I cittadini italiani hanno partecipato in grande numero al voto referendario ed hanno espresso la chiara volontà di voler riappropriarsi della sovranità che la proposta di riforma Renzi Boschi voleva ridurre stabilmente.

La volontà dei cittadini ha un rilievo ancora maggiore perché si è espressa nonostante la campagna martellante, e talvolta irrispettosa della legge, condotta dal Governo, dal PD, dal Ministro dell’Interno Alfano, dal Presidente della Commissione Esteri Casini, dal Vice Ministro dell’Economia Zanetti, dalla Confindustria, dalle principali reti televisive, dai quotidiani di grossa tiratura, insomma dal potere asserragliato nell’autocelebrazione oligarchica al fine di liberarsi della democrazia partecipata.

È stata sconfitta l’idea che concepisce il potere non come un servizio per migliorare le condizioni di convivenza dei cittadini bensì come la pretesa (considerata perfino ovvia)  di spadroneggiare  per meglio raggirare quelli che considera i sudditi, anche raccontando il falso.

Il risultato del voto referendario prova che la cultura liberal-democratica sulla divisione dei poteri è radicata nel profondo nella coscienza dei cittadini. E inoltre conferma l’importanza dell’azione  di tutti coloro che, a cominciare dal Comitato per le libertà NO AL PEGGIO, hanno agito apertamente per diffondere  l’idea che la Costituzione non si cambia tanto per  cambiare e nemmeno per assecondare un Governo voglioso di indossare i vestiti del potere costituente, che non devono mai essere suoi. La Costituzione di deve cambiare senza strappi soltanto in meglio, non in peggio: per migliorare le istituzioni e le regole del vivere insieme tra cittadini liberi.

Non a caso tutte le diverse  organizzazioni politiche della cultura liberale hanno condotto insieme la medesima battaglia in difesa della libertà del cittadino e all’insegna di comportamenti coerenti e non asserviti al potere, contrapponendosi così alla servile incoerenza dei cortigiani del potere, sedicenti liberali per assecondare i fini propagandistici governativi nella ricerca di qualche strapuntino.

Il 4 dicembre 2016 rimarrà una data importante sulla strada del vivificare le norme anche programmatiche della Costituzione. Ed è stata anche una riprova che il conflitto democratico tra cittadini diversi e liberi è lo strumento più efficace per innescare la loro convivenza nel reciproco rispetto.

Luigi Mazzella, Anna Cinzia Bonfrisco, Cinzia Dato, Stefano de Luca, Raffaello Morelli, Antonio Pileggi