(AGENPARL) – Roma, 10 dicembre 2018 – “Il caso Huawei, oltre ad offrire il quadro
preoccupante sulla vulnerabilità delle infrastrutture tecnologiche europee, solleva interrogativi inquietanti sulla privacy degli utenti europei. Per l’UE il rischio di essere una colonia digitale è reale.” Dichiara Francesco Pasquali, membro dell’Ufficio di Segreteria Nazionale del Partito Liberale.
“Le “partnership strategiche” esistenti tra Huawei e le multinazionali americane come Google e Facebook, tanto sull’utilizzo del sistema operativo Android di Google sui suoi dispositivi che sulla condivisione alle informazioni degli utenti del social, indicano chiaramente un mercimonio di dati personali.
L’Europa deve salvaguardare sia la propria sovranità digitale che la privacy degli utenti e sarà costretta a dotarsi di piattaforme esclusivamente made in UE, così da garantire sicurezza, indipendenza e libertà. Un plauso al Governo del Giappone che ha escluso tutti i colossi cinesi e –conclude Pasquali – alla Repubblica Francese per aver deciso di dire addio al browser Chrome di Google sui suoi sistemi informatici nazionali iniziando a utilizzare Qwant, un motore di ricerca prodotto da sviluppatori francesi e tedeschi che rispetta la privacy.