La situazione nelle carceri lombarde sta diventando sempre più insostenibile.
Se c’è un dato in cui la Lombardia si colloca agli ultimi posti rispetto alle altre regioni italiane, è proprio nel “sovraffollamento carcerario”, inteso come numero di detenuti in eccedenza rispetto alla capienza ufficiale. Per i penitenziari lombardi tale dato è oggi pari al 39.1%, che si traduce in circa 2400 detenuti in più rispetto ai posti ufficialmente disponibili. Solo la Puglia fa peggio, raggiungendo addirittura il 65%.
La gravità della situazione si percepisce se si confronta il dato lombardo con la media italiana, che è pari al 20.6%, e ancora di più con quella degli altri paesi europei, in molti dei quali il problema è sostanzialmente assente. La media europea è infatti di 91 detenuti ogni 100 posti effettivamente disponibili.
E’ opportuno ricordare come soltanto la Sardegna e il Trentino Alto Adige rispettino i limiti stabiliti, e che la Lombardia è per distacco la regione con il maggior numero di detenuti (circa 8600, duemila in più rispetto alla Campania che si colloca in seconda posizione).
Tale situazione, tuttavia, non è ammissibile per una regione considerata tra le locomotive d’Europa. La presenza di un elevato numero di detenuti in celle sottodimensionate rende infatti peggiore la vita quotidiana nei penitenziari, andando ad alimentare il malcontento e le tensioni interne, oltre che impedire la funzione rieducativa e riabilitativa del carcere.
La responsabilità di risolvere la situazione è in mano alla regione.

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