L’antica disputa all’interno del mondo cattolico tra cristiano sociali di derivazione dossettiana e cattolici liberali di derivazione sturziana sembra essersi risolta a favore di questa seconda componente, dopo il fallimento del tentativo di confluenza nel PD della sinistra democristiana, che di fatto è stata fagocitata dalla componente prevalente di provenienza PCI-PDS-DS. Tuttavia nell’area cattolica di tendenza liberale permane un residuo di integralismo, che perpetua l’ antica diffidenza verso il mondo liberale laico, ritenuto anticlericale. Parte di tale mondo, infatti, definisce laicista la componente liberale storica di derivazione risorgimentale.

Fino a quando non sarà superata questa diffidenza, non sarà possibile l’auspicato pluralismo identitario, rispetto all’attuale bipolarismo senza idee. Soltanto l’incontro definitivo e senza pregiudizi di tutto il mondo liberale, senza distinzioni tra credenti e non credenti, potrà avviare la necessaria liberalizzazione della società italiana. Altrimenti il mondo cattolico non si identificherà mai completamente nell’economia di mercato e nella scelta per la società aperta, ma verrà attratto sempre da tentazioni solidaristiche , che ne attenueranno il profilo liberale. La modernizzazione dell’Italia non può eludere il confronto sui temi più spinosi, che hanno diviso il mondo cattolico da quello liberale sin dall’unità nazionale, come quello della economia sociale di mercato o di un welfare non assistenzialistico, come la valorizzazione del merito e la riduzione della spesa pubblica, attraverso una nuova etica della spesa e dei doveri civici.

Senza una rigorosa ridefinizione di queste tematiche, i cattolici di orientamento liberale resteranno sempre democristiani e quindi portati al compromesso. Dopo quasi un ventennio di ripudio dei valori in nome di un pragmatismo senza idee, è necessaria invece una fase di intransigente rigore sui principi e sulle scelte di civiltà.

In democrazia contano i numeri ed i liberali di tradizione laica ne hanno pochi, perché sono stati in Italia sempre minoritari e peraltro negli ultimi decenni anche divisi, spesso per colpa del loro stesso egoismo. Tuttavia il loro apporto è indispensabile per garantire un profilo rigorosamente liberale, come appare evidente che, senza l’incontro con il mondo cristiano di ispirazione liberaldemocratica, non si potrà affermare un soggetto liberale di adeguate dimensioni e quindi in grado di incidere significativamente. Pierferdinando Casini, condizionato da settori conservatori antiliberali delle gerarchie ecclesiastiche, elude questo problema e mi pare che, a causa dalla stessa preoccupazione, anche Francesco Rutelli, che sembrava aver colto la necessità di un respiro più articolato, successivamente, ha concentrato la propria attenzione verso altri settori, rinunciando a dare alla sua formazione un chiaro profilo liberale. Bisogna comprendere che con il declino inevitabile del berlusconismo i partiti personalistici dovranno cedere il passo a quelli identitari. Il PD di Bersani sembra averlo capito e sta riflettendo sulle nuove frontiere del socialismo democratico moderno, iniziando, forse per la prima volta, a rivisitare criticamente il proprio passato comunista. Senza una formazione politica liberale importante in campo con la quale confrontarsi criticamente, anche tale positivo processo sarà reso più difficile e prevarrà la logica compromissoria clientelare e di potere, agevolata da un malinteso federalismo, attorno al quale le cattive piante del malcostume politico potranno proliferare. Il PLI deve fare la sua parte ed alzare la propria pur flebile voce per riportare il confronto politico, dal terreno meschino della conquista del potere con messaggi esclusivamente populisti e propagandistici, al più nobile piano della competizione ideale.

Le riforme necessarie, anche di carattere costituzionale, non possono prescindere dalla necessità di tener conto del quadro valoriale in cui si muovono, indipendentemente dal criterio meramente utilitaristico seguito negli ultimi anni. E’ questa la ragione per la quale il PLI, pur ritenendo in astratto inadeguati alcuni principi affermati nella prima parte della nostra Carta Fondamentale, non considera opportuno che si proceda a riformarla, con il rischio di annullare lo sforzo di saggezza, riuscito ai costituenti. Se infatti è vero che il Paese, anche sotto il profilo degli strumenti costituzionali e del conseguente equilibrio e bilanciamento dei poteri, ha bisogno di modernizzarsi, bisogna evitare il rischio di guasti maggiori, come si è già verificato in occasione di riforme improvvisate, che il corpo elettorale ha dovuto cancellare o subire, come per la legge elettorale, che gli ha espropriato parte della sovranità .

Questa posizione rivela tutto l’equilibrio e la modernità di un PLI, accusato di essere nostalgico del passato e che, invece pensa con responsabilità ad un futuro che possa avvicinare l’Italia alle grandi democrazie occidentali, arrestando l’attuale deriva plebiscitaria di stampo sudamericano od orientale.

Stefano de Luca


28 Commenti

  1. Premesso che ringraziamo coloro che cortesemente, ci hanno invitati a partecipare al Congresso regionale toscano di stamani ed in particolare Claudio Gentile, per la disponibilità espressa, la volontà emersa dall’incontro di ieri sera del ns. Gruppo locale, è quella di prendere in considerazione la possibilità di avviare un percorso con il Vs. Partito, all’indomani della nomina delle nuove cariche regionali.
    Ciò perché riteniamo necessario, come avevamo richiesto in precedenza, conoscerci e relazionarci prima di persona, al di fuori di “momenti” congressuali che per il momento, ns. malgrado, non ci vedono coinvolti.
    Ci auguriamo infine che il Congresso di stamani, sia l’occasione perché il PLI in Toscana, oltre a nominare i propri “responsabili”, faccia la scelta giusta per ciò che riguarda la prospettiva elettorale regionale, che a ns. modesto avviso, dovrebbe essere quella di accordarsi con altre “correnti minori” moderate, così da ambire concretamente a un risultato vero da cui ripartire.
    Restiamo in attesa di riprendere i contatti di persona e Vi auguriamo frattanto …BUON CONGRESSO!
    “Liberali APUANI”_

  2. Gent.li amici Liberali Apuani, ove persistessero le difficoltà a contattarci poter far riferimento al n.329-2181342.
    Grazie
    Giuseppe Carrieri-componente Direzione Nazionale PLI

  3. gli amici liberali apuani chiedo di contattarmi al numero 388 9261575.

    Claudio gentile consigliere anazionale e segretario provinciale di prato

  4. A meno di 36 ore dal Congresso regionale del PLI Toscano, nonostante abbiamo cercato di far presente della ns. realtà provinciale, telefonando, inviando sms e.mail e commenti in questo sito web, nessuno tra coloro che avrebbero dovuto descriverci lo scenario regionale e abbiano titolo per coinvolgerci nel nuovo quadro “dirigenziale”, ha ancora preso contatto con noi, per esprimere il proprio interesse concreto, affinché si proceda “ufficialmente” insieme. Restiamo in attesa!!!

    Saluti dai “Liberali Apuani”_

  5. E se la Bonino facesse l’acccordo con Ferrero, rif. com., come potrebbe il PLI appoggiarla, senza perdere la faccia?
    Per fortuna che non sono laziale, così non ho questo problema.
    Ma a livello nazionale il PLI non può appoggiare rifondazione, altrimenti bisogna ammettere di essere nella sinistra aggregati al PD di fatto anche se non formalmente, e niente affatto autonomi.
    Adesso invece c’è l’emergenza carceri, con vari, anzi troppi suicidi in carcere, sarebbe utile invece di pensare a rincorrere la sinistra, integrare con nostri suggerimenti il piano emergenza carceri, ed inviarli al ministro Alfano, ioo penso che un due punti importanti per la riabilitazione dei detenuti siano il potenziamento delle biblioteche, ” ogni carcere la sua biblioteca,” ed il diritto alla sessualità per i detenuti, da attuarsi con escort volontarie, a questo punto potrebbe rientrare molto bene il tema della legalizzazione della prostituzione.
    Escort con professione regolare, per risolvere il problema della sessualità dei detenuti.
    Certo, poi ci sono l’edilizia carceraria ed il lavoro.
    Questa assieme a quella dei malati di SLA, è una vera emergenza, esorto tutti i liberali a fare delle proposte in tal senso, ma per fare questo in modo incisivo, secondo me dobbiamo abbandonare l’ottica oppositiva e seguire la logica propositiva delle proposte concrete di stimolo costruttivo, pur restando vigili e se necessario, anche critici.
    Saluti.

  6. MASSA – 5° suicidio nei primi 14 gg. del 2010 è Abellativ Sirage Eddine di 27 anni, ad essersi impiccato durante la notte, nei locali dell’infermeria del carcere di Massa (Provincia di Massa-Carrara) annodando un lenzuolo al tubo della doccia.

    Non è solo costruendo nuove carceri che si risolve il problema, occorre anche affiancare alle pene un programma di “impiego” del carcerato, che naturalmente deve variare da reato a reato.

    N.B. per i reati più gravi, vedi delitti efferati, pedofilia, violenze ecc. ecc. è tutto un altro discorso!!!

    Saluti dai “Liberali Apuani”_

  7. Emergenza carceri, un passo significativo del ministro Alfano che il PLI deve incoraggiare e sostenere.
    Un fatto di civiltà indice di liberalismo che deve proseguire in una logica riabilitativa della pena.
    Un dibattito che il PLI deve aprire, facendo sentire con forza la propria voce riformatrice e liberale, inserendo tale dibattito tra le priorità del PLI n un’ottica liberale e riformatrice.
    Ritengo utile che i liberali si esprimano in questo senso, ed indispensabile la vigilanza, da parte nostra al fine che il governo non torni indietro sui suoi passi, sarebbe una cosa imperdonabile.
    I diritti dei detenuti sono anche diritti umani e come tali vanno presi in considerazione e rispettati.
    Il PLI, come sempre e più che mai per i diritti civili.
    Saluti.

  8. Bene, comunque abbiamo inviato un’e.mail a segreteria@partitoliberale.it per il Segretario, come ci aveva invitato a fare Lui stesso, dal Vs. sito. Una ns. partecipazione non concordata prima e soprattutto non condivisa, per ciò che sarà poi lo scenario che il Partito Liberale ha in mente di ufficializzare in Toscana, nel corso del Congresso, siamo certi che non gioverebbe a nessuno. Tale incontro con la ns. realtà, che ha rapporti e contatti sia a livello locale che regionale, con quelle correnti “moderate e cattoliche” di cui si è parlato tanto in questi ultimi giorni, era stato richiesto a Roberto Petrassi.
    Nel ringraziarVi sia per l’invito, che per l’att.ne, restiamo però in attesa di ricevere risposta dal Segretario nazionale, dallo stesso Petrassi o da chi comunque può fornirci certezze in merito.
    Saluti dai “Liberali Apuani”_

  9. @Liberali Apuani, scusatemi ma avendo dimenticato di virgolettare il programma, si può dare l’impressione che l’autore del messaggio sia lo stesso che ha redatto il testo. Male di poco, ho contattato Adalberto Scarlino: saremmo lieti di incontrarci in quest’occasione. Dato che è Adalberto l’organizzatore, se cortesemente Vi potreste mettere direttamente in contatto con lui, meglio se via mail all’ indirizzo di posta elettronica riportato nel programma del Congresso , ci fareste cosa graditissima. 🙂
    Grazie
    A presto

  10. @Liberali Apuani, scusatemi ma avendo dimenticato di virgolettare il programma, si può dare l’impressione che l’autore del messaggio sia lo stesso che ha redatto il testo. Male di poco, ho contattato Adalberto Scarlino: saremmo lieti di incontrarci in quest’occasione. Dato che è Adalberto l’organizzatore, se cortesemente Vi potreste mettere direttamente in contatto con lui, meglio se via mail al seguente indirizzo di posta elettronica: adalbertopli@libero.it , ci farete cosa graditissima. 🙂
    Grazie
    A presto

  11. Concordo con l’articolo del segretario De Luca, penso che in Italia si debba promuovere una cultura liberale in tutti i settori della vita sociale ma la questione secondo me non è soltanto di infondere una cultura liberale nelle alleanze politiche dei partiti ma riuscire a sensibilizzare la citadinanza italiana nei diversi settori in cui opera nel contesto lavorativo e di appartenenza ad una concezione liberale e moderna, libera da schemi dogmatici e clericali; ad esempio sul testamento biologico è una battaglia di modernità, di civiltà che si scontra con una cultura clericale che promuove la difesa della vita, e bisogna essere chiari su questo, essere laici non significa essere contro o indiferenti alla cultura della vita, ma libertà di coscienza. Chi proviene dalla cultura comunista e ne ha seguito le tappe della storia si ritrova su posizioni laiche, anzi laiciste che nulla hanno a che fare con la tradizione liberale e promulgando questa diversità bisogna fare chiarezza nella società civile italiana. Lo stesso dicasi per la presenza del crocifisso negli uffici, nelle scuole etc, laicità significa il diritto a garantire libertà non solo di culto ma un amiente “neutrale” dove chi anche se si trova in una comunità a maggioranza cattolica, non debba sentire una percezione di esclusione per una fede diversa. Il principio di laicità è una bandiera di progresso e di civiltà che è forte e definito in tutti i paesi che sono un punto di riferimento di democrazia e di libertà, lo dobbiamo tenere a mente senza timori perchè siamo portavoce di questi principi

  12. Ad Adalberto SCARLINO:

    Certo che è di ns. interesse, mentre per ciò che riguarda l’utilità credo che un ns. coinvolgimento sarebbe utile anche al Partito Liberale sia in Toscana che altrove.
    Comunque abbiamo accettato l’invito del Segretario nazionale e siamo in attesa di una Sua cortese risposta alla ns. e.mail.

    Saluti e GRAZIE dai “Liberali Apuani”_

  13. @Liberali di Massa-Carrara, se vi fosse d’interesse o di utilità, ecco il programma del Convegno dei liberali e del Congresso del PLI toscano:

    Ai liberali toscani
    loro indirizzi

    Alla segreteria nazionale
    del Partito Liberale Italiano

    Alla segreteria nazionale
    della Federazione dei Liberali

    Cari amici,
    il congresso regionale dei liberali della Toscana è convocato per sabato 16 gennaio 2010, nella sala convegni dell’albergo Adriatico, a Firenze, in via Maso Finiguerra 9 ( a sei minuti a piedi dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella ), con inizio dei lavori alle ore 10,30 precise, con il seguente

    ordine del giorno
    ore 10.30 Relazione introduttiva Adalberto Scarlino
    Saluti di esponenti politici, partiti, associazioni
    Liberali e Riformatori per la Toscana Raffaello Morelli
    Proposta liberale per l’insegnamento di storia delle religioni: finalità del prossimo convegno a Siena Gherardo Guazzini
    Le liste civiche in Toscana : esperienze e proposte Alberto Lopez

    Problemi dei giovani: una proposta liberale Pietro Paganini

    La Fondazione Cielo Stellato: lo Stato e le vittime del terrorismo Presentazione di Lorenzo Conti

    Ore 12.00 Presentazione del libro di Carlo Scognamiglio Pasini, “Keynes e la crisi del nuovo millennio”:interventi del segretario nazionale dell’A.N.D.E. Nicoletta Casiraghi, del direttore de La Nazione Giuseppe Mascambruno, del presidente emerito Carlo Scognamiglio.

    Ore 13.15 Pausa pranzo al ristorante dello stesso albergo Adriatico

    Ore 15.00 Una nuova politica per le città: giovani candidature Cesare Vincenzo Martucci
    Proposte liberali per la sanità in Toscana Fabrizia Cioffi
    Per un’Italia laica: il cittadino, la politica, le religioni Gadiele Polacco
    Una politica per il territorio Claudio Gentile
    Ore 16.15 Dibattito
    Approvazione del documento politico Alberto LopezFabrizio Prosperi

    Elezione delle cariche politiche: presidenza e segreteria
    Nota bene . per ciascuna delle prime due relazioni è stabilita una durata di 12 minuti; per ciascun intervento è stabilita una durata di 7 minuti; per il dibattito è prevista una durata di un’ora e dieci minuti. I lavori dovranno concludersi entro le ore 18,00.
    Siete pregati di prenotare la vostra presenza al pranzo (quante persone) al sottoscritto, per via mail (adalbertopli@libero.it) o per telefono (055670254), entro giovedì.

    Con rinnovati auguri e cari saluti.
    Adalberto Scarlino

    Firenze, 6 gennaio 2010

  14. Ringrazio a nome dei Liberali di Massa-Carrara il Segretario per l’attenzione e la disponibilità e provvederemo a contattarlo prima di sabato 16 p.v. Cordiali saluti dai “Liberali apuani”_

  15. Il rapporto con il vostro gruppo ci interessa molto. Vi prego anzi di contattare la segreteria del Partito allo 0645505081 per farvi dare le coordinate per partecipare al Congresso Regionale del PLI, che si terrà sabato 16 gennaio. Non esitate a coordinarvi anche direttamente con me. Buon lavoro.

  16. ERRATA CORRIGE NEL COMMENTO PRECEDENTE DOPO del Segretario:

    :.

    SEGUE come dichiara …..

  17. Se l’articolo del Segretario : come dichiara Roberto Petrassi e come concordiamo anche noi “liberali” di Massa-Carrara, per quale motivo dopo un primo approccio tra noi e voi, adesso il tutto si è improvvisamente congelato? E dire che al Vs. Partito dovrebbe interessare un gruppo di persone ben inserite nel mondo cattolico, con legami con forze politiche come l’Udc (e non solo) e con la prospettiva di un risultato alle prossime elezioni regionali del 2010 in Toscana! Saluti e GRAZIE dai Liberali apuani.

  18. Il nostro Paese ha una lunga tradizione di cattolici liberali, o almeno ce l’aveva, basti ricordare De Gasperi. Non si può limitarsi a lamentare se non si vede sufficiente liberalismo negli altri, bisognerebbe fossimo noi liberali del PLI a infondere liberalismo negli eventuali alleati. Credo che in quest’ottica ci sia spazio di dialogo con l’Udc. Sono d’accordo poi con Buccheri che (paradossalmente) dice che le novità nel quadro politico attuale sembrano essere Bersani e Fini. Purtroppo però dietro a Bersani, nemmeno tanto nascosta, vedo ancora l’ingombrante figura di D’Alema mentre Fini, vittima oggi di un indecente linciagggio all’interno del Pdl, pur con smanie di autonomia non sembra avere il coraggio sufficiente per staccare il cordone ombelicale da Berlusconi. per questo Fini per ora resta ostaggio di un partito-non partito, illiberale e scarsamente democratico, come il Pdl che lo sfianca giorno dopo giorno.

  19. Premesso che trovo moderno ed intelligente l’intervento del Segretario nazionale, personalmente – su queste precise posizioni – mi trovo da anni. A mio avviso la distinzione antitetica tra liberali e cattolici sostanzialmente è strumentale, ancorchè ci siano su alcuni temi etici differenze e posizioni diverse, ciò tuttavia non determina posizioni per definizione inconciliabili, sempre che il dialogo non parta da posizioni radicali ed integraliste da ambo le parti.
    E’ altresì evidente che i valori liberali moderni non possono prescindere da una costruttiva predisposizione al confronto anche nella oggettiva considerazione della necessità di trovare intese e condivisioni con le aree moderate degli schieramenti politici; unica pregidudiziale, a mio avviso, è la “modernità” dei programmi in funzione progettuale nell’interesse di un Paese che deve realmente modernizzarsi.
    Un’ultima riflessione: personalmente, e non sembri paradossale, i personaggi che pare diano segnali concreti di progettualità e di modernità sono Bersani e Fini……..
    salvatore buccheri

  20. Trovo di grande spessore politico, questo articolo del Segretario De Luca, a cui vorrei sommessamente dare testimonianza.
    Quando agli amici a cui manifesto la mia appartenenza al PLI, mi sottolineano la contraddizione del mio essere cattolico praticante con le mie idee laiche e liberali, mi viene semplice rispondere che il mio essere credente si manifesta all’interno delle mure di una chiesa e nell’applicazione del primo insegnamento di Cristo, cioè nel rispetto di ogni individuo, in ogni sua espressione e quindi anche nella sua libertà di scelta, a cui tutti dobbiamo concorrere, mentre l’opera di evangelizzazione la lascio fare ai preti.
    Quindi mi viene semplice far convivere in me, quello che apparentemente è in contraddizione, a patto che appunto non confondiamo l’essere laico, con l’essere laicista.
    Altresì, il motivo per cui ho anche dato una lettura politica pragmatica di questo articolo, è dato dall’apertura politica che stiamo cercando di fare verso l’UDC di Casini, del quale ho letto tempo fa, un suo discorso fatto ad un convegno a Todi, in cui fatto salvo alcuni aspetti etici, sembrava scritto prorio da un liberale di vecchia data.
    D’altronde le linee politiche tracciate sia da Don Sturzo che da De Gasperi, erano proprio volte alla convivivenza, nel reciproco rispetto, di “una libera chiesa, in un libero stato”, senza che nessuno invadesse il campo dell’altro, cosa che invece fu attuata, l’invadenza, dai Dorotei di Fanfani e Moro, i quali con la loro apertura al centro sinistra, spalleggiati proprio dal Vaticano dell’epoca, concepirono uno Stato padrone che tutto controllava e che su tutto decideva, in perfetto stile sovietico.
    Infine quindi più che di un incontro tra Liberali e Cattolici, a mio avviso, si dovebbe parlare di un riavvicinamento, specie con quella politica cattolica delle sue origini.

  21. Vorrei fare una precisazione sull’UDC e i cattolici italiani. Ovviamente non considero l’essere cattolico un difetto e tanto meno credo che un liberale debba essere necessariamente ateo. Però sono convinto che vada sottolineato che essere liberale non è solo credere nel libero mercato ma, e ancor di più, credere sopra ogni cosa alla libertà della persona. I cattolici italiani, intendo quelli che si riconoscono in forze di ispirazione cattolica, sono essenzialmente conservatori nei valori a prescindere poi se credono o no al libero mercato (vi ricordo lo spot dell’UDC: “Conservatori sui valori – liberali in economia”). Con questo non voglio far mancare il mio consenso a un avvicinamente all’UDC del quale apprezzo la serietà di azione a livello nazionale, ma resta il fatto che mi devo comunque turare il naso da un punto di vista valoriale.

  22. Concordo e faccio mio il pensiero espresso dal sig. De Luca, dove riporta l’espressione “i cattolici di orientamento liberale, dove per cattolici si intende l’universalità e quindi la maggiore presenza rispetto a quella liberale.

    Però vorrei avere una risposta sul valore di: pluralismo identitario. Ovvero mi chiedo se questa formula sibillina mascheri l’assenza di un partito che Egli ha svuotato di ogni significato e che oggi propone agli eventuali ma improbabili partners mostrando loro ora l’immagine riformista ora quella conservatrice. Altro è discutere di una plurale identità del parlamento in cui certamente ogni soggetto deve confrontarsi alla pari con gli altri. Ma il PLI oggi chi è? Cosa vuole rappresentare? A queste domande è importante rispondere, lo vogliono sapere gli iscritti! Grazie.Angelo Caniglia

  23. Concordo con il Segretario, con Stefano Angeli e con tutti coloro che propugnano convintamente il dialogo liberali – cattolici, io direi anzi dialogo ancora più vasto liberali – cristiani tutti.
    Oggi Casini ha fatto una proposta politica molto interessante, un’inchiesta parlamentare su come sia stata gestita in Italia, l’emergenza pandemia influenza A.
    Indagare sul procurato allarme sociale, su chi si sia arricchito, su quali tipi di contratti forniture vaccini siano stati stipulati, indagare se il vaccino sia stato sperimentato o meno, oppure solo per puro caso non ci sia scappato il morto per qualche imprevista reazione vaccinale.
    Si ricordi sempre, che un vaccino non sperimentato è pericoloso.
    Allora come primo atto politico di questo dialogo liberali – cattolici, potrebbe essere un comunicato congiunto De Luca, Casini, sulla necessità di questa indagine parlamentare.
    Questo al fine che venga fatta luce su questi incresciosi fatti, e non si verifichino più casi di procurato allarme.
    Proviamo a pensare la catastrofe, se il vaccino, quantomeno poco sperimentato, fosse stato avvariato.
    Questi sono problemi che riguardano tutti i cittadini, e aggiungo, il procurato allarme è un reato,e come tale va indagato, e vanno accertate le varie responsabilità.
    Saluti.

    i

  24. Concordo, anche perchè non credo che liberale voglia per forza significare anticlericale o addirittura “anticattolico”. La nostra cultura occidentale è fondata su principi che hanno nel Cristianesimo solide radici. Chi è orgoglioso delle proprie radici risorgimentali, come i liberali, radici che hanno contribuito a creare la parte migliore dell’Italia e dell’Europa di oggi non possono disconoscere il ruolo che i valori Cristiani hanno avuto in questa stessa evoluzione storica. Ferma restando la necessità che lo stato sia laico la contrapposizione non dev’essere tra laici e cattolici, ma tra liberali e conservatori, di entrambi gli schieramenti, tra una società liberale che punta sulle capacità individuali di scelta e di miglioramento dei cittadini rispetto allo stato burocratico che decide tutto per tutti. Oggi sia l’Italia che l’Europa necessitano ancora e più che mai di una robusta iniezione di liberalismo per vincere l’eccesso di burocrazia che, tra l’altro, soffoca anche la democrazia. Per questo i partiti liberali tornano ad essere importanti e necessari in tutta Europa. Compito nostro è di far si che anche in Italia questo partito liberale viva ed esista e non venga oscurato dai due blocchi PD e PDL che di liberale non hanno nulla. Tra il dirigismo social- comunista giustizialista e focaiolo, che è ancora alla base dell’essenza politica di molta sinistra italiana, e il dirigismo totalitarista aziendalista-putiniano di Berlusconi ci dev’essere una terza forza democratica che offra agli elettori italiani una alternativa liberale.

  25. Anche io concordo con il Segretario e con Petrassi.
    D’altra parte non mi sembrerebbe molto liberale un pregiudizio “ad excludendum” con altre forze politiche di centro basato solo sulla questione religiosa. Laicità vuol dire anche accettazione del confessionalismo altrui. Ricordo, innanzi tutto a me stesso, che sulla revisione dei Patti Lateranensi dell’84 (capo del governo al PSI e PLI nella maggioranza) noi ci trovammo su una posizione in Parlamento molto netta e critica, eppure questo non fece di certo cadere il governo ne decretò la nostra uscita dalla coalizione.

  26. Tovo l’articolo del Segratrio ricco di spunti e di profonda ricchezza culturale e politica.La linea del Partito è giusto che la dia il Segretario.Sono convinto che la sua apertura al dialogo con i cattolici non sia una rinuncia ai valori liberali anzi, e di questo lo ringrazio, è la lungimiranza di dare una risposta all’attuale vuoto della politica per impedire che un isostituibile patrimonio politico e culturale possa andare disperso

  27. di sicuro l’Italia
    è stata governata ed è stata culturalmente monopolizzata dal 46 in poi da 2 culture,
    quella comunista e quella cattolica…

    dura vita per i LAICI-LIBERALI in Italia,
    a proposito consiglio il libro di Teodori
    CONTRO I CLERICALI e STORIA DEI LAICI.

    UN TESTARDO…
    Laico-Liberale!

  28. Molto equilibrato, … quasi “democristiano”.
    Ma come si potrà mai fare una Rivoluzione Liberale, se non si pone mano ad una Costituzione di intrisa di ideologia prettamente socialista (forse anche un po’ bolscevica)…?

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