Lo Stadio Flaminio, gioiello di impiantistica sportiva progettato da Antonio e Pier Luigi Nervi e inaugurato nel 1959, è al degrado e all’abbandono.

Considerato bene di interesse artistico e storico, lo stadio ubicato nel quartiere Parioli di Roma, tempio del rugby e del calcio, sede di importanti concerti di livello internazionale, è vittima dell’ennesimo caso di pessima gestione dei beni da parte degli enti pubblici italiani.

Di proprietà del comune di Roma Capitale, dopo vari tentativi di riqualificazione e di affidamento in gestione, corriamo il rischio di vedere, per anni ancora, un gioiello dell’ingegneria polifunzionale di intrattenimento al triste declino.

Sporcizia, erbacce, vandalismo, incuria hanno preso il posto degli atleti della Nazionale italiana di Rugby e delle squadre di calcio romane che in tanti anni hanno sudato, vinto, perso, sofferto, nobilitando con l’impegno due sport meravigliosi.

E’ ora di dire basta!

Se il pubblico non è capace di gestire un bene così importante, è necessario che si metta da parte.

Il Partito Liberale Italiano, avvalendosi del supporto del Progetto Decoro Liberale e della propria sezione Sport per il Lazio, al fine di salvaguardare un bene così prezioso lancia l’iniziativa “Salviamo il Flaminio”, attraverso:

  • l’elaborazione di un dossier di denuncia della gravità della situazione;
  • il lancio di una raccolta di firme on line;
  • l’organizzazione di una manifestazione presso lo Stadio Flaminio con raccolta di firme.

Il tutto a supporto dell’elaborazione della seguente proposta:

Lo Stadio Flaminio deve essere affidato da Roma Capitale in gestione a privati, attraverso un bando di gara a condizione eque e non discriminatorie, i cui criteri di svolgimento e assegnazione devono essere fissati a livello normativo.

L’affidamento deve avere una durata predefinita, tale da consentire l’ammortamento degli investimenti di riqualificazione dell’impianto che necessariamente dovranno essere realizzati dall’affidatario e tale da permettere a quest’ultimo una congrua remunerazione.

L’affidamento deve prevedere degli standards di qualità di servizio da rispettare. Qualora l’affidatario venga meno a tali standards, deve essere prevista la revoca e l’inserimento del soggetto in una black list che non gli consentirà di partecipare a gare future nel territorio di Roma Capitale.

L’affidatario dovrà adottare, d’intesa con la Soprintendenza competente, tutti gli accorgimenti affinché venga tutelata la necropoli romana scoperta nei pressi dello Stadio Flaminio.

Lo Stadio Flaminio deve tornare ad essere l’impianto della Nazionale italiana di Rugby, considerato il valore storico e simbolico che ha per questo sport. Pertanto, Roma Capitale deve sondare l’interesse della Federazione Italiana Rugby a stipulare un’intesa con l’affidatario, affinché quest’ultimo sia vincolato a ospitare le partite della Nazionale italiana di Rugby per tutta la durata dell’affidamento.

L’affidatario, fermi restando i vincoli di cui sopra, potrà destinare l’impianto a tutte le attività sportive e di intrattenimento, a scopo lucrativo, affinché si dia una ragione all’interesse dei privati a tale iniziativa.

Torniamo a riempire gli spalti del Flaminio. Il Partito Liberale Italiano combatterà affinché ciò avvenga di nuovo.

Per seguire la nostra iniziativa, invitiamo a consultare il sito ufficiale del Partito Liberale Italiano e la pagina facebook Salviamo il Flaminio.

Per supportare la nostra iniziativa, vi preghiamo di firmare la petizione on line:

change-org

http://www.change.org/p/roma-capitale-salviamo-il-flaminio