“Il declino dell’Italia è evidente, ma la forza del suo sistema industriale e l’attivismo prevalente nella società sono una base concreta per la speranza strategica di invertirlo con quattro trasformazioni: dalla denazionalizzazione al nuovo progetto nazionale; dall’ingovernabilità alla governabilità; dal welfare passivo a quello attivo; dalla sovranità debole a quella convergente e contributiva”. E’ questo il fulcro del pensiero del professor Carlo Pelanda, ospite oggi di “Un caffè liberale con”, un ciclo di incontri organizzati dal Partito Liberale Italiano, nel corso del quale sono intervenuti, fra gli altri, il Presidente Stefano de Luca, il Segretario Giancarlo Morandi, il Presidente del Consiglio Antonio Pileggi la senatrice Cinzia Bonfrisco, il professor Emmanuele Emanuele ed il senatore Jas Gawronski. Il professor Pelanda fa parte del Comitato dei Garanti del Pli, composto da personalità di altissimo rilievo, insieme al professor Emmanuele Emanuele, al dottor Carlo Nordio, e ai presidenti d’onore il professor Carlo Scognamiglio Pasini e il senatore Giuseppe Basini. Nel corso dell’incontro Pelanda ha presentato anche il suo ultimo libro “Strategia 2028” in cui si descrive una strategia sistemica, basata sul realismo, che integra riforme interne dell’architettura politica e del modello economico con un progetto di rafforzamento esterno dell’Italia.

“La strategia 2028 – ha spiegato l’autore – punta a costruire in un decennio, ma con eventi anticipativi che ne rafforzino la fattibilità ben prima, un progetto nazionale inteso come riparazione della democrazia italiana in uno scenario di riorganizzazione globale delle democrazie. Il progetto è rivolto alla comunità che sente l’urgenza di una missione nazionale riformatrice: gli italiani ci sono, ora bisogna rifare l’Italia. Il libro – ha aggiunto Pelanda – fa parte della fase di studio per definire il programma del Partito Liberale, un programma modernizzante, innovato e soprattutto realistico”.

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