Pubblichiamo il documento ricevuto.

La storica componente della destra liberale, è tornata.

Oggi come in passato Autonomia Liberale forma all’interno del glorioso P.L.I un’area che contribuisce ad arricchire il vasto mondo che guarda al P.L.I. come un punto di riferimento per la rinascita di una autentica politica liberale, da troppi anni assente nei programmi del centro-destra e del centro-sinistra.

La nostra componente autonoma crede fermamente – e recenti successi elettorali di Roma lo confermano – che l’area liberale, quando schierata a sostegno di una proposta politica autenticamente di centro-destra, abbia la possibilità di tornare alla ribalta come pilastro imprescindibile della politica nazionale.

Quando l’area liberale è facilmente riconoscibile, quando i cittadini non sono costretti a rinunciare al “voto utile” i liberali vengono premiati. Ecco perché, oggi, il P.L.I. non può più permettersi corse solitarie: crediamo che il posto dei liberali sia nel centro-destra e lavoreremo per rendere stabile in tutto il territorio nazionale la recente e felice esperienza elettorale di Roma.

I liberali, da sempre, hanno donato all’Italia una classe dirigente competente, qualificata e colta: non è un caso che in questi vent’anni, con i liberali relegati ai margini del dibattito politico, la classe politica sia stata fagocitata dai populismi, dall’improvvisazione e del pressappochismo. I liberali rappresentano un argine alle patologie del sistema e Autonomia liberale vuole, proprio per questo, riportarli al centro dello scenario politico che conta.

Autonomia liberale, del resto, ha da sempre dato al P.L.I. una marcia in più, contribuendo a far ottenere dei risultati straordinari nella sua storia. Ispirandosi alle idee di Camillo Benso di Cavour ha trovato in Giovanni Malagodi l’artefice della rinascita liberale italiana. Grazie alla spinta propulsiva di Autonomia liberale, nel 1963, il P.L.I. ottenne percentuali come il 7% nazionale, il 10% a Roma e il 10% in Sicilia.

In un momento come questo caratterizzato dal neo-statalismo e dagli sprechi del proliferare degli enti locali va ricordato che Autonomia Liberale è – ed è stata sempre contraria – alle nazionalizzazioni e alla istituzione delle Regioni ritenendo quest’ultime inutili forme di dissipazione di denaro pubblico. Autonomia liberale è, oggi come ieri, pronta alla lotta contro gli sprechi della pubblica amministrazione e all’eccessiva tassazione. Ha sempre combattuto il comunismo, difendendo i principi della proprietà privata e della libera impresa, ha sempre lottato contro la burocrazia veleno dello sviluppo.

Autonomia Liberale si propone di contribuire a migliorare le proposte politiche e programmatiche liberali del Partito nazionale.

Ricordate la pessima legge Fornero sulle pensioni? Solo disastri che hanno prodotto gli “esodati”. Insomma solo cattive leggi che hanno rinforzato la burocrazia.

La crisi si è determinata a causa di queste condotte della finanza privata; ovviamente qualcuno glielo ha permesso – qualcuno o qualche gruppo di potere che ha chiuso gli occhi – alla faccia del contribuente. Ci vuole meno ideologia e più senso dello Stato, per dare nuove regole ai mercati finanziari, per gestire servizi ecc.

Effettuare riforme di mercato? E, come? Con più flessibilità, fiscalizzazione degli oneri sociali, meno tasse sul lavoro, non far pagare alle aziende tasse sui lavoratori, incentivare il lavoro a part time, ridurre quindi la pressione, aumentare l’efficienza e produttività proprio nel mercato del lavoro.

Concedendo prestiti agevolati alle piccole e medie imprese le tasse, per i primi anni, potrebbero essere ridotte fino al 65% per poi riportarle a regime nel decennio successivo. Insomma, istituire un vero – ma vero – fondo di solidarietà per chi produce.

Un altro esempio? Il caso delle barche. Una violenza fiscale “da invidia sociale”. Per ‘punire’ i fortunati possessori è stata imposta una tassazione sullo stazionamento, dicendo e pensando che si sarebbero incassati 156 ML di euro; risultato? Vi è stato un gettito di 24 ML di euro, meno di un sesto del previsto. Ma a prescindere da ciò, questo rastrellamento ha comportato la fuga di migliaia di barche verso porti e paesi meno ‘vampiri’ e contemporaneamente la chiusura di officine e disoccupazione per migliaia di operai, mentre nel bacino del Mediterraneo ci ringraziano Slovenia, Francia, Spagna, Slovacchia, creando un buco di 1,5 miliardi di PIL in meno grazie a questa legge insensata.

Non da ultimo Autonomia Liberale agirà per agevolare al massimo gli investimenti sul turismo italiano e i beni artistici che rappresentano la grande ricchezza italiana, il vero petrolio.

Autonomia Liberale vuole liberare, una volta per tutte, l’economia italiana da legacci inutili e dannosi per le tasche degli imprenditori e, di conseguenza, per i lavoratori. Vogliamo dare voce e rappresentanza politica anche a chi contribuisce con le proprie tasche allo sviluppo dell’economia nazionale, a chi, nonostante sia oggetto di autentiche spedizioni punitive da parte del Fisco, prosegue la sua battaglia per far crescere il nostro Paese. Ci vuole meno ideologia, meno Stato e più senso dello Stato per dare nuove regole ai mercati finanziari, per gestire i servizi.

Autonomia Liberale si è dunque ricostituita.

 

Ripercorriamo ora la nostra identità ricordando alcuni nostri storici esponenti

Egidio Sterpa, firma storica del Il Giornale, parlamentare  liberale dal 1979 e leader  nazionale della componente.

Salvatore Quarzo, consigliere Provinciale e componente della direzione del PLI (referente regionale)

Mario Brugia, eletto per due volte nelL’EX XVIII municipio di Roma, vice segretario vicario del P.L.I. di Roma, già Presidente dell’Istituto Romano di S. Michele.

Brugia ora Presidente della direzione di Roma del PLI, è rientrato dopo anni nel Partito grazie all’intenso lavoro di Maurizio Irti, primo segretario romano del P.L.I. dopo 24 anni di assenza del partito su Roma. Entrambi, ispirandosi all’eredità di Renato Altissimo, segretario nazionale dal 1986 al 1993 proprio grazie all’appoggio di Autonomia Liberale al congresso di Genova, sono stati i protagonisti della rinascita liberale di Roma. Sin dal giorno del suo insediamento come Presidente romano ha invitato tutta la ricostituita assemblea a credere in nuovo risveglio liberale. I circa 11.000 voti che hanno premiato il P.L.I. (passando dallo 0,03% del 2013 al quasi 1% del 2016) dimostrano la voglia che i cittadini hanno di politiche liberali e di come il Partito romano abbia saputo interpretare al meglio – anche rispetto al recente passato – le richieste delle migliaia di cittadini romani.

Brugia ha voluto con sé, nella costituzione anche l’Ing. Paolo Maria Apollonj Ghetti, membro dell’ACER  ora Vice Presidente Roma del PLI di e il Dott. Simone Santucci, giornalista e uomo di fiducia di Renato Altissimo, ora Vice segretario romano.

Verbale di ricostituzione

Il giorno 27 luglio 2016 alle ore 17,30, dopo 23 anni, si è ricostituita nuovamente la componente Autonomia Liberale.

Elenco della dirigenza nazionale della componente:

Mario Brugia – Coordinatore nazionale di Autonomia Liberale

Paolo Maria Apollonj  – Responsabile nazionale

Giancarlo Cremonesi – Responsabile nazionale

Simone Santucci  – Responsabile nazionale e Portavoce nazionale di A

Piero Paris – Responsabile economico

Maurizio Irti – Responsabile della Regione Lazio

La componente si riserva di richiedere, al pari delle altre forze interne già autorizzate, la costituzione all’interno del Partito Liberale Italiano quale componente autonoma e di far conoscere, nei giorni successivi, i responsabili regionali al fine di facilitare un dialogo politico costante e proficuo con la struttura nazionale del PLI.

VIVA L’ITALIA LIBERALE, VIVA IL PARTITO LIBERALE.

 

2 Commenti

  1. Da liberale di destra, già dai tempi di Edgardo Sogno, ed ex consigliere nazionale, mi compiaccio che il partito, dopo decenni di agonia in mano alla corrente di sinistra, abbia intrapreso un cammino produttivo nel solco naturale dei principi storici del liberalismo. Auguro di cuore il massimo successo .

Comments are closed.