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	<title>Partito Liberale Italiano &#187; Regionali</title>
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		<title>Regionali, sulle firme per le liste mostruosa violazione del principio di uguaglianza.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 15:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività del PLI]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: left;">di Stefano Marzetti<br />
In questi giorni che precedono le elezioni regionali diventa sempre più<br />
stridente con i capisaldi della democrazia la mostruosa violazione del<br />
principio di uguaglianza fra tutti i partiti politici, qualunque sia la loro<br />
struttura, il loro bacino elettorale e la loro disponibilità economica con<br />
differenze spaventose tra i partiti che ricevono generosi finanziamenti<br />
pubblici e quelli che non hanno nulla. Violazione causata in particolare<br />
dall’obbligatorietà della raccolta di firme per la presentazione delle liste<br />
elettorali, aggravata dal divieto fatto ai rappresentanti dei partiti –<br />
consiglieri comunali e amministratori in generale &#8211; di dare il proprio<br />
contributo in questo processo.</p>
<p>Una sorta di bando nei confronti dei soggetti politici&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">di Stefano Marzetti<br />
In questi giorni che precedono le elezioni regionali diventa sempre più<br />
stridente con i capisaldi della democrazia la mostruosa violazione del<br />
principio di uguaglianza fra tutti i partiti politici, qualunque sia la loro<br />
struttura, il loro bacino elettorale e la loro disponibilità economica con<br />
differenze spaventose tra i partiti che ricevono generosi finanziamenti<br />
pubblici e quelli che non hanno nulla. Violazione causata in particolare<br />
dall’obbligatorietà della raccolta di firme per la presentazione delle liste<br />
elettorali, aggravata dal divieto fatto ai rappresentanti dei partiti –<br />
consiglieri comunali e amministratori in generale &#8211; di dare il proprio<br />
contributo in questo processo.</p>
<p>Una sorta di bando nei confronti dei soggetti politici cosiddetti più<br />
piccoli come il PLI ma dalle radicate tradizioni nella storia della nostra<br />
Repubblica. A forza di sbarramenti si rischia di edificare un muro che<br />
taglia fuori una larga fetta di soggetti politici. Come lo sbarramento al 4%<br />
stabilito in alcune regioni per le consultazioni di fine marzo, che<br />
escluderà all’amministrazione democratica dei territori tutti i partiti che<br />
non raggiungeranno quella soglia. Una legge prodotta sui fasti del<br />
bipolarismo, un sistema sostanzialmente imposto ai cittadini che in tal modo<br />
non hanno la possibilità di dare fiducia ai singoli partiti e che ha poco<br />
senso da quando alle coalizioni di centrodestra e centrosinistra si sono<br />
sostituiti due soggetti politici unitari a forte vocazione maggioritaria,<br />
quali il Partito democratico e il Polo della Libertà. Un fenomeno che di<br />
conseguenza genera un progressivo incremento dell’astensionismo.</p>
<p>C’è poi, come detto, quello che va considerato alla stregua di un secondo<br />
sbarramento, rappresentato appunto dalla richiesta di un numero altissimo di<br />
firme per la presentazione delle liste. La pretesa di una quantità<br />
spropositata di sottoscrizioni che crea eclatanti casi-limite come quello di<br />
Rieti in cui la somma degli autografi da raccogliere raggiunge e forse<br />
supera il numero degli abitanti della provincia. Un ostruzionismo a monte<br />
studiato con lo scopo di imporre il sistema bipolare e che causa un grave<br />
deficit del processo democratico italiano.</p>
<p>Senza tralasciare, infine, la sperequazione, l’insufficienza del principio<br />
di uguaglianza relativi agli autenticatori – le figure come notai, giudici<br />
di pace, sindaci, presidenti di province, etc abilitate appunto alla<br />
verifica delle firme raccolte per la composizione delle liste elettorali -<br />
sui quali grava ancora una coltre di mistero. Al punto che nelle scorse ore<br />
la candidata alla presidenza della regione Lazio, Emma Bonino, ha lamentato<br />
– addirittura con la comunicazione di un possibile ritiro dalla competizione<br />
elettorale &#8211; carenza del rispetto delle leggi in materia di procedura<br />
elettorale.</p>
<p>La normativa, infatti, dice che i comuni, trenta giorni prima delle<br />
elezioni, devono informare i cittadini su come e dove sostenere le liste. E<br />
lo stesso dovrebbe fare la Rai, televisione di Stato. Ci sono trecentomila<br />
persone nel Lazio che godono dello status di autenticatori, ma fino ad oggi<br />
non si è vista nessuna informazione sulla sottoscrizione delle liste negli<br />
ultimi 30 giorni. E’ evidente, quindi, che esiste un problema di legalità<br />
nel processo democratico. Come ha detto la stessa Bonino, “nessuno pare<br />
ricordarsi di avere degli obblighi di legge”. Tuttavia noi del Pli<br />
intendiamo resistere sapendo che avvicinandosi il ‘ventennio’ il sistema è<br />
prossimo a implodere.</p>
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