Il Partito Liberale si mobilita per una nuova campagna di sensibilizzazione politica, dopo quella in cui chiedeva la privatizzazione della RAI, la fine della lottizzazione dei partiti nella televisione di Stato e la relativa abolizione del Canone, questa volta è nostro impegno e interesse focalizzarci sui grandi problemi derivanti dai cosiddetti ”sprechi di Stato”, da sempre materia di dibattito tra i partiti e nella società. 
”L’Italia è un paese dove la classe politica e gli apparati di Stato dimostrano quotidianamente di non voler rinunciare a sprechi, privilegi e ingiustizie di ogni tipo. La gente e’ stanca ed esausta di pagare con tasse e imposte la loro incapacita’ che si riversa nello spreco piu’ totale del denaro dei contribuenti. Le aziende chiudono e chi perde il proprio lavoro difficilmente lo ritrova. Chi aveva o possiede ancora dei risparmi li ha terminati o li sta spendendo per sopravvivere mentre i piu’ deboli o i disperati soccombono.
‘E’ di vitale importanza bloccare e diminuire la spesa pubblica vendendo la parte improduttiva del patrimonio dello Stato attraverso metodi trasparenti e lineari di dismissione per risparmiare ogni anno decine di miliardi di euro di spesa e quindi di tasse. Già con questa iniziativa politica si potrebbe eliminare l’aumento dell’Iva ma anche tutta l’Irap che strozza la nostra economia e una buona parte delle tasse sui redditi che non ci permettono di vivere ma di sopravvivere male nella migliore delle situazioni.
Stanno riducendo l’Italia in macerie, motivo per cui invitiamo tutti gli italiani a partecipare attivamente per fermali prima che sia troppo tardi! 
Non vogliamo che l’Italia diventi come la Grecia! Salviamo il Paese.”
La campagna, partita 
sabato12 settembre in alcuni comuni e supportata dall’ausilio di un pagina dedicata su Facebook, si radicherà ancor di più nei prossimi mesi in tutta Italia. 
Questa iniziativa prevede una raccolta firme politica che il Partito Liberale Italiano sta promuovendo attraverso vari gazebo allestiti in tutte le Regioni del Paese dove siamo presenti.
 
Edoardo de Blasio