Con riferimento ad alcune affermazioni scorrette, frutto di ignoranza dei fatti o piccola furbizia, si precisa quanto segue per la correttezza della verità storica:

Il 6 febbraio 1994 il Congresso Nazionale deliberava lo scioglimento del PLI, al quale si era opposto un unico esponente del gruppo dirigente di allora, l’On. Stefano de Luca, che tuttavia non riusciva ad aggregare oltre il 44% dei delegati e risultava quindi sconfitto.

Il medesimo, non essendo possibile in quel momento, per motivazioni giuridiche, utilizzare il nome liberale all’indomani dello scioglimento, insieme all’On. Alfredo Biondi e all’On: Raffaele Costa dava vita alla “Unione di Centro” e ne assumeva la presidenza. Tale formazione raccoglieva i liberali dell’area del Centro-destra e partecipava alle elezioni politiche, inserita nell’ambito della Casa delle Libertà.

Alle elezioni Europee, che si tenevano due mesi dopo, veniva deliberato, su richiesta dell’allora Presidente del Consiglio On. Berlusconi, che sia il CCD, che la “Unione di Centro”, al fine di sfruttare meglio la legge elettorale, si sarebbero presentati insieme a Forza Italia e sotto il simbolo di quest’ultima. L’alleanza elettorale fra i tre partiti veniva annunciata in una Conferenza stampa, tenuta a Milano da Berlusconi, Casini e de Luca. Ovviamente la susseguente campagna elettorale evidenziava tale circostanza.

Insieme ad altri ventitré esponenti di FI, per l’Unione di Centro venivano eletti l’On. Luigi Florio e l’On. Stefano de Luca, per il CCD l’On. Casini e l’On. Fontana. Questi due ultimi si iscrivevano subito al gruppo del PPE. Su richiesta del Presidente del Consiglio allora in carica, i due deputati liberali decidevano di aderire provvisoriamente al Gruppo di “Forza Europa”, per evitare che un gruppo politico mononazionale scendesse sotto il numero minimo di venticinque deputati, finendo così tra i non iscritti. Tale decisione veniva concordata con l’ELDR, confidando che, dopo l’accettazione della richiesta di adesione al PPE da parte di Forza Italia, un numero consistente di deputati, che si proclamavano liberali, aderisse all’ELDR.

Successivamente, a causa dell’abbandono del gruppo di Forza Europa da parte di qualche parlamentare di FI, veniva deciso un temporaneo apparentamento con il gruppo dei gollisti francesi. Nel 1996  Forza Italia entrava a far parte del PPE ed i deputati di tale partito aderivano al connesso Gruppo al PE. Lo stesso giorno l’On. de Luca e l’on. Callegaris (gli altri che si qualificavano liberali seguirono Berlusconi) chiedevano la iscrizione al Gruppo ELDR, ma condizionandola alla preventiva espulsione di Bossi e degli altri parlamentari leghisti, che ne erano intanto entrati a far parte. Nel giro di un mese, il tempo di espletare le necessarie formalità, la Lega veniva espulsa e gli On.li de Luca e Callegaris poterono aderire al Gruppo liberale. Nello stesso periodo l’On. de Luca, insieme a Carla Martino, Gianfranco Ciaurro e molti altri, ricostituiva il PLI, che veniva subito dopo ammesso come Partito membro a pieno titolo dell’ELDR, oggi ALDE.

Questi i fatti, riscontrabili con gli atti ufficiali. Ogni diversa speculazione qualifica soltanto la correttezza di chi la promuove.