Dopo le vicende storiche degli ultimi due secoli, sembrava che la Democrazia Liberale avesse trionfato per sempre. Invece nel mondo sembra farsi strada un nuovo autoritarismo, che ha trovato la più forte espressione nella Cina di Xi Jin Ping e nella Russia di Putin, ma che si è affermato in Turchia, in Egitto, in Iran, in Siria, in molti altri Paesi, ma sta gravemente contagiando il mondo occidentale, a cominciare dall’esperienza americana della presidenza Trump, anche se i valori democratici e liberali in quel Paese sono talmente forti, che certamente torneranno a prevalere. I sintomi di tale pernicioso fenomeno si palesano anche in Europa, minandone le già deboli istituzioni comunitarie. Ne è un esempio la sciagurata scelta della Brexit in Gran Bretagna ed il caos politico che ne è conseguito. Ovunque sono nati  movimenti populisti, sovranisti ed autoritari, dalla Francia, alla Germania, alla Spagna, all’Olanda, all’Ungheria, alla Polonia. Anche in Italia il fenomeno emerge prepotentemente, anzi ha una forte presenza tra le forze di Governo, che, oltre a danneggiare la nostra economia, minaccia persino la tenuta democratica delle Istituzioni.

Le elezioni europee del prossimo 26 maggio potrebbero rappresentare uno spartiacque. Si impone una esplicita condanna nei confronti delle forze politiche responsabili di aver costruito una Unione debole, attenta principalmente a tutelare gl’interessi franco germanici in mano a burocrati e banchieri, senza che si sia compiuto alcuno sforzo per costruire quegli Stati Uniti d’Europa, con istituzioni federali, che rappresentavano il sogno dei fondatori, ispirati dal pensiero liberale ed in cui il PLI tuttora si riconosce. Di fronte al dilagare, anche nel nostro Paese, di partiti e movimenti tendenzialmente euroscettici, autoritari, sovranisti e populisti che obbediscono a capi assoluti, i liberali devono, in occasione dell’appuntamento elettorale europeo, prenderne nettamente le distanze, ritenendo incompatibile l’appartenenza al PLI con la conseguente decadenza da ogni incarico e da iscritto di chiunque intenda candidarsi od appoggiare liste antieuropeiste, sovraniste o populiste

PS. Il PLI è da sempre situato nel centro-destra italiano così come anche confermato nell’ultimo congresso nazionale del 2017

3 Commenti

  1. la democrazia si conquista dalla base, dal territorio, vivendo tra la gente e condividendone i problemi per poterli risolvere. Nascondersi dietro gli slogan non fa bene a nessuno. Purtroppo la storia ai “più” non ha insegnato nulla. La democrazia liberale è un bene supremo e non può essere discusso, il problema è la sua attuazione, le modalità ed il percorso per realizzarla.

  2. sono molto preoccupato anche io per il proseguo della democrazia liberale, nel senso che la vedo messa in discussione purtroppo anche nel nostro paese con addiritura un partito il cinque stelle che propugna il superamento degli stessi partiti e della democrazia rappresentativa, inoltre è presente un rigurgito fascista e razzista che sta rialzando la testa. per fortuna il partito liberale italiano rappresenta un baluardo a difesa della democrazia liberale.

    • Grazie Luca.. É proprio così e non potrebbe essere altrimenti.. Sentiamoci presto..

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