Sono parte in causa, probabilmente, non molto obiettivo. Però mi ha colpito che tutta la stampa, con qualche rara e sporadica eccezione, abbia ridotto le elezioni europee ad uno scontro, senza esclusione di colpi e senza regole di buona educazione, tra Berlusconi, Grillo e Renzi.

Per carità, i migliori attori in campo sono certamente loro, ma le trasmissioni alle quali prendono parte non servono a capire quale Europa, e quale Italia, propongano e vogliano.

Urla, insulti, minacce, provocazioni, accuse, calunnie e tutto l’armamentario di chi non accetta che anche i “concorrenti” abbiano idee e diritti, ci viene regolarmente servito in tutte le salse; ma proposte e programmi pochi. E, devo dire con rammarico, anche le idee che “gli altri” hanno vengono tranquillamente ignorate.

Eppure i liberaldemocratici, come anche altri movimenti e partiti di destra e di sinistra, un certo bagaglio culturale, qualche proposta concreta, programmi adeguati alla difficile crisi che  caratterizza l’attuale momento storico, in tutte le parti del mondo, sono in grado di esporli all’opinione pubblica. Almeno in campagna elettorale.

Però questa strana civiltà dell’apparire, che ha preso piede in questi ultimi venti anni, e chissà quando riusciremo a scrollarcela di dosso, impone di mettere in pagina e sullo schermo il “personaggio”, vuoto o taroccato che sia.

Personalmente credo che non riusciremo ad uscire da questa difficile situazione – ed a ricreare una realtà che permetta ai nostri figli, ma anche ai nipoti e pronipoti, di vivere almeno come abbiamo vissuto (salvo gli ultimi anni) noi – sino a quando anche le idee e le proposte liberali non avranno il rispetto e la visibilità che meritano.

Se dei liberaldemocratici non si parla, come avviene ora, ma è anche accaduto in molte zone del Paese (ad esempio, nella “mia” Sardegna) nelle recenti consultazioni politiche ed amministrative, come possono affermarsi e raccogliere il necessario consenso le proposte che queste forze politiche sostengono e difendono? Capisco benissimo che attori, guitti, demagoghi, comici, parolai ed affabulatori “tirano” più dei pacati ed educati sostenitori dei diritti e delle libertà individuali.

Ma senza quei diritti e quelle libertà, di cui troppo spesso si fanno gioco, i parolai di turno potrebbero continuare ad imperversare sui mass media, a prendersi gioco dei cittadini, a gabellare per realtà promesse vane e campate in aria?

Un più equilibrato dosaggio di aria fritta e di proposte concrete, liberali, forse servirebbe a svelenire il confronto e, probabilmente, darebbe una più ampia possibilità di scelta, conoscere è scegliere in libertà, ai tanti cittadini-elettori frastornati da tanti battute, insulti, accuse, vuote banalità che ci stanno piovendo addosso anche in questi giorni.

Come ho scritto, sono parte in causa, ma forse non mi è mancata la necessaria obiettività.

Mario Carboni