Il ritorno del PLI nella competizione elettorale politica è determinato dalla pericolosa deriva autoritaria innescata dai due partiti maggiori (PD e PdL) i quali in nome della semplificazione intendono restringere ulteriormente i margini di democrazia e sovranità riservati al popolo.

Non soltanto un parlamento di nominati anzichè di eletti ma due soli partiti di plastica, uguali in tutto apparentemente contrapposti ma destinati a governare insieme.Il PLI si oppone a tale scoperto tentativo di spezzare via le grandi culture politiche del Paese cominciando da quella liberale.

Di fronte allo spettacolo di una campagna elettorale basata su promesse che non potranno essere mantenute i liberali denunciando la gravità della crisi economica internazionale in atto di cui l’Italia è l’anello debole della catena.
Per questo propongono finalmente un deciso taglio della spesa pubblica costantemente cresciuta sia con i governi di centrodestra che di centrosinistra che è in gran parte improduttiva e clientelare. Solo attraverso drastici tagli si potrà pervenire alle successive riduzioni della pressione fiscale per rimettere in moto l’economia e garantire l’occupazione.

Il PLI denuncia che tale anomalo contesto politico è conseguenza di una concentrazione inaccettabile del potere finanziario e di quello mediatico in poche mani che quindi vogliono anche dominare la politica.

Gli addetti alle professioni liberali, le piccole medie imprese, gli artigiani, i commercianti non possono rimanere insensibili all’appello del PLI per garantire competitività, mercato e merito”

Stefano de Luca
Seg. Nazionale del PLI

8 Commenti

  1. Saluti a tutti,
    ho avuto l ‘onore di incontrare l’ On de Luca ..Stefano…insieme ad altri amici liberali (eravamo una sessantina)ad un convegno organizzato da Mauro Anetrini e con la umile collaborazione del sottoscritto. Lo spirito che mi ha spinto ad aderire a questo progetto, di fatto alla rinascita a torino del Pli, e’ liberale, ideologico e di necessita’ di giustizia..politica e sociale.
    Ritengo si possa e si debba muoverci a livello locale e nazionale mantenendoci equidistanti da i due schieramenti dei quali, sono certo, rappresenteremo lo spirito liberale VERO che loro non hanno e l’ ago della bilancia per le prossime elezioni locali e mi auguro europee.
    Dopo dodici anni in forza italia, sin dalla sua embrionale nascita, il sottoscritto ha lavorato e dato tutto cio che poteva a questo movimento a tutti i livelli locale e nazionale, sia sul piano personale che politico senza vedere nessun cambiamento interno od esterno al partito forza italia e oggi pdl , SENZA IL MINIMO spazio democratico dove potere dare peso, esprimere le proprie idee al minimo , ai propri ideali nell’ interesse dei cittadini e della coerenza delle nostre idee democratiche e liberali di giustizia sociale e benessere comune. NEssuno di forza italia nel del pdl si e’ mai sognato di invitarci a incontri a meeting tantomeno ristretti fuori dalle pacche sulle spalle e i baci di giuda per poi dimenticarsi finita la campagna elettorale, di te e di quelli centinaia che gli hanno dato per mezzo tuo i voti di rappresentanza in loro nome. VERGOGNA!!!
    Disgustato e stanco, deluso da forza italia e dal suo sistema verticistico e ASSOLUTAMENTE chiuso in tanti piccoli miserabili ”giardinetti” dove ognuno serve a se stesso e al suo ”supremo” , ne avevo abbastanza e avevo deciso di abbandonare per sempre la politica e il voto. Tuttavia, dopo avere sentito parlare de Luca e visto tanti amici liberali insieme su semplice passaparola in meno diuna settimana, mi sento dal cuore di
    ringraziare l’ amico Mauro Anetrini, prossimo candidato alla provincia per noi tutti, Galgano Palaferri dell UPL liberale, e tutti gli altri e VOI che leggete per la rinnovata forza che mi avete dato facendomi ripensare la mia decisione di uomo e cittadino e perche’ sono fermamente convinto leggendovi che insieme riusciremo a fare molto per la nostra causa in garanzia e rappresentanza delle Liberta’ sovrane nelle quali crediamo e che difenderemo ad ogni costo. Anche criticando fortemente i nostri ex colleghi di partito e i responsabili politici al governo che abbiamo scelto che non hanno saputo o non hanno voluto garantirci la liberta’ democratica di essere ”noi” tutti il partito e non solamente la solita rosa ristretta dei prescelti a tavoli dal capo e da pochi maggiordomi al suo servizio. Hanno la memoria troppo corta. Ma il tempo passa anche per loro.
    Gabriele Villone
    Torino coordinamento PLI torinese
    348 7259944

  2. Anche io, come l’amico che precede, alle ultime elezioni ho votato il PLI, offesa dall’avanzare della destra populista e dalla, oramai, innegabile “perdita” del PD, dal quale, tra l’altro, non mi sono mai sentita attratta, visti i risultati del precedente governo. Auspico che questo ritrovato partito, non aspiri ad alleanze nè verso Veltroni e, soprattutto verso Berlusconi, servo della Lega Nord e dello Stato Pontificio.Spero in un ritorno della laicità e della democrazia. Valore, quest’ultimo, del tutto smarrito.

    Un augurio sentito

  3. i pericoli maggiori per la democrazia oggi arrivano dalle destre populiste e dalla chiesa cattolica
    appare chiaro che in questa situazione il PL I debba stare all’opposizione, altro che collaborare con Berlusca

  4. ho sempre votato PRI questa volta ho sentito la necissita di dare un voto speciale al PLI un augurio per le europee del 2009

  5. Buon giorno. All ‘alba del nuovo risultato elettorale favorevole al ppl condivido pienamente l’analisi fatta dalsegretario del partito liberale riguardante al deficit democratico presente nel nostro paese. Tuttavia sia dal punto di vista ideale che dal punto di vista politico vorrei sollevare alcune controverse alla vostra attenzione. inanzi tutto credo che la prima causa del deficit democratico che stiamo vivendo sia da attribuire al sig. Silvio Berlusconi e alla sua discesa in campo nel 1994, anno in cui e cominciata una significativa degenerazione antidemocratica dell ottica politica generale. e innegabile che dal punto di vista liberal democratico il suddetto soggetto sia coinvolto in chiaro trust nel settore dell informazione e questo e stato sufficente a garantirgli una durata politica e una successiva rinascita. Da queste considerazioni preliminari colgo l’occasione per intraprendere un più complessivo discorso di carattere ideale, credo che l’ ideale liberale nel nostro paese non sia stato in grado di affrontare un rinnovamento che solo parzialmente può definirsi revisionista, penso che alla base dell ideale liberale vi sia la parità giuridica, e quindi l’autonomia del cittadino nei confronti dello stato e degli altri individui e la reale possibilità di poter accedere al libero mercato regolato dalla concorrenza da parte di qualsiasi soggetto, per questo definisco l’ideale liberale come vero ideale democratico. La vera contraddizione al concetto di parità giuridica e dal mio punto di vista il concetto di monopolio ed oligopolio, l’esistenza di essi impedisce la reale possibilità di altri soggetti di accedere al mercato, condizionandolo in termini individualisti; l’esistenza di monopoli o olipoli tende ad accentrare nelle mani di pochi individui uno sproporzionato potere economico, e questa situazione non può che riflettersi negativamente sulla politica e più precisamente nel processo democratico, il quale viene seriamente condizionato.Per questo credo che il libero mercato e il mantenimento di esso per mezzo di un potente organo antitrust sia fondamentale in tutti quei settori dell economia dove ci sia una condizione concorrenziale libera, ma credo che in settori dove il metodo liberale non può essere applicato sia necessario ed indispensabile un responsabile ed efficente intervento collettivo, e quindi pubblico es(acqua). La privatittazione di settori economici dove non si possa intraprendere un processo di libera concorrenza favorisce e innesca una situazione di monopolio il quale può condizionare la vita di ogni singolo cittadino andando ad eludere il principio di parità giuridica in relazione all autonomia del singolo individuo in relazione ad altri soggetti; questa situazione sopra descritta a mio avviso negativa e antiliberale perché fondamentalmente anche se indirettamente massimalista e filo corporativista si può verificare nel processo di privatizzazione di alcuni servizzi pubblici fondamentali. Per questo invito i nuovi esponenti di un antico e nobile ideale, quello liberale a prendere in considerazione la parziale revisioni di alcuni principi ideali, prendendo in considerazione un filone che in passato fu lasciato da parte,e mi riferisco alle correnti interne al defunto partito d’azione, più precisamente ai liberal democratici di Ugo La Malfa e Vinciguerra ai liberalsocialisti di Capitini e Calogero Caltagirone fino ad alcuni esponenti di GL. Penso che nel panorama politico Italiano alcune piccole forze politiche riemergano portando in auge questi ideali, credo che il partito liberale debba prendere in considerazione seriamente la possibilità di confrontarsi con essi e con tutti quei movimenti di natura repubblicana, social democratica e civica. Un saluto e un augurio di buon lavoro, lascio la mia e-mail per una possibile continuazione Efesto81@libero.it

  6. I valori “competitività, mercato e merito” sono tanto condivisibili quanto difficili da trasmettere e far circolare in una società disabituata ai medesimi, nonostante le parole ricorrenti in senso opposto, a sinistra come a destra. La circostanza per cui monopolisti od oligopolisti si propongano quali paladini del liberalismo è un tale nonsense da essere evidente a chiunque, meno che nel nostro Bel Paese.
    La ricerca di affinità, senza preclusioni, in entrambi gli arcipelaghi politici contrapposti, può essere utile a vari livelli.

  7. Dopo l’incontro di due anni fà (del terzo tipo o Alien) con Bondi e Vizzini portavoce di Cesare Augusto Berlusconi, finalmente la dirigenza del nostro PLI ha preso atto della poca credibilità del Partito “Liberalismo Popolare”…..anzi no! Partito della Libertà…, per finalmente scendere in campo in prima persona. La scelta coraggiosa servirà in seguito (tra qualche anno) quando i nostri 100.000 serviranno alle due coalizioni che arriveranno a camminare appaiate e quindi sul filo di un rasoio sottile. In quel contesto il PLI dovrà essere strutturato per affrontare finalmente un confronto elettorale autentico e contraddistinto dai nostri intramontabili valori liberali….

  8. Apprezzando lo sforzo per la visibilità compiuto dal Segretario Nazionale, rimane un forte amaro in bocca per non avere esperito tutte le possibili coalizioni con altri protagonisti della scorsa campagna elettorale che pur coraggiosamente si sono distinti dai 2 principali schieramenti. In quest’ottica si sarebbero potute esperire sinergie tali da potere anche consentire al PLI una presenza parlamentare che ad oggi manca e che è fondamentale per l’auspicato rilancio del partito.

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