La Direzione Nazionale del Partito Liberale ascoltata la relazione del Segretario e la replica,  approva all’unanimità  le seguenti proposte :

  1. Esprime la solidarietà dei liberali italiani nei confronti del popolo curdo, vittima di un barbarico tentativo volto alla sua estinzione e propone a tutte le proprie realtà periferiche di assumere concrete iniziative volte in tale direzione.
  2. Esprime forte preoccupazione per il gravissimo vulnus democratico deciso dalla stragrande maggioranza dei partiti italiani presenti in parlamento con la semplice riduzione del numero dei parlamentari al di fuori di un disegno strategico di modica dell’impianto costituzionale e ribadisce l’orientamento  tradizionale del PLI a favore di una repubblica semipresidenziale con collegi uninominali a doppio turno. All’uopo intende unirsi a tutte quelle forze politiche e movimenti della società che intendano proporre il referendum abrogativo di tale legge illiberale.
  3. Difronte alla gravità del momento politico, nella consapevolezza di dovere ampliare l’area di influenza liberale, anche in considerazione del positivo esito degli Stati Generali Liberali convocati il 20 settembre, delibera di convocare il Consiglio Nazionale  per la data del 16 novembre 2019 con all’ordine del giorno la proposta di rinviare il Congresso Nazionale alla primavera 2020.

La Direzione Nazionale ha deliberato altresì che al Consiglio Nazionale proporrà di ritenere valide ai fini del congresso le iscrizioni del 2019 e 2020 con relativa chiusura, sempre ai fini congressuali, 45 giorni prima del Congresso.

La direzione ha deliberato infine all’unanimità di mettere all’ordine del giorno del Congresso le proposte e modifiche statutarie che dovranno essere visionate preventivamente dalla Direzione Nazionale.

3 Commenti

  1. La riduzione del numero dei parlamentari di per sé non costituisce un “gravissimo vulnus democratico”. Come ognun sa, molte grandi democrazie hanno un numero di parlamentari ben inferiore. Inoltre non mi pare che il cosiddetto “orientamento tradizionale del PLI a favore di una repubblica semipresidenziale con collegi uninominali a doppio turno” sua stato discusso e tanto meno approvato da un Congresso o da un Consiglio nazionale. Ci sono opinioni differenti su ciò nel partito e sarebbe bene parlarne prima di esprimere una posizione ufficiale.

  2. Cari amici,
    Siamo alle solite, trovano scuse per rinviare la loro incapacità di organizzarsi nel tempo stabilito in un tempo da stabilire.Hanno detto che il Congresso si dovrà tenere in primavera. Strano, a qualche giorno dalle elezioni regionali. Lo Statuto all’articolo 17 comma 8 recita: una volta convocato il Congresso può essere rinviato di tre mesi solo per gravi motivi, in tal caso non sarà necessario rinnovare le procedure per l’elezione dei delegati. Anche questa volta lo Statuto non viene rispettato così come recita anche l’art. 2 comma 3.
    Sempre l’art. 2 comma 5 recita: gli introidi delle quote del tesseramento devono essere suddivisi tra il livello nazionale e i diversi livelli periferici.
    E poi ci lamentiamo quando altri soggetti LIBERALI non entrano nel PLI?

  3. A riguardo del Congresso Nazionale XXXIio lo vedrei bene nel periodo invernale, per avere un po’ di tempo per le amministrative 2020.
    Cosa ne pensate?
    Saluti
    Carlo Cappellari

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