Egregio Signor Presidente,

noi Liberali del Comitato PER LE LIBERTÀ DEI CITTADINI, NO AL PEGGIO – di cui siamo i tre fondatori e che è stato fra i protagonisti della campagna referendaria – ci rivolgiamo a Lei, nella qualità di garante del rispetto delle regole istituzionali di fronte alle dimissioni di Presidente del Consiglio, per esprimere  preoccupazione a proposito delle notizie che vanno infittendosi sugli organi di informazione e che fanno emergere una contraddizione istituzionale grave.

L’esito referendario non esigeva in alcun modo le dimissioni del Presidente del Consiglio. Se non ci fossero state, il governo, pur secondo noi politicamente colpevole di aver proposto una riforma costituzionale limitativa della sovranità dei cittadini e scritta malissimo, avrebbe potuto continuare a svolgere la sua azione avendo la fiducia delle camere. Poichè tali dimissioni sono state date con ampio risalto mediatico e in modo  insistito, è evidente che il Presidente del Consiglio dimissionario ha voluto reagire alla bocciatura della sua politica con piglio da statista, addirittura formulando la proposta di un governo di tutte le forze politiche oppure lo scioglimento delle camere.

Stando così le cose, troviamo grave e preoccupante che Matteo Renzi, dopo aver attribuito all’esito referendario connotati politici indebiti, ed ancorchè da Lei indotto a rispettare il primato dei problemi reali,  intenda ad ogni costo dirigere la formazione di un nuovo governo addirittura svolgendo consultazioni parallele a Palazzo Chigi nella sua triplice veste di Capo dell’Esecutivo, Capo del principale Partito al Governo, Capo sostanziale del Comitato del sì ufficialmente costituito attraverso la ineffabile raccolta di 500.000 firme. E oltretutto con il fine di costruirlo in modo opposto ai risultati referendari. Essendo stata aperta una crisi non necessaria, per di più senza preventivo dibattito in Parlamento, se il nuovo governo dovesse essere sostanzialmente un clone di quello dimissionario, le dimissioni si trasformerebbero in una sceneggiata per raggirare i cittadini italiani, contraddicendo l’esito storico del voto referendario e ostacolando l’elaborazione di una nuova legge elettorale coerente per Camera e per Senato.

Con questa lettera  auspichiamo che, essendo ovviamente irrealizzabile il governo di tutti, la Sua ferma e alta opera di garanzia riesca  a scongiurare il successo di queste pretese che approfondirebbero il solco con e tra i cittadini all’insegna di un indirizzo di sapore oligarchico.

Con ossequi

Stefano De Luca, Raffaello Morelli, Antonio Pileggi