GLI: Dietro alla scusa COVID, l’inesorabile declino della ricerca italiana

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La GLI si unisce agli appelli apparsi sulle pagine dei quotidiani italiani nel corso di queste settimane rivolti al ministro del MIBACT, Franceschini, per la deplorevole situazione delle biblioteche italiane. Dietro alla scusa COVID, si è consentita nel giro di questi mesi la chiusura di tantissime biblioteche a tempo indeterminato, l’apertura parziale e contingentata delle più grande biblioteche nazionali a un ristrettissimo numero di persone, tempi di attesa biblici, corse alla prenotazione ad orari improponibili, nonché protocolli assurdi come quelli che prevedono due settimane di quarantena per i libri consultati in sede. Questa situazione che danneggia laureandi, dottorandi, ricercatori e chi scrive per riviste scientifiche stride con le immagini della movida che impazzano in tv. Ciò è frutto della mentalità burocratica che Weber denunciava, una situazione lontanissima dal paese reale e dalle esigenze di ripartire, con le adeguate precauzioni. La GLI sostiene da sempre il valore della cultura, ci auguriamo che almeno da settembre la situazione possa tornare alla normalità, in un paese in cui il valore sociale della ricerca è pari a zero.

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