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	<title>PLI Partito Liberale Italiano &#187; Ultimissime</title>
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	<description>Italian Liberal Party</description>
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		<title>Il Segretario nazionale del PLI Stefano de Luca indica in una nota gli emendamenti liberali alla manovra</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 18:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>

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		<description><![CDATA[GLI EMENDAMENTI LIBERALI ALLA MANOVRA
Ha ragione il Ministro Tremonti a tenere duro sui tagli alle Regioni ed agli altri Enti Locali, ove persistono grandi aree di spreco clientelare: dalle feste di paese, alle sovvenzioni per le più disparate attività inutili,  alla nomina di disoccupati  privi di alcuna professionalità in qualità di esperti, alla assunzione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>GLI EMENDAMENTI LIBERALI ALLA MANOVRA</strong></p>
<p>Ha ragione il Ministro Tremonti a tenere duro sui tagli alle Regioni ed agli altri Enti Locali, ove persistono grandi aree di spreco clientelare: dalle feste di paese, alle sovvenzioni per le più disparate attività inutili,  alla nomina di disoccupati  privi di alcuna professionalità in qualità di esperti, alla assunzione di precari indicati dai partiti, che poi, nel tempo, vengono stabilizzati, sovraccaricando la Pubblica Amministrazione di personale dequalificato e frustrato. Sosteniamo da tempo che la Manovra dovrebbe essere molto più drastica per essere efficace e che ne sarà necessaria un’altra entro pochi mesi.</p>
<p>Quando la legge arriverà alla Camera, proporremo una serie di emendamenti in tale direzione. Se veramente si vuole ridurre in modo consistente la spesa pubblica, sarà necessaria l’abolizione di tutte le Provincie, non soltanto di quelle più piccole, nonché l’accorpamento dei Comuni con popolazione inferiore ai tremila abitanti e la riduzione alla metà degli assessori, oltre che di tutte le auto di servizio. E’ soltanto controproducente la norma che prevede che il nuovo precariato o la stabilizzazione di quello esistente, debbano essere a carico dei bilanci degli Enti Locali, perché non esiste nessuna norma che escluda che l’eventuale dissesto non finisca col dover essere ripianato dallo Stato. Proporremo la obbligatoria liberalizzazione delle Aziende che gestiscono i Servizi Pubblici Locali entro un termine perentorio e non rinviabile, per ridurre i costi e migliorare la qualità dei servizi stessi, grazie alla concorrenza. Il ricavato della cessione delle partecipazioni dovrà essere destinato a ripianare i deficit di bilancio dei rispettivi enti territoriali. Chiederemo anche la riduzione a tre o quattro delle attuali Autority, concentrandone i relativi poteri e semplificando le procedure di accesso per i cittadini.</p>
<p>Condividiamo la proposta, sempre di Tremonti, di eliminare gli attuali, estenuanti, procedimenti burocratici per avviare una nuova attività od eseguire delle opere. Ma non deve trattarsi di un semplice manifesto elettorale, da rimandare ad una legge di rango costituzionale, perché si tratta di una riforma che può essere fatta con legge ordinaria e subito. Non è altresì rinviabile un intervento nel campo delicatissimo della Sanità, dove si addensano enormi sprechi. Basterebbe immediatamente stabilire che le forniture devono attenersi ai preziari indicati dal Ministero della Sanità, prendendo a modello le Regioni più virtuose. Inoltre le ASL dovrebbero ridursi ad una per ogni Regione e dovrebbero essere abolite le nomine di carattere politico, sia dei Direttori Generali ed Amministrativi, che, principalmente, dei Primari, che dovrebbero essere prelevati da un elenco di idonei, selezionati con concorsi nazionali.</p>
<p>Senza l’abolizione del valore legale dei titoli di studio, non sarà possibile alcuna seria riforma dell’Università, che, specialmente dopo la introduzione delle cosiddette lauree brevi, è diventata un inutile diplomificio, tanto che nessuno dei nostri Atenei rientra nella classifica dei primi duecento al Mondo. Il Paese ha bisogno di un numero inferiore di laureati, ma con preparazione di eccellenza, premiando significativamente gli studenti meritevoli. Ogni Euro investito in cultura e ricerca, sarà un moltiplicatore di sviluppo e stimolerà mercato e concorrenza. Su questo dovrà concentrarsi la spesa pubblica, non su un incerto federalismo, improntato a miopia ed egoismo.</p>
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		<title>Ciao Egidio. Sterpa ci ha lasciato, ed è stato visto fare baruffa  anche con la morte cui pretendeva di insegnare che cos&#8217;è la libertà.</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 18:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>

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		<description><![CDATA[Egidio Sterpa ci ha lasciato e io ho perso un amico.
Siamo stati senatori insieme e lui mi stringeva il braccio sussurrandomi: Sai, ho compiuto ottant&#8217;anni, quanto vuoi che mi resti ancora? Da allora di anni ne sono passati diversi, ma so che Egidio Sterpa, dal temperamento forte e diretto, leale, onesto, intransigente e un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egidio Sterpa ci ha lasciato e io ho perso un amico.</p>
<p>Siamo stati senatori insieme e lui mi stringeva il braccio sussurrandomi: Sai, ho compiuto ottant&#8217;anni, quanto vuoi che mi resti ancora? Da allora di anni ne sono passati diversi, ma so che Egidio Sterpa, dal temperamento forte e diretto, leale, onesto, intransigente e un po&#8217; cattivo quando è necessario, ha affrontato anche la morte con il suo cipiglio canuto.</p>
<p>Lo conobbi nel 1970 a Reggio Calabria, quando eravamo entrambi giornalisti, io ancora alle prime armi e lui già famoso. Poi ci siamo ritrovati sui banchi del Senato. La sua è una storia liberale esemplare e posso testimoniare che si era rotto le scatole di stare con Berlusconi e un paio di volte ebbe il coraggio di affrontarlo brutalmente rimproverandogli l&#8217;assoluta mancanza di democrazia interna in Forza Italia. Berlusconi lo ricambiò non candidandolo e mandandolo al diavolo.</p>
<p>La sua storia di grande giornalista e di liberale fa parte della storia della nostra Patria ed è una storia onorevole ed esemplare. A me dispiace non averlo potuto salutare in tempo, abbracciarlo ancora una volta. Ma ogni volta che decidevamo di vederci, lui, che aveva superato gli ottanta, mi diceva che aveva sempre un aereo  da prendere e che doveva partire. Alla fine è partito per sempre. Ciao Egidio, vecchio amico, stimato maestro e collega di tante battaglie.</p>
<p>Paolo Guzzanti</p>
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		<title>Lettera del Segretario nazionale del Pli Stefano de Luca al Presidente Napolitano: il ministro Brancher si è arreso e si farà processare, ma il vulnus c&#8217;è stato e dobbiamo alla fermezza del Quirinale se i danni sono stati ridotti. Grazie Presidente, i liberali italiani sono con te!</title>
		<link>http://www.partitoliberale.it/2010/06/27/lettera-del-segretario-nazionale-del-pli-stefano-de-luca-al-presidente-napolitano-il-ministro-brancher-si-e-arreso-e-si-fara-processare-ma-il-vulnus-ce-stato-e-dobbiamo-alla-fermezza-del-quirinale/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 08:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Presidente Napolitano, se mi permette, nostro grande Presidente, garante  della Costituzione , del Parlamento, della separazione dei poteri,degli  strumenti della Democrazia Liberale,grazie per il suo puntuale e coraggioso  intervento sulla squallida questione Brancher.
Con la nostra debolissima voce ci rivolgiamo a Lei e ci attendiamo, come già in passato, atti inequivocabili che
impongano il galateo istituzionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Presidente Napolitano, se mi permette, nostro grande Presidente, garante  della Costituzione , del Parlamento, della separazione dei poteri,degli  strumenti della Democrazia Liberale,grazie per il suo puntuale e coraggioso  intervento sulla squallida questione Brancher.</p>
<p>Con la nostra debolissima voce ci rivolgiamo a Lei e ci attendiamo, come già in passato, atti inequivocabili che<br />
impongano il galateo istituzionale e le regole, anziché il loro costante  aggiramento, nonché il ritorno al rispetto della più elementare sintassi e grammatica democratica, che di recente sembrano sparite, sapendo che Lei, venendo da lontano, conosce bene e gode del consenso popolare per imporne il rispetto.<br />
Oggi, con Guzzanti , ma con tutti i liberali italiani, le abbiamo dato la nostra solidarietà e confermato la fiducia che l&#8217;alto Ministero da Lei rappresentato sia l&#8217;unico residuale baluardo della Democrazia in Italia, che<br />
ogni giorno è fatta oggetto di inaudite violenze per trsfigurarla.<br />
Dalle leggi elettorali, che di fatto sottraggono la sovranità reale al popolo, comprimendo le garanzie costituzionali, fino al limite della elusione, per non parlare delle norme di legge, che anziché generali ed astratte, come dovrebbero essere, sono ad personam o tutt&#8217;al più ad castam. Dopo la vergognosa pratica di &#8220;nominare&#8221; in Parlamento fedeli, portaborse, veline, body gard, nani, ballerine per ottenerne il mansueto acritico sostegno,in cambio di prebende e status insperati, ora, gazie alla ultima legge, sicuramente  incostituzionale, del cosiddetto legittimo impedimento per il Presidente del Consiglio ed i Ministri, si è arrivati alla irriverenza istituzionale ed alla  spudorataggine di nominare un ministro al Dicastero del niente, perchè non si  sa ancora neanche quali competenze dovessero essergli assegnate e se servono a  qualcosa, oltre a creare attriti e conflitti di competenza con altri Ministri, per l&#8217;eclusivo, palese, svergognato scopo di sottrarlo alla Giustizia. Mai, Signor Presidente nella storia della nostra democrazia e neppure durante la<br />
dittatura, era avvento qualcosa di così vergognoso e pericolosamente arrogante. Mai un fatto del genere o lontanamente rassomigliante si è verificato in nessuna altra Democrazia Occidentale, alla cui civiltà ci sentiamo legati ed ai cui modelli si rifacciamo giornalmente.<br />
Presidente, non leggo quasi mai un Giornale &#8211; partito con Repubblica, lo trovo fastidiosamente schierato in modo aprioristico. Né considero un&#8217;attenuante che potrei definire in modo identico, anche se di segno contrario, Il Giornale.<br />
Oggi la gravità del volgare espediente Brancher per aggirare il processo ed il giudizio del proprio giudice naturale, mi ha indotto a leggere con attenzione la nota satirica di Sebastiano Messina e condividerla. Quel che più conta è che sottoscriverei dalla prima all&#8217;ultima parola quanto ha scritto Giuseppe D&#8217;Avanzo, che ho sempre considerato eccessivamente fazioso e di cui non avevo condiviso quasi mai nulla in vita mia. Se un inguaribile liberale, garantista come me e come Lei ben mi conosce, è costretto ad assumere simili posizioni,<br />
vuol dire che la nostra libertà è in pericolo e la può preservare soltanto una figura di assoluto prestigio istituzionale, come Il Nostro Presidente dell Repubblica. I liberali sono con Lei.<br />
Grazie per l&#8217;attenzione.<br />
Stefano de Luca</p>
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		<title>Solidarietà al presidente Napolitano che per il caso Brancher è stato messo nel sacco dai furbi manigoldi. Noi l&#8217;avevamo detto, il segretario del PLI aveva avvertito, ma purtroppo su di noi è ancora in vigore l&#8217;oscuramento.</title>
		<link>http://www.partitoliberale.it/2010/06/26/solidarieta-al-presidente-napolitano-che-per-il-caso-brancher-e-stato-messo-nel-sacco-dai-furbi-manigoldi-noi-lavevamo-detto-il-segretario-del-pli-aveva-avvertito-ma-purtroppo-su-di-noi-e-ancora/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 10:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Presidente Napolitano
A nome del segretario del PLI Stefano de Luca, mio personale e di tutto il Partito liberale Le esprimo la più sincera e convinta solidarietà per il caso Brancher, l&#8217;uomo che la giustizia vuole processare ma che i suoi furbi compari hanno pensato di mettere al riparo nel convento della imbarazzante legge sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--><span style="font-family: Times New Roman Bold;">Caro Presidente Napolitano</p>
<p>A nome del segretario del PLI Stefano de Luca, mio personale e di tutto il Partito liberale Le esprimo la più sincera e convinta solidarietà per il caso Brancher, l&#8217;uomo che la giustizia vuole processare ma che i suoi furbi compari hanno pensato di mettere al riparo nel convento della imbarazzante legge sul &#8220;legittimo impedimento&#8221; che somiglia al rifugio che nella Milano spagnolesca e mafiosa del Manzoni veniva offerto ai manigoldi per sfuggire ai giudici. Purtroppo è il caso di dire che &#8220;noi l&#8217;avevamo detto&#8221;, visto che su questo sito ufficiale dell&#8217;antico e glorioso Partito liberale, un partito rappresentato anche in Parlamento, il Segretario Nazionale aveva pochi giorni fa messo in guardia su quel che stava accadendo di vergognoso a sua insaputa e a spese dell’Istituzione che ella rappresenta.</p>
<p>La nomina di Brancher a ministro s segretario di Stato della Repubblica è avvenuta infatti, gentile Presidente, sotto la Sua personale responsabilità e noi ci sentiamo di dire che lei è stato artatamente tratto in inganno e che l&#8217;istituzione ha subito un vulnus di cui lei come persona è innocente, mentre coloro che l&#8217;hanno indotta a far giurare Brancher al Quirinale sono vergognosamente colpevoli.</p>
<p>Noi liberali speriamo che Ella, signor Presidente, possa oggi valutare quel che è accaduto con animo sereno e severo, sapendo anche di poter sempre contare sul sostegno più convinto e solidale dei liberali italiani, e che Lei signor presidente induca coloro che l&#8217;hanno ingannata a fare non uno ma cento passi indietro e che Brancher restituisca immediatamente il suo pretestuoso mandato e si renda disponibile per essere processato.</p>
<p>On Paolo Guzzanti, vice segretario del PLI<br />
</span><br />
<!--EndFragment--></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>NICOLA FORTUNA: ONORE A MILANO TRICOLORE</title>
		<link>http://www.partitoliberale.it/2010/06/25/nicola-fortuna-onore-a-milano-tricolore/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 19:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano e la Valle del Po
Ritengo sia giusto ribadire, in questi giorni in cui anche le massime Istituzioni Milanesi sembrano sfumare il ricordo della nostre radici storiche con definizioni nuove e sorprendenti, che Milano, da sempre adagiata in Valpadana, è dal 1796 Città del Tricolore.
La Battaglia di Arcole, di lì a poco, vide il valore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Milano e la Valle del Po</strong></p>
<p>Ritengo sia giusto ribadire, in questi giorni in cui anche le massime Istituzioni Milanesi sembrano sfumare il ricordo della nostre radici storiche con definizioni nuove e sorprendenti, che Milano, da sempre adagiata in Valpadana, è dal 1796 Città del Tricolore.</p>
<p>La Battaglia di Arcole, di lì a poco, vide il valore di 3796 volontari prevalentemente lombardi che inalberavano il Tricolore come simbolo di concordia e libertà tra italiani nella Legione Lombarda Cacciatori a Cavallo.</p>
<p>Vogliamo dimenticare anche questo ?</p>
<p>Vogliamo solo parlare di Padania e mai di Valpadana e di unità tra italiani, alla vigilia del 150° anniversario ?</p>
<p>Ma, come scrive opportunamente Angelo Panebianco, il problema è molto più profondo ed è compito delle Istituzioni stemperare le incomprensioni, i localismi egoistici, le situazioni di scontro, ed avviare un dibattito civile tra italiani, non usando toni sarcastici, diluendo i dissidi anziché acuirli, ricordando magari anche il cuore tricolore della nostra città, che unisce e non divide !</p>
<p><strong>Nicola Fortuna</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Commissario Regionale P.L.I.  Lombardia</strong></p>
<p><strong>Presidente del Comitato Tricolore all’Arco della Pace</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LIBERALE E’ CHI IL LIBERALE FA.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 10:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>

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		<description><![CDATA[di Enrico Saponaro
L’asticella del pensiero liberale trova oggi un incremento populista, dato da le mille bandiere che lo issano a vessillo politico-culturale. Questo rappresenta nei partiti un evidente necessità di rappresentanza. A guardar bene però, tutti si tengono ben accorti dal fare politiche liberali. Ogni rappresentanza cerca di potersi fregiare d’esser liberale, come se fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Enrico Saponaro</p>
<p>L’asticella del pensiero liberale trova oggi un incremento populista, dato da le mille bandiere che lo issano a vessillo politico-culturale. Questo rappresenta nei partiti un evidente necessità di rappresentanza. A guardar bene però, tutti si tengono ben accorti dal fare politiche liberali. Ogni rappresentanza cerca di potersi fregiare d’esser liberale, come se fosse una coccarda da esibire, per aggiudicarsi quella rispettabilità politica che oggi vede profonde defezioni nell’autoreferenzialità concessa dalle consultazioni elettorali.</p>
<p>Certamente è utile ricordare che i partiti di oggi provengono dalle ceneri del pensiero politico italiano, che dai comunisti ai missini trovava identità chiare e ben definite. Nell’attuale rappresentanza parlamentare d’altra parte, non v’è più quell’identità cristallina, che fungeva da valvola di garanzia nell’offrire all’elettorato un chiaro segno di responsabilità politica nell’azione di rappresentanza.</p>
<p>Essere liberale, comporta <em>in primis </em>un’obbligata valutazione di <em>status</em>. Seguendo le riflessioni di Benedetto Croce, si scorgono due categorie di <em>status</em> liberale riferite al <em>to be</em> ed al <em>to do</em> della condizione scelta. Pertanto pare che lo <em>status</em> liberale si divida in una condizione dello spirito od in una azione incisiva del fare. Ahimè Benedetto Croce optò per il to be. Questa scelta condizionò per anni molte coscienze, al punto da creder che l’attività politica fosse condizione non necessaria. L’individualismo più radicato, vicino al pensiero liberale, ha fatto il resto: spezzando ogni rapporto comunicativo riducendo “<em>l’essere liberale</em>” a mera condizione dell’animo umano.</p>
<p>La diffusione di alcune chiavi del pensiero liberale, ha portato oggi quasi un plebiscito di simpatie. Parole quindi come: libertà, semplificazione e merito sono diventati i <em>mantra</em> collettivi da sfoderare per ammaliare le masse in tutte le salse possibili.</p>
<p>Riprendendo il pensiero nobile di Benedetto Croce per contemporaneizzarlo, si comprende quindi come il <em>to be</em> si presti facilmente alla guerra dei “patentini liberali” da esibire all’elettorato.</p>
<p>L’unico rimedio pare quindi esser tuttavia quello di scardinare questo dualismo di status, per garantire all’elettorato che: “LIBERALE E’, CHI IL LIBERALE FA”.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Scompare con Piero Milio, Vicepresidente del PLI in Sicilia, già senatore e prestigioso avvocato, una delle figure più importanti del mondo liberale. Il triste annunciodel Segretario de Luca e del Presidente del CN Enzo Palumbo. Domani, lunedì 21 giugno, i funerali.</title>
		<link>http://www.partitoliberale.it/2010/06/20/scompare-con-piero-milio-vicepresidente-del-pli-in-sicilia-gia-senatore-e-prestigioso-avvocato-una-delle-figure-piu-importanti-del-mondo-liberale-domani-lunedi-21-giugno-i-funerali/</link>
		<comments>http://www.partitoliberale.it/2010/06/20/scompare-con-piero-milio-vicepresidente-del-pli-in-sicilia-gia-senatore-e-prestigioso-avvocato-una-delle-figure-piu-importanti-del-mondo-liberale-domani-lunedi-21-giugno-i-funerali/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 17:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ricordo del segretario nazionale del PLI Stefano de Luca
Ieri, 19 giugno 2010, ha cessato di vivere il caro amico Piero Milio. Liberale sin da quando portava ancora i calzoni corti, che fu eletto alla Camera con l’Alleanza per l’Italia ed al Senato nella Lista Radicale, ma non modificando mai il suo profilo liberale.
Avvocato ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il ricordo del segretario nazionale del PLI Stefano de Luca</em></p>
<p>Ieri, 19 giugno 2010, ha cessato di vivere il caro amico Piero Milio. Liberale sin da quando portava ancora i calzoni corti, che fu eletto alla Camera con l’Alleanza per l’Italia ed al Senato nella Lista Radicale, ma non modificando mai il suo profilo liberale.</p>
<p>Avvocato ed appassionato del Diritto, è stato protagonista dei più importanti processi palermitani, tra i quali ricordo la Parte Civile per il Comune di Palermo nel Maxiprocesso contro la cupola mafiosa, la appassionata difesa di Bruno Contrada e quella, non meno difficile, del Generale Mori, il cui secondo processo è ancora in corso.</p>
<p>Rigoroso difensore delle proprie idee, non sempre, nella lunghissima comune militanza nel PLI, ci siamo trovati d’accordo, come si conviene tra liberali, ma abbiamo  condiviso una incrollabile fede nel Diritto e nella Libertà. Fino all’ultimo Congresso Nazionale del partito del febbraio del 2009, Piero ritenne lealmente di schierarsi con l’opposizione, nella cui lista fu eletto Consigliere Nazionale, ma, subito dopo, in Sicilia, ha contribuito alla definizione di una linea comune, votata all’unanimità ed ha, da allora, condiviso tutte le scelte, sia locali che nazionali del nostro Partito.</p>
<p>Desidero ricordarlo a tutti gli amici liberali per la sua caratteristica di autentico combattente, anche contro il suo debole cuore. Ha sempre vinto e ricominciato con la stessa passione. Ieri, purtroppo, è stato sconfitto, ma, come avrebbe voluto, in trincea, mentre pronunciava un discorso ad un seminario di giuristi, non fiaccato in un letto di Ospedale.</p>
<p>Con la sua scomparsa, non solo la sua famiglia, i suoi figli, ma tutti, abbiamo perso un amico, un uomo di Diritto, un Liberale.</p>
<p>Stefano de Luca</p>
<p>L&#8217;annuncio del Presidente del consiglio Nazionale Sen. Enzo Palumbo:</p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman';">Cari Amici,<br />
è con profondo dolore che Vi partecipo l&#8217;improvvisa scomparsa di Piero Milio, avvocato prestigioso, già deputato e senatore della Repubblica, amico di una vita e, da ultimo,  vice-presidente regionale del PLI della Sicilia. I funerali avranno luogo a Capo d&#8217;Orlando nel pomeriggio di domani lunedì 21 giugno e nel messaggio in calce, che Vi inoltro, troverete le indicazioni necessarie anche sui recapiti a cui potrete indirizzare il Vostro cordoglio.<br />
Con assoluta mestizia.</span><span style="font-family: 'Times New Roman Bold';"><br />
</span><span style="font-family: 'Times New Roman';">Enzo Palumbo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman Bold';">Ecco il dispaccio con cui Claudio Longo ha dato il doloroso annuncio:</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman Bold';">&#8220;Comunico con  viva costernazione e profondo dolore l&#8217;improvvisa  scomparsa di Piero Milio liberale, avvocato, deputato e senatore della della Repubblica, uomo probo ed integerrimo,  strenuo difensore dei principi di libertà e di giustizia, colpito da infarto nel primo pomeriggio  di sabato 19 giugno durante lo svolgimento del Convegno  sullo &#8220;Stalking&#8221; al Castello Utveggio.<br />
La salma è stata traslata nella antica casa di famiglia, nella campagna  tra  Capo d&#8217;Orlando e Brolo, dove domenica pomeriggio conto di andare a rendergli visita.<br />
I funerali avranno luogo a Capo d&#8217;Orlando, nel pomeriggio di Lunedì 21,<br />
alle ore 16 .30, nella Chiesa di Cristo Re.<br />
Claudio Longo<br />
Recapiti Studio legale Milio : via Catania 166 Palermo, tel/ fax  091 6262 978 / 979, E.m &lt;<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="studiolegalemilio@libero.it">studiolegalemilio@libero.it</a></span></span>&gt;,</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.partitoliberale.it/2010/06/20/scompare-con-piero-milio-vicepresidente-del-pli-in-sicilia-gia-senatore-e-prestigioso-avvocato-una-delle-figure-piu-importanti-del-mondo-liberale-domani-lunedi-21-giugno-i-funerali/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Obiezioni all&#8217;approvazione dello Statuto e alle sue applicazioni. L&#8217;iscritto avvocato Ferrucci sostiene che non il Consiglio Nazionale ma soltanto il Congresso poteva farlo La verità è che fu proprio lo scorso congresso a  delegare ad una apposita commissione questa funzione e, dopo molte traversie, il dettato congressuale è stato soddisfatto.</title>
		<link>http://www.partitoliberale.it/2010/06/20/obiezioni-allapprovazione-dello-statuto-e-alle-sue-applicazioni-liscritto-avvocato-ferrucci-sostiene-che-non-il-consiglio-nazionale-ma-soltanto-il-congresso-poteva-farlo-la-verita-e-che-fu-propri/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 11:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi permetto farLe rilevare alcune incongruenze e perplessità su cui ho riflettuto  in merito alla Sua lettera di cui all’oggetto.
Precisamente è da rilevare che:
1)     se un “nuovo” Statuto del PLI è stato approvato dal Consiglio Nazionale in data 21-22 maggio 2010, il Commissario per la Lombardia, non previsto dal precedente Statuto, non può essere stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--><span style="color: #1f497d;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Calibri, Verdana, Helvetica, Arial;">Mi permetto farLe rilevare alcune incongruenze e perplessità su cui ho riflettuto  in merito alla Sua lettera di cui all’oggetto.<br />
Precisamente è da rilevare che:<br />
1)     se un “nuovo” Statuto del PLI è stato approvato dal Consiglio Nazionale in data 21-22 maggio 2010, il Commissario per la Lombardia, non previsto dal precedente Statuto, non può essere stato nominato dalla Direzione Nazionale in data antecedente e cioè il 18 marzo 2010;<br />
</span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman Bold';"><br />
</span><span style="color: #1f497d;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Calibri, Verdana, Helvetica, Arial;">2)     il “precedente” Statuto prevedeva (e prevede) all’art. 16 che “Eventuali <span style="text-decoration: underline;">modifiche</span> dello Statuto sono di competenza del Congresso Nazionale, che vi provvede con votazione per scrutinio segreto a maggioranza assoluta dei soci presenti”;<br />
</span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman Bold';"><br />
</span><span style="color: #1f497d;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Calibri, Verdana, Helvetica, Arial;">3)     la Direzione Regionale dovrebbe essere eletta da “tutti gli iscritti al Partito della Regione” (art. 9 dello Statuto).<br />
</span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman Bold';"><br />
</span><span style="color: #1f497d;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Calibri, Verdana, Helvetica, Arial;">Orbene pare opportuno far rilevare che:<br />
A)    nessuna competenza è attribuita statutariamente al Consiglio Nazionale per la modifica dello Statuto (<span style="text-decoration: underline;">a maggior ragione per redigerne o approvarne uno nuovo !</span>);<br />
</span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman Bold';"><br />
</span><span style="color: #1f497d;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Calibri, Verdana, Helvetica, Arial;">B)     lo Statuto costituisce la norma cardine di ogni associazione, essendo un atto normativo fondamentale di un ente collettivo pubblico o privato (alla stessa stregua che la Costituzione è per uno Stato Democratico);<br />
</span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman Bold';"><br />
</span><span style="color: #1f497d;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Calibri, Verdana, Helvetica, Arial;">C)     lo Statuto può essere liberamente modificato o sostituito da altro Statuto con le modalità previste nello Statuto stesso che, finchè rimane in vita, ha natura di norma cogente per tutti gli associati.<br />
</span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman Bold';"><br />
</span><span style="color: #1f497d;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Calibri, Verdana, Helvetica, Arial;">Gradirei un cortese riscontro non solo dal destinatario principale in indirizzo, ma anche pareri ed opinioni dagli  altri destinatari.<br />
Con i migliori saluti dall’iscritto al PLI.<br />
Fernando Ferrucci</span></span></span></p>
<p><strong>Guzz &#8211; Gentile avvocato, io ho sempre diffidato delle dispute in punta di diritto, perché mi ricordano la catastrofe dei Maya che si estinsero per eccesso di sacrifici umani in nome delle regole religiose. Il Congresso delegò ad una Commissione eletta allo scopo la formulazione del nuovo Statuto che finalmente è arrivato in porto dopo una lunga vicenda di stop and go perché alcuni membri della Commissione si sono ritirati e sono stati sostituiti. Inoltre l&#8217;approvazione è avvenuta dopo un accordo politico fra le diverse componenti del Partito, in seno alla Direzione nazionale. Dunque mi sembra che sia la forma che la sostanza sia siano state rispettate. La questione principale era quella di impedire che chiunque avesse abbastanza soldi da tesserare una massa di finti iscritti da trasportare con carovane di pullman, potesse comperarsi il partito. Non soltanto questo, naturalmente, ma questo prima di tutto. Si potranno del resto proporre tutte le modifiche che il prossimo Congresso vorrà proporre e approvare.</strong></p>
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		<title>Articolo di Stefano de Luca: il caso Aldo Brancher, ovvero una storia di nomine ad personam per sfuggire alla giustizia e al conservatorismo di un governo bigotto.</title>
		<link>http://www.partitoliberale.it/2010/06/20/articolo-di-stefano-de-luca-il-caso-aldo-brancher-ovvero-una-storia-di-nomine-ad-personam-per-sfuggire-alla-giustizia-e-al-conservatorismo-di-un-governo-bigotto/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 07:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Governo attento ha provveduto con prontezza fulminea, tanto da dimenticare di avvertire in tempo i Presidenti delle Camere e gli altri Ministri, a nominare Aldo Brancher Ministro per l’attuazione del federalismo. Proprio quello di cui l’Italia sentiva un disperato bisogno.
La nomina ed il relativo giuramento al Quirinale, con una decisione a sorpresa, ha premiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un Governo attento ha provveduto con prontezza fulminea, tanto da dimenticare di avvertire in tempo i Presidenti delle Camere e gli altri Ministri, a nominare Aldo Brancher Ministro per l’attuazione del federalismo. Proprio quello di cui l’Italia sentiva un disperato bisogno.</p>
<p>La nomina ed il relativo giuramento al Quirinale, con una decisione a sorpresa, ha premiato l’ex prete ed ex impiegato della Publitalia di Berlusconi, già arrestato nel 93 per presunte tangenti versate per conto del gruppo Fininvest  per gli spot sull’AIDS, ed attualmente  accusato nel processo per la scalata BPL alla Antonveneta, a causa di un inspiegabile accredito della modesta somma di trecento milioni di Euro sul conto della moglie Luana Maniezzo, la cui udienza è fissata per l’imminente data del 26 giugno, dopo una serie di rinvii per suoi impedimenti.</p>
<p>C’è da scommettere che il neo Ministro non si presenterà a causa dei gravosi compiti in seno al nuovo Dicastero, facendo scattare in proprio favore la legge sul legittimo impedimento, recentemente approvata per il Presidente del Consiglio e per i Ministri, che consente di bloccare i processi per 18 mesi. Si spiega così la fretta clandestina della sua nomina, certamente più urgente di quella del Ministro delle Attività Produttive, dimissionario e non sostituito da oltre un mese. D&#8217;altronde l’urgenza di designare un attuatore del Federalismo, che ancora non c’è, è evidente, rispetto alle trascurabili problematiche dell’Energia, della cantieristica, delle industrie manifatturiere e della ripresa produttiva del Paese in generale. Non bastavano le competenze di ben tre Ministri, Bossi, Calderoli e Fitto. Era improrogabile la nomina di un quarto, per sottrarlo alla persecuzione della Magistratura.</p>
<p>Il discreto Brancher, regista silenzioso e curiale dei rapporti tra Berlusconi, col quale ha un antico rapporto, anche consolidato dalle pesanti conseguenze della sua fedeltà, e Umberto Bossi e Calderoli,  nei momenti più delicati è stato il vero uomo cerniera. L’addensarsi di altre nubi sul sacerdote, che ha abbandonato la tonaca per scoprire una spiccata vocazione per gli affari, imponevano la repentina decisione di una nomina <em>ad oras</em> a causa di un ulteriore coinvolgimento nella scabrosa vicenda di Gennaro Mockbel e della costituzione del Partito federale italiano in Belgio, dal quale sarebbe nata la candidatura di Nicola Di Girolamo, che ha dovuto abbandonare il seggio senatoriale per essere accolto nelle patrie galere e che sta confessando speculazioni miliardarie in danno delle Finanze Pubbliche. Complimenti, una scelta opportuna e, soprattutto, utile e tempestiva.</p>
<p>Lo stesso governo, che dimostra un così alto profilo di moralità, sempre nella stessa giornata di oggi, attraverso l’autorevole Ministra delle Pari Opportunità  Mara Carfagna, ha definito come  “irricevibile” perché in aperto contrasto con la linea del Governo, la proposta, seria ed intelligente, del Sen. Lucio Malan  del suo stesso partito, nonché quella analoga della Senatrice Radicale Donatella Poretti sulla tassazione della prostituzione.</p>
<p>Noi liberali condividiamo in pieno la iniziativa del Sen Malan, perchè, legalizzando la prostituzione,riteniamo che si possa assicurare, a chi vi si dedica, una dignità umana, che oggi non viene riconosciuta,  sottraendo tali soggetti allo sfruttamento. Allo stesso tempo, si ridarebbe decoro all’ambiente urbano, eliminando la prostituzione dalle strade e trasferendola in luoghi chiusi, con controlli medici periodici. Il gettito fiscale sarebbe rilevante, ma soprattutto farebbe rientrare nella legalità una attività, che oggi, muovendosi in uno spazio ambiguo, dominato dalle criminalità organizzata, alimenta traffici illegali e da luogo a gravi reati.</p>
<p>La Gioventù Liberale si è impegnata molto in questo campo, predisponendo una articolata Proposta di Legge. Bisogna cercare di raccordarsi con Lucio Malan, con Donatella Poretti e con tutti coloro che, trasversalmente, la pensano come noi, per approvare una legge di civiltà e battere un Governo ed un Ministro conservatori e bigotti.</p>
<p>Stefano de Luca  <em></em></p>
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		<item>
		<title>Referendum abrogativo della legge elettorale detta &#8220;Porcellum&#8221;. Molti non hanno capito e si dilettano nel raccontare e discutere i propri sogni sulla legge elettorale perfetta. Oggi non è questo il tema: abrogando l&#8217;attuale &#8220;porcata&#8221; si tornerà automaticamente al precedente &#8220;Mattarellum&#8221;. Se poi il Parlamento avrà la bontà di pensare e approvare un&#8217;altra legge, allora ne parleremo. Fino a quel momento dobbiamo concentrarci soltanto sull&#8217;obiettivo della cancellazione di questa vergogna e non perdere tempo a discutere sulla miglior legge elettorale possibile. Ecco la spiegazione integrativa del Presidente Scognamiglio. Organizzatevi per raccogliere firme preventive e a fare elenchi, allestendo banchetti per settembre: è l&#8217;ora dell&#8217;azione e non delle disquisizioni sui massimi sistemi.</title>
		<link>http://www.partitoliberale.it/2010/06/17/referendum-abrogativo-della-legge-elettorale-detta-porcellum-molti-non-hanno-capito-e-si-dilettano-nel-dichiarare-i-propri-sogni-sulla-legge-elettorale-perfetta-oggi-on-e-questo-il-tema-abrogan/</link>
		<comments>http://www.partitoliberale.it/2010/06/17/referendum-abrogativo-della-legge-elettorale-detta-porcellum-molti-non-hanno-capito-e-si-dilettano-nel-dichiarare-i-propri-sogni-sulla-legge-elettorale-perfetta-oggi-on-e-questo-il-tema-abrogan/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 14:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cosa si può fare
Per eliminare questa grave manipolazione dei principi della democrazia e per prevenire i danni ulteriori che ne potrebbero derivare si può fare ricorso allo strumento previsto dall’art.75 della nostra Costituzione, che prevede l’indizione di un referendum popolare  per l’abrogazione di una legge quando lo richiedano cinquecentomila elettori. L’abrogazione della “porcata” conseguente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Che cosa si può fare</strong></p>
<p>Per eliminare questa grave manipolazione dei principi della democrazia e per prevenire i danni ulteriori che ne potrebbero derivare si può fare ricorso allo strumento previsto dall’art.75 della nostra Costituzione, che prevede l’indizione di un <em>referendum </em>popolare  per l’abrogazione di una legge quando lo richiedano cinquecentomila elettori. L’abrogazione della “porcata” conseguente allo svolgimento del <em>referendum </em>avrà l’effetto di riportare in vigore la legge elettorale precedente che è stata sostituita (abrogata) dalla “porcata”, ossia la legge 3 agosto 1993 n.276/77. Quest’ultima prevede un sistema per due terzi maggioritario su collegi uninominali (475 seggi alla Camera e 232 al Senato) corretto con una proporzionale per il residuo terzo: si tratta di un sistema che non può essere definito ottimale (e del resto nessun sistema elettorale lo è), ma è comunque incomparabilmente migliore della “porcata” sotto il profilo del rispetto dei valori e dei principi della democrazia.</p>
<p>Dunque coraggio, cari amici della democrazia liberale, questa è una cosa che si possiamo – e soprattutto dobbiamo – fare.</p>
]]></content:encoded>
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