Dichiarazione di Roberto Petrassi, coordinatore segreteria nazionale PLI

La segreteria nazionale del PLI esprime apprezzamento per la scelta di Emma Bonino e ritiene la Sua candidatura una opportunità per tutti i cittadini del Lazio perché fuori da un bipolarismo di potere al tramonto e contro lo sfascio di questo regime partitocratico.

Emma per il Suo alto profilo morale e politico, riconosciuto anche a livello internazionale, è in grado di rappresentare la stragrande maggioranza degli elettori di centrosinistra e di raccogliere consensi anche tra gli elettori moderati del centrodestra delusi dalle troppe promesse mancate del governo Berlusconi, in particolare fisco e liberalizzazioni.

Noi liberali sosteniamo la candidatura di Emma Bonino anche per il Suo impegno incessante a difesa dei diritti civili e per le sue battaglie liberali per la legalità, il rispetto dell’essere umano, la trasparenza nella P.A. e la dignità ed autorevolezza della politica.

Auspichiamo di estendere in altre regioni questa nuova alleanza con il partito radicale, insieme alle forze laiche, democratiche e riformatrici.

La Polverini rappresenta l’incontro tra il conservatorismo del Pdl e quello della prassi sindacale e vuole riportare il centrodestra indietro di anni, un’esperienza di governo che l’UDC ha bollato come fallimentare per il Paese e che oggi, incomprensibilmente, insegue.

Noi liberali siamo convinti che i cittadini del Lazio bocceranno questo ritorno ad un passato da archiviare. Temiamo, però, che le primarie ventilate dal PD, oltre a regalare troppo tempo alla campagna solitaria delle destre, nascondano il tentativo di aggirare la novità Bonino.

La Segreteria Nazionale del PLI

77 Commenti

  1. Queste elezioni regionali mettono il punto sulla situazione del PLI, ossia che è un partito si liberale ma composto da liberal democratici, riformisti, liberali di destra, etc.
    Quello che noi adesso vediamo come difetto o incogruenza personale è la nostra forza.
    Il partito liberale dev’essere fatto di pesi e contrappesi per non uscire dai ranghi.
    Ben venga quindi il liberale di sinistra se il partito tende troppo a destra e ben venga il liberale di destra se il partito tende troppo verso la sinistra.
    Questo permetterà in termini di politica pratica di non perdere mai l’identità liberale che ci distingue.
    Riprendo la frase di Alfieri”sia PDL che PD farebbero storcere il naso al meno idealista dei liberali”…pertanto il PLI non può assoggettarsi o avvicinarsi ai suddetti.
    Noi siamo l’alternativa liberale, possiamo allearci solo con chi rispetta la nostra ideologia e i radicali checchè se ne dica sono gli unici( sfido a dimostrarmi il contrario).
    Vorrei poi rispondere a chi ha fatto polemica sul fatto che non possiamo basarci sulla Bonino poichè datata e il nostro slogan è “volti nuovi”:
    la Polverini a me piace come donna perchè da donna amo le donne ambiziose e lavoratrici ma è totalmente opposta ad una rappresentazione liberale.
    Le idee della Bonino sono vecchie perchè purtroppo il sistema non cambia!Ma le sue idee sono LIBERALI.
    E questo ci deve bastare.
    Il PLI vivrà solo se riuscirà a restare nell’asse mediano senza etichette.
    Niente PLI nel centro destra e niente PLI nel centro sinistra.Non è questo il fondamento del partito.
    Saluti liberali e affettuosi a tutti!
    Sabrina

  2. Al di là degli schieramenti, credo che dal punto di vista personale e come qualità dimostrata come amministratore la Poli Bortone in Puglia meriterebbe assai più dello sconosciuto candidato del Pdl, che sembra quasi scelto per offrire a Vendola una possibilità di vittoria.
    Se vivessi in Puglia non avrei dubbi su chi scegliere nelle urne.

  3. Come dice giustamente Gani, il Puglia ci sarà un Casini solitario, dunque 3 possibili piste per il PLI, che cosa si farà? E nelle altre regioni?

  4. Lasciando stare il “grido di vergogna di chi è più liberalconservatore o di chi è più liberalsocialista”, trovo ridicolo affermare che la candidatura della Bonino (+ PD, Di Pietro, Rif. Comunista) è “una opportunità per tutti i cittadini del Lazio perché fuori da un bipolarismo di potere al tramonto e contro lo sfascio di questo regime partitocratico”, mentre la Polverini (PDL e UDC) è il “passato da archiviare”. Nemmeno un bambino crederebbe ad una favoletta del genere. Poi ognuno è libero di fare quello che gli gli pare (ma liberi anche di stare legittimamente da un’altra parte).

  5. Adesso che Casini corre in Puglia da solo, il PLI si staccherà dal PD?
    Io dubito molto di questo.
    Comunque almeno un grosso passo positivo in questo senso lo ha fatto Amato con il suo intervento sulla giustizia, che è la cosa fondamentale; intervento quindi condivisibile e centrato politicamente.
    Ma le sfide eletttorali più importanti per il PLI, secondo me non sono le Regionali, ma le comunali di Venezia, e Bologna.
    Per Venezia è in corsa un ministro, che si spera una volta eletto sindaco, lasci il ministero della Pubblica Amministrazione, riportando alla normalità, senza estremismi l’azione di governo.
    Venezia da salvare dallo spopolamento, dall’acqua alta, dal degrado, da rilanciare turisticamente.
    Bologna la rossa, dove il PD si gioca la faccia per intero,e dove il PLI, alla pari di Venezia dovrebbe essere attivamente presente facendo sentire forte e chiara la propria voce, e dove il PLI potrebbe tentare un rilancio, proittando magari in senso positivo dellla crisi della sinistra per ritagliarsi uno spazio con una propria lista.
    Saluti

  6. Credo che Al Liberal abbia perfettamente inquadrato il problema.

    Purtroppo, questo bipolarismo o bipartitismo forzato vede i due grandi contenitori, PD e PdL, alle prese con politiche fondamentalmente vuote e spinge i partiti minori ad alleanze che magari non farebbero con un sistema proporzionale.

    In aggiunta, questo continuo riferimento a Destra e Sinistra (sulla carta, perchè nei fatti destra e sinistra sono concetti passati, per come li intendiamo noi) macchia le campagne elettorali, gli accordi, le alleanze e i dialoghi politici di una inconsistente leggerezza che non trova riscontro nella realtà delle cose.

    Qualsiasi alleanza faccia il PLI, effettivamente costretto da questo sistema elettorale a “cedere” alle forze maggiori, si discosta dalle sue linee guida. Sia il PDL sia il PD hanno aspetti che per nulla riconducono al liberalismo e sono alleati talvolta con partiti (vuoi la Lega, vuoi l’Italia dei Valori, vuoi La Destra, vuoi Sinistra e Libertà) che farebbero storcere il naso anche al meno idealista dei liberali.

    Cosa si può fare dunque? O ci si arrocca su un elitismo liberale che, per quanto sia affascinante, non conduce a nulla se non è supportato da una grande, grandissima forza organizzativa territoriale; oppure si ingoia il rospo e ci si allea con l’uno o con l’altro a seconda di quanto spazio e quante possibilità si hanno di diffondere idee liberali.

    Di certo, se ad ogni decisione (PD? PdL?) si alza il grido di vergogna di chi è più liberalconservatore o di chi è più liberalsocialista, credo – nella mia umile posizione – che non si arriverà mai da alcuna parte.

  7. Le coalizioni si fanno sulla base di progetti condivisi. Se nemmeno la Bonino oggi può essere di garanzia per un progetto autenticamente liberale,a chi dovremmo rivolgerci? Oltretutto le Politiche non sono le Amministrative. L’area liberale ha le idee chiare, la confusione è creata da questo bipolarismo che vuole far sparire il pluralismo dei valori e delle idee. Rimanere vincolati ai vecchi schieramenti ideologici destra vs sinistra, senza guardare ai contenuti, senza dissentire, significa riconoscere che hanno avuto la meglio coloro che in un processo di forzata semplificazione del quadro politico, hanno allontatnato milioni di cittadini dalla politica.

  8. La Bonino è sostenuta da una coalizione che comprende il Partito democratico, la sinistra comunista e l’Italia dei valori. Dunque, se vince la Bonino, avremo in Consiglio Regionale una maggioranza composta da consiglieri e assessori dei suddetti partiti. Che successo… Sostenere la scelta per la Bonino in modo così disinvolto è una decisione suicida e demenziale, e testimonia benissimo lo stato confusionale in cui versa l’area liberale.

  9. Mi trovo favorevole alla candidatura di Emma Bonino alla presidenza della regione Lazio, anche se ci sono differenze con i radicali, è anche vero che ci sono affinità, ed indubbiamente Emma Bonino ha un alto profilo morale e una storia politica che si collega ad importanti battaglie sociali di questo paese ed inoltre ha una grande esperienza sul piano internazionale. Il sistema bipolare ha creato analogie di proposte politiche anche in partiti di opposta coalizzione generando confusione “identitaria” negli elettori che tradizionalmente li votavano. Ho sempre pensato che il PLI abbia rappresentato la destra laica e moderata di tutto l’arco costituzionale, anche nella prima repubblica, ma anche oggi che siamo molto piccoli numericamente possiamo ritrovare analogie con un partito, quello radicale, dalle liberalizzazioni a una politica che valorizzi le qualità, i meriti e la dignità della persona che, sia pure nelle differenze, nella persona di Emma Bonino può trovare una valida candidatura. Anche se questa scelta non è stata decisa all’interno del congresso, ma frutto di scelte personali, di dirigenti che non snaturano la storia stessa del PLI.

  10. Sostengo Luigi Gani e colgo l’occasione per portare all’attenzione un nuovo argomento, che dovrebbe essere al centro dell’ideologia liberale, vale a dire quello legato alla riforma fiscale. Ogni partito guidato da idee liberali pone, teoricamente,come obbiettivo quello di abbassare le tasse per dare maggiore libertà ai privati e alle famiglie che, ricevendo più denaro, avranno maggiori possibilità di investire come meglio credono.

    Se ne sta parlando in questi giorno dopo la retromarcia del premier sull’abbassamento delle tasse, come mai il PLI non ha preso nessuna posizione a riguardo?
    Grazie.
    Umberto Villa

  11. Un altro detenuto straniero si è ucciso a S.
    Vittore, 25 anni, si tratta del sesto dall’inizio dell’anno, una vera emergenza carceri.
    Questo, per mantenere viva la nostra attenzione.
    Bisogna mobilitarci politicamente anche se abbiamo risorse limitate il PLI sull’emergenza carceri dovrebbe prendere una posizione ufficiale.
    Sono in gioco i diritti civili ed umani dei detenuti.
    Una grande sfida liberale.
    Assieme a questa grave emergenza, c’è ne un’altra altrettanto grave, quella dei 5000 malati di SLA in Italia, malati che a turno, a rischio della propria vita, fanno lo sciopero della fame, per poter avere assistenza domiciliare e tecnologica per poter sopravvivere.
    Sono necessari, respiratori e tecnologia particolare per poter garantire la vita, a queste persone che nella stragrande maggioranza dei casi vogloiono vivere.
    SLA Sindrome Laterale Amiotrofica, lascia lucida la mente ma paralizza gradualmente il corpo.
    Le famiglie ed i malati spendano migliaia di euro al mese per l’assistenza privata a domicilio, sarebbe utile che su questo punto il PLI utilizzi le capacità giornalistiche e parlamentari del suo deputato.
    Si tratta come ho scritto di vera emergenza.
    Presentiamo qualcosa al Parlamento, qualcosa che faccia si si parli bene dei Liberali, che a loro volta si occupano delle emergenze, e poi occupiamoci certamente delle Regionali.
    Saluti.

  12. Ora è davvero ufficiale.

    Anche il PD sosterrà la Bonino. Lo si poteva già intuire dal fatto che Bersani fosse favorevole. Speriamo che la squadra per il Lazio resti questa e che il PLI possa sfruttare al meglio questa occasione. Bisogna evitare che la Bonino si allei con la sinistra estrema.

  13. Condivido gli scenari che illustra Villa, in effetti bisogna osservare i cammini ormai convergenti tra Rutelli, Casini e Fini verso un progetto comune. L’idea non è balzana, a prescindere dell’opinione che si può avere sui tre personaggi. Da un lato toglierebbe alla sinistra D’Alemiana una parte dell’elettorato moderato e cattolico che nelle garitte dei DS, dove oggi si sono ritirati, si trova stretto. Dall’altro potrebbe dare un riferimento politico anche ai laici moderati, e qui metto pure il PLI, che di un PDL illiberale e poco democratico come quello attuale, non ne vogliono sapere. Il PLI deve guardare con interesse questa prospettiva, ma anche cercare di farsi un suo spazio e trovarsi un suo ruolo autonomo, innanzi tutto per riprendersi tutti quei voti liberali attualmente usurpati dal Putin di casa nostra. Il PDL infatti ha abbandonato ogni presupposto liberale e Berlusconi ormai non nasconde neppure un pò la sua identificazione ormai totale con il presindente russo ed ex capo del KGB, sfoggiando addirittura in pubblico maglioni con stemmi e bandiere russe ben in mostra. I voti liberali al PDL sono mal riposti (e sono molti), dobbiamo riprenderceli!

  14. L’unica possibilità che il PLI ed il PRI hanno per uscire dal baratro è quella di unire immediatamente le proprie forze, e sia pure autonomamente uno dall’altro, mantenendo perciò dstinti i due partiti, facciano delle liste unitarie alle Regionali, o qualora non c sia più tempo per questo, costituiscano in Parlamento una ” componente federata liberali repubblicani, quindi lancio un appello ai due segretari dei partiti in tal senso magari anche con una Direzione Nazonale unitaria sia pure nella rispettiva autonomia, in modo da superare le diffcoltà ed i dubbi reciproci, è secondo me una sfida per l bene dei due partiti, una proposta positiva, non assolutamente polemica, per la quale non possiamo a mio parere aspettare il congresso del PRI.
    Su queste basi, a mio parere la componente di minoranza del PLI dovrebbe far sentire la propria voce e cercare un punto di incontro con la maggioranza.
    Per me poi, è stato un errore non appoggiare la Polverini, ma non sono laziale, e non vorrei esprimermi oltre.
    Ma sarebbe importante avviare dei contatti De Luca Nucara, per fare un tentativo, poi si potrà sempre vedere il merito dei problemi, in senso positivo, per costituire la componente laico – liberale e rilanciare così con estrema forza il PLI ed il liberalismo in generale.
    Saluti.

  15. Sono davvero molto perplesso e preoccupato per il futuro del Pli…Se si esulta per la candidatura nel Pd di Emma Bonino (da 40 anni sulla breccia), e si taccia di vetustà la Polverini, “giovane” eccezionale e preparatissima, allora davvero non abbiamo alcuna speranza.
    Come giustamente scriveva Stefano Angeli, in Puglia abbiamo (ho) coniato lo slogan “La politica ha bisogno di volti nuovi”.
    E con questo direi che non c’è bisogno di aggiungere altro…

  16. Bene per Emma Bonino a Roma ma anche a MASSA-CARRARA in TOSCANA ci sarebbe una possibilità, o meglio un’opportunità …sta a voi però non lasciarsela scappare!

  17. @zulieofficial: boh, è ancora un mistero, poi si sa…nel PD, si fa in fretta a cambiare, tanta confusione e poche certezze…riguardo invece al PDL, Lei dice che con Fini alla guida sarebbe meglio…c’è però un lato negativo a mio parere, mi spiego:
    in questo ultimo periodo Gianfranco Fini ha rilasciato dichiarazioni contro la linea guida del partito, questo è accaduto spesso. A sentirlo parlare, personalmente, ne sono rimasto positivamente impressionato, mi sembrava un Fini migliore, diceva e dice le cose più sensate, dal mio punto di vista, però poi riflettendoci, come fa un ex-fascista quale Fini, che per anni incitava il suo popolo con il saluto romano a cambiare idea all’età di 57 anni così d’improvviso?

    Il presidente della camera si sta preparando al post-Berlusconi, giusto. Credo però che se rimanesse nel PDL, sfascerebbe il partito, ma non solo lui, qualunque politico di destra, sostituire una persona carismatica come Berlusconi in un partito basato sulla sua personalità è quasi impossibile. Non vedo di buon occhio quindi un’alleanza futura con il PDL finiano. Penso però che sia possibile legarsi a Fini se, come da progetto, si staccasse dal PDL, per venire incontro a Rutelli e Casini al centro, creando un terzo polo, dove il PLI, potrebbe avere un ruolo importante.

    Anche se il mio timore di un Fini troppo assetato di potere è forte.

  18. @ Augusto: grazie x aver rimediato al mio pasticcio…

    @ Luigi Giani: la penso esattamente cm Lei. Se poi fosse un PdL “finiano” invece che “imperiale”, saremmo apposto…

    @ Umberto Villa: da quello ke ho capito io, Bersani è x la Bonino, ma la decisione ufficiale del PD nn è ancora stata presa. Bisogna prima vedere cosa dice il Lìder Maximo… 😉

  19. Vedo che ancora c’è chi si pone il cruccio cardinale sulla destra o la sinistra. Rubo 2 lettere per dire che quest distinzione ottocentesca serve solo a tenere a bada quelli come noi, che dovrebbero aver capito che nel 21° secolo esiste solo lo statalismo e l’antistatalismo (o liberismo, in tutti i sensi, ndr). Conseguentemente, anche se non potremo attenderci alcun grazie (atteso che la gratitudine è una categoria ideale che non appartiene alla politica), non abbiamo fisicamente altra scelta che appoggiare la Bonino. Non vi è alcun dubbio poi che o siamo visibili (politicamente) o non esistiamo.
    Grazie Segretario De Luca per le meravigliose parole sulla divisione dei poteri e sulla giustizia, Lei non ha idea di quanto siano rare e preziose le Sue idee.

  20. Sembra ormai ufficiale, almeno da quanto leggo sul corriere della sera, che Bersani abbia preso una decisione pro-Bonino, escludendo le primarie nel Lazio. Ora quindi la mossa del PLI, che ha anticipato il PD, dovrebbe pagare in termini di risultati.

  21. Il sindacato, la televisione oppure l’alcova di chi già sta lì, ai posti di comando, sono la scuola, la fucina dove cresce e si forma la nuova classe politica di questo paese. Lama, Benvenuto, Bertinotti, Marini, Del Turco, D’Antoni, Cofferati e adesso pure la Polverini: gente del sindacato in stand-by che – in cambio di una poltrona in Parlamento, in qualche Comune, in questa o quella Regione del belpaese – tiene “buoni” i lavoratori con salari da “terzo mondo” secondo le direttive dei partiti politici di riferimento! Badaloni, Marrazzo, Selva, Santoro, Gruber e da ultimo Sassoli: gente della televisione, dei giornali, dell’informazione che, in cambio di favori, carriere e poltrone, tiene “buona” l’opinione pubblica facendogli sapere quello che vuole far sapere loro la parte politica che li sponsorizza! Bè, per quanto riguarda poi la politica che passa per “le lenzuola”, basta guardarsi un pò in giro per rendersi conto di quali meriti e di quale formazione politica godano certi/e parlamentari, assessori, consiglieri, sindaci, presidenti, direttori, dirigenti, ecc, ecc. Ma torniamo al sindacato e alle prossime consultazioni elettorali. Parliamo di Renata polverini. Da quando è segretaria dell’Ugl, il sindacato ha perso una valanga di tessere. Eppure ha spuntato la candidatura a governatore della regione Lazio per il Pdl. Finiana doc, ma con un debole per D’Alema. Una donna “trsversale”! Piace alla politica, ma non piace allo stesso modo alla sua base. Tuttavia trionfa nei salotti radical chic. Insomma la Polverini è una che conta! Forse non conterà troppi iscritti nel suo sindacato, l’Ugl, ma conta dove importa contare. Cioè nei salotti televisivi di Rai e Mediaset che hanno sostituito le sale da tè di un tempo che fu. Lei da Santoro, da Floris, da Vespa, ecc, ecc, c’è sempre! Quarantasette anni compiuti il 14 maggio, figlia di una delegata Cisnal da cui ha appreso, fin da giovanissima, l’arte del “sindacalese”, si è ritrovata a guidare, prima donna in Italia a ricoprire tale incarico, l’Ugl. Acronimo che nulla a che vedere con la gioventù del littorio (pur essendo l’organizzazione sindacale della nuova destra), ma che sta per Unione generale del lavoro. A tal proposito il rapporto Censis numero 43 uscito fresco, fresco parla chiaro: mentre è aumentato il numero degli iscritti ai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, che oggi giorno sono 14 milioni e 412.566 mila cioè 173.884 in più rispetto all’anno precedente; mentre la Confsal, la confederazione degli autonomi, conferma e migliora il suo quarto posto nel panorama nazionale, l’Ugl è l’unico sindacato a perdere iscritti. È passato infatti dai 2.145.995 del 2007 ai 2.054.063 del 2008. In altre parole, laggiù, nella base, qualcuno non ama la Polverini: esattamente 91 mila e passa iscritti hanno strappato la tessera. Nonostante ciò Renata Polverini, nella sua straordinaria e folgorante carriera, ha stracciato tutti nella corsa alla candidatura per il Governatorato della Regione Lazio. Non è un mistero per nessuno che il suo turbo nel motore si chiami Gianfranco Fini. Molti considerano, e non a torto, Renata una sua creatura. Lui per primo ne avrebbe apprezzato l’eloquio e la sua capacità mediatica. E, come è giusto che sia, lei lo ripaga ogni volta che può definendosi finiana di ferro. È un’ottima “politica” che ha saputo cavalcare abilmente successi e amicizie. Ha la pelle dura e camaleontica che ogni politico indossa quando si butta nell’agone e fa promesse che non manterrà. Camaleontica? Si. Una che arriva da destra ma guarda spesso a sinistra. Tutti ricorderanno che Walter Veltroni, allora alla guida del Pd, le chiese di candidarsi per loro alle Politiche. Lei rifiutò lusingata e questo le servì per rimanere in un certo giro di tartine al gauche-aviar. Così Giovanni Floris, uno degli chef prediletti da questo genere di “intellighenzia” ha preso ad invitarla sistematicamente nel suo Ballarò. Renata Polverini non sarà simpatica a Bonanni e nemmeno ad Angeletti. Ma in compenso Epifani l’adora. Quanto a D’Alema, lei, lo ha definito: “il mio politico preferito”, dopo Fini, naturalmente.
    di http://liberalvox.blogspot.com

  22. Dovrei chiarire alcune cose.
    Oggi sono convinto che per avere un futuro politico il PLI debba andare a destra, ” senza però assolutamente entrare nel PDL” creando invece assieme al PRI, alleato e distinto dal PLI,” un cuscinetto politico laico e riformatore che lo separi dalla destra propriamente detta sia pure all’interno di un’allleanza di centro destra.”
    Penso anzi ad un rilancio del nostro simbolo in tale contesto ed alla difesa delle prerogative liberali, ed ad una più
    convinta politica a sostegno delle riforme,
    vedi ad esempio ” le norme per la liberalizzazione dell’erogazione dell’acqua, legge, lo ribadisco fondamentale da un punto di vista liberale” e sulla quale il PLI non ha ancora aperto il dibattito.
    Il PLI deve a parer mio concentrarsi su alcuni argomenti specifici, su liberalizzazioni, privatizzazioni, diritti individuali del cittadino, difesa della legge Basaglia, oggi messa in un angolo e disattesa, detassazione delle pensioni minime e di invalidità, rispetto delle norme in materia di eliminazione delle barriere architettoniche, riduzione dei costi della polica con particolar riferimento all’abolizione delle Province,
    abolizione degli ordini professionali, e sopratutto legalizzazione della prostituzione, battaglia liberale molto importante, garantismo nei confronti delle norme sulla giustizia, basterebbe incrementare maggiormente l’impegno su questi punti fondamentali per dare slancio politico al PLI, lasciando l’opposizione al suo destino, non essendo condizionati da essa.
    Con un ruolo autonomo, ma nel centro destra, il PLI avrebbe la possibilità di incidere maggiormente nel dibattito sulle riforme, e di far giungere al governo la sua voce, talvolta come giusto che sia, anche critica.
    Saluti.
    Luigi Gani.

  23. Caro Segretario,

    la ringrazio x aver risposto alle mie domande.

    Anke se, ma forse nn era molto chiaro (e di questo faccio ammenda), era ovviamente retoriche…

    Proprio perchè esistono queste “diramazioni territoriali”, mi suonava “strana” la ricostruzione da lei fatta sulla decisone pro-Bonino. Come l’ha spiegata nell’ultimo post, ha decisamente più senso, anke da un punto di vista “statutario” (a proposito: è vero, nn sono iscritto e, pur “tifando” all’ultimo Congresso, nn ho voluto iscrivermi x nn “distorcere” un risultato al quale guardavo, eventualmente, x il dopo. Ma, essendo stato mooolto interessato alle vicende del PLI, tanto ke sono spesso qui a “rompere le scatole”, e altresì “malato di politica”, mi sono anke preso la briga di leggere lo Statuto PLI).

    Sulla questione PLI/centrodestra: il problema, a mio parere, andrebbe capovolto. Nn è il PLI ke nn deve stare nel centrodestra, perchè il PLI E’ un STORICAMENTE un partito di centrodestra. E’ la sua area politica naturale, semmai, che al momento è “usurpata”.

    Sul PRI: a me nn dispiacciono le posizioni di Nucara. E’ solo ke i repubblicani sono finiti, loro malgrado, in un paradosso. Ossia, nel momento in cui sono passati nella coalizione ke sembrava essere quella più avezza alle istanze liberali/liberiste/riformiste, questa ha clamorosamente svoltato verso tutt’altra direzione, fino all’odierno populismo tremontian-divinatorio. Peccato…

  24. Anch’io trovo equilibrate e condivisibili le parole del Segretario De Luca. Ovvio ognuno di noi ha qualche preferenza personale nelle alleanze, ma il punto di sintesi dev’essere al momento il sostegno ed il radicamento del Partito Liberale. Occorre anche vedere chi manifesta verso di noi più attenzione.
    Dalle mie parti gli interlocutori più attenti sono Udc e Pri, anche se i miei amici repubblicani sembrano al momento in un leggero stato confusionale…anche loro assai combattuti sulla strada da prendere per le alleanze.

  25. Con la presente intendo ringraziare il Segretario nazionale del PLI, per le risposte esaustive e coerenti date in risposta ai quesiti posti dal sottoscritto. Ancora una volta, apprezzo la serietà d’analisi. Non si stanchi segretario di ricercare una via di intesa con i repubblicani, non fosse altre perchè l’Italia ha bisogno come il pane delle nostre culture politiche. Spero altresì (ma è un parere personale)che l’edera abbia la forza (al pari del MRE) di uscire da alleanze politiche che rendono poco visibile la nostra matrice ideale;come diceva Craxi, “un partito vive se immerso nella vita della gente, in alternativa rischia di tramutarsi in un ramo secco”. Ecco anche per questo spero in un’alleanza liberaldemocratica. Quanto a Malagodi e Ugo La Malfa, ha ragione i due uomini (anche caratterialmente se non ho studiato malamente le due biografie politiche)erano molto diversi, tuttavia seppero entrambi confrontarsi con la realtà sociale ed economica del Paese. Spero possano fare altrettanto i partiti italiani dell’area laica. Auspico infine che il Congresso del PRI riveda le sue alleanze; anche per questo, apprezzo profondamente il Suo dialogo con l’on. Giorgio La Malfa. Buon lavoro segretario. Infine un ringraziamento al sig. Umberto Villa per le gentili parole di stima nei miei confronti che mi permetto di ricambiare. Con cordialità

  26. E’ ovvio che non potrò rispondere sempre ed a tutte le domande, che mi verranno poste per ovvie ragioni di tempo.
    Alle domande dirette che più sopra mi sono state poste tuttavia non voglio esimermi dal dare una sintetica risposta.
    Agli amici Villa e Chiariello desidero chiarire che non vi è nulla di innaturale, a mio avviso, se in una regione il PLI si alleerà con la Bonino di tradizione laica ed in un’altra con un candidato, per esempio dell’UDC, di tradizione cattolica. Rimando ad un mio recente scritto su questo stesso Sito per quanto concerne la necassità di tentare di superare la divaricazione esistente tra liberali di orientamento laico o cristiano, ache se oggettivamente l’ipoteca democristiana è talmente forte da rendere complesso tale processo, tuttavia necessario. Non so francamente se in futuro il destino delle alleanze del PLI sarà più orientato verso coalizioni di centro-sinistra o di centro-destra perchè non ho la palla di vetro per prevedere il futuro. Dipenderà dal processo di evoluzione dell’intero assetto della politica italiana e soprattutto dalla sorte del PDL nel dopo Berlusconi. Poichè la cosa più probabile, a mio modesto avviso, sarà l’implosione di tale grande contenitore senza collante ideale, bisignerà capire dove si andrà a collocare l’elettorato di quasto partito, e non è cosa da poco. Noi riteniamo, ovviamente di peter attirare una parte di tale elettorato, che, forse da sempre liberale, ha prima votato per la DC per paura dei comunisti e dopo ha creduto nell’illusione berlusconiana.
    Ringrazio per l’apprezzamento Zulieofficial, che lealmente afferma di non condividere in generale la mia linea politica. Evviva, non siamo mica fascisti, comunistri o del PDL, che coltiviamo il culto della personalità.La critica ed il confronto sono il sale del metodo liberale.
    Concordo quindi, pur credendo nella dialettica, che con Rifondazione, estremisti di sinistra, pauperisti, antiamericani, nemici di Israele ed arrabbiati vari, che lottano, ma non discutono, è realisticamente impossibile concordare alcunchè, ma è troppo fresco per me il ricordo della tragedia del fascismo in Italia per pensare lontanamente di avere qualcosa da spartire con Tilgher, con Storace, con la Ussolini, con Ciarrapico e tutti coloro, e sono ancora tanti, ritengono il Nazi-fascismo meno pericoloso del Comunismo.
    Desidero informare lo stesso amico, che non essendo iscritto al PLI non lo sa, che il nostro Partito ha degli organi territoriali democraticamente eletti e che ad essi competono tutte le scelte. Il comunicato laziole recava la firma della Segreteria Regionale, perchè tale organo è deputato a rappresntere le decisioni della relativa Direzione. Il segretario Nazionale, come avviene giornalmente per tutte le altre Regioni, è stato tenuto costantemente informato ed ha espresso, come fa in ogni caso, la propria opinione favorevole, che ritengo abbia avuto un suo
    peso. Nel PLI non esistono organi monocratici.
    All’amico Enzo Carbone, di cui ammiro la coerente fede repubblicana, devo dire che da anni parliamo col PRI e con l’MRE di patti liberaldemocratici e di tentativi di unificare le nostre deboli forze. Abbiamo anche sottoscritto e pubblicizzato una intesa federativa. Ma poi questi atti di buona volontà si sono scontrati con la amara realtà delle nostre leggi elettorali e con la scelta del PRI di candidare i propri rappresentanti sotto il simbolo del PDL e dell’MRE sotto quello del PD, mentre noi non abbiamo accettato nessuna di tali soluzioni, perferendo la testimonianza di una lista liberale fuori dagli schieramenti. E’ pertanto ovvio che, almeno fino ad oggi, tali soggetti non sono utilizzabili per il tentativo di scardinare il bipolarismo all’italiana. Anche l’alleanza con l’UDC finora è stata difficile per l’antica diffidenza verso i laici, ritenuti anticlericali e massoni. Ma non disperiamo. Per quanto riguarda Malagodi e La Malfa la devo smentire, perchè non hanno mai dialogato e, credo sia stato il loro maggiore errore, sia pure nella loro grandezza.
    Pe quanto concerne l’impegno comune sui temi da lei ricordati, la difficoltà dipende sempre dalle alleanze, che condizionano il PRI. Infatti, proprio da recente, con Giorgio La Malfa abbiamo parlato di una iniziativa da mettere al più preso in cantiere in materia di politica economica e fiscale, di politica estera e di riorganizzazine dello Stato.
    Noi confidiamo con pazienza in un futuro meno infelice per le nostre idee.

  27. Almeno da parte mia, è molto ben accetto, se tutti avessero la mente critica e razionale che, mi pare di capire, lei ha, le cose migliorerebbero.

    Sono anche io dell’idea che creare una grande coalizione con liberali e repubblicani insieme(PLI, PRI, MRE, probabilmente anche l’API di rutelli, anche se non si è ancora capito cosa pensano, con magari l’UDC come “partito di facciata”) sarebbe la cosa migliore.
    Vedremo!
    La ringrazio!

  28. Gentile sig.Villa, sono felice di ricevere un suo riscontro positivo alla mia proposta. Come avrà certamente letto nel mio post precedente, pur repubblicano convinto, non sono organico al partito in quanto non iscritto (proprio perchè per vocazione personale pur critico verso il centrosinistra non riesco a concepire un partito repubblicano collocato con il centrodestra che di liberalismo ha ben poco se non nella forma…). Il sito del PRI non è aperto (allo stato almeno)ad un dibattito pubblico e questo è un peccato (il vostro sito invece offre da questo punto di vista una grande opportunità), tuttavia le posso assicurare che il giornale del partito (La Voce Repubblicana)con il quale ho l’immenso piacere di collaborare da quasi due anni, offre e presenta un dibattito molto plurale, permettendo ad ogni posizione politica di essere esplicitata (proprio come nel vostro forum) Ribadisco: spero vivamente che le strade dei nostri partiti si possano incrociare, pena la perdita di una grande tradizione politica e culturale del Paese. Quello che temo è una politica prigioniera del passato. Dove ci si dibatta stancamente tra ex comunisti (considerati tali solo nella propaganda faziosa contingente) ed ex fascisti (considerati tali solo nella propaganda faziosa di certi partiti d’opposizione). Il pensiero liberademocratico è antidogmatico per eccellenza: credo sia l’ora di mettere a frutto lo spirito critico della nostra tradizione e della vostra, che tante pagine di storia nobile hanno scritto nel Paese. Spero solo che il mio contributo sul vostro forum risulti gradito.
    Con amicizia

  29. Sostengo il sig.Enzo, che ha scritto, a mio parere cose giuste, ma soprattutto proposte concrete, vorrei chiedere al sig. Enzo, come mai, nel sito del PRI(al quale lui appartiene), non c’è lo spazio per un dibattito, per un forum, come invece sul sito del PLI?

  30. Tre domande al segretario De Luca

    Caro segretario on. De Luca,
    in passato ho avuto modo di apprezzare la sua passione politica oltre alla sua mai banale onestà intellettuale. Mi permetto di rivolgerle tre domande politiche alle quali spero Lei abbia la cortesia di rispondermi:
    Premesso che pur essendo un convinto repubblicano (senza tessera non fosse altro perchè prima va risolto il tema della collocazione del partito e della fine della dolorosa diaspora repubblicana), sono altresì critico verso l’alleanza di centrodestra del PRI di Nucara (anche se mi pare brutta l’immagine di un partito “acconciato” sotto le ali protettive del Cavaliere tenuto conto del pluralismo politico sempre molto forte nella cominità repubblicana), e tenace sostenitore del tentativo dell’on. La Malfa di uscire dal centrodestra e di allearsi con Api e Udc e con voi del PLI (di cui apprezzo la capacità di non seguire le sirene della maggioranza), temo le nostre continue divisioni e distinguo. Ma vengo alle domande:

    1)Crede anche lei (come il sottoscritto) nella possibilità di scardinare l’attuale bipolarismo insulso all’italiana? Se si, il suo partito sosterrà candidati di orientamento politico diversi ragione per regione?

    2) Non sarebbe meglio lavorare ad un patto permanente di consultazione tra i nostri partiti? In fondo pur da posizioni politiche diverse, Malagodi e Ugo La Malfa seppero collaborare insieme. Perchè non coinvolgere anche il MRE in questa discussione?

    3) Perchè non impegnate tutti i partiti dell’area laica e liberademocratica ad una serie di iniziative politiche in grado di restituirci visibilità politica?
    Penso ad esempio,
    A) Una petizione pubblica per abolire le Province
    B) Iniziative nel Paese per estendere i diritti di cittadinanza.
    C) Una nuova politica estera più consona alla tradizione storica italiana
    d) Iniziative pubbliche tese rilanciare nel Paese una nuova politica fiscale che nel contempo non lasci soli i lavoratori e i giovani precari (siamo in tanti mi creda!)

    Mi sono permesso di scriverLe per la stima che nutro nei suoi confronti e per la personale passione per la politica e gli studi storici indirizzati all’area laica liberale di cui mi sento parte.
    Con stima
    Enzo

  31. Pur nn essendo un fan del Segretario, cm egli avrà certamente già colto (questione tutta politica cmq, personalmente nn lo conosco e qdi nulla ho da dire o criticare), mi fa piacere ke ci mette la faccia nel dibattito, lo dico con onestà. Bravo!

    Ciò premesso, vorrei ke il dibattito nn s’incardinasse sui “personalismi”, ma su metodi e contenuti.

    Perchè, se guardiamo strettamente alle persone, è lapalissiano ke la persona Emma Bonino abbia più a ke fare col liberalismo della persona Renata Polverini.

    Ma a parte il fatto ke, cm mi pare di avere dimostrato nel mio post-precedente, certe “contaminazioni” le possiamo riscontrare in entrambe, bisogna anke valutare i perchè e i x cm si fanno le cose.

    Concordo qdi con Max sul fatto ke, al tirar delle somme, sia ancora più difficile fare del liberalismo con Rifondazione, Verdi e sinistre varie ke con Tilgher…

    Il metodo di scelta poi, nn ne parliamo…sono uno di quelli ke contesta il centralismo personalistico di Berlusconi, ma nn mi pare ke qui si sia fatto tanto meglio…

    La scelta della Bonino, x parte PLI, l’hanno presa tra loro Petrassi e De Luca, come scritto dal Segretario stesso.

    E allora, perchè il comunicato è firmato dalla Segreteria Regionale del PLI?! Si tratta di un organo monocratico?! Ne fa parte anke De Luca?!

  32. Gentile Segretario DE LUCA,
    come conciliare l’appoggio alla Bonino con la ricerca del dialogo con i cattolici?

  33. Onorevole de Luca, sono molto contento di vederlo partecipare al dibattito, è per me un onore poter sentire le sue opinioni in maniera così diretta.

    Avrei però una domanda, non è assolutamente polemica, ma pura curiosità per chiarirmi meglio le idee: lei vede il futuro del PLI a sinistra (inteso anche come centro-sinistra), o è solo per le regionali questa politica delle alleanze?

    Grazie in anticipo.

  34. Le due domande dell’amico Luigi Gani impongono una, sia pur telegrafica,risposta per evitare equivoci.
    Riforme: il PLI non ha parlato altro che di questo argomento ed ha fissato anche alcune priorità. Invito Gani a rileggersi i relativi documenti e l’ampio dibattito svoltosi in questo sito. La differenza col PDL è dhe la riforma fiscale, con la relativa riduzione della pressione, la sosteniamo da sempre e non ciclicamente alla vigilia delle elezioni e che, mentre noi non abbiamo la forza parlamentare per trasformarla in legge, Berlusconi ce l’ha.
    La riforma della Giustizia per noi è una necessità per la civiltà del Paese, non una necessità di carattere personale per evitare i processi. La riforma del welfare e la liberazione del cittadino dalle pastoie burocratiche un imperativo di carettere culturale, mentre per la coalizione di Governo una pericolosa fissazione del Ministro Brunetta. Infine, ma potrei continuare, il sistema parlamentare con l’equilibrio ed il bilanciamento dei poteri sono punti irrinunciabili, mentre altri vorrebbero un illiberale presidenzialismo plebiscitario.
    Spero che questi accenni di cose più volte ripetute sulle riforme bastino, anche se a titolo esemplificativo e non esaustivo.
    Per il PRI, accucciato in un piccolo canile di Arcore, basta ricordare quanto ha detto e scritto in questi mesi Giorgio La Malfa, con cui concordiamo. Questo Partito ha scelto di fare le liste in Calabria, su indicazione del PDL, con Mastella, noto esponente della cultura laica e liberale, anzichè con noi. Nel Lazio, dopo mesi di trattative, pare ci voglia abbandonare per allearsi co la Polverni nella lista del PDL, In altre regiioni stiamo continuando a discutere, ma la difficoltà consiste nel legame di tale partito a Berlusconi, da cui prende ordini.
    Spero di essere stato chiaro.

  35. Il PLI a mio avviso deve entrare eccome nel dibattito per le riforme. Sono 15 anni che Berlusconi promette la riforma del fisco ed in questi giorni la ripropone nuovamente(guarda caso alla vigilia delle elezioni regionali). Il PLI a mio avviso dovrebbe sfidarlo a farla davvero tale riforma, i numeri in parlamento li ha tutti, che almeno li usi anche per questo e non solo per lodi alfano.

  36. Sono pienamente d’accordo con Max, in più mi chiedo, e lo chiedo alla dirigenza del PLI, senza voler fare polemica, ma per amor di chiarezza, se il PLI sia o meno intenzionato ad entrare nel dibattito per le riforme in un ottica di stimolo costruttivo nei confronti del governo, e non in un’ottica marginale ed oppositiva.
    Vedi ad esempio la tassazione IRPEF a sole due aliquote, 23 e 33 p.c. come proposto da Berlusconi, la liberalizzazione dell’erogazione dell’acqua, la riduzione dei costi della politica, etc…, oppure vogliamo aspettare di essere a rimorchio del PD.
    Gradirei cortesemente una risposta chiara.
    Per il resto ” ritengo fondamentale” un patto di consultazione tra noi ed il PRI d Nucara, prima del congresso del PRI.
    Su una cosa poi mi permetto di dissentire garbatamente da De Luca, sul fatto che i radicali siano i più vicini al PLI, per me invece sono i repubblicani del PRI i più vicini al PLI, e per questo va a mio avviso costruito un vero e proprio patto laico di consultazione nel centro destra, ma al di fuori del PDL, un patto riformatore che rafforzi la componente laica.
    Saluti.

  37. Cari Amici,
    innanzitutto, per sgombrare il campo da letture malevole di quello che qui di seguito scriverò, vi comunico che, oltre a essere iscritto al PLI, iscritto al Partito Radicale Transnazionale e fondatore della Federazione per un’Italia Liberale, al congresso di novembre sono stato nominato nella direzione nazionale di Radicali Italiani, in rappresentanza del Club per l’Economia di Mercato.
    In secondo luogo non entro nel merito delle critiche sulle procedure decisionali che alcuni amici hanno espresso.
    Detto questo, entro nel merito della decisione del PLI laziale di appoggiare la candidatura di Emma Bonino alla presidenza della Regione Lazio.
    A mio avviso è da subito importante sottolineare una caratteristica fondamentale di questa candidatura: Emma Bonino è la candidata di Radicali Italiani/Lista Bonino-Pannella e NON della coalizione di centrosinistra. L’eventuale adesione del PD e degli altri soggetti del centrosinistra sarà, appunto, un’adesione a una scelta AUTONOMA di Radicali Italiani.
    Il rifiuto espresso ieri dal Comitato Nazionale di partecipare a primarie (che sarebbero comunque ridicole oggi di fronte all’incapacità del PD di esprimere un qualsisi candidato e al fatto che la candidata del centrodestra ha dato il via alla sua campagna elettorale, mancando solo poco più di due mesi alla consultazione)ne è la controprova: Bonino sarà candidata comunque, con o senza l’appoggio del centrosinistra.
    La seconda caratteristica fondamentale è contenuta nella risposta alla seguente domanda: nella storia della Repubblica qualcuno di voi ricorda un candidato liberale alla presidenza di una qualsiasi regione? Io, no.
    Terza caratteristica importante. Anche nel caso di appoggio dei partiti di centrosinistra, dato il sistema elettorale e soprattutto i poteri del presidente in caso di elezione, è il candidato presidente/presidente a dettare l’agenda delle scelte regionali, certo tenendo conto della coalizione di riferimento, ma con una forte potere di autonomia, come dimostra, al di là del contesto politico, la situazione siciliana.
    Quarta caratteristica fondamentale. I liberali non sono mai d’accordo su tutto, ma è un dato di fatto che Radicali Italiani appartiene alla cultura liberale e mette al centro dela sua azione politica tematiche liberali, di cui la Bonino è stata tra le principali protagoniste. Non a caso Radicali Italiani si definisce statutariamente “movimento politico LIBERALE, LIBERISTA e LIBERTARIO”.
    Quinta caratteristica fondamentale. La candidatura Bonino, ha scompigliato il quadro politico, rilanciando la possibilità di tutto il mondo liberale di diventare protagonista nelle scelte di governo di tutto il Paese. Certo, ripeto, una possibilità, ma che va colta da tutti i liberali, non evidenziando le differenze, ma la comunanza di intenti.
    E’ per questo che auspico che, dove possibile e non solo nel Lazio, il PLI e gli altri movimenti liberali, appoggino le candidature alla presidenza delle liste Bonino-Pannella, nella consapevolezza che la candidatura Bonino offre a TUTTI i liberali un’occasione storica che sarebbe per l’ennesima volta autolesionista non cogliere.

  38. Torno ad augurare ai futuri consiglieri regionali laziali del Pli un solido impegno a portare a termine battaglie liberali dentro una coalizione che ospiterà quasi certamente anche l’estrema sinistra, i cui esponenti di sicuro butterebbero dalla torre Smith e salverebbero Marx (per definizione), e che conteranno molto più di quanto conterebbe Tilgher nel centrodestra.
    Lo dico non per polemica ma perché a parer mio battaglie liberali nel Lazio saranno impossibili con quegli alleati.

    Ovviamente, se frequento questo sito è perché su alcune cose ci intendiamo alla perfezione. Su altre magari meno, ma è naturale, altrimenti sarei anche un iscritto.

  39. Onorevole Stefano de Luca, non posso che sottoscrivere in pieno il suo intervento. Sento il dovere di ringraziarla pubblicamente, e nel farlo le do la mia personale assicurazione che o il PLI in Liguria esisterà con una sua propria lista.

    Auspico che da adesso in poi ciascun responsabile di regione, si impegni in quello che deve essere sotto elezioni il suo unico dovere di partito: la raccolta delle firme, la definizione di programmi di liste e delle eventuali alleanze con cui il PLI localmente si presenterà alle elezioni prossime venture.

    A Roberto Petrassi dico che l’occasione di poter sostenere Emma Bonino è splendida e forse irripetibile anche ove alla fine non si rivelasse la candidatura appoggiata dal PD.
    Allo stesso tempo, mi piacerebbe che Lei avesse il minimo rispetto dovuto a coloro i quali, meno fortunati nelle opzioni a disposizione, stanno impegnando tempo e danaro per riportare il PLI sulla scheda elettorale. Infine avrei una domanda da sottoporle: definire il PDL come “le destre” (ultimo capoverso) è un solo un piccolo freudiano refuso o il nuovo originale mainstream del PLI del Lazio?

    Paolo Rebuffo
    Vice Segretario del PLI Liguria

  40. Belle parole…parole da leader…complimenti segretario de Luca!

    Anche se non mi trovo d’accordo con lei al 100% su tutti gli argomenti(come normale che sia), ha detto alcune cose molto importanti, riguardanti le alleanze specialmente.

  41. Ho evitato di intervenire subito in questo dibattito per evitare di influenzarlo, ovviamente sia in senso positivo,che negativo.
    Innanzitutto un complimento sincero a Roberto Petrassi, il quale sa bene che non sono mai portato per le adulazioni. Ha avuto pazienza, si è costantemente correlato e consultato col segretario, ha evitato di privilegiare scelte istintive o di comodo. Ha fatto come sempre dovrebbe comportarsi un segretario regionale del PLI. La scelta di appoggiare la candidatura di Emma Bonino è stata fatta, dopo averne discusso soltanto con me e con il Partito Radicale. Soprattutto, prima che si ventilasse il possibile appoggio da parte del PD, la decisione è dipesa esclusivamente da valutazioni politiche in ordine alla storia del personaggio ed alle idee del suo partito, che, senza ombra di dubbio, pur tra mille incomprensioni e contraddizioni, è quello dal quale ci sentiamo meno lontani nell’ntero panorama politico italiano.
    Siamo stati generosi, è vero, perchè scotta ancora la ferita aperta del rifiuto di fare una lista comune alle Elezioni europee. Sappiamo anche bene che, in quella occassione, pesò, e non poco, il punto di vista della stessa Bonino. Ma i liberali non si nutrono, come altri, troppi altri, di vendette o ripicche, ma di Politica.
    Concordo con chi, a proposito della Polverini, si è espresso criticamente, perchè essa appartiene a quel sindacalismo della destra sociale decisamente illiberale, che ben si confà alla nuova linea, oggi prevalente nel PDL, di ispirazione socialista, dettata dai Tremonti, dai Sacconi, dai Frattini, dai Cicchitto, che hanno definitivamente sconfitto ed estromesso la componente di derivazione liberale. Non è un caso che la coalizione di destra, conservatrice e veterosocialista, abbia annunciato trionfalmente l’alleanza con Storace e Tilgher. Quest’ultimo, coerentemente con la sua storia personale, ha affermato che “tra Carl Marx e Adam Smith butterebbe senz’altro dalla torre l’antico papà del liberalismo”, per non parlare delle sue affermazioni sull’Olocausto, che fanno gelare il sangue.
    Certo le alleanze sono tali perchè rappresentano sempre la ricerca del compromesso possibile, che poi, talvolta, nella realtà quotidiana, è difficile da realizzare. Basta osservare le difficoltà nelle quali si sta dibattendo in Germania il Governo della Merkel, proprio perchè le più importanti riforme volute dai liberali sono apertamente ostaggiate dai conservatori democristiani. Nei prossimi giorni, dopo appena tre mesi, la coalizione dovrà affrontare una dura verifica sulla riduzione della pressione fiscale, sull’invio di ulteriori truppe in Afganistan, sui rapporti con la Polonia, sell’entrata della Turchia in Europa e su altre proposte di chiara impronta liberale.
    Tutto questo conferma che,come dappertutto, anche i conservatori tedeschi sono meno ostili ai socialisti, con i quali hanno per quattro anni sempre trovato un terreno di compromesso, che agli innovatori della FDP. Il popolo germanico ha dimostrato di essere più avanti della propria classe dirigente sul terreno della necessaria modernizzazione, ma la reazione è sempre in agguato.
    Non possiamo che augurarci che, anche in Italia, i cittadini sappiano dare indicazioni chiare e di progresso, evitando, ancora una volta di farsi adescare dal richiamo di carattere corporativo sindacale clientelare e burocratico, che fino ad oggi ha trasversalmente prevalso sia nella destra che nella sinistra.
    Non mi pare necessario indire una sorta di referendum sulle alleanze nelle varie Regioni perchè esse dipendono da una complessa valutazione di realtà locali, tutte diverse tra loro, per cui ogni semplificazione sarebbe inopportuna, mentre ogniuno potrà continuare, come è avvenuto fino ad oggi, ad esprimere liberamente il prorpio punto di vista.Considero doveroso rispondere a tali amici, così come condivido la scelta di correttezza formale di ospitare anche interventi di non appartenenti al partito, ma di ignorare col silenzio eventuali provocazioni. Daltronde la nostra bussola, dalla quale non possiamo discostarci, è quanto ha deliberato il Congresso Nazionale: fare tutto quanto è possibile per sconfiggere l’attuale bipolarismo. Per tale ragioni i radicali, anche se collegati al PD, come forza politica che tenta di spezzare l’attuale morsa PD-PDL, ci vanno bene come alleati. Ancora più vicini, su questo terreno siamo con l’UDC, anche se per esperienza diffidiamo del loro solidarismo clientelare. Ma la logica delle alleanze, non mi stancherò mai di ripeterlo, e quella del possibile meno peggio.
    Allo stesso tempo per noi prioritario è essere presenti, altrimenti significa non esistere. Chiedo pertanto a tutti i responsabili territoriali di assicurare la formazione di liste liberali, anche dove le condizioni sono obiettivamente più difficili a causa di leggi regionali che prevedono invalicabili sbarramenti per le nostre modeste forze. Saremo valutati esclusivamente per i risulteti che saremo stati in grado di ottenere.

  42. Condivido pienamente le parole dell’amico Roberto che ha dato un chiaro e giusto indirizzo politico di sostegno ad Emma Bonino a Governatore del Lazio. E’ la scelta politica più coerente che il PLI poteva fare al momento; sia per l’autorevolezza Politica della Bonino, che per la storia del partito che rappresenta.
    Chi conosce la realtà locale qui nel Lazio sa bene che l’appoggio alla Lista Bonino-Pannella offre buone opportunità di successo e la possibilità di portare rappresentanti Liberali nel Consiglio Regionale, di essere quindi protagonisti dell’ attività politica e non solo spettatori al palo.
    Ringrazio Roberto Petrassi per la determinazione e la tempestività con cui ha convocato i rappresentanti Regionali e per aver sostenuto una linea politica coerente e dignitosa.
    Segretario Provinciale PLI
    Agazio Furina

  43. Complimenti davvero ai liberali laziali. 🙂
    L’ultimo intervento di Petrassi testimonia il tempismo di questa scelta, ne chiarisce il senso e la coerenza. Una volta tanto che siano gli altri ad inseguire.

  44. Cari amici,
    ho seguito con attenzione il dibattito. Vorrei subito sottolineare una cosa ed in particolare il fatto che dai risultati che si stanno avendo con questo governo sia difficile, anzi molto difficile, che il PDL possa ancora governare nella fattispecie in Lazio. La preparazione della Polverini è nota a tutti quando si esibisce in televisione in discussioni e con dati che solo a Lei sono noti. Non parliamo poi delle proposte che normalmente sostiene con fogli di carta che legge senza una minima cognizione. D’altro canto non è che anche con glin esperti del governo Prodi si sia andati molto avanti. Emma è sicuramente una persona super-partes dodata di una buona visibilità e soprattutto ONESTA. Magari appartiene alla classe non più attuale.Ritengo però che in questa politica Italiana (dati i continui arresti che vengono effettuati) sia fondamentale avere delle garanzie e ritengo che Emma sia sicuramente garante di questo. La candidatura della Polverini mi ha stupito perchè oltre a non saper relazionare la ritengo priva della preparazione tecnica necessaria. Ma in un mondo di veline che il nostro Presidente del consiglio ha adottato non mi stupisco delle scelte che vengono fatte. Dalle veline, alle attrici,alle prostitute; dai condannati in primo o secondo appello (che stanno aspettando il giudizio finale che si cerca di sventare)a soggetti che vogliono tutelare la non meritocrazia, il pressapochismo, l’interesse personale e potrei andare avanti. Quando mi sono messo in politica l’ho fatto spinto dall’osservazione del basso, anzi bassissimo livello di preparazione tecnica dei nostri eletti. Non possiamo essere rappresentati ne da sindacalisti ne da esibizionisti, ne da musicisti, ne da cabarettisti!!!!!!!!!!!La televione che è a mio avviso (non lo era) è diventato il più grande strumento di distruzione di massa (in particolare distrugge il cervello della gente facendo apparire ciò che non è) è stata così resa da quello che oggi è il nostro eletto di maggor grado ma come si fa ad imbrogliare la gente e quanto di più triste questa non si ribella. Ma questo fa buon gioco a questo governo che vuole proprio idiotizzare la gente e raccontare fandonie. Il nostro illustre professore esperto Scognamiglio ha più volte dimostrato le idiozie che racconta Tremonti. E’ incredibile quando si rileva la mancanza assolutadi azioni concrete sia a livello economico che fiscale per non menzionare il resto. Come possiamo pensare che una Polverini possa prendere in mano la regione Lazio e governare . Ma scherziamo??? Abbiamo il coraggio di pensare ciò??? . Solo degli incapaci che non hanno le basi tecniche per capire cosa vuol dire amministrare potrebbero avvallare una tale scelta. Non si entra nei ruoli per conoscenza (vedi ai tempi dei vecchi partiti) ma per capacità. Certe volte mi capita di vedere i nostri ministri attuali ma come possiamo avvallare una tale incapacità a gestire l’Italia?????? Dobbiamo riuscire a far capire alla gente che nei posti di comando ci vogliono dei tecnici delle persone che sappiano cogliere le esigenze della gente (non le loro) e promuovano risultati. Fino a che si vedranno candidati come la Polverini proposti siamo certi che avremo la meglio. Bravo Roberto, come sempre la pensiamo alla stessa maniera!!!!!!!!!
    Un caro saluto a chi vuol cambiare questa Italia.

  45. Cari amici,intanto voglio ringraziare tutti della partecipazione al dibattito.Debbo una risposta a Max e mi auguro sia esaustiva anche per chi è intervenuto e per chi ci ha letto. Il comunicato della Segreteria nazionale ha ovviamente tenuto conto anche delle trattative tra i due partiti sulla possibilità da parte del PLI di sostenere la candidatura della Bonino.Non ritorno sulla opportunità da parte del PLI di questa scelta che è stata fortemente auspicata dal partito radicale ,che infatti nel documento finale del comitato nazionale, oggi 10 gen, ha ribadito la necessità di valorizzare l’alleanza con i LIBERALI ,cioè il PLI.Il nostro sostegno è stato dato tempisticamente mentre ancora il PD proponeva le primarie e quindi la nostra scelta è stata per la Bonino ed indipendentemente dalle scelte del c/s. L’evoluzione dello schieramento pro Bonino non dipende da noi e non modificherà la nostra scelta liberale, che riteniamo una grande opportunità di svolta liberale e laica.Nel Lazio noi liberali siamo in campo perchè l’abbiamo scelto e l’abbiamo dichiarato, convinti che sia anche un contributo per uscire dalla condizione di non democrazia del sistema Paese.Vi ringrazio anticipatamente per il sostegno alla nostra campagna elettorale

  46. Faccio una proposta a parer mio molto democratica.
    Si potrebbe se siete d’accordo, e se la dir8igenza del PLI, lo è anche, organizzare su questo sito, con un tempo limite es. 10 giorni organizzare una raccolta di post, pro o contro il fatto che ad esempio il PLI dovrebbe andare a destra.
    Tali post “dal valore consultivo” potrebbero contare ed essere determinanti solo nel caso di parità decisionale alla Direzione Nazionale, in caso contrario la Direzione può comunque su sua facoltà tenerne in eventuale conto.
    Il post, adeguatamente motivato, rispettoso nel dialogo, deve riportare oltre al tema della discussione ed argomentazione esposta, anche nome e conome di battesimo e regione di origine.
    Ovviamente, sarebbe opportuno limitare ai soli iscritti la facoltà di contare come voto, fermo restando che chiunque può esprimersi.
    Quindi, secondo me, se uno è iscritto, in base alla mia proposta dovrebbe specificarlo.
    Aspetto risposta.
    Saluti.

  47. Tra la Polverini e la Bonino per la Presidenza del Lazio, preferisco la Bonino: nei fatti la Bonino è una Liberale da sempre. Per questa ragione condivido le parole di Roberto Petrassi: “Noi liberali sosteniamo la candidatura di Emma Bonino anche per il Suo impegno incessante a difesa dei diritti civili e per le sue battaglie liberali per la legalità, il rispetto dell’essere umano, la trasparenza nella P.A. e la dignità ed autorevolezza della politica”.

  48. Qui non si tratta di fare i prelievi di sangue per stabilire cosa facevano i vari esponenti politici 20 anni fa; non m’interessa. Io guardo al presente e ancora di più al domani. Se il Pli si alleasse con il pdl io non lo voterei più perchè non avrebbe senso votare un partito così minuscolo che convoglia i suoi voti al maggiore partito italiano. Mi converrebbe votare direttamente il pdl per rinforzare la politica di SB AN e Lega. poichè ritengo questa politica un danno per il mio paese io sono pronto a votare un partito liberale ma innovativo, quasi rivoluzionario, europeo con idee moderne. Credo che il Pli possa divenire un partito liberale moderno a patto di mantenere la propria identità e l’alleanza con i radicali è uno step che potrebbe condurre a quella nuova identità liberale di cui abbiamo tanto bisogno in Italia.

  49. Qdo uno, come in questo caso Petrassi, ha la “fortuna” di avere dalla sua la lib-dip-mar-ant (ossia liberale-dipietrista-marrazzian-antimarrazzziana) Brancati e il lib-snob (poco “lib” e molto “snob”) x eccellenza Nico Valerio, il pensarla all’opposto è ancora più piacevole…

    E cmq, visto ke si tirano in ballo clichè su Dio, Stato e Famiglia a proprio uso e consumo (xò qdo gli altri parlano dei “comunisti” allora tutti a gridare “siete vekki e parlate cm Berlusconi”), vorrei ricordare che la Bonino nel ’94 fu eletta nelle liste di Forza Italia (le stesse ke permisero a De Luca di andare a guadagnare una discreta indennità in quel di Strasburgo…), in un collegio maggioritario dove andavano a votare LE SUORE DI UN CONVENTO, ke la votarono solo perchè la candidata del “blocco di centrodestra”. In quelle stesse liste, alle Politiche ’94, furono candidati ed eletti gli esponenti del CCD, e che alleato principale era l’MSI che all’epoca utilizzò la dicitura “Alleanza Nazionale”, ma che il Congresso di Fiuggi x la “trasformazione” lo fece solo l’anno dopo…

    Se dobbiamo fare i prelievi del sangue x stabilire buoni e cattivi, cominciate a mettervi guanti e mascherine…

  50. Io credo che nessuno si lasci incantare dalle sirene del PDL, anzi, c’è ormai un’avversione totale verso il partito di Berlusconi. Nel PLI ci sono due “fazioni”, una che guarda al centrosinistra e una al centrodestra, credo che la paura dei primi sia quella che,andando a destra, si debba sciogliere il partito nel pdl, come ha fatto la santanchè, come sta facendo un partito storico come la destra.

    Mi annoio ormai a dirlo ma è così: sono d’accordo con Luigi Gani!

    Restiamo al centro, guardando però al centro-destra, al PRI, cercando di creare una coalizione con i repubblicani (UDC e PRI), un fronte riformista e liberale, ben distante dai due poli, dando magari un occhio ad alleanza per l’italia di rutelli per formare un vero e proprio “terzo polo”.

  51. Credo che il Partito Liberale abbia compiuto una scelta importante e condivisibile. Personalmente mi sento vicino a chi ha dato una svolta alla politica dei liberali italiani e spero che questo modello possa servire alle altre regioni per chiudere gli accordi con i radicali. Un Plì di destra alleato della PDL non servirebbe a nulla e riccacierebbe nell’oblio tutti gli sforzi compiuti in questi anni dagli iscritti. Mi auguro che tutti seguano l’esempio della regione Lazio e non si lascino incantare dalle sirene del PDL.

  52. Il problema non si pone in questi termini, di fatto e lo ho già detto il PLI è un partito della sinistra moderata e sfido chiunque a provare il contrario.
    Comunque, cè una minoranza che guarda al centro destra, nella quale io mi riconosco.
    Il problema non è tanto se appoggiare la Polverini o la Bonino, è anche questo, ma non solo, io ad esempio sono per la Polverini, il problema è che il PLI o meglio la sua maggioranza, pur di scimmiottare il PD rinuncia a partecipare a dei dibattiti importanti da un punto di vista liberale, come ad esempio la riforma fiscale, la liberalizzazione dell’erogazione dell’acqua, la difesa della legge Basaglia, la defiscalizzazione delle pensioni minime e di invalidità, l’abolizione delle Province etc… .
    Ottimo sarebbe fare come ha fatto il PRI, fare parte del centro destra, pur mantenendo il proprio simbolo, e la propria storia, certo che un rapporto stretto tra repubblicani e liberali, non può attendere.
    Sarebbe bene che già adesso alcuni liberali, avessero contatti con i repubblicani di Nucara per costituire prima del congresso del PRI una federazione laica e riformatrice che “preveda il doppio simbolo edera e Tricolore.
    Poi ovviamente il PRI andrebbe autonomamente a congresso, e noi si manterrebbe intatta la nostra autonomia.
    Questa è un’idea da sviluppare.
    Mi rivolgo in particolare a Stefano Angeli e a quel repubblicano convinto, mi pare si chiami enzo.
    Dico però un no secco ad entrare nel PDL, il PLI deve restare fuori da esso pur aderendo al centrodestra, dal momento, che mi sono reso conto che l’autonomia dai due poli, al momento non esiste, e favorisce solo l’opposizione politica.
    Saluti.

  53. Nessuno, stranamente visto che la politica la fate eccome, ha rilevato una mancanza nel comunicato di Petrassi.
    Sono allora andato a leggere il sito della Bonino, sperando di trovare là quello che non si trova qui, ma niente da fare.

    Mi sento quindi costretto a chiedervi: LA BONINO E’ D’ACCORDO CON L’APPOGGIO DEL PLI?

    Non è secondario. Bisonga capire se il comunicato di Petrassi è frutto di un accordo bilaterale con la Bonino e i Radicali (allo stato delle cose, la Bonino ancora non è la candidata di Pd, IdV, Rif. e Sel, ma lo sarà), ovvero se è frutto di un’iniziativa unilaterale dei liberali.

    Nel secondo caso, ahimé, è praticamente soltanto una dichiarazione di voto e quasi niente più.

  54. Se i radicali fuggono a sinistra, non li possiamo seguire.
    La domanda andrebbe rivolta più a loro che a noi.
    D’altronde, se condividessimo in tutto e per tutto la politica dei radicali, saremmo iscritti al partito radicale, e non al PLI, quindi la differenza c’è (per chi vuole vederla).
    Infine, come avrai potuto vedere dai post precedenti, tentativi di avvicinamento ci sono già stati in passato da perte del PLI, ma per un motivo o per l’altro ci è sempre stata chiusa la porta in faccia.

    Ciò non toglie che io sia favorevole al sostegno della candidatura Bonino (anche perchè non potremmo mai sostenere un candidato della destra sociale, e nemmeno un leghista) ma lasciare intendere che l’alleanza con le sinistre sia un modello da esportare anche nelle altre regioni se non a livello nazionale credo sia sbagliato, soprattutto per il ruolo che il partito ha deciso di darsi in relazione al riultato dell’ultimo congresso, cioè fuori dai due attuali schieramenti bipolari, e contro il bipolarismo in genere.

  55. Quando dicevo, rivolgendomi a Petrassi, di farsi i c.. suoi nel Lazio, volevo appunto dire che la sua scelta autunoma condivisa dagli iscritti del Lazio non faceva una grinza, così come in puglia il PLI scende in campo con la PDL (vecchia scelta del segr. reg.). In toscana a sx, in Liguria a dx, in Piemonte a dx, in Lombardia a dx, ecc.. Quale è la linea nazionale? Quale è il programma del PLI per poterlo confrontare con le altre forze politiche alleate? Volete rispondere almeno su questo? Lo so bene che per poter salire la china in cui si è sprofondati bisogna accettare anche dei compromessi senza però essere presi per il c….Grazie.

  56. Il radicalismo sarà anche vicino al liberalismo, ma i radicali italiani sono stati dovunque e con chiunque negli ultimi 15 anni, difficile dire dove siano oggi.

  57. Fino a prova contraria il radicalismo è più vicino al liberalismo del sindacalismo.
    Come già detto da altri la Bonino – e più in generale i Radicali – sono membri dell’ELDR, che dovrebbe essere il faro a livello internazionale del nostro caro PLI. In virtù di ciò, perchè tutto questo clamore?
    Vedo nelle affermazioni di alcuni la polarizzazione che a tutti i costi vuole imprimerci il sistema bipolare. Così, si guarda con sospetto un’alleanza con i radicali (fino a prova contraria laici, europeisti, federalisti e “liberal”) ma non l’appoggio al PDL (partito pieno zeppo di ex democristiani ed ex socialisti).

    Certo, non sarei felice di ritrovare il pli ad affiancare i Radicali che cercano di tenersi a galla con i vari partituncoli di estrema sinistra, ma in linea di massima non trovo nulla di scandaloso nell’appoggiarci ai Radicali e alla Bonino, più vicini alla nostra tradizione di quanto non lo siano i cesaro-papisti del Pdl.

  58. Va bene, se proprio vogliamo sostenere la Bonino, e la sinistra moderata in genere, almeno come contropartita iniziamo seriamente e senza vincoli di sorta, il dibattito sulla liberalizzazione dell’erugazione delle acque e quello sul riconoscere il fatto che il governo ha posto in essere una manovra senza tasse.
    Penso che tale dibattito oltre ad essere doveroso per i liberali possa essere un reale aiuto all’unità interna del PLI.
    Poi, a prescindere da questo fondamentale dibattito, va fatto da parte di tutto il PLI un appello critico ” al governo ” giù le mani dalla legge Basaglia, civilissima legge, attaccata recentemente dalo governo.
    Mentre noto con soddisfazione che il ministro Brunetta, non parla più di modificare in senso restrittivo la legge quadro sull’handicap 104 del 92, forse è servita l’opposizione del PLI?
    Me lo auguro.
    Saluti.

  59. Credo che la scelta della Segreteria nazionale del Partito, in accordo coi liberali laziali, di appoggiare la candidatura di Emma Bonino sia giusta nel merito ed opportuna nel metodo, e ben si inserisca nella logica della scelta dell’autonomia fatta dal PLI all’ultimo Congresso Nazionale.
    E credo anche che non abbia senso politico rispolverare nell’occasione le recriminazioni per la vicenda europea, nella quale i liberali sono stati oggettivamente vittime incolpevoli dell’egoismo dei radicali: la politica non può impiccarsi ai lampioni degli errori altrui e/o dei rancori propri.
    Mi sembra poi opportuno ripetere qui quanto vado spesso dicendo, e cioè che “autonomia” non significa “solitudine”, e che l’autonomia presuppone la necessità di scardinare questo bipolarismo, in collegamento (se appena possibile e dovunque possibile) con chiunque si proponga il medesimo obiettivo, o comunque nei fatti adotti comportamenti finalizzati a tale scopo.
    Ora, se è vero che i radicali si dicono, in via generale ed astratta, favorevoli al c.d. bipolarismo (sia pure in salsa…inglese), è anche vero che nei fatti, anche solo con la loro presenza, lavorano per demolire il bipolarismo italiano incentrato su PD e PdL, e questo mi pare assolutamente compatibile con la nostra linea congressuale.
    La candidatura di Bonino (che è oltretutto condivisibile con riguardo al merito delle cose che sostiene e si propone nel contesto laziale), anche per il modo in cui si è proposta, è oggettivamente “terza ed autonoma” rispetto ai poli, ed è un altro tassello che ben si inserisce nel mosaico che noi vogliamo pazientemente costruire.
    Dopo di che, se anche il PD deciderà di sostenerla, come io spero e credo, ancora meglio.

  60. Ho letto con interesse i post che mi hanno preceduto,e da dirigente locale vorrei portare la mia esperienza per condividere qualche riflessione.
    Noi liberali non ci siamo mai identificati nei due schieramenti aproristici- orwelliani,li ho spesso definiti- perchè,come mi dissero qualche tempo fa,siamo troppo di destra per stare a sinistra e troppo a sinitra per stare a destra.
    Questo perchè noi abbiamo idee e programmi non negoziabili,non accettiamo il bipolarismo dei guelfi e dei ghibellini(e magari fosse così chiara la contrapposizione),e solo sui programmi ci confrontiamo,fatto che sta alla base della mia militanza,senza il quale non credo rimarrei un giorno di più.
    Partendo da questa considerazione poco posso aggiungere sul contenuto programmatico-rimangono pur sempre elezioni regionali,ed io vivo a palermo-mentre qualche piccola considerazione sul possibile accordo con i radicali vorrei farla.
    E’ certamente vero quanto è stato scritto circa le elezioni europee,ma credo anche che se ne ho fatto esperienza io,altrettanto-se non di più-avranno fatto i nostri dirigenti. Ma al di là dell’aspetto “strategico”,e ribadendo che non conosco i termini politici dell’accordo,penso che un riavviciamento con la realtà radicale sia auspicabile in ogni momento, anzi credo possa essere il primo passo ridare ai tanti portatori di idee come le nostre- una su tutte la laicità dello stato senza se e senza ma- un riferimento politico unitario.

  61. Non volevo certo intromettermi in scelte che credo spettino ai vertici regionali laziali del partito, ho solo espresso una personale opinione. Emma Bonino è una persona assolutamente decorosa, ma è sulla scena politica da ormai 40 anni! Il Pli mi sembrava avesse lo slogan “la politica ha bisogno di volti nuovi”. Inoltre se per caso Emma non avesse l’appoggio del PD e andasse alle elezioni appoggiata solo dalla sinistra radicale ed estrema, che si fa? Ci si mette il colbacco e la bandiera rossa?

  62. Premessa: non credo che quanto espresso da Petrassi a nome della segreteria tutta sia in alcun modo la posizione ufficiale dei vertici del partito, data la PALESE ED EVIDENTE contraddizione con quanto espresso dal segretario DeLuca in un precedente articolo in cui si sosteneva la necessità di un riavvicinamento con i cattolici.

    Detto questo, certamente sostenere la Bonino è una scelta giusta, purtroppo è lei che sbaglia nel voler cercare alleanze con Verdi e Sinistra arcobaleno.
    Illuminante al riguardo è la preoccupata considerazione riguardo le primarie del Pd, che certamente non ci riguarda ma che denota invece quanto la coperta di questa alleanza sia molto, troppo corta.

  63. In politica, è vero, contano i fatti. E se i liberali italiani d’ogni tendenza hanno la grave colpa d’essere refrattari alla riunificazione, noi del PLI poco possiamo fare. In questi casi, accade che perfino le parole, oltre ai fatti, sono carenti.
    Il comunicato Petrassi, invece, è entusiasmante. Non solo per la scelta, in fondo naturale per noi liberali. Ma anche per l’analisi complessiva.
    Analizzato semanticamente e stilisticamente, è una piccola ma significativa boa nella rotta del liberalismo italiano contemporaneo. Esagero? Nient’affatto. E’ una rottura col mediocre passato degli ultimi 30 anni. Ci riporta quasi ai tempi della grande intuizione del divorzio, quando un ex grande movimento culturale e politico, regredito a partito provinciale, con un inaspettato colpo di reni ritornò all’avanguardia nel costume e nel diritto. Anche ora, fatte le debite differenze di scala, con questo comunicato, per i concetti arditi, d’ampio respiro e fuori degli schemi abituali, a tratti perfino spregiudicato, il PLI, pur nella sua piccola testimonianza, esce dalla mediocrità e prende una posizione da grande Liberalismo europeo. Grazie De Luca, grazie Petrassi.

  64. Ottimo ma veramente ottimo comunicato e importantissima decisione della nostra Segreteria. Poche righe per descrivere finalmente la fine della pigrizia endemica del PLI. Tutto si può raggiungere con le scelte giuste e dei chiari obiettivi. La Segreteria del PLI ha dimostrato grande lungimiranza prendendo una saggia decisione che, per un certo verso, è risorgimentale. Grazie e avanti così, con coraggio e determinazione.

  65. Finalmente una chiara presa di posizione della Segreteria sulla candidatura Bonino.
    Sarebbe stato veramente il massimo per il PLI non appoggiare chi meglio di chiunque altro rappresenta l’Italia in seno all’ELDR e all’Internazionale Liberale.
    La Polverini nel lazio sarà la degna candidata per il peggio del peggio di quella regione: i palazzinari che disprezzano le leggi dell’urbanistica e in passato hanno distrutto una delle più belle città del mondo, il generone romano sempre pronto ad intrallazzare nel sottobosco governativo, i clericali papalini che offendono l’Italia di Porta Pia e vorrebbero chiudere le porte del lazio all’innovazione e alla ricerca scientifica, i fascisti che ancora salutano con il braccio teso ed inneggiano alla purezza della razza.
    Con Emma sicuramente si respirerà un’aria diversa anche nella difesa dell’ambiente e nelle scelte dei siti nucleari, nella trasparenza della Pubblica Amministrazione e nel sostegno alle persone disabili.
    L’invito della Segreteria ad estendere l’appoggio alla lista Bonino-Pannella anche nelle altre regioni è altamente condivisibile e rende onore a chi l’ha formulato.
    Infine una piccola osservazione a chi ha espresso qualche perplessità al sostegno odierno dopo il mancato accordo con i radicali alle europee del 2009. Ricordatevi che i radicali sono un partito piccolo ma strutturato con una loro storia, una loro militanza ed un buon capitale elettorale (2,5-3, naturalmente diffidente verso un partito che allo stato attuale non garantisce molto. Iniziate a fare battaglie progressiste e non di retroguardia, iniziate a scendere in piazza su due-tre argomenti degni di nota e vedrete che dopo anche i radicali si accorgeranno del PLI.

  66. E’ evidente che, sia alla luce delle nostre determinazioni congressuali che dello spessore della persona e delle idee che rappresenta, non potrebbe esserci candidato migliore da appoggiare di Emma Bonino. Soprattutto se paragonata al background politico e culturale della Polverini.
    E’ pur vero però che a quel CN c’ero anch’io a prendere atto che i Radicali per un mese ci hanno fatto credere di poter andare insieme al voto per poi scaricarci quando non potevamo fare più niente con tutto quel che ne conseguì.
    Resta poi da vedere se alla fine il PD ed il centro-sinistra non convergeranno comunque sulla Bonino.
    In ogni caso sono questioni “laziali”, come giustamente dice Claudio, e la mia è solo un’opinione. Agli amici liberali del Lazio auguro buon lavoro e le migliori fortune per la prossima competizione elettorale.

  67. Apprezzo moltissimo la scelta del Plì di sostenere la candidata dei radicali. Trovo questa scelta la più contigua con la politica liberale di modernità e riformismo. Non abbia paura il Pli di fare scelte coraggiose perchè gli elettori lo sosterranno. Da parte mia do il mio massimo sostegno a questa ottima scelta.

  68. Questa nota del coordinatore Petrassi mi spiazza e mi delude un po’.

    Continuiamo a ribadire di essere indipendenti dai due poli, ma ogni azione del PLI è sempre più orientata a sinistra, i liberali credo debbano stare al centro e come dice giustamente Stefano Angeli, la Bonino rappresenta il passato, come si può parlare di innovazione, di un liberalismo al passo con i tempi moderni, di un’Italia troppo “vecchia” se poi, al primo cambiamento, alla prima mini-rivoluzione (per quanto una candidatura regionale possa esserlo) si frena subito e si appoggia il “passato”?

  69. caro Ferrante, le tue giuste osservazioni sul mancato accordo alle europee con i radicali sono purtroppo il nostro cruccio, ma anche il loro fallimento nel non aver percorso quella giusta strada e non aver colto l’occasione che si era presentata di unire i laici in un fronte comune, contro una partitocrazia che li voleva fuori dalla politica. Adesso però si volta pagina e non continuare a vedere la politica in modo rancoroso o in modo statico, come tu Caniglia sembri volere, nell’accusare Roberto Petrassi, di cambiare idee alla giornata. La politica va rincorsa quotidianamente nel suo evolversi e non arroccati in guerre di posizione. Il problema che ci si pone oggi, qui nel Lazio, dove c’è una candidatura autorevole di alto profilo, come quella di Emma Bonino, è di appoggiarla e creare attorno a lei un consenso ampio, che le consenta di vincere a fronte di una candidata appartenente alla destra ex missima, frutto di costruzione mediatica che riporterebbe il Lazio indietro come gestione e come programma che è improntato, come ha dichiarato lei stessa, al motto DIO, Stato e Famiglia….che francamente non mi sembra un programma liberale. Per non parlare poi del contorno che evoca la vecchia amministrazione pasticciona e alquanto allegra…
    ciao a tutti

  70. Ma chi decide sulla politica del PLI?
    Il congresso vale ancora qualcosa?
    Vorrei che me lo spieghi Petrassi, per cortesia.
    Saluti.

  71. Personalmente darei alla Polverini qualche apertura di credito in più.
    Con tutto il rispetto poi mi pare che Emma Bonino, persona degnissima, rappresenti un passato politico assai più remoto della sindacalista concorrente.

  72. Caro Roberto,
    sei veramente un vulcano, sei tutto ed il contrario di tutto, espressione con cui si difinisce la POLITICA. E’ meglio che non entro nel merito però devi dirmi ( e so anche che non mi risponderai) perchè non ti fai i C… tuoi nel Lazio e lasci stare gli altri a stabilire cosa meglio fare in casa loro? Ti sei firmato, LA SEGRETERIA Naz.le del PLI, se anche gli altri sono del tuo stesso avviso ed hanno sottoscritto con te quanto hai scritto devo concludere che i liberali del PLI sono in mano a………c’è da mettersi le mani in quei pochi capelli che mi sono rimasti. Oggi scrivete una cosa, domani un’altra e dopodomani un’altra ancora, l’una diversa dall’altra. Una cosa ho capito, e ti assicuro non sono il solo, volete portare il PLI a sinistra! Il segretario, caro Roberto, è lo’esecutore della linea politica uscita dal congresso, e non è, come tu dici, colui che deve orientare la politica del PLI come meglio ritiene. Al segretario non fare questo sbaglio, ti è stato perdonato già due volte, non credo che ti daranno il consenso per un terza. E poi sono gli altri che non capiscono un c.., sono quelli da sbattere fuori? La cambiale in bianco abbiamo fatto male a rilasciarla in passato, ma non la rilasciamo anche questa volta.!!!!!!

  73. Ho letto con attenzione l’interessante dichiarazione del dott. Petrassi.
    Sono certo che la direzione saprà scegliere sapientemente l’intesa più proficua per il bene del partito e per questo l’accetterò.
    Tuttavia alcune riflessioni vanno fatte.
    Ricordo a me stesso che i radicali non si sono0 fatti scrupolo di eliminarci dalla competizione elettorale venendo attraverso il loro dominus al nostro CN e inondandoci di discorsi elevati ma poco concreti.
    A ciò si aggiunga che i radicali in Parlamento rimangono nel gruppo PD e fino ad oggi non hanno intenzione di discostarsene.
    Io sono un iscritto al PLI al di là dei ruoli che ricopro e ogni giorno lotto per l’amore che ho per il liberalismo.
    Ho sempre detto: meglio poveri in casa propria che ricchi in casa altrui.
    I radicali non hanno avuto questa coerenza, ma anzi hanno sempre cercato appoggi. anche da parte di altre forze.
    Chi segue radio radicale, avrà sentito le innumerevoli dichiarazioni di Pannella che ha chiamato in battaglia Socialisti e Verdi e mai dico mai, i liberali.
    E’ vero, abbiamo molto in comune con i radicali, ma anche molte divergenze.
    Se il principio è quello di trovare punti di contatto, allora perchè non discutere con il PDL per fare una provocazione.
    Entrando nello specifico delle regionali, io non conosco le dinamiche laziali e non posso permettermi di giudicare.
    Tuttavia, io penso che sia un pò esagerato allargare un possibile accordo locale ad una “coalizione” nazionale.
    Vediamo come va in Lazio e poi, come ci disse Pannella al nostro CN, all’indomani delle regionali ci rivediamo e vediamo se ci saranno le condizioni per un possibile progetto comune.
    Ciao a tutti. Cla

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