di Giuseppe Basini

Abbiamo appena celebrato l’assemblea romana del Partito Liberale Italiano, in preparazione del Congresso nazionale. Una riunione interessante e molto partecipata, tenuto conto dei tempi che segnano una forte disaffezione dei cittadini verso la politica in generale e della difficoltà di raggiungere la pubblica opinione senza reali mezzi di comunicazione, soprattutto se si rinuncia programmaticamente alla propaganda urlata, alla militanza violenta e al manicheismo fanatizzato.

Ho partecipato al dibattito non solo intervenendo nell’assemblea, ma anche scrivendo per L’Opinione – con cui collaboro fin dai tempi in cui il giornale, liberale da sempre, era ancora settimanale (primi anni Novanta) – un articolo in cui esprimevo delle tesi sulla evoluzione delle formazioni liberali che dovrebbe portare al superamento delle storiche divisioni tra le formazioni di derivazione anglosassone (conservative) e quelle europee continentali (liberal-democratiche). Perché il primo compito dei liberali, io credo, è di capire la natura dei nuovi problemi e la possibile loro soluzione, per salvaguardare una Libertà che non solo è sempre a rischio e va riguadagnata e conservata a ogni generazione, ma non sempre è intesa allo stesso modo da quelle che furono la “sinistra” e la “destra” liberali.

Non pensavo proprio di intervenire in polemiche locali e tuttavia la lettera di Andrea Bernaudo sulla dinamica congressuale del PLI mi spinge a farlo. La lettera, di tono aspro ma civile, contiene però forti critiche alla gestione del PLI e segnatamente alla figura del suo presidente, Stefano de Luca. Fin qui siamo nelle quasi inevitabili e poco interessanti polemiche che accompagnano la vita dei partiti in cui si svolgono reali competizioni interne (e che peraltro non risparmiano neanche quelli ostentatamente autoritari, come le cronache di questi giorni ci indicano). Dove però penso e credo di poter rispondere è sulla azione di Stefano de Luca sul lungo periodo, perché viene indicato come uno dei responsabili della crisi storica del PLI. Sono stato testimone del contrario.

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