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	<title>Partito Liberale Italiano &#187; Regionali Lazio</title>
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		<title>Regionali Lazio, de Luca (PLI): “La Bonino paga il boicottaggio ai danni del PLI”.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 13:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali Lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Comunicato del segretario nazionale del Partito Liberale Italiano</em></p>
<p>“La Bonino ha avuto ciò che si meritava. Perché colpevole di aver boicottato e fatto di tutto per far fuori il Partito Liberale, a suo avviso in concorrenza con quello Radicale. Se l’è cercata, perché per vincere avrebbe avuto bisogno anche dei voti dei liberali”. Lo dice Stefano de Luca, segretario nazionale del Partito Liberale Italiano a proposito del risultato delle elezioni regionali del Lazio.</p>
<p>“Il dato più significativo di questa tornata elettorale è quello dell’alto astensionismo che ha coinvolto, a maggior ragione, gli elettori del PLI i quali, privati della rappresentanza, non si&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Comunicato del segretario nazionale del Partito Liberale Italiano</em></p>
<p>“La Bonino ha avuto ciò che si meritava. Perché colpevole di aver boicottato e fatto di tutto per far fuori il Partito Liberale, a suo avviso in concorrenza con quello Radicale. Se l’è cercata, perché per vincere avrebbe avuto bisogno anche dei voti dei liberali”. Lo dice Stefano de Luca, segretario nazionale del Partito Liberale Italiano a proposito del risultato delle elezioni regionali del Lazio.</p>
<p>“Il dato più significativo di questa tornata elettorale è quello dell’alto astensionismo che ha coinvolto, a maggior ragione, gli elettori del PLI i quali, privati della rappresentanza, non si sono recati alle urne”, conclude de Luca.</p>
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		<title>Regionali Lazio, ora anche Berlusconi vuole rinviarle</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 15:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali Lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Stefano Marzetti</p>
<p>A poche ore dalla decisione del Consiglio di Stato su quanto stabilito lunedì scorso dal Tar per le elezioni regionali del Lazio, anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, mette le mani avanti. Convinto, probabilmente, che nella giornata di oggi verrà confermato un verdetto a sfavore del Popolo della Libertà, che consegnerebbe una facile vittoria al centrosinistra capeggiato dalla radicale Emma Bonino. Più ancora di mettere le mani avanti, sembra che il premier abbia già un piano per scongiurare un pesantissimo flop laziale: un nuovo decreto, dopo quello scandaloso cosiddetto &#8216;salva-liste&#8217;, che faccia slittare le elezioni, riaprendo così i termini per la presentazione delle liste. Una soluzione, a&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Stefano Marzetti</p>
<p>A poche ore dalla decisione del Consiglio di Stato su quanto stabilito lunedì scorso dal Tar per le elezioni regionali del Lazio, anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, mette le mani avanti. Convinto, probabilmente, che nella giornata di oggi verrà confermato un verdetto a sfavore del Popolo della Libertà, che consegnerebbe una facile vittoria al centrosinistra capeggiato dalla radicale Emma Bonino. Più ancora di mettere le mani avanti, sembra che il premier abbia già un piano per scongiurare un pesantissimo flop laziale: un nuovo decreto, dopo quello scandaloso cosiddetto &#8216;salva-liste&#8217;, che faccia slittare le elezioni, riaprendo così i termini per la presentazione delle liste. Una soluzione, a questo punto, che pur confermando la prepotenza del governo in carica nel decidere le sorti del Paese, sarebbe quella auspicata da chi, come il Partito Liberale Italiano, è stato penalizzato in misura pesante da una legge elettorale iniqua e poco rispettosa della democrazia e del pluralismo. Per quanto concerne la presentazione delle liste, comunque, è indispensabile che nel Lazio si ponga rimedio allo spropositato numero di firme richieste che penalizza i partiti più piccoli ma di lunga tradizione e rappresentativi di una rispettosa parte di cittadini italiani. Il Consiglio regionale &#8211; come giustamente richiesto l&#8217;altro giorno dalla capogruppo dei Liberali Riformatori, Antonietta Brancati &#8211; deve riunirsi al più presto per modificare l&#8217;attuale normativa, dimezzando o ancor meglio abolendo per i gruppi uscenti l&#8217;obbligo di raccolta delle firme. Solo in questo modo potrà chiudersi decorosamente una vicenda da mal di fegato, che ha dato una pessima rappresentazione delle attuali condizioni della politica italiana. E laziale, in particolare, dal momento che anche in altre regioni errori ne sono stati commessi ma assolutamente ompatibili con una buona gestione della campagna elettorale. Intorno a Roma, invece, lo spettacolo è stato indecoroso.</p>
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		<title>Liste elettorali: dopo il caso Pdl nel Lazio è necessario far slittare le Regionali</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 14:51:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali Lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Stefano Marzetti</p>
<p>Alla luce del caos provocato dalla mancata presentazione delle liste elettorali da parte del Popolo della Libertà nel Lazio, forse causata dall&#8217;utilizzo di metodi la cui legittimità è ancora tutta da verificare, è indispensabile e quanto mai urgente un provvedimento legislativo che rinvii il termine della consegna delle sottoscrizioni.</p>
<p>Si tratterebbe di un rimedio con un precedente impossibile da ignorare, che rimanda alle consultazioni del 1995 (Regionali, Provinciali e Comunali), quando una proroga di 48 ore fu concessa ad alcuni piccoli partiti rimasti esclusi dalla competizione elettorale. Il caso di queste ore vede uno scontro frontale tra il Popolo della Libertà per la candidata del centrodestra Renata Polverini&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Stefano Marzetti</p>
<p>Alla luce del caos provocato dalla mancata presentazione delle liste elettorali da parte del Popolo della Libertà nel Lazio, forse causata dall&#8217;utilizzo di metodi la cui legittimità è ancora tutta da verificare, è indispensabile e quanto mai urgente un provvedimento legislativo che rinvii il termine della consegna delle sottoscrizioni.</p>
<p>Si tratterebbe di un rimedio con un precedente impossibile da ignorare, che rimanda alle consultazioni del 1995 (Regionali, Provinciali e Comunali), quando una proroga di 48 ore fu concessa ad alcuni piccoli partiti rimasti esclusi dalla competizione elettorale. Il caso di queste ore vede uno scontro frontale tra il Popolo della Libertà per la candidata del centrodestra Renata Polverini e i Radicali per la candidata del centrosinistra Emma Bonino. Il primo afferma di non aver potuto consegnare in tempo le liste a causa di un pesante ostruzionismo da parte di alcuni rappresentanti dello schieramento avversario. Tanto che ha già inoltrato un’istanza presso la Corte d’Appello. Naturalmente i Radicali dicono che è tutto a posto e hanno presentato una denuncia contro le presunte insinuazioni.</p>
<p>Questa della raccolta delle firme e della consegna delle liste, insomma, nel Lazio è diventata ormai un’assurda pantomima cui, se pure in ritardo, bisogna porre rimedio. Il livello di confusione ha raggiunto livelli che ormai non consentono un sereno svolgimento delle elezioni. Quello che più lascia basiti è che oggi a protestare contro la richiesta di un rinvio siano proprio gli esponenti di quel Partito Radicale che nel 1995 fecero il diavolo a quattro per ottenere lo slittamento del termine finale previsto per la presentazione delle candidature. Proprio la Bonino, che negli ultimi giorni ha smesso di bere e mangiare per il rispetto della legalità, oggi invece sostiene la perfetta regolarità della situazione e in sostanza nega che vi siano le condizioni per un rinvio che dia a tutti il sacrosanto diritto di prendere parte alle Regionali.</p>
<p>C’è da chiedersi se in questo pasticciaccio la candidata del centrosinistra ritenga che sia cambiato qualcosa da quel 1995, quando il suo partito mise in atto l’ennesima battaglia politica (quella tutt’altro che non violenta della sete e della fame) sulla democrazia e sulla salvaguardia dei diritti. E se possa la vicepresidente del Senato anche solo pensare di trarre vantaggio da una nebulosa come questa.</p>
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		<title>Regionali Lazio, De Luca (PLI): “Abbandoniamo la Bonino per l&#039;insopportabile arroganza del suo partito”.</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 14:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano de Luca]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“Il Partito Liberale Italiano ha deciso di abbandonare la coalizione guidata da Emma Bonino, per l&#8217;insopportabile arroganza del suo partito, quello Radicale, che con comportamenti illiberali tende a porsi come l&#8217;unico interlocutore dell&#8217;elettorato liberale, escludendo chi come il PLI storicamente ne è il legittimo rappresentante”. Lo afferma Stefano de Luca, segretario nazionale del PLI. “Già alle elezioni europee dello scorso anno – aggiunge -, dopo una lunga trattativa, il Partito Radicale, soggetto leaderistico e personalistico, aveva rifiutato l&#8217;accordo con il PLI soprattutto per la pesante interferenza di Emma Bonino.</p>
<p>Oggi, nonostante il generoso sostegno offerto alla sua candidatura a presidente, quella&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Il Partito Liberale Italiano ha deciso di abbandonare la coalizione guidata da Emma Bonino, per l&#8217;insopportabile arroganza del suo partito, quello Radicale, che con comportamenti illiberali tende a porsi come l&#8217;unico interlocutore dell&#8217;elettorato liberale, escludendo chi come il PLI storicamente ne è il legittimo rappresentante”. Lo afferma Stefano de Luca, segretario nazionale del PLI. “Già alle elezioni europee dello scorso anno – aggiunge -, dopo una lunga trattativa, il Partito Radicale, soggetto leaderistico e personalistico, aveva rifiutato l&#8217;accordo con il PLI soprattutto per la pesante interferenza di Emma Bonino.</p>
<p>Oggi, nonostante il generoso sostegno offerto alla sua candidatura a presidente, quella liberale è stata l&#8217;unica forza esclusa da una designazione nel listino e con il metodo apparentemente non-violento ma viceversa violentissimo del digiuno, il sostegno promesso dai partiti maggiori per l&#8217;autentica delle firme del PLI è stato dirottato per quella delle firme radicali”. “Poiché – conclude il massimo esponente dei liberali italiani – non si possono condividere operazioni personalistiche ed arroganti, i liberali si sono ritirati dall&#8217;alleanza e invitano i propri elettori a non votare per la candidata Bonino alla presidenza della Regione Lazio”.</p>
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