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	<title>PLI Partito Liberale Italiano &#187; Rivoluzione Italiana</title>
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		<title>Paolo Guzzanti si schiera con de Luca, svolta al Congresso</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 13:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Guzzanti]]></category>
		<category><![CDATA[Rivoluzione Italiana]]></category>

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Una nuova avventura per Rivoluzione Italiana: mi hanno proposto di resistere con voi al tentativo berlusconiano di impossesarsi del marchio del Partito Liberale, quello di Einaudi e Malagodi, per farne un trofeo da appendere sul caminetto di Berlusconi. Lo scopo è ovvio: impedire che rinasca un partito, l&#8217;unico che abbia il potere di offrire un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-328" title="paolo-guzzanti" src="http://www.partitoliberale.it/wp-content/uploads/2009/01/paolo-guzzanti.jpg" alt="paolo-guzzanti" width="588" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">Una nuova avventura per Rivoluzione Italiana: mi hanno proposto di resistere con voi al tentativo berlusconiano di impossesarsi del marchio del Partito Liberale, quello di Einaudi e Malagodi, per farne un trofeo da appendere sul caminetto di Berlusconi. Lo scopo è ovvio: impedire che rinasca un partito, l&#8217;unico che abbia il potere di offrire un porto sicuro a tutti i lberi e liberaliitalianidelusi e anzi infuriati per la maggiordomocrazia e la mignottocrazia. Tutto è nato ieri, ma i tempi sono stretti. Il 20 febbraio ci sarò il Congresso e occorre presentarsi in massa. Rivoluzione Italiana è il nuovo piccolo ormeggio della democrazia liberale e vi prego di aderire e dare il vostro contributo inteligente e patriotico, come sempre.</p>
<p>ECCO che cosa bolle in pentola. Sta per svolgersi a febbraio il Congresso del Partito Liberale Italiano, quello di Einaudi e di Malagodi, che non è mai morto e che è rimasto ibernato. Il marchio prestigioso esiste e si è formata su questo partito una nuova attesa. Vi dico subito che mi interessa e mi interessa perché sta accadendo un fatto nuovo che mi inquieta. Di che cosa si tratta?</p>
<p>Due vecchi amici, Arturo Diaconale e Marco Taradash, il primo direttore de l’Opinione e il secondo un valoroso ex deputato radicale di eccellenti qualità, sembra che abbiano purtroppo ricevuto l’imput da Silvio Berlusconi di entrare nel PLI, legarlo, imbavagliarlo e portarne la testa per il muro dei trofei sopra la scrivania di Berlusconi.</p>
<p>Del resto, perché due uomini certamente di grandi qualità e totalmente berlusconiani sarebbero stati inviati con la benedizione del capo ad entrare in un partito che non è il loro?</p>
<p>La ragione è ovvia: si tratta di compiere quell’operazione che i vecchi trotskisti chiamavano “entrismo”: si entra in un altro partito e se ne cattura la maggioranza, se ne determina la linea politica, lo si anestetizzza, lo si uccide e se ne fa un gatto impagliato. In questo modo non si rischia più che possa mordere e predare sulla scena politica, facendo valere i suoi valori, la sua storia e la sua identità.</p>
<p>Quale il senso politico di una tale “mission impossible”? Ovvio: impedire che il PLI rinasca acome forza autonoma e che possa dare fastidio al nuovo Frankestein “Forza Italia/PDL” fornendo agli italiani liberali e delusi il prodotto originario: e cioè il Partito Liberale Italiano, la più antica e gloriosa bandiera politica insieme a quella del vecchio partito socialista di Treves, Turati e Matteottti.</p>
<p>Del resto, se il PLI non avesse valore e non costituisse una minaccia, perchè questo interesse?</p>
<p>Qualcuno di voi già griderà: ma basta ! abbiamo fatto tanto per sgomberare la strada della politica togliendo di mezzo partitini e partitucoli, e adesso ricicciamo con il Partito liberale?</p>
<p>Dico subito che il mio modello di politica e di coalizione è quella del GOP, Grand Old Party, ovvero il Partito repubblicano americano che, come è noto, non è un partito, ma una coalizione, una costellazione di partiti, movimenti, fondazioni, lobby, blogs. In un tale tipo di coalizione un giovane e scattante Partito liberale ci sta benissimo e può raccogliere e rivitalizzare tutto ciò che il berlusconismo illiberale ha ammazzato.</p>
<p>Berlusconi in questi giorni ha pià volte indicato la democrazia liberale e i suoi strumenti &#8211; Costitutizione, Parlamento &#8211; come impacci, impicci, fastidi: i famosi “lacci e lacciuoli” di cui ha sempre parlato con fastidio e insofferenza.</p>
<p>Ora, io non avrei pensato a una cosa del genere se non ci trovassimo di fronte a questa iniziativa berlusconiana: Taradash e Diaconale si sono candidati &#8211; loro che sono belusconiani puri del PDL &#8211; come presidente e segretario del Partito liberale.</p>
<p>Perché? Perché quel partito costituisce l’unico marchio di una identità libera, storica, risorgimentale, onesta e laica che poss potenzialmente far ombra a quel che resta di Forza Italia negli scogli della difficile fusione con AN.</p>
<p>Tutti i liberali italiani che avevano creduto in una rivoluzione “liberale” berlusconiana, me per primo, sono delusi e anzi amareggiati.</p>
<p>Invece di una rivoluzione liberale hanno avuto una presa di potere del berlusconismo centrato sui suoi soli due cardini: mignottocrazia (non necessariamente e non soltanto sessuale, ma anche) e “maggiordomocrazia”: il potere redistribuito fra famigli, segretarie, avvocati di casa, cuochi, giardinieri, cerusichi, maggiordomi ed autisti.</p>
<p>Ieri abbiamo dato l’annuncio dle progetto di legge per le primarie obbligatorie affinché il popolo scelga i suoi candidati e non si ritrovi i soliti noti scelti dal Palazzo.</p>
<p>Ricevo telefonate da tutta Italia di gente che non ne può più e che chiede un diverso sbocco per alloggiare i loro ideali.</p>
<p>Ebbene, accade ora un fatto nuovo maturato nelle ultime ore: gli amici del Partito Liberale mi chiedono se sono disposto a combattere con loro una battaglia per resistere a questa invasione e tentativo di rapimento e mettere in salvo il partito liberale.</p>
<p>Io ho risposto che ci penserò, ma sono già favorevole: i tempi però sono stretti e propendo per il sì. Il tutto è avvenuto ieri nel corso di conversazioni politiche di cui adesso non posso dare i dattagli.</p>
<p>Ho posto come condizione quella di poter portare nel Partito liberale il marchio e gli iscritti che lo desiderassero di Rivoluzione Italiana.</p>
<p>A questo punto mi rivolgo a tutti voi.</p>
<p>Chi ci sta lo dica. chi non ci sta, idem.</p>
<p>Il piano è quello di riportare in vita il PLI, presentarlo alle Europee dove avrebbe ottime probabilità se non la sicurezza di fare almeno un deputato.</p>
<p>Ma pià che altro si tratterebbe di mettere in salvo la Tortuga delle donne e degli uomini liberi e fornir loro vascelli, armi democratiche e rivoluzionarie, speranza e bandiera.</p>
<p>In Parlamento si potrebbe pensare già di cotituire un punto di raccordo per dare vita e spazio al dissenso in tutte le case, dal PDL al PD e riaprire la stagione abortita nel 1992 ai tempi dei referendari. Vi dico anche che sono in costante contatto con Mario Segni e con i referendari.</p>
<p>Molto si muove e noi siamo sulla prora di un vascello agile, moderno, scattante, pieno di gente ribelle e dunque libera.</p>
<p>Una nuova pagina dell Rivoluzione Italiana sta per aprirsi.</p>
<p>Chi ci sta, si prepari ad aderire, come membro di Rivoluzione Italiana, iscrivendosi al nuovo partito liberale entro la prima decade di febbraio.</p>
<p>Questo ci potrebbe permettere di presentarci in forze al congresso del nuovo partito che si terrà intorno al 20 febbraio.</p>
<p>E’ una nuova grande avventura nata per caso ma anche nata grazie alla stima di cui godiamo e del fatto che questo nostro piccolo porto di mare è diventato ormai un ormeggio della democrazia.</p>
<p>Paolo Guzzanti (tratto da <a href="http://www.paologuzzanti.it">www.paologuzzanti.it</a>)</p>
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