Roma versa sempre più nella follia.

Mentre la criminalità e l’incuria dilagano inesorabilmente, gli autobus esplodono, la “monnezza” lievita senza sosta e Roma viene abbandonata al suo triste destino, negli ultimi giorni il sindaco Raggi è tornato all’attività che più gli sta a cuore: cambiare gli assessori.

Il rimpasto di governo sembra dunque costituire per il nostro primo cittadino la panacea di tutti i mali che affliggono la Capitale, rivelandosi lo strumento indispensabile per «portare a compimento il programma politico sulla base del quale i cittadini ci hanno eletto».

Abbiamo ormai perso il conto di quanti assessori siano passati per il Campidoglio durante la giunta Raggi e, con tutta sincerità, tracce di quel martellante «cambiamento» sbandierato ai quattro venti, dopo oltre tre anni di governo, ancora non se ne vedono.

Forse è arrivato il momento in cui a cambiare non siano più gli assessori.

Stavolta tocca al sindaco.

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