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	<title>Partito Liberale Italiano &#187; Comunicati</title>
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		<title>Quale riforma elettorale?</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 13:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>segreteria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“Il Capo dello Stato continua ad esercitare una forte pressione nei confronti delle forze politiche, perché accolgano la pressante richiesta dei cittadini di una riforma elettorale che restituisca loro la piena sovranità. Tuttavia siamo estremamente pessimisti rispetto al risultato, &#8211; ha affermato Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI &#8211; che tenderà a rafforzare il ruolo della casta dei partiti presenti in Parlamento, piuttosto che a raccogliere la richiesta dei cittadini di riconquistare il potere di scelta dei propri rappresentanti in Parlamento. Le forze politiche attualmente presenti nelle due Camere hanno solo l’interesse, per difendere la propria essenzialità, di aggiustare&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Il Capo dello Stato continua ad esercitare una forte pressione nei confronti delle forze politiche, perché accolgano la pressante richiesta dei cittadini di una riforma elettorale che restituisca loro la piena sovranità. Tuttavia siamo estremamente pessimisti rispetto al risultato, &#8211; ha affermato Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI &#8211; che tenderà a rafforzare il ruolo della casta dei partiti presenti in Parlamento, piuttosto che a raccogliere la richiesta dei cittadini di riconquistare il potere di scelta dei propri rappresentanti in Parlamento. Le forze politiche attualmente presenti nelle due Camere hanno solo l’interesse, per difendere la propria essenzialità, di aggiustare l’attuale legge, eliminando il premio di maggioranza e possibilmente alzando gli sbarramenti nei confronti delle forze minori, senza toccare l’aspetto più delicato, quello della nomina dei parlamentari. I Liberali invece, ritengono necessaria una riforma profonda attraverso il ritorno a collegi uninominali, di dimensioni relativamente modeste, in modo che si ristabilisca un solido rapporto tra elettori ed eletti.”</p>
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		<title>Bene la responsabilità civile dei giudici</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>segreteria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Segretario Nazionale del PLI, Stefano de Luca, ha rilasciato la seguente dichiarazione:<br />
 “Quasi mai i liberali concordano con le iniziative della Lega. Hanno tuttavia condiviso  incondizionatamente il loro emendamento, approvato dall’Aula di Montecitorio, con voto ampiamente trasversale, che impone la responsabilità civile dei giudici per i loro atti nei confronti dei cittadini danneggiati.<br />
Un referendum popolare aveva affermato, con larghissimo consenso, tale principio. Successivamente, il Parlamento lo aveva posto nel nulla, dimostrando un inammissibile disprezzo per la volontà dei cittadini ed avallando un insopportabile privilegio, a favore della corporazione dei magistrati, che ne sono esenti, a differenza di tutti gli altri&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Segretario Nazionale del PLI, Stefano de Luca, ha rilasciato la seguente dichiarazione:<br />
 “Quasi mai i liberali concordano con le iniziative della Lega. Hanno tuttavia condiviso  incondizionatamente il loro emendamento, approvato dall’Aula di Montecitorio, con voto ampiamente trasversale, che impone la responsabilità civile dei giudici per i loro atti nei confronti dei cittadini danneggiati.<br />
Un referendum popolare aveva affermato, con larghissimo consenso, tale principio. Successivamente, il Parlamento lo aveva posto nel nulla, dimostrando un inammissibile disprezzo per la volontà dei cittadini ed avallando un insopportabile privilegio, a favore della corporazione dei magistrati, che ne sono esenti, a differenza di tutti gli altri professionisti, che vengono chiamati a rispondere dei propri errori.<br />
Non ci sorprende la schizzofrenica presa di posizione di Di Pietro, che ha definito la norma di civiltà oggi votata dalla Camera, come ricattatoria e rivelatrice di “una volontà di fermare la magistratura”. Ma fermare da cosa? Soltanto dai propri errori più clamorosi.<br />
Ci meraviglia, invece, quanto affermato da Bersani, che rivela, di fatto, una sorta di subordinazione, anche del suo partito, a quella consorteria dei giudici, che da troppo tempo tende a porsi al di sopra di ogni altro potere e della stessa legge. Che di questo si tratti, lo dimostra l’affermazione del presidente dell’ANM Palamara, il quale ha definito il voto della Camera come la vendetta dei politici, ed anche lui ha usato l’espressione “fermare” i Giudici. Tale dichiarazione suona come esplicita sfiducia verso quegli altri magistrati che dovrebbero giudicare dell’operato dei colleghi. Una simile frase, detta a caldo, non può che rivelare che si tratti di fratelli serpenti, che non attendono altro che di azzannarsi, o che certe illegittimità e violazioni di leggi sono così frequenti e palesi che si teme possa esservi sempre un giudice a Berlino, in grado di trovare il coraggio di condannare il collega per responsabilità civile.<br />
Il PLI si augura che il Senato non cancelli la norma, assicurando ad ogni cittadino danneggiato da una decisione, emessa colpevolmente, in difformità, o peggio, contro la legge, di poter chiedere ad un altro magistrato, nella certezza che esista sempre un giudice competente ed onesto, il risarcimento del danno subito.<br />
Tutto qua, niente di anormale, anzi ordinaria amministrazione in un Paese moderno e civile. La scomposta reazione dell’ANM, del Fatto Quotidiano, e dei soliti amplificatori, professionisti del partito dei giudici, non sorprende e finisce col diventare essa stessa una conferma dell’uso gravemente distorto del più delicato dei poteri e della necessità di intervenire urgentemente, riaffermando la superiorità del Parlamento.”</p>
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		<title>Positivo intervento dell&#8217; Antitrust europea</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 12:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>segreteria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“La decisione dell’Antitrust europea di bloccare la fusione tra la Borsa di New York e quella di Francoforte è quanto mai opportuna, sia sotto il profilo del necessario pluralismo dei mercati, evitando concentrazioni troppo grandi, ma principalmente per scongiurare ulteriori importazioni in Europa, dei sofisticati imbrogli  finanziari americani che – ha affermato Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI &#8211; hanno già tanto danneggiato il nostro Continente. L’economia degli Usa è principalmente fondata sul debito e sul bluff, anche se assistita da una straordinaria abilità e da una solida difesa da parte della Federal Reserve. Sarebbe stata deleteria una associazione&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La decisione dell’Antitrust europea di bloccare la fusione tra la Borsa di New York e quella di Francoforte è quanto mai opportuna, sia sotto il profilo del necessario pluralismo dei mercati, evitando concentrazioni troppo grandi, ma principalmente per scongiurare ulteriori importazioni in Europa, dei sofisticati imbrogli  finanziari americani che – ha affermato Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI &#8211; hanno già tanto danneggiato il nostro Continente. L’economia degli Usa è principalmente fondata sul debito e sul bluff, anche se assistita da una straordinaria abilità e da una solida difesa da parte della Federal Reserve. Sarebbe stata deleteria una associazione più stretta con quella europea, tradizionalmente più solida, perchè legata all’economia reale e alla produzione industriale, piuttosto che ai fantasiosi prodotti finanziari e comunque priva del sostegno monetario per la mancanza di autonomia della Bce che, a differenza della Fed non può stampare moneta a proprio piacimento.”</p>
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		<title>28° Congresso Nazionale del PLI</title>
		<link>http://www.partitoliberale.it/28%c2%b0-congresso-nazionale-del-pli/</link>
		<comments>http://www.partitoliberale.it/28%c2%b0-congresso-nazionale-del-pli/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 12:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>segreteria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[<br /><br />Roma- 23, 24 e 25 marzo 2012<br />
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Roma- 23, 24 e 25 marzo 2012<br />
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<p><img class="alignnone size-medium wp-image-5816" title="exterior-del-hotel-izda" src="http://www.partitoliberale.it/wp-content/uploads/exterior-del-hotel-izda-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></p>
<blockquote><p>In considerazione del limitato numero di stanze disponibili a prezzo convenzionato, si invitano gli amici che volessero partecipare a prenotare al più presto <strong>attraverso la Segreteria del PLI</strong>: tel. 06.45505081; mail: <a href="mailto:segreteria@partitoliberale.it">segreteria@partitoliberale.it</a></p></blockquote>
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]]></content:encoded>
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		<title>Governo Monti: un profilo sempre più liberale</title>
		<link>http://www.partitoliberale.it/governo-monti-un-profilo-sempre-piu-liberale/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 18:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>segreteria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Segretario Nazionale del PLI, Stefano de Luca, ha rilasciato la seguente dichiarazione:</p>
<p>“Bisogna dar atto al Governo Monti che, sia pure condizionato da una maggioranza parlamentare eterogenea, va assumendo un profilo sempre più liberale.</p>
<p>Dopo l’avvio delle prime liberalizzazioni, ancorché timide e parziali, l’esecutivo si appresta a presentare un programma di privatizzazioni e dismissioni volte a ridurre l’immenso debito pubblico accumulato.</p>
<p>Oggi inoltre il Consiglio dei Ministri approverà un Decreto sulle semplificazioni, che servirà ad avviare il necessario processo di sburocratizzazione e semplificazione richiesto da imprese e cittadini.</p>
<p>Nello stesso provvedimento si prevede una significativa riduzione, nei concorsi pubblici, del valore delle lauree&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Segretario Nazionale del PLI, Stefano de Luca, ha rilasciato la seguente dichiarazione:</p>
<p>“Bisogna dar atto al Governo Monti che, sia pure condizionato da una maggioranza parlamentare eterogenea, va assumendo un profilo sempre più liberale.</p>
<p>Dopo l’avvio delle prime liberalizzazioni, ancorché timide e parziali, l’esecutivo si appresta a presentare un programma di privatizzazioni e dismissioni volte a ridurre l’immenso debito pubblico accumulato.</p>
<p>Oggi inoltre il Consiglio dei Ministri approverà un Decreto sulle semplificazioni, che servirà ad avviare il necessario processo di sburocratizzazione e semplificazione richiesto da imprese e cittadini.</p>
<p>Nello stesso provvedimento si prevede una significativa riduzione, nei concorsi pubblici, del valore delle lauree e del relativo voto, che è un importante primo passo, pur non arrivando fino alla abolizione del valore legale, come da sempre richiedono i liberali.</p>
<p>Allo stesso tempo, con la eliminazione dei contributi alle Università telematiche, prende avvio un graduale processo selettivo degli studi superiori, che porterà inevitabilmente alla chiusura di piccoli Atenei di provincia e facoltà o corsi di laurea inutili, che sono stati soltanto fabbriche delle illusioni, fonti di spreco di energie e risorse, per concentrarsi invece nel sostegno delle eccellenze”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Musso presenta un ddl in Senato sul reddito minimo garantito</title>
		<link>http://www.partitoliberale.it/musso-presenta-un-ddl-in-senato-sul-reddito-minimo-garantito/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>segreteria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>«Un provvedimento per contrastare la povertà, garantire un welfare sugli standard europei, e favorire la flessibilità del mercato del lavoro»</strong></p>
<p>Enrico Musso, candidato sindaco di Genova con la propria lista civica, ha presentato in Senato il disegno di legge sull’istituzione del reddito minimo garantito “di cittadinanza”. «Questo istituto – dice Musso – non solo vige attualmente in pressoché tutti i Paesi europei, esclusa la Grecia, ma nei Paesi di più consolidata democrazia è considerato una vera e propria conquista del welfare, immancabilmente legata alla riqualificazione del lavoratore perché capace di assicurargli la soglia minima vitale nel presente e di tornare a&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«Un provvedimento per contrastare la povertà, garantire un welfare sugli standard europei, e favorire la flessibilità del mercato del lavoro»</strong></p>
<p>Enrico Musso, candidato sindaco di Genova con la propria lista civica, ha presentato in Senato il disegno di legge sull’istituzione del reddito minimo garantito “di cittadinanza”. «Questo istituto – dice Musso – non solo vige attualmente in pressoché tutti i Paesi europei, esclusa la Grecia, ma nei Paesi di più consolidata democrazia è considerato una vera e propria conquista del welfare, immancabilmente legata alla riqualificazione del lavoratore perché capace di assicurargli la soglia minima vitale nel presente e di tornare a essere competitivo nel mercato del lavoro nel futuro. Indirettamente, incide positivamente sulla flessibilità del mercato del lavoro e può utilmente essere ripreso nell&#8217;imminente riforma annunciata dal Governo».</p>
<p>Nel dettaglio: ogni cittadino italiano residente sul territorio, che abbia compiuto i 18 anni, senza altri redditi, potrà ricevere un reddito mensile minimo garantito, al netto delle imposte, pari a 700 euro se vive da solo, o, se convive, pari alla differenza fra 1.300 euro e il reddito del convivente, o alla differenza fra 1.500 euro e il reddito di due conviventi. Secondo quanto previsto da Musso nel suo disegno di legge, perde il diritto al reddito di cittadinanza chi abbia rifiutato per tre volte un qualsiasi lavoro o chi per tre volte si sia dimesso o sia stato licenziato, prima di aver lavorato almeno ogni volta per 1.400 ore; inoltre, nessun reddito è garantito a chi abbia un patrimonio finanziario, aziendale o immobiliare superiore ai 20 mila euro.</p>
<p>«L’obiettivo della legge – spiega Musso – è garantire che la politica economica sia orientata, da un lato, al contrasto della povertà ed esclusione sociale e, dall’altro, al miglioramento delle condizioni economiche, sociali, culturali e di vita del nostro Paese, col predisporre, in particolare, a favore dei cittadini italiani un reddito sufficiente per una vita decorosa. La riforma del lavoro non può prescindere da una seria pianificazione del welfare, oggi quasi inesistente in Italia, che consenta un’equa applicazione della flessibilità nel lavoro, di cui non debbano fare le spese i cittadini e le loro famiglie».</p>
<p>Hanno già sottoscritto il disegno di legge i senatori Teresa Armato (Pd), Giuseppe Astore (Gruppo Misto), Maurizio Fistarol (Udc), Elio Lannutti (Idv), Vincenzo Oliva (Autonomie), Massimo Palmizio (Pdl), Luciana Sbarbati (Movimento Repubblicani Europei), Helga Thaler (SVP).</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Enzo Palumbo, avvocato del Comitato referendario, sulla sentenza della Consulta</title>
		<link>http://www.partitoliberale.it/enzo-palumbo-avvocato-del-comitato-referendario-sulla-sentenza-della-consulta/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>segreteria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Corte Costituzionale merita rispetto anche quando le sue sentenze non si condividono.<br />
Ma il rispetto per l’Istituzione non può impedire di evidenziare la superficialità di una decisione che appare minimalista e burocratica, attestata su precedenti che non sono neppure tali, senza alcuno sforzo di approfondire le argomentazioni del Comitato promotore.<br />
Ma c’è di più.<br />
Si tratta di una decisione pericolosa per le conseguenze che può avere sull’ordinamento democratico, che d’ora in poi, mancando qualsiasi rimedio giuridicamente praticabile, sarà esposto ai capricci di una qualsiasi maggioranza parlamentare, oltretutto propiziata da un meccanismo elettorale che attribuisce il 55% dei seggi alla coalizione più forte,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte Costituzionale merita rispetto anche quando le sue sentenze non si condividono.<br />
Ma il rispetto per l’Istituzione non può impedire di evidenziare la superficialità di una decisione che appare minimalista e burocratica, attestata su precedenti che non sono neppure tali, senza alcuno sforzo di approfondire le argomentazioni del Comitato promotore.<br />
Ma c’è di più.<br />
Si tratta di una decisione pericolosa per le conseguenze che può avere sull’ordinamento democratico, che d’ora in poi, mancando qualsiasi rimedio giuridicamente praticabile, sarà esposto ai capricci di una qualsiasi maggioranza parlamentare, oltretutto propiziata da un meccanismo elettorale che attribuisce il 55% dei seggi alla coalizione più forte, anche se non rappresentativa della maggioranza assoluta degli elettori, in buona sostanza alla più forte delle minoranze.<br />
Qualcosa del genere è’ già successa con la legge Acerbo del 1923, che aprì la strada al regime fascista attraverso la successiva legge Rocco del 1929, che infine portò alla Camera dei fasci e delle corporazioni del 1939.<br />
Chiunque abbia a cuore le sorti della Democrazia italiana sappia che le sue libertà sono ormai affidate ad un Parlamento non rappresentativo, che in qualsiasi momento potrebbe distruggere la Democrazia italiana senza che sia possibile opporvisi attraverso il coinvolgimento diretto del popolo, la cui volontà è stata oggi ignorata, quando invece poteva essere giuridicamente assecondata, come sostenuto dalla gran parte della dottrina costituzionalista italiana.</p>
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		<item>
		<title>Ed ora la cessione del patrimonio pubblico</title>
		<link>http://www.partitoliberale.it/ed-ora-la-cessione-del-patrimonio-pubblico/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 13:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>segreteria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“Dopo l’avvio del, sia pure parziale, processo di liberalizzazioni, che dovrà essere proseguito con determinazione, il Governo non può sottrarsi alla necessità di affrontare il tema delle privatizzazioni.<br />
L’enorme debito pubblico, che appesantisce il bilancio dello Stato e determina gli altissimi <em>spread</em> e la sofferenza delle borse, deve essere abbattuto con una vendita straordinaria di patrimonio, mobiliare ed immobiliare dello Stato e degli Enti locali.<br />
In breve tempo si potrebbe estinguere almeno un quinto del nostro indebitamento, cedendo sul mercato terreni agricoli ed immobili non necessari per le attività istituzionali, nonché alienando grandissima parte delle partecipazioni in Poste Italiane, ENI, Terna, Enel, Finmeccanica&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Dopo l’avvio del, sia pure parziale, processo di liberalizzazioni, che dovrà essere proseguito con determinazione, il Governo non può sottrarsi alla necessità di affrontare il tema delle privatizzazioni.<br />
L’enorme debito pubblico, che appesantisce il bilancio dello Stato e determina gli altissimi <em>spread</em> e la sofferenza delle borse, deve essere abbattuto con una vendita straordinaria di patrimonio, mobiliare ed immobiliare dello Stato e degli Enti locali.<br />
In breve tempo si potrebbe estinguere almeno un quinto del nostro indebitamento, cedendo sul mercato terreni agricoli ed immobili non necessari per le attività istituzionali, nonché alienando grandissima parte delle partecipazioni in Poste Italiane, ENI, Terna, Enel, Finmeccanica e nelle altre imprese a partecipazione pubblica, eventualmente riservando allo Stato una <em>golden share</em>, per le decisioni più delicate. Inoltre potrebbe subito essere avviata la privatizzazione di un Carrozzone inutile, come la Rai, che, non svolge alcun “servizio pubblico”, anzi è al servizio, privatissimo, dei partiti politici della Seconda Repubblica, in gran parte morenti.<br />
Gli Enti Locali potrebbero ripianare i propri bilanci, vendendo immobili di loro proprietà, sovente in stato di abbandono e mettendo sul mercato le aziende dei servizi pubblici, fonti di spreco e di clientelismo politico.<br />
Se il Governo del Prof. Monti si intestasse fino in fondo tale scelta di necessità, come sembra abbia dimostrato di voler fare, potrebbe consegnare nel 2013 al Parlamento della prossima legislatura, eletto democraticamente dal Popolo Italiano, un Paese interamente risanato, compiendo un grande servigio alla comunità nazionale”.<br />
Lo ha dichiarato Stefano de Luca, Segretario Nazionale del Partito Liberale Italiano.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Si torni ai collegi uninominali</title>
		<link>http://www.partitoliberale.it/si-torni-ai-collegi-uninominali/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>segreteria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“Se, una volta evitato il referendum con l’aiuto della Corte Costituzionale, i Partiti della Seconda Repubblica riuscissero ad eliminare soltanto il premio di maggioranza, 1.210.000 cittadini si sentirebbero beffati – ha affermato Stefano de Luca Segretario Nazionale del PLI &#8211; e ciò allargherebbe il divario tra Paese reale e classe politica. Poiché la richiesta referendaria principale riguardava il diritto di scelta degli eletti, attualmente nominati dai Partiti, l’intervento legislativo dovrebbe riguardare tale punto cruciale. Il PLI è contrario al ritorno al voto di preferenza che potrebbe dar luogo ad ulteriori fenomeni di corruzione, ma si schiera per un sistema fondato&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Se, una volta evitato il referendum con l’aiuto della Corte Costituzionale, i Partiti della Seconda Repubblica riuscissero ad eliminare soltanto il premio di maggioranza, 1.210.000 cittadini si sentirebbero beffati – ha affermato Stefano de Luca Segretario Nazionale del PLI &#8211; e ciò allargherebbe il divario tra Paese reale e classe politica. Poiché la richiesta referendaria principale riguardava il diritto di scelta degli eletti, attualmente nominati dai Partiti, l’intervento legislativo dovrebbe riguardare tale punto cruciale. Il PLI è contrario al ritorno al voto di preferenza che potrebbe dar luogo ad ulteriori fenomeni di corruzione, ma si schiera per un sistema fondato su collegi uninominali di modeste dimensioni, che assicurino un stretto rapporto tra gli elettori e i loro rappresentanti. Una piccola quota di seggi potrebbe essere attribuita proporzionalmente per assicurare il diritto di tribuna alle Forze politiche minori.”</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Comunicazione della Direzione Nazionale</title>
		<link>http://www.partitoliberale.it/comunicazione-della-direzione-nazionale/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 17:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>segreteria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La Direzione Nazionale del PLI ha preso atto, con soddisfazione, della positiva conclusione della campagna per il tesseramento in vista del XXVIII Congresso Nazionale, (6° dalla ricostituzione) che si terrà a Roma il 23 24 25 marzo 2012.</p>
<p>La Direzione ha concordato le procedure per la convocazione delle Assemblee provinciali deputate ad eleggere i delegati ed ha definitivamente fissato l’ordine del giorno.</p>
<p>La sede congressuale è stata stabilita presso l’Hotel Eurostars Roma Aeterna di via Casilina 125 con inizio alle ore 11 di venerdì 23 marzo e prevedibile conclusione nelle prime ore del pomeriggio del 25.</p>
<p>Il Partito ha ottenuto una vantaggiosa convenzione&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Direzione Nazionale del PLI ha preso atto, con soddisfazione, della positiva conclusione della campagna per il tesseramento in vista del XXVIII Congresso Nazionale, (6° dalla ricostituzione) che si terrà a Roma il 23 24 25 marzo 2012.</p>
<p>La Direzione ha concordato le procedure per la convocazione delle Assemblee provinciali deputate ad eleggere i delegati ed ha definitivamente fissato l’ordine del giorno.</p>
<p>La sede congressuale è stata stabilita presso l’Hotel Eurostars Roma Aeterna di via Casilina 125 con inizio alle ore 11 di venerdì 23 marzo e prevedibile conclusione nelle prime ore del pomeriggio del 25.</p>
<p>Il Partito ha ottenuto una vantaggiosa convenzione con l’Hotel dove si svolgerà il Congresso.</p>
<p> Si pregano pertanto gli amici di voler procedere tempestivamente alle prenotazioni, possibilmente attraverso la Segreteria del PLI.</p>
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