Può, in uno Stato moderno e democratico come il nostro, un concorso per un posto di lavoro pubblico (a tempo determinato) divenire la speranza di migliaia di giovani laureati e precari?

Noi giovani liberali osserviamo con preoccupazione la totale assenza di opportunità per i giovani laureati e qualificati italiani, l’impossibilità di costruire (e anche solo di immaginare) un progetto di vita a lungo termine e di inseguire aspirazioni e ambizioni, di essere costretti ad andare a cercare fortune all’estero (con una conseguente perdita del capitale umano formato e specializzato per il nostro paese).

È necessario intervenire al più presto e cambiare il clima di sfiducia e rassegnazione, ormai divenuto ordinario. In quest’ottica è paradossale che a vincere un concorso da precario ci si debba considerare anche “fortunati”, quasi come si fosse vinto al “lotto”.