politici concorrenti.

Tutti i Segretari Regionali sono invitati a tenere informata la Segreteria Nazionale sull’andamento della raccolta delle firme, dell’acquisizione delle candidature e delle relative alleanze.

Giovedì 21 gennaio p.v. , in occasione della riunione di Segreteria Nazionale allargata ai membri della Direzione e ai Segretari Regionali, saranno adottate le decisioni definitive.

Roma, 14 gennaio 2010

33 Commenti

  1. @ Gaetano Rossi: “Non capisco quindi perchè ti ostini a sostenere che il partito guarda a DiPietro, guarda ai comunisti, etc.etc.etc. quando questo NON E’VERO.”

    Opinabile…dato ke con queste forze il PLI è ATTUALMENTE alleato alla Regione Lazio…

    Dal sito della Regione Lazio:

    Vincenzo Maruccio (Assessore ai Lavori Pubblici) è nato il 18 agosto 1978.

    Si è laureato nel 2001 in Giurisprudenza presso la LUMSA di Roma. Esercita la professione forense.

    Dirigente dell’Italia dei Valori dal 2001, il 13 febbraio 2009 è stato nominato Assessore alla Regione Lazio con delega alla Tutela dei Consumatori ed alla Semplificazione Amministrativa.

    Da settembre 2009 è assessore ai lavori pubblici.

    Luigi Nieri – Assessore al Bilancio, Programmazione economico-finanziaria e partecipazione

    Nato a Roma, l’11 ottobre 1954, sposato, due figli.

    Eletto al Consiglio Comunale di Roma il 27 Maggio 2001 nelle liste di Rifondazione Comunista, si è dimesso dalla carica di Consigliere per ricoprire quella di Assessore alle Politiche per le Periferie, per lo Sviluppo Locale, per il Lavoro nella Giunta Veltroni.

    Il risanamento delle periferie, la promozione dell’occupazione giovanile, la sicurezza dei lavoratori, il contrasto alle multinazionali e il sostegno al consumo critico, le garanzie anche per i più marginali (migranti, detenuti); su questi temi ha costruito il lavoro da Assessore.

    Sin dall’inizio dell’attività politica è sempre stato presente negli organismi di base che si battono per la riqualificazione delle periferie, per l’ambiente, per la difesa del verde nelle grandi aree urbane, per i diritti civili, nonché animatore del movimento romano contro la speculazione edilizia e per il diritto alla casa.

    Alessandra Tibaldi – Assessora al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche giovanili

    Nata a Roma e residente a Rocca Priora, è laureata in Lettere e Scienze Politiche.

    Insegnante, è stata iscritta al Partito della Rifondazione Comunista dal 1992 al 2008. Nel mese di febbraio del 2009 ha aderito al Movimento per la Sinistra (MpS).

    Segretaria di circolo del Prc presso il comune di residenza fino al 1999. Lo stesso anno è stata eletta Consigliere comunale e poi nominata Assessore alle politiche sociali e formative con incarico di Vicesindaco dell’amministrazione comunale di Rocca Priora.

    Già componente dell’organismo di direzione politica provinciale del partito, eletta Segretaria della Federazione Litoranea-Castelli-Colleferro nel 2001 e riconfermata prima nel 2002 e, da ultimo, nel marzo 2005.

    Componente del Comitato politico nazionale, candidata alle ultime elezioni regionali, eletta nelle liste del PRC.

    Impegnata in attività di volontariato (presso case-famiglia per disabili adulti) e sindacali (in particolare in ordine alle condizioni di lavoro degli insegnanti precari).

    Brancati Antonietta
    Liberali e Rete Riformista dei Cittadini

    Capogruppo

    Nata a Ferrandina (MT) il 25.10.1954
    Residente a Roma

    Eletta nella lista regionale Marrazzo

    Mi ridica ke nn è vero…

  2. @ZulieOfficial: su un punto hai certamente ragione – non avevo capito che parlavi ancora del congresso di un anno fa. Dato che il tema della discussione erano le elezioni regionali, voglio credere che potrai perdonare la mia disattenzione.
    Che tu ritenga l’attuale direzione legittimata o meno, una cosa ti dovrebbe essere chiara in ogni caso: il PLI, nelle figure della direzione nazionale e del segretario, persegue una politica di opposizione all’attuale bipolarismo, e si colloca in una posizione centrale/moderata nell’attuale schieramento politico.
    La cosa è stata ripetuta alla nausea da tutti, DeLuca ti ha pure risposto personalmente.
    Non capisco quindi perchè ti ostini a sostenere che il partito guarda a DiPietro, guarda ai comunisti, etc.etc.etc. quando questo NON E’VERO.

  3. @ Gaetano Rossi: l’intuizione di cui parlo, era riferita al Congresso, e al fatto ke avevo capito sarebbe andato in un certo modo.

    Io ho capito benissimo, è lei ke fa finta di nn voler capire e, soprattutto, vedere…

  4. Ma nella “benedetta” Toscana che citate così tanto e di cui qui, avete solo detto che il PLI parteciperà ad una lista “Democratico Liberale”, sabato scorso in quanto a fatti e non a discorsi, qual’è stato il risultato? Nuova Presidenza? Nuovi Consiglieri? Altro?
    GRAZIE …saluti.
    “Liberali APUANI”

  5. La preferenza in Toscana è stata abolita con il voto del PD, del PDL ed anche dei socialisti di Nencini. Giusto per completezza di informazione..

  6. Vorrei chiarire al signor ZulieOfficial che il segretario del PLI gode della mia fiducia, e che non ritengo affatto sia nelle intenzioni della segreteria o della direzione nazionale di portare il PLI a sinistra. Capisco l’esigenza per un piccolo partito di alleanze per poter concorrere alle regionali. Ho espresso le mie opinioni chiaramente e le ho viste espresse anche da De Luca in più d’una occasione. Ritengo che al momento le migliori alleanze siano con Udc, PRI ed eventualmente col nuovo movimento di Rutelli. Certo si può dialogare con tutti, anche col PD, ma sono escluse alleanze con Di Pietro e sinistra radicale. Mettevo in guardia appunto per la situazione in Emilia Romagna, dove purtroppo gli amici repubblicani hanno un canale di trattativa aperto col PD e con i suoi alleati locali IDV, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi. Una compagnia con la quale non vorrei proprio ritrovarmi.

  7. Al liberal …GRAZIE per l’informazione e questa volta a Firenze è possibile che ci saremo!
    Ma al Congresso regionale di sabato, non sono stati eletti la nuova presidenza e i consiglieri regionali?
    Per ciò che riguarda la lista “liberal democratica” o ha una certa consistenza e quindi l’apparentamento con alcune correnti moderate “minori”, altrimenti converrebbe optare per l’Udc, l’unica alternativa seria al bipolarismo di centro dx e centro sx.
    In ogni caso comunque, è fondamentale mirare a un risultato, seppur minimo ma concreto.
    GRAZIE_
    “Liberali APUANI”

  8. Federico Baldini scrive: “Per quello che riguarda la Toscana se ho ben capito ci sarà una lista liberaldemocratica che si presenterà autonoma, cosi’ come ci sarà una lista radicale autonoma. Non sarebbe l’occasione perfetta per unire le forze magari coinvolgendo anche il PRI e i Repubblicani Europei? Tra le altre cose ci sarebbe il tema della preferenza negata tramite la nuova legge elettorale toscana come tema forte di battaglia politica.”
    Ci stiamo provando, incrociamo le dita. Il nodo si scioglierà nei prossimi giorni. Sulla preferenza negata il PLI si sta mobilitando per raccogliere le firme per un referendum che le ripristini. Conferenza stampa alle Giubbe Rosse sabato prossimo ore 11 piazza della Repubblica, Firenze.

  9. Caro @ZulieOfficial, le tue dimostrazioni non dimostrano un bel niente, cosa tu abbia già intuito francamente non lo so, e del fatto che tu non voglia aderire, stando così le cose, non mi importa, anche se, effettivamente, ci sarebbe bisogno di tutti.
    Sono stati spesi fiumi di parole sull’argomento, e ANCORA non hai capito.
    Suvvia, mettici un po’ più di impegno.

  10. “Nelle Regioni dove non dovessimo riuscire a presentare liste, gli organismi direttivi dovranno tutti essere azzerati, perchè i partiti vivono di consensi e non di nostalgie o, peggio, di sterile supponenza. Io stesso, se dovessimo fallire l’appuntamento, intendo trarne le logiche conclusioni”.

    Allelujah, allelujah!

    Concordo con Stefano Angeli…solo ke a differenza sua, avendo già intuito la “malparata”, ho preferito nn aderire ad un partito ke guarda più a Di Pietro (De Luca scrive: “Certo mai sarebbe possibile un incontro tra liberali e leghisti o dipietristi”…infatti, i dipietristi li si assorbe direttamente…Brancati docet) e ai comunisti (intesi come “partiti”, nn cm “creature mitologiche”), cm dimostra l’appoggio alla Giunta Marrazzo.

  11. E’ possibile conoscere in breve, l’esito del 150° Congresso regionale di sabato scorso e chi sono i nuovi responsabile del PLI in Toscana?
    Cosa è stato deciso all’indomani, per ciò che riguarda le prossime elezioni regionali, ovvero cosa intendete fare e come, dal punto di vista organizzativo, così che saputo ciò, chi volesse sempre se disponibili, può mettersi in contatto diretto con voi, dando il proprio contributo e definendo il proprio ruolo.
    Saluti_
    “Liberali APUANI”

  12. Ho capito bene, la legge elettorale toscana ha abolito le preferenze?
    Però dove governa la sinistra….!
    E’ un motivo in più per fare opposizione ad una simile legge, ed ad una giunta regionale del genere.
    Opposizione liberal democratica e liberale.
    Saluti.
    Luigi Gani.

  13. Per quello che riguarda la Toscana se ho ben capito ci sarà una lista liberaldemocratica che si presenterà autonoma, cosi’ come ci sarà una lista radicale autonoma. Non sarebbe l’occasione perfetta per unire le forze magari coinvolgendo anche il PRI e i Repubblicani Europei? Tra le altre cose ci sarebbe il tema della preferenza negata tramite la nuova legge elettorale toscana come tema forte di battaglia politica. Stessa cosa si potrebbe fare in Lombardia dove i Radicali si presentano da soli contro centrodestra e centrosinistra. Per quanto riguarda l’Emilia Romagna ad oggi decisioni sulle alleanze il PRI non ne ha prese,l’unica decisione presa è di presentare la lista: ovviamente se si fosse capaci di organizzare una lista più corposa magari insieme a liberali, radicali e Repubblicani Europei si potrebbe essere interlocutori più credibili anche eventualmente nei confronti del PD(se questa dovesse essere la scelta di alleanza, anche se personalmente preferirei una sfida a centrodestra e centrosinistra sul modello auspicabile della Toscana..). L’importante comunque è non perdere l’occasione di creare liste liberaldemocratiche e repubblicane in più regioni possibili, poi nelle singole realtà si faranno i ragionamenti sulle possibili alleanze a seconda dei candidati governatori e dei programmi.
    Che ne pensate? In bocca al lupo e buon lavoro a tutti!

  14. Visto che Radio Radicale ha sospeso la diretta del Congresso regionale del PLI toscano prima del termine dei lavori, è possibile conoscere l’esito della giornata di sabato, da cui credo che dipendano le scelte per ciò che riguarda le prossime elezioni regionali?
    Ribadiamo che a ns. modesto avviso le uniche due strade da percorrere per tentare di riottenere un risultato concreto, in una regione tradizionalmente rossa, sono o quella di accordarsi con alcune correnti moderate “minori” (es. PRI, MRE, SR ecc.) altrimenti con l’Udc.
    Anche se il ns. parere al momento conta ben poco, visto che non abbiamo ancora preso contatti formali con i referenti o i rappresentanti del PLI in Toscana, la ns. esperienza in materia di elezioni regionali, provinciali e comunali e soprattutto in tema di “apparentamenti”, conservando però il proprio simbolo, crediamo che possa essere d’aiuto.
    Saluti.
    “Liberali APUANI”_

  15. Di alleanza con il PD ne basta e ne avanza una più ovviamente le due Regioni, Veneto e Piemonte dove per battere la Lega saremo costretti nostro malgrado ad allearci con il PD, sicuramente il PLI non può sbandare troppo a sinistra, e l’Emiglia Romagna assieme alla Toscana è quanto di più rosso si possa immaginare; mi meraviglio quindi del PRI romagnolo.
    Uno sbandamento del PLI a sinistra, ” sarebbe un appuntamento liberale mancato,” perchè il partito perderebbe la sua identità liberale.
    Come ho detto, al centro Italia, basta e avanza l’accordo con la Bonino, anche se personalmente preferisco la Polverini.
    Se Casini si aleasse con il centrodestra, potrebbe fare da cuscinetto politico per marcare meglio la componente laico riformatrice e liberale nei confronti del PDL, altrimenti per il PLI non resterebbe altro che appoggiare il PRI nelle regioni dove questo si allei con il PDL, oppure la seconda opzione è quella da parte dei vertici del PLI, di indicazioni di voto unitarie nell’insieme, ma mirate poi, da Regione a Regione.
    Ma più importante ancora è avere un piano politico di emergenza che in caso di sconfitta elettorale non renda imminenti eventuali azzeramenti delle strutture Regionali del PLI, od altre soluzioni traumatiche per il PLI.
    Io ad esempio ho proposto ultimamente come punti di impegno politico per darci visibilità anche al di fuori delle elezioni, ” emergenza malati di SLA, che come già scritto attuano lo sciopero della fame per una migliore assistenza, ed emergenza carceri.
    Portiamo qualcosa in parlamento, abbiamo un parlamentare, utilizziamolo per farci conoscere positivamente e poi i voti vrttanno da se; ma sopratutto sia pure criticamente sosteniamo il governo, perchè se queste elezioni Regionali portassero ad elezioni anticipate, perderemo il nostro parlamentare, e diverremmo non un piccolo e orgoglioso partito, ma un partitino di mera testimonianza.
    Saluti.

  16. Se il PRI sarà alleato al PD in Emilia Romagna lo sarà di conseguenza anche con Rifondazione Comunista, IDV, Verdi e compagnia bella. Non è di certo la compagnia che può interessare un liberale.

  17. Quello che dici è vero Stefano, infatti il PRI si presenterà come alleato del PD, però nella scheda elettorale, mi pare di capire, ci sarà il loro simbolo, è quello che vuole fare il PLI. Oltretutto già nel Lazio, per esempio, PLI e PD saranno alleati, non ci sarebbe nulla di scandaloso se lo fossero anche in Emilia, ma sono comunque d’accordo con te quando dici che sarebbe meglio pensare ad alleanze di centro-destra.

  18. Mi pare Umberto che Baldini ci dica che il PRI Emiliano Romagnolo intende presentare una lista, ma tutt’altro che autonoma, visto che sarebbe in alleanza col PD. Mi spiace, ma non ho abbandonato il PDL per andare con chi di liberale ha ancora meno come il Partito Democratico, che qui in Romagna conosciamo bene come partito conservatore, attaccato al potere, agli affari e al controllo capillare della società. Che c’entra questo coi liberali?

  19. Spesso abbiamo mostrato scetticismo ad unirci al PRI solamente perchè era legata da testa a piedi con il PDL, se come dice l’amico Baldini in Emilia il PRI dovesse presentare una lista autonoma, o massimo con l’MRE, credo che sarebbe un’occasione da non perdere per il PLI. Il segretario de Luca ha scritto che in caso di sconfitta non si escludono cambiamenti notevoli, io appoggio quello che dice e penso che sia giusto dunque tentare il tutto per tutto!

  20. Io sono un repubblicano romagnolo iscritto al PRI. Da quello che so c’è l’intenzione di presentare una lista repubblicana autonoma(non so se anche con l’MRE ma è probabile..)che sosterrà il candidato del PD Errani. Non sarebbe male se il PLI (e magari anche i Radicali) partecipasse a questa lista. Sarebbe un primo segnale di una possibile federazione liberaldemocratica e repubblicana. Stessa cosa si potrebbe provare in Toscana dove i Radicali per di più si presenteranno da soli con un proprio candidato alla Presidenza. Secondo me liberali e repubblicani dovrebbero far fronte comune già da queste Regionali esaminando con intelligenza le possibili alleanze regione per regione. Ad esempio convengo anche io che la Bonino andrebbe sostenuta nel Lazio come credo che si dovrebbe fare in Piemonte con la Bresso. Per le altre regioni non escluderei alleanze con il PDL(ad esempio in Puglia se fosse candidata la Poli Bortone sarebbe da sostenere cosi’ come Scopelliti in Calabria..). Anche se ritengo prioritario come dice bene Rampichini caratterizzarsi politicamente su quattro o cinque punti chiari.

  21. Ritengo che nel caso non si riesca a raggiungere l’obbiettivo di presentare le proprie liste solo per qualche decina di firme, non si tratti di un appuntamento mancato, ma casomai di un appuntamento non raggiunto, causa alle dure leggi elettorali, alla qual cosa si potrebbe rimediare, con delle opportune indicazioni di voto unitarie di tutto il PLI.
    Certo, se le firme mancanti dovessero essere parecchie centinaia, il discorso cambierebbe.
    In Friuli Venezia Giulia, che è la mia Regione, come PLI non siamo organizzati, come del resto in alcune altre zone d’Italia.
    Quindi le priorità sono anche queste, non solo le sia pure importanti elezioni Regionali.
    Questo tenuto anche conto che il prossimo anno nella mia Regione, si svolgerà una importante tornata amministrativa, alla quale il PLI sarebbe bene potesse partecipare.
    Poi ci sono le emergenze a cui ho fatto cenno, quindi, il mio consiglio è quello di non abbandonare la lotta.
    Poi, tra 2 mesi, non dimentichiamo, ci sono anche delle importanti elezioni Comunali, altra prova per il PLI, di cui poco si parla, prova che prevede anche dei ballottaggi, che potrebbero riservare qualche sorpresa e che il PLI potrebbe sfruttare magari con azzeccate indicazioni di voto appunto nei ballottaggi stessi.
    Poi, mi chiedo a che punto siano i ventilati contatti con i Pensionati Uniti?
    Ma il rapporto fondamentale secondo me va costruito a tutti i livelli con il PRI di Nucara, e limitatamente alla componente PDL Caldoro Della Vedova, Caldoro è candidato in Campania, sarebbe un’occasione per il PLI, per rafforzare così la componente riformatrice del PDL, l’unica a mio parere con cui valga la pena di collaborare.
    Saluti.

  22. Condividiamo le parole e soprattutto le intenzioni del Segretario nazionale, che tra l’altro pare che a Sua volta condivida anche il ns. modesto parere.
    Restiamo in attesa di conoscere l’esito del Congresso regionale in Toscana e di entrare in contatto diretto con il Segretario di Prato Claudio Gentile, o comunque con i “rappresentanti” toscani, così da vedere nello specifico sia l’interesse reciproco, che il da farsi.
    Saluti_
    “Liberali APUANI”

  23. Vedo che il PLI, a tutti i lvelli, si occupa molto di schieramenti e poco o punto di contenuti o programmi.
    Perciò mi permetto di offrire, per la seconda e ultima volta, alla Direzione e alla Segreteria qualche modesto suggerimento per evitare che il PLI sfiguri o scompaia alle prossime elezioni regionali.
    Quando il PLI raccoglieva intorno al 7% dei suffragi (1963-1968), proponeva due motivi per votarlo: “l’uomo libero è liberale” e “il PLI è l’unico partito a un tempo antifascista, anticomunista e anticlericale”. Non so chi li abbia coniati, non credo che sarebbero efficaci oggi ma mi piace ricordarli come spunto di riflessione perché li ritengo profondamente veri.
    Oggi il PLI dovrebbe proporsi e caratterizzarsi come l’unico partito che si batte per difendere, o meglio restaurare se non instaurare, i fondamenti della libertà:
    DEMOCRAZIA (ad es. rinegoziare i trattati UE pretendendo che ogni cessione di sovranità sia revocata se non approvata dal popolo previa esauriente informazione; attuare un autentico federalismo, necessario per avvicinare il potere di decisione ai cittadini e permettere loro il controllo della spesa pubblica)
    LEGALITA’ (obbligare governo, parlamento e magistratura a rispettare la Costituzione e le autorità locali e le forze dell’ordine a far rispettare la legge a tutti)
    LAICITA’ DELLE ISTITUZIONI (abrogare il Concordato, abolire i finanziamenti pubblici alle scuole private e l’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche)
    RAZIONALITA’ (denunciare il protocollo di Kyoto, abolire le sovvenzioni per le energie “rinnovabili”, vietare agli enti locali di spendere i soldi che non hanno pretendendo poi che lo Stato ripiani i loro debiti)
    Dovrebbe inoltre battersi per una lotta serrata ai privilegi, parassitismi e sprechi che tutti a parole deprecano ma, lungi dall’essere eliminati, crescono e si moltiplicano.

  24. Condivido l’intervento del segretario, sul ruolo del PLI e sulle alleanze, ma continuo ad essere perplesso su come sarà possibile presentare una lista in Emilia Romagna. Siccome so come funziona, perchè l’ho fatto molte volte, ho forti dubbi che si possano raccogliere le firme per una lista autonoma, serve per questo una organizzazione che non abbiamo. Inoltre dalle mie parti, in Romagna, dei Radicali non c’è l’ombra nè esiste alcuna delle altre sigle con cui dovremmo fare la lista. Ci sono i Repubblicani certo, ma nemmeno loro si avventurano a fare liste autonome e stanno trattando con PD da una parte e PDL dall’altra, certo non con noi. Il rischio concreto è di non avere alcuna lista ed alcun candidato in lizza. C’è l’Udc che è ben disposta, ma solo a darci qualche posto nelle sue liste e questa mi pare sia un’ipotesi scartata a priori, a mio avviso troppo frettolosamente.

  25. Chiedo scusa per gli errori di battitura e qualche ripetizione nel post precedente, dovuti alla fretta, che non mi ha consentito di rileggere.

  26. A parte le domande di Elisa Serafini, che mi sembrano simpaticamente provocatorie, tutti gli altri post sono realistici e sostanzialmente condivisibili.
    Anche a costo di ripetermi, vorrei ribadire alcuni concetti, che continuano a prevalere nel dibattito.
    E ben noto quale sia l’area liberale e democratica, anche se è poco rappresentata in Parlamento e sovente è risultata divisa.
    Tuttavia PRI, MRE, FDL,Radicali, nonchè una miriade di soggettiminori locali, possono concettualmente essere ricondotti sotto tale denominazione. Inoltre vanno considerati vari gtruppi, organizzati e non, di cattolici liberali. Se non fossimo convinti che esiste, sia pure disorganizzata e dispersa, una vasta platea elettorale di rifeimento, ogni nostro sforzo risulterebbe inutile.
    Non mi pare di dover aggiungere nulla a quanto acutamente a scritto Enzo Lombardo per ribadire che non può attribuirsi alcuna qualifica di liberale al PDL, non solo perchè è un movimento plebiscitario e quindi non democratico, ma anche perchè non ha realizzato alcuna riforma, sia pur vagamente, liberale. Quando lo stesso leader, come nel caso della riforma fiscale, per ragioni elettorali e populiste, ha proposto qualcosa che in linea di principio potremmo condividere, ha subito ritrattato.
    Che l’UDC possa essere un alleata, mi sembra fuori discussione. Tale partito, non solo è l’unico nell’area di centro ad opporsi al bipolarismo all’italiana, ma, su molti temi di rilevante importanza, (dalle riforme istituzionali, alla Giustizia, alla difesa dei ceti medi, del mercato e del merito) ha assunto una linea condivisibile. Certo, permangono forti differrenze sui temi etici e sulla riforma della burocrazia, ma, come per tanto tempo abbiamo collaborato profiquamente con la DC, credo sarebbe possibile trovare un terreno di alleanza col partito, che ne è l’erede, come daltronde è avvenuto tra FDP e CDU-CSU recentemente in Germania. Certo mai sarebbe possibile un incotro tra liberali e leghisti o dipietristi. Per quanto concerne il PD, le nostre visioni politiche divergono profondamente, ma non si può non considerare positivamente come, rispetto alla gestione di Veltroni e Franceshini, la segreteria Bersani ha abbandonato il bipartitismo e appare molto più attenta al pluralismo.
    Mi pare una considerazione ovvia, in quelle regioni dove dovesse essere impossibile da soli raccogliere le firme necessarie o esistessero sbarramenti elevati, di prevedere allenze con movimenti politicamente compatibili. Infatti è questa la linea scelta da,lla Direzione ed in tale dirazione abbiamo avviato molti contatti. In ogni caso, anche ove dovessimo pervenire alla decisione di presentare un simbolo congiunto, dovremmo fare la nostra parte in termini di firme e di candidature per essere credibili. Sono quindi necessareie, anche in tali aree alcune migliaia di sottoscrizioni ed alcuni nomi prestigiosi da insereire nelle liste.
    Ribadisco, spero per l’ultima volta, che la Direzione Nazionale, come già per le Europee, ha escluso la possibilità di inserimento di candidati del PLI in liste che non rechino, anche insieme ad iltri, il nostro simbolo sulla sheda.
    Non posso non dare atto, ringraziandoli, ad alcuni amici che, anche in realtà molto difficili, si stanno adoperando con impegno. Purtroppo non posso affermare che sia così dappertutto. Sovente si gioca a scarica barile, prevale una litigiosità inammissibile alla vigilia di una competizione elettorele per noi decisiva, molti amici sono assenti o poco impegnati. Vorrei ricordare che l’occasione delle elezioni regionali è l’ unica che ci consentirà di dimostrare di valere qualcosa, anzichè zero, come i nostri denigratori ci considerano. Nelle Regioni dove non dovessimo riuscire a presentare liste, gli organismi direttivi dovranno tutti essere azzerati, perchè i partiti vivono di consensi e non di nostalgie o, peggio, di sterile supponenza. Io stesso, se dovessimo fallire l’appuntamento, intendo trarne le logiche conclusioni.

  27. In attesa di conoscere l’esito del Congresso regionale di sabato scorso e di entrare in contatto direttamente con i nuovi “rappresentanti” del PLI in Toscana, così da capire se e come sia possibile entrare a pieno titolo nelle file del Partito, crediamo che per ciò che riguarda la ns. regione, due potrebbero essere le strade per inseguire un risultato concreto alle prossime elezioni, conservando il proprio simbolo.
    Ovvero quella di accordarsi con altre correnti moderate “minori” (es. PRI, PSI ecc.) oppure con l’Udc, l’unica alternativa seria a quel “bipolarismo”, che da una parte e dall’altra ha portato tanto il ns. paese che le ns. regioni, al limite della vivibilità.
    Concordiamo infatti che i liberali, non siano affatto incompatibili con i cristiani e tanto meno con i cattolici.
    Saluti_
    “Liberali APUANI”

  28. Elisa……
    “il PDL è liberale ma non è democratico”……..
    mi sfugge come possano coesistere le caratteristiche di “liberale” e “non democratico”
    mi pare invece più chiara un’altra caratteristica di quel partito “affascinantemte ammaliante”.
    Saluti

  29. Secondo me la Segreteria ha fatto una mossa politica estremamente azzeccata e condivisibile, ma che va interpretata.
    Innanzitutto, dire di schiearsi con il centro laico in attesa tra non molto delle decisioni definitive in merito alle Regionali, per me vuol dire raccogliamo le firme tra liberali, e al massimo collaboriamo con elementi laici della nostra area, ” leggi PRI”, evviva!! era ora.
    La partita di queste Regionali, non è solo regionale, ma è anche politica, e De Luca lo sa bene.
    Se il centro destra perdesse queste elezioni, molto probabilmente ci sarebbe la crisi di governo ed elezioni anticipate, che vista la crisi economica non mi pare proprio il massimo per il bene del Paese.
    Di questo bisogna tener conto.
    Nel PDL c’è il PRI, in ruolo autonomo, proprio quello che serve a noi, è c’è anche il riformatore ed ex radicale Della Vedova, elementi con i quali il PLI, a mio parere dovrebbe collaborare per costituire da subito nel centro destra una forte componente riformatrice e laico liberale – riformatrice che apra finalmente la terza via rispetto a questo bipartitismo.
    E si proprio bipartitismo, perchè di fatto i piccoli partiti sono diventati delle componenti politiche dei due maggiori partiti, anche se la lega cerca di ritagliarsi un ruolo tutto suo.
    Questa è la mia interpretazione, non so quanto esatta.
    Adesso invece aggiungo io.
    Per il PLI le elezioni anticipate sarebbero uno sfacelo, perchè perderemmo l’occasione storica che già abbiamo di avere un parlamentare, cosaq che gli altri piccoli partiti non hanno.
    Non è una cosa da sottovalutare, anzi, si tratta dell’unica occasione politica che abbiamo di far ” sentire una voce liberale in Parlamento!”
    Per questo motivo, a parte il caso Bonino, nelle altre Regioni il PLI farebbe bene ad appoggiare, con l’esclusione di Piemonte e Veneto, di pertinenza leghista, sia pure con le dovute cautele, farebbe bene ad appoggiare il centrodestra.
    Poi De Luca, fa estremamente bene, a non volere che nascano altri piccoli partitini liberali in concorrenza con il PLI, forse è anche questo il motivo del comunicato.
    Oltre alle due emergenze alle quali facevo riferimento ieri, come dice giustamente Villa, è a mio avviso necessario che il PLI prenda anche posizione sulla riforma di riordino fiscale a due aliquote, 23 e 33 p.c.
    Saluti.

  30. ma l’area centrale liberal democratica quale sarebbe….?
    l’UDC e’ di centro ma non e’ liberale
    il PD e’ democratico ma non e’ di centro, e non e’ liberale.
    Il PDL non e’ di centro, e’ liberale, ma non democratico…

    Quindi?

    Cordiali saluti

    Elisa Serafini

  31. Mi permetto di consigliare alla Segreteria del partito un minimo di elasticità in più. Non in tutte le regioni ci sono le medesime condizioni e raccogliere le firme per presentare il proprio simbolo potrebbe non essere fattibile dappertutto, bisognerebbe avere a disposizione anche qualche piano di riserva per consentire comunque al PLI di partecipare alle elezioni e acquisire un pò di visibilità.

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