Timori del PLI del Lazio sui criteri di scelta del prossimo Capo dello Stato

«E’ inquietante che, essendo l’intero Parlamento, tranne Forza Italia, d’accordo su una legge elettorale che preveda finalmente le preferenze, Renzi si ostini a cercare una maggioranza proprio con chi vuole privare l’elettore di tale libertà. È ammirevole chi si oppone – ed era ora – alla limitazione di un sacrosanto diritto del cittadino. Inoltre, non è vero che qualcuno sia contro le riforme. Nessuno tenta di ritardare l’evoluzione del paese. Vogliono solo impedire – ma sono in pochi, gli altri preferiscono compiacere chi detiene il potere – che la riforma costituzionale, voluta a tutti i costi, chissà perché, da Renzi, trasformi l’Italia in una Repubblica senza controlli democratici. Se l’iniqua riforma diventasse legge fondamentale, sarà l’esecutivo a legiferare, oltre che a governare. L’Italia, quindi, non sarà più una Repubblica parlamentare, perché l’opposizione non avrebbe più alcuna funzione». Lo ha dichiarato oggi Roberto Tumbarello, presidente del PLI del Lazio, commentando il dissenso di 29 senatori del PD.

«Ci auguriamo che il prossimo Presidente possegga davvero le doti di probità che tutti auspicano e non venga, invece, eletto a certe condizioni. L’aria che tira fa presagire che – Dio non voglia – dovrà dispensare grazie e riabilitazioni; promulgare qualsiasi legge o decreto proponga il Governo; non ostacolare, l’arroganza del presidente del Consiglio e assecondarne la superficialità. L’Italia è di fronte a una scelta determinante per il futuro del paese: continuare a precipitare nell’immoralità e nella corruzione o scegliere – grazie a un capo dello stato illuminato – la strada della dignità, del buonsenso e soprattutto della lealtà», ha concluso l’esponente liberale.