A pochi giorni dalle Europee, un appuntamento assolutamente imperdibile, perché il nuovo Parlamento europeo sarà chiamato a decisioni che incideranno profondamente sul futuro di tutti i Paesi comunitari, in Italia ci si continua ad occupare di euroscettici ed europeisti tiepidi, dando conto delle urla, delle accuse, delle invettive, delle polemiche, dei pesanti insulti tra Berlusconi, Grillo e Renzi. Degli altri temi, quelli che riguardano la “nuova” Europa, le prospettive di crescita, il futuro del nostro Paese, solo qualche marginale nota.

Un quasi silenzio aggravato dalla insensata propaganda per il “non voto”, portata avanti da alcune forze che si autodefiniscono riformatrice, liberaldemocratiche, autonomistiche.

Posizioni decisamente contrastate e denunciate come “irresponsabili” dagli esponenti dell’ALDE, l’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei, impegnati nel portare avanti i temi del federalismo europeo, degli interventi necessari per favorire la ripresa economica, lo sviluppo sociale, il riconoscimento dei diritti individuali, la valorizzazione delle capacità e del merito delle persone.

“Invitare a non votare, proprio quando decidiamo il nostro destino, è una scelta irresponsabile ed irragionevole”. Per Antonio Grizzuti, Roberto Sorcinelli, Franco Turco, esponenti delle forze politiche maggiormente impegnate nella campagna elettorale, e per Anna Maria Busia e Mario Carboni, candidati sardi dell’ALDE nel collegio Isole, l’astensione è un abdicare al proprio diritto di scegliere, da chi farsi rappresentare in sede europea, è una rinuncia ad un diritto conquistato con sacrificio. Certamente anche l’astensione è una forma di protesta, è un “non voto” di cui tener conto, ma è una posizione “negativa”, mentre la difficile realtà attuale impone una massiccia partecipazione alla vita politica, per portare quelle nuove idee, quelle moderne proposte che possono far uscire il nostro Paese, l’intera Comunità dalla grave crisi che ne caratterizza l’oggi.

Idee, proposte, riforme, programmi autenticamente liberali che possono garantire un futuro meno difficile e problematico ai cittadini della “grande” Europa, libera e democratica, per la quale i liberali hanno sempre lavorato e continueranno a battersi.