Cari Amici, voglio ringraziare tutti Voi per il generoso impegno profuso per ridare voce al Partito Liberale: una voce molto fioca, da prefisso telefonico, ma orgogliosa.

Nelle condizioni in cui ci siamo trovati a competere non era ragionevole pretendere un risultato migliore, se teniamo presente che, sia a causa della legge elettorale che  della formidabile campagna mediatica sul cosiddetto “ voto utile”, anche soggetti politici molto più forti ed organizzati del nostro, sono risultati schiacciati.

Possiamo affermare che siamo riusciti a fare tornare il PLI  alla ribalta e che larga parte di coloro che potrebbero essere interessati a votarlo, anche in futuro, ne conoscono l’esistenza.- Abbiamo inoltre percepito una simpatia diffusa verso il nostro partito e le nostre idee, ben maggiore rispetto ai voti ricevuti.

Un altro aspetto positivo, che in parte ripaga del grande sforzo compiuto, è che finalmente, grazie al nostro atto di coraggio, si è avviata a conclusione la diaspora dei liberali, che durava da oltre quindici anni.

Il PLI è la casa di tutti i liberali, quelli veri,  che hanno l’orgoglio di definirsi tali e di comportarsi di conseguenza. Il processo di unificazione è stato avviato, i liberali, se lo vogliono, hanno, di nuovo, rimesso in campo il loro simbolo.

Dovremo prepararci quindi ad un Congresso Nazionale, da tenere al più presto per serrare le fila e definire il progetto politico programmatico del futuro, che dovrà contenere forti elementi di modernità.- Allo stesso tempo sarà necessario scegliere un nuovo gruppo dirigente ed individuare una leadership forte.

Grazie quindi per tutto il lavoro che avete svolto, ma Vi invito a prepararVi a quello che va ancora fatto, se vogliamo utilizzare quello che di positivo è emerso domenica e lunedì, che altrimenti si risolverebbe solo in una falsa partenza.


 

17 Commenti

  1. Condivido le affermazioni fatte da Marco, se ci pensiamo bene e molto grave che semplici contenitori elettorali frutto di una squallida logica politica elettoralista e quindi qualunquista , con la complicità di mezzi d’informazione faziosi e antidemocratici riescano a rappresentare la grande maggioranza dell ‘elettorato. Il deficit democratico nel nostro paese é evidente, ma non a tutti purtroppo, anzi direi a pochi. Io credo che Berlusconi sia un conservatore appartenente ad una logica politica corporativista e quindi antiliberale; a mio avviso il termine liberal conservatoere é un ossimoro. Saluti a tutti.

  2. In riferimento all’osservazione sul fatto che Berlusconi non è un liberale, volevo solo dire che il suo autore, Giorgio Negro… ha perfettamente ragione.
    Al limite, Berlusconi è liberista, che è cosa ben diversa dall’essere liberale…
    Voi liberali, che siete persone serie e preparate, sapete bene qual è la differenza tra liberismo e liberalismo… ma ho come l’impressione che la stragrande maggioranza degli italiani confonda questi due termini, e pensa che siano sinonimi!
    Ciò da l’idea dell’enorme scadimento della politica italiana di questi anni. C’è poco da stupirsi, allora, che due “partiti-contenitore” privi di contenuti raccolgano consensi, mentre formazioni politiche serie, coerenti e portatrici di grandi ideali come il PLI prendano solo il 0.2% dei voti.
    Ma – come ho scritto nel mio precedente commento – sono fiducioso per il futuro. Il PLI può diventare una formazione politica importante: forse non oggi, forse non domani, ma in futuro neanche troppo lontano questo è possibile. Deve solo rendere nota la sua esistenza agli italiani, e poi far aprire loro gli occhi, far capire che la attuale crisi dell’Italia è dovuta all’assistenzialismo degli anni passati, e che il PLI è l’unica forza politica capace – per ideali, coerenza e formazione culturale – di far uscire il Paese dalla crisi.
    Tanti cari saluti
    Tanti augu

  3. Il risultato è stato ottimo in rapporto ai nostri mezzi. Da candidato alla Camera Lazio 1, vi posso assicurare che, i pochi manifesti in a3 fatti da me, in poco tempo venivano coperti, la stampa area castelli non mi hanno pubblicato nulla tranne il quotidiano Cinque che ringrazio. Difficoltà con chi ti conosce che parlava del “voto utile,” altri che non potevano votare per te perchè ero posizionato male nella lista ecc. Nazareno Ferrazza, con l’occasione invito i Liberali dei Castelli Romani a contattarmi ferrazzanaz@tin.it con l’intento di organozzare iniziative sul territorio.

  4. L’ultima volta che il PLI si è presentato da solo alle elezioni io ero minorenne.
    Dalla maggiore età ho sempre votato centrodestra, inizialmente perchè mi sentivo appartenente a quello schieramento, ma poi, col tempo (e in seguito ad alcune delusioni) ho continuato a votarlo solo perchè unica forte alternativa al centrosinistra.

    Quest’anno non mi sentivo rappresentato da alcuno. I miei ideali liberali non erano presenti in nessuna lista ed ero tentato alla scheda bianca o all’astensione. Fortunatamente, a poche settimane dalle elezioni, ho scoperto della rinascita del PLI, e l’ho votato pur conscio delle scarse possibilità di raggiungere il Parlamento.

    Molti non hanno avuto la mia fortuna e hanno scoperto la sua esistenza solo dopo le elezioni. Altri lo devono ancora scoprire.

    Il vero liberalismo non è morto, deve solo superare la crisi e uscire per le strade.

    Buon lavoro a tutti.

  5. Cari amici del PLI,
    sono uno dei centoquattromila italiani che ha votato liberale. Ho votato per voi laddove ho potuto, ovviamente; putroppo, il simbolo del PLI non era presente alle elezioni comunali.
    Volevo ringraziarvi di tutto cuore per esservi presentati da soli alle ultime elezioni: un gesto di grande coraggio e coerenza, che ammiro profondamente.
    Se non fosse stato per voi, non sarei andato a votare: ho il diritto di elettorato attivo dal ’99, e dopo nove anni francamente mi ero stancato di votare il “meno peggio”. Sono felice che vi sia una formazione politica che porti avanti il glorioso pensiero liberale, che tanto ha dato alla storia non solo europea, ma anche italiana: non dimentichiamo che fu un liberale (un certo Giolitti, definito da un mio conterraneo molto ingeneroso e poco obiettivo – Ignazio Silone – “un dittatore”) ad istituire il suffragio universale.
    Volevo concludere dicendo che il PLI, in prospettiva futura, può diventare una delle forze politiche principali del nostro paese. Forse pensate che sto sognando… ma, vi prego rifletteteci un attimo: l’affluenza alle urne cala sempre di più, ci sono sempre più tanti italiani scontenti: e se il PLI facesse capire loro che costituisce l’unica vera alternativa nell’attuale panorama politico?
    Ma vi è di più: fra qualche anno, quando l’attuale Presidente Berlusconi si ritirerà dalla politica, che ne sarà di tutti gli italiani che ahnno votato PdL? Berlusconi, da grande accentratore quale è, non ha permesso la formazione, all’interno del suo partito, di una classe dirigente credibile; ha fatto fuori o ha comunque tenuto ai margini le persone più valide ed intelligenti (Scognamiglio, Pera, Ferrara), facendo andare avanti i Bondi e i Cicchitto. Guardiamo in prospettiva futura: il PdL è Berlusconi; dietro di lui c’è il niente. Francamente, non mi preoccupo di Fini e degli ex AN: non vedo proprio come degli ex-fascisti possano raccogliere un consenso popolare su larga scala.
    Chiedo scusa per essermi dilungato. Voglio solo lasciare a voi amici liberali un messaggio di speranza: non scoraggiatevi dopo questa deludente tornata elettorale; continuate a far capire agli italiani ch ci siete, che siete tornati; e i risultati verranno.
    Vi saluto caramente
    Marco Cozza
    Francavilla al mare

  6. Buon giorno. All ‘alba del nuovo risultato elettorale favorevole al ppl condivido pienamente l’analisi fatta dalsegretario del partito liberale riguardante al deficit democratico presente nel nostro paese. Tuttavia sia dal punto di vista ideale che dal punto di vista politico vorrei sollevare alcune controverse alla vostra attenzione. inanzi tutto credo che la prima causa del deficit democratico che stiamo vivendo sia da attribuire al sig. Silvio Berlusconi e alla sua discesa in campo nel 1994, anno in cui e cominciata una significativa degenerazione antidemocratica dell ottica politica generale. e innegabile che dal punto di vista liberal democratico il suddetto soggetto sia coinvolto in chiaro trust nel settore dell informazione e questo e stato sufficente a garantirgli una durata politica e una successiva rinascita. Da queste considerazioni preliminari colgo l’occasione per intraprendere un più complessivo discorso di carattere ideale, credo che l’ ideale liberale nel nostro paese non sia stato in grado di affrontare un rinnovamento che solo parzialmente può definirsi revisionista, penso che alla base dell ideale liberale vi sia la parità giuridica, e quindi l’autonomia del cittadino nei confronti dello stato e degli altri individui e la reale possibilità di poter accedere al libero mercato regolato dalla concorrenza da parte di qualsiasi soggetto, per questo definisco l’ideale liberale come vero ideale democratico. La vera contraddizione al concetto di parità giuridica e dal mio punto di vista il concetto di monopolio ed oligopolio, l’esistenza di essi impedisce la reale possibilità di altri soggetti di accedere al mercato, condizionandolo in termini individualisti; l’esistenza di monopoli o olipoli tende ad accentrare nelle mani di pochi individui uno sproporzionato potere economico, e questa situazione non può che riflettersi negativamente sulla politica e più precisamente nel processo democratico, il quale viene seriamente condizionato.Per questo credo che il libero mercato e il mantenimento di esso per mezzo di un potente organo antitrust sia fondamentale in tutti quei settori dell economia dove ci sia una condizione concorrenziale libera, ma credo che in settori dove il metodo liberale non può essere applicato sia necessario ed indispensabile un responsabile ed efficente intervento collettivo, e quindi pubblico es(acqua). La privatittazione di settori economici dove non si possa intraprendere un processo di libera concorrenza favorisce e innesca una situazione di monopolio il quale può condizionare la vita di ogni singolo cittadino andando ad eludere il principio di parità giuridica in relazione all autonomia del singolo individuo in relazione ad altri soggetti; questa situazione sopra descritta a mio avviso negativa e antiliberale perché fondamentalmente anche se indirettamente massimalista e filo corporativista si può verificare nel processo di privatizzazione di alcuni servizzi pubblici fondamentali. Per questo invito i nuovi esponenti di un antico e nobile ideale, quello liberale a prendere in considerazione la parziale revisioni di alcuni principi ideali, prendendo in considerazione un filone che in passato fu lasciato da parte,e mi riferisco alle correnti interne al defunto partito d’azione, più precisamente ai liberal democratici di Ugo La Malfa e Vinciguerra ai liberalsocialisti di Capitini e Calogero Caltagirone fino ad alcuni esponenti di GL. Penso che nel panorama politico Italiano alcune piccole forze politiche riemergano portando in auge questi ideali, credo che il partito liberale debba prendere in considerazione seriamente la possibilità di confrontarsi con essi e con tutti quei movimenti di natura repubblicana, social democratica e civica. Un saluto e un augurio di buon lavoro, lascio la mia e-mail per una possibile continuazione Efesto81@libero.it

  7. Cari Amici del PLI, sono molto contento che si sia avviato il processo di “ri-unificazione” dei Liberali che, trovatisi senza “casa” alcuni anni fa, hanno preso le strade più disparate: chi a destra, con la Lega e gli ex-missini, chi a sinistra, in compagnia di Diliberto e Pecoraro Scanio (sic!). Ma, come ognuno vede, il lavoro è ancora lungo e la strada più che ripida, pare proprio un’arrampicata in verticale. Ma – auspicando una risposta positiva – mi chiedo: c’è oggi lo spazio “politico” per un terzo polo (pur minoritario, probabilmente) puramente liberale (senza aggettivi che lo squalifichino)? Ad essere del tutto sincero, a me pare di no. E me ne dispiace molto. Mi piacerebbe invece che in Italia si formassero le tre forze che caratterizzano la politica europea: i popolari, i socialdemocratici e i liberali. Per quanto mi riguarda sono disposto e disponibilissimo a lavorare in questa direzione.
    Per il momento, in attesa di contatti futuri e prossimi, un carissimo augurio di buon lavoro e un ringraziamento per la testimonianza.
    Francesco Morittu – Cagliari

  8. fin da ragazzino ho ammirato il PLI perchè storicamente al suo interno racchiudeva, esprimeva e dialogava con molte delle idee che poi hanno concorso a dare vita ad una miriade di diversi partiti e movimenti più o meno politici anche ideologicamente quasi opposti all’idea originale liberale.
    A questo punto non è importante lo 0,2, il 2, il 3,99, penso sia importante capire e sapere applicare nella vita di tutti i giorni tre cose:
    a) Croce, Gobetti, Malagodi senza dubbio grandi menti che ci hanno enunciato e fatto conoscere profonde filosofie con i relativi principi applicativi valide a tutt’oggi ma altre persone militanti o esponenti di altri partiti o ideologie forse hanno fatto la stessa cosa. Con i mezi di oggi strappare consensi non è facile
    b) che la costanza e la coerenza nel giusto, anche se impopolare, alla lunga paga e che stare col più forte per una sedia, per alcuni privilegi o per qualche voto in più è facile ma si viene poi giudicati e ………..come ci è successo anno fa.
    c) che i partiti o movimenti che hanno nella direzione troppe persone esclusivamente forgiate dall’opera dell’ingegno, o come dir si voglia, da menti vissute nell’agiatezza, negli inconsapevoli privilegi e nella boriosa credenza che conoscere leggi, fisica, letteratura, sia motivo di sicure e certe capacità operative e risolutive, senza effettivamente sapere come, dove, quando e perchè queste eventuali conoschenze si applicanosono sono destinati al fallimento oppure a provvedere alla loro momentanea sopravvivenza con furbeschi espedienti come quello di cambiare nome 4 o 5 volte in 7/8 anni, spezzettarsi in 4 o 5 partitini più piccoli, precedenti partiti più grandi,alcuni dei quali più o meno a destra, altri più o meno a sinistra per racattare maldestramente, con l’aiuto di Dio, i voti precedentemente ottenuti con trappole varie.
    Ho scritto velocemente perchè devo andare che mi aspettano. Spero sia comprensibile. Buon lavoro e fatemi conoscere le vostre iniziative e idee.
    distintamente saluto

  9. Avrei voluto votare liberale. Ma il timore di vedere Veltroni al governo mi ha spinto a confermare il voto a Berlusconi.
    Complimenti per l’impegno profuso in questa lotta, ma secondo me andare da soli è stato un errore. Avrei preferito vedervi in parlamento lottare insieme ai repubblicani, ai riformatori e ad altri amici liberali…
    100.000 voti sono importanti e proprio per questo è un peccato che sia andati sprecati!
    Forza e coraggio. Ma ricordatevi che i liberali sono sempre stati alternativi alla sinistra!

  10. Il cammino è lungo e difficile ma bisognava pur cominciare a percorrerlo. Forza e coraggio!!!!

  11. il risultato ottenuto ci invoglia a crescere ancora e a ritornare sulla scena politica italiana mancavamo da troppo tempo,e mai come adesso sono d’accordo ad incontrarci e a serrare le fila in modo da continuare sulla strada intrapresa da stefano de luca poso dare una mano………

  12. Io sono orgoglioso della presenza del simbolo dello storico Partito Liberale alle ultime elezioni. Partito al quale sono da sempre legato e per il quale sono disposto a dare il mio contributo, quale che sia, perché l’attualità della lezione storica di Croce, Gobetti e Malagodi sia conosciuta e valorizzata anche dalle giovani generazioni.
    Cordialità

  13. Faccio seguito agli interventi postati nel Forum per rincuorare tutti.
    Certamente il risultato non è positivo e tuttavia vanno comprese le ragioni per le quali l’elettorato ha risposto così freddamente alla ns proposta.
    E’ chiaro che trattasi di un primo passo: il cittadino va “abituato” all’idea dell’esistenza del PLI con una presenza costante e non saltuaria; con proposte nuove e con una struttura snella ma attiva sul territorio.

    Un caro saluto liberale a tutti!

  14. Io vi ho dato la fiducia, anche se molto probabilmente non sono un liberale al 100%. Sono comunque contento che altri centomila italiani hanno fatto come me. Lo zero virgola qualche cosa è nulla? Forse, ma centomila persone che hanno votato liberale non sono poca cosa. L’Italia ha bisogno del Pli. Cercate di essere presenti anche alle amministrative.
    Saluti e buon lavoro

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