“L’Italia ha urgentemente bisogno di una svolta liberale e liberista. La prospettiva di una Italia migliore è una scommessa che noi giovani non vogliamo perdere, è una partita alla quale sono pronta a dedicarmi con tutte le mie energie. Perché il PLI? Perché noi siamo degli inguaribili ottimisti e ci riproviamo ancora, perché vogliamo regalare una nuova primavera a questo partito, perché crediamo ancora in questo simbolo che rappresenterà sempre una parte indimenticabile della nostra vita”. Con queste parole il Segretario Nazionale della Gioventù Liberale Italiana, Giulia Pantaleo, ha aperto lo spazio dedicato alla Gioventù Liberale Italiana nel corso dell’ultimo Consiglio Nazionale del PLI tenutosi a Roma sabato 16 novembre.

Andrea Cantelmo, Damiano Francesco Pujia, Gianluca Lo Mele Buonamico, Gianmatteo Lombardi, Giulio Bargellini, Leonardo Rivalenti, Massimiliano Masini, Riccardo Ferri, Tommaso Graziani ed Enrico Ellero hanno saputo trasmettere al PLI il grande entusiasmo e l’autentica passione con cui quotidianamente animano i progetti della nuova Gioventù Liberale.

I giovani liberali, accorsi per l’occasione dalla Lombardia, dal Veneto, dall’Emilia Romagna e dalla Liguria, hanno illustrato alla platea gli ambiziosi progetti che nutre in serbo la Gioventù Liberale per il 2020.

Lo spazio dedicato ai nuovi responsabili della GLI ha rappresentato un importante momento di crescita per le nuove leve ed una preziosa fonte di scambio e confronto per i membri del Consiglio Nazionale del PLI.

2 Commenti

  1. La polemica sul liberismo è tutta italiana e nacque fra due grandi. Un filosofo che relegava il liberismo a una costola del liberalismo e Einaudi che non ne vedeva contrapposizione alcuna, considerando anzi la libertà economica conditio sine qua non ci sia libertà politica, autonomia individuale. Chi è liberale (con la e finale) lo è a tutto tondo. E nel campo etico e ne campo economico. I due ambiti non possono essere mortificati da una invasiva presenza dello Stato, altrimenti si schiudono le porte alla povertà e subito dopo alla schiavitù. Come purtroppo sta già accadendo

  2. Da vecchio liberale, a suo tempo nelle varie sedi pronto ad attingere dai maestri Malagodi, Bozzi, Costa, Biondi ed altri, ma anche a contestarne le posizioni politiche, prendo atto con estremo interesse di un “rilancio” giovanile. Tuttavia, ritengo necessario chiarirsi bene su cosa si intenda per “svolta liberale e liberista”, dal momento che i due concetti non coincidono necessariamente, anzi possono talvolta divergere. E’ fondamentale, a mio avviso, che siano i giovani a tracciare la via di un movimento di idee, qual è il nostro, libero nel pensiero e nella determinazione, privo di interessi personali spiccioli , nell’interesse comune della nazione.

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