MANIFESTO

STATI GENERALI LIBERALI del 20 Settembre 2019

L’UNIONE LIBERALE

  • In una epoca dominata da diffuso disagio sociale, economico, politico;
  • in uno scenario sociale permeato da una profonda crisi dei fondamentali valori civili, etici, morali;
  • in un Paese impantanato nella stagnazione e regressione della Società civile;

nella convinzione che le attuali condizioni del mondo, e del Paese Italia, siano largamente dovute all’abbandono e dissolvimento dei principi liberali;

nella consapevolezza storica che la centralità̀ dell’individuo, e la sua Libertà, in tutte le sue forme, sia garanzia di sviluppo economico; di crescita sociale, culturale, etica e morale;

con l’inequivocabile richiamo ai principi liberali del “Manifesto do Oxford, 1947”, della “Dichiarazione di Oxford, 1967”, dell’“Appello di Roma, 1981” approvati dalla Internazionale Liberale;

in data 20/09/2019

il Partito Liberale Italiano ha voluto chiamare a raccolta, in conferenza, a Roma, tutte le realtà̀ di ispirazione liberale d’Italia, gli Stati Generali Liberali, con il proposito di un confronto serrato per dar vita alla costruzione di un consapevole PRINCIPIO UNIFICANTE, dove la convergenza politica di tutte le realtà di ispirazione liberale è fattore primario per influire, concretamente, sulle dinamiche dell’evoluzione della Società civile.

L’OBIETTIVO

degli Stati Generali Liberali, quindi, è l’unione, in senso integrato e compiuto, in ogni parte di Italia, al Sud come al Nord, di tutti coloro che, d’ispirazione liberale, intendono superare individualismi, equivoci, e qualsiasi comportamento disgregante, per costruire un Paese Italia realmente competitivo.

NOI

Crediamo nella capacità di crescita dell’Italia, nella intelligenza, nella competenza e nella creatività̀ del popolo italiano; nella sua ansia di liberare energie oggi compresse.

Crediamo nell’Europa quale importante e fondamentale garanzia, in questo mondo globalizzato, di Libertà, fattore di crescita economica e sociale.

In questa Europa, c’è la necessità di un ruolo primario del nostro Paese,

Crediamo che la Politica, nella gestione della cosa pubblica locale, nazionale ed europea, e negli indirizzi di sviluppo della complessa Società civile, debba procedere con proposte e programmi di respiro strategico, integrato e complessivo, senza tralasciare, tuttavia, l’urgenza di interventi contingenti dettata da questioni puntuali.

Crediamo che la amministrazione della cosa pubblica, debba essere qualificata, trasparente, efficace ed efficiente soffocando, sul nascere, ogni deriva di corruttela, in tutte le sue forme, e ponendosi come essenziale servizio al cittadino fornendo reali e concreti benefici a fronte di imposte e tasse.

Crediamo che l’assistenzialismo debba essere limitato a casi di reale disagio economico finanziario che una Società civile e uno Stato laico non può tollerare.

Crediamo che le spese pubbliche debbano abbandonare il valore di costo ed assumere, invece, il valore di investimenti per una crescita duratura che induca creazione di posti di lavoro di livello qualitativo sempre migliore.

Crediamo che il SUD non debba essere la “zampa zoppa” del Paese Italia e che vadano, progettate e attuate, adeguate e innovative politiche economico sociali per rendere intrinseci i fattori endogeni della crescita.

Crediamo che l’ignoranza e il disinteresse, il basso tenore culturale e la falsa cultura addormentino la coscienza dei popoli, così ostacolando non solo la crescita ma ogni vitalità di rinnovamento.

Crediamo che i conflitti civili, molti dei quali artatamente creati, assorbano l’energia di cui la Società ha bisogno per evolversi.

Crediamo che lo statalismo, in ogni sua forma, sia il nemico d’ogni sviluppo perché́ esso genera burocrazia che facilmente degenera in asfissia, fa moltiplicare norme, leggi e controlli inutili e contrastanti, crea costi impropri, genera stagnazione, favorisce la corruttela, da spazio alla criminalità, non aiuta né il cittadino né l’impresa.

Crediamo che la Libertà, senza che degeneri in anarchia, sia il motore della vitalità, dell’entusiasmo, della vita.

Crediamo che l’idealità liberale conduca all’equilibrio delle menti, delle strategie e dei fattori del benessere sociale, politico, economico.

UNITI

in una unica Piattaforma identitaria liberale, pur nelle diversità senza, tuttavia, permettere il degenerare in correnti, prima causa d’ogni disgregazione e diaspora.

Gli Stati Generali Liberali, insieme integrato di movimenti politici e civici, nazionali e territoriali, d’ispirazione liberale, vogliono convergere in una Confederazione adottando, unitariamente, identità, simbolo, posizionamento politico, strategie e programmi, indirizzi operativi e comportamentali; nella quale il Partito Liberale Italiano sia garante di equilibrio e di unità.

In essa Confederazione, ogni convergente realtà̀ di ispirazione liberale partecipa attivamente con l’impegno comune di progettare, condurre e perseguire ogni iniziativa politica e di comunicazione.

Gli Stati Generali Liberali adottano un Protocollo d’Etica, quale codice di comportamento comune.

Consapevole di rappresentare i liberali del 21° secolo, la Confederazione vuole interpretare gli scenari nazionali, europei e mondiali, con un respiro profondo, ampio, realmente e concretamente innovatore, costruttivo e generatore di una dinamica e vitale Società civile.

 

 

 

1 commento

  1. sono molto preoccupato per il nostro paese, perchè sembra aver perso la bussola. dall’attuale compaggine governativa non v’è nulla che vada nella direzione dello sviluppo e investimenti, c’è piuttosto un ritorno al passato, questi pensano eroneamente che lo stato possa distribuire risorse a pioggia, una pratica antica che non ha mai portato sviiluppo industriale. giustamente nel post si dice che la crisi nasce dalla perdità dei valori liberali sostituiti da altri, il testo parla di statalismo che non ha mai portato nulla di buono, ossia quando il pubblico vuole fare la funzione dell’imprenditore, anche questo è già stato sperimentato in passato. la risposta dei liberali in ogni caso c’è, anche in termini concreti ,auspicando l’unità dei liberali, si risponde concretamente alle istanze di costoro, non essere a rimorchio di qualcuno ma promotori di una vera rivoluzione liberale, che nel nostro paese non c’è mai stata.

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