Dai dati ISTAT emerge un declino demografico preoccupante, a partire dal 2015 il numero di nascite è sceso sotto il mezzo milione e nel 2018 sono stati iscritti in anagrafe per nascita solo 439.747 bambini, il minimo storico dall’Unità d’Italia. La diminuzione delle nascite è di oltre 18 mila unità rispetto al 2017 (-4%).
Dal rapporto annuale ISTAT emerge che la diminuzione delle nascite è causata principalmente da “fattori strutturali”, da una progressiva riduzione delle potenziali madri.
Noi GIOVANI LIBERALI pensiamo che la classe politica dovrebbe interrogarsi al più presto su come risolvere questo problema, non attraverso le classiche politiche assistenzialistiche e misure di sostegno (prive di qualsiasi logica e piene di retorica) volte a favorire le “nascite di Stato”, ma ponendo l’attenzione sulle politiche del lavoro. Con una disoccupazione giovanile endemica e strutturale (pari al 30,5%), tra le più alte in Europa, come è possibile pensare di poter invertire il trend negativo delle nascite? Come può una giovane coppia al giorno d’oggi senza un minimo di stabilità lavorativa ed economica (e di prospettive per il futuro) pensare di poter mettere al mondo un figlio?

Accanto a tale fenomeno si registra l’aumento dell’emigrazione di cittadini italiani nel 2018 (+1,9%). Il saldo migratorio con l’estero degli italiani è negativo dal 2008 con una perdita netta di circa 420mila residenti. Circa la metà va dai 20 ai 34 anni e quasi due su tre ha un’istruzione medio-alta: è il c.d. fenomeno della “fuga dei cervelli”. La GLI vuole porre l’attenzione sulla mancanza di opportunità lavorative che consentano di impiegare il capitale umano formatosi nel nostro paese e a spese di tutti i cittadini italiani.

Con una disoccupazione giovanile tra le più alte nell’Eurozona, con la diminuzione delle nascite ai minimi storici e con la continua emorragia di giovani laureati, si potrebbe tranquillamente parafrasare e cambiare il titolo del romanzo di Cormac McCarthy, riferendoci al nostro paese, da “Non è un paese per vecchi” a “Non è un paese per giovani”: se nel romanzo-thriller l’autore riflette sul perdersi dei vecchi valori e dell’abbandono degli anziani, nella realtà del Belpaese le nuove generazioni, di oggi e di domani, vengono totalmente ignorate.

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