La stoltezza è più dannosa della disonestà. Il decreto del Prefetto di Trapani che preclude la possibilità di lavoro a Maria Concetta Riina, per il nome che porta, è una vergogna della nostra democrazia. E’ una istigazione a delinquere per chi, invece, preferisce dissociarsi dalla famiglia e cerca di vivere onestamente. Oltre al Tribunale amministrativo, cui i legali della giovane donna e della concessionaria di auto dove lavorava con successo, dovrebbe intervenire la politica.Il Sindaco di Marsala, sostenuto dall’intero consiglio Comunale, deve insorgere contro uno stato di Polizia che istiga a delinquere, anzichè isolare la mafia, premiando chi non vuole farne parte pur portando un nome criminalmente famoso.
La politica sana, quella rappresentata dal Sindaco Di Girolamo, dovrebbe indicare come combattere la mafia. Non con i carabinieri, che è come illudersi di svuotare il mare col secchiello, ma convincendo gli aspiranti che l’onestà è una furbizia. Si deve cominciare dalla prossima generazione a fare opera di persuasione, chiedendo l’affettuosa complicità delle mamme, che sanno in quale inferno si vive trasgredendo.
Quel decreto di colpevolezza di un innocente, oltre ad essere anticostituzionale, è anche il sintomo di un’impotenza dello stato e della politica.
IL RESPONSABILE PROVINCIALE PLI       
Francesco Paolo Priulla